GIOVANNI PAOLO II MI DONO’ GRAZIA PER RESISTERE ALLE SOFFERENZE CHE AVREI VISSUTO

I testimoni non devono tacere ciò che hanno visto, sentito, toccato.

Il 7 aprile 2005 pochi giorni dopo la morte di Giovanni Paolo II, in occasione di una messa dedicata a lui in cattedrale, a Grosseto, mi fu chiesto di fare una testimonianza a voce di quel mio incontro, purtroppo quel giorno non potetti partecipare dato che la mia malattia si era aggravata tal punto da non poter nemmeno uscire di casa. Dal mio letto  dettai una lettera alla mia amica Lucia e lei stessa mi donò le sue gambe, per andare in duomo e leggerla davanti a tutti.

Oggi alla vigilia della santificazione del Papa, posso con grande forza testimoniare che Giovanni Paolo II ha segnato e “seguito” il cammino con tante grazie anche dopo la sua morte. «Ho sconfitto la morte anche grazie alla fede che egli mi ha riacceso e, come lui, nei suoi ultimi momenti, ho imparato che per merito dei giovani ho avuto “gambe” ed esisto, anche solo semplicemente da una stanza chiusa, dalla mia camera, nel mio letto.

La sua eredità nella mia missione di vita. Adesso ho 52 anni, e il mio amore per la vita, è la Misericordia che lui mi ha trasmesso per mezzo di Gesù, con Gesù e per Gesù.

I testimoni non devono tacere ciò che hanno visto, sentito, toccato. Nemmeno io posso farlo.

Immagine

Papa Giovanni Paolo II a Grosseto. © Photo BF

Di seguito la lettera che feci scrivere in occasione della sua morte e leggere nella mia cattedrale, a Grosseto, il 7 Aprile 2005:

TESTIMONIANZA 7 APRILE 2005

IL MIO INCONTRO CON GIOVANNI PAOLO II

Il mio incontro con il Papa è stato nell’ottantanove come giovane tra i malati e non mi piacque molto essere tra i malati.

Fu l’ incontro” con una persona che incarnava Cristo e per me fu stravolgente…

Ero stata da sempre innamorata di Cristo ma quel Papa, quell’uomo alto, con gli occhi azzurri, mi guardava imponente e tenero era di fronte a me, con uno sguardo dolce si fermo’ fece il segno della croce sulla fronte di tutti i disabili e  a me  riservo’  una benedizione dall’alto, una croce  al di sopra della mia testa: quel gesto fatto a me,  era completamente differente da quelli fatti alle altre persone disabili allineate al mio fianco.

Pensai: <<Oh mamma: che significato avrà? Cosa vorrà dirmi?>>. Chiaramente lui non era consapevole che da quell’ incontro sarebbe nata dentro di me una “piccola Chiesa”…

 

Gli anni che seguirono furono gli anni della “sofferenza”: mi operai, diventai gravemente disabile e salii su quella carrozzella che tanto mi spaventava.

 

La mia quotidianità venne stravolta: l’intervento chirurgico, la paralisi, una malattia degenerativa che tutt’ora mi obbliga  a viver gran parte della giornata a letto.

Da allora ho fatto spesso memoria di quell’incontro che è l’incontro di ogni cristiano con la propria fede: l’essere cattolico significa incontrare una Persona : il cristianesimo è l’incontro con una Persona.

 

Papa Giovanni Paolo II ha detto Amen quando ha scelto di seguire Cristo, ha detto Amen prima di morire… ognuno di noi è chiamato a dire quell’Amen che significa: sia fatta la tua volontà, va bene, accetto, eccomiOgni volta che durante una celebrazione, una preghiera diciamo Amen dobbiamo essere consapevoli che ci rendiamo disponibili alla volontà di Dio: Dio sa come possiamo e quanto possiamo. Cristo è stato l’Amen di Dio; Giovanni Paolo II ha incarnato il Cristo come uomo e come Chiesa. Come avrei voluto essere qui per portare la voce dei miei Giovani, ma le mie condizioni fisiche non me l’hanno permesso.

 

Il Papa ha detto che bisogna guardare ai giovani con entusiasmo e con l’ultima sua frase ha voluto pensare a loro. Ha detto: i giovani saranno le vostre gambe.  Per me, Lorella , lo sono stati: pur non potendo viaggiare più,  sono stati i giovani che mi portano nei loro viaggi, nelle loro speranze, nelle loro vite.

I giovani oggi erano a S. Pietro: mi hanno telefonato e mi hanno cantato l’Emmanuel, l’Inno della GMG del 2000, e stasera avrebbero voluto essere qui.

I giovani sono le mie gambe: questo il loro compito.

Raccogliamo le Verità di Giovanni Paolo II. Che è la Chiesa.

 

Avrei voluto essere qui con tutti voi, assieme per dire al mondo che Papa Giovanni Paolo II è stato davvero un Padre: un padre di inaspettata tenerezza, sfrontato nell’umiltà della Fede, caparbio nell’incarnare la Croce: e così sia, Padre…  Anche io stasera mi sento pane spezzato: lo offro a Dio, perché anche la mia assenza stasera sia Chiesa. 

Lorella Ronconi,  Parrocchia Santissimo Crocifisso- Diocesi di Grosseto

Lorella Ronconi, felice di vivere. 

 

 

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Informazioni su Lorella Ronconi

Freeway on my wheelchair, social branding influencer, content marketing management, poetessa per amore della mia vita. "Ruoto, scivolo, piroetto tra vanità e gambe frettolose, non trovo le mie orme, ma io ruoto, si, in un mondo fatto di passi . Je Roule #JeRouleAvecToi, #ionomivergogno, #iosonorara "Dopo tanta sofferenza provocatami dall’ignoranza delle persone riguardo la mia diversa abilità, dopo tanto sentirmi “mostro” e nascondermi all’altro, ecco che mi guardo allo specchio e mi sento Sirena. Se nella mia precedente raccolta di poesie (Je Roule, E.T.S., Pisa 2008) “ruotavo”, riferendomi al mio vivere in carrozzella e ripiegandomi sulla mia condizione, adesso promuovo me stessa accettandomi con grande amore, con nuova forza e rinnovata autostima. Ho cambiato pelle, ora “guizzo”: ora sono una Sirena. Entità leggendaria, metà donna e metà fantastica frequentatrice delle più remote profondità del mare, la Sirena nuota e si muove in energica sintonia con il suo mondo; osserva, accucciata sulla roccia, le navi e i marinai e comprende che non potrà mai correre sulla terra ferma tra quei “piedi guerrigli”, né essi potranno mai nuotare negli abissi profondi degli oceani. “Tra voi e me c’è una distanza incolmabile”, sembra dire la Sirena, guardando lontano; la tristezza può impadronirsi di lei ma il tuffo guizzante la rinvigorisce, le rinnova le forze, la fa risentire combattiva, “guerriglia”. Lei, la Sirena, ed io, Lorella, crediamo fermamente nell’uguaglianza dei diritti e nella grande, magnifica ricchezza delle differenti abilità. L’unicità e l’irripetibilità di ciascuno di noi ci fa naturalmente guadagnare il diritto di essere parimenti accettati nella nostra normalità”. Cav. Lorella Ronconi www.lorellaronconi.it @lorellaronconi https://www.facebook.com/lorellaronconietor?ref=hl Vedi tutti gli articoli di Lorella Ronconi

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