Archivi del mese: aprile 2014

PESCARA, DISABILI SENZA BUS – Padre disperato minaccia di gettarsi dalla torre

Disabili senza bus Un padre minaccia: “Mi getto dalla torre”

Proteste per la sospensione del trasporto al Paolo VI La Fondazione: deve essere il Comune a garantire il servizio

di Vito de Luca

PESCARA. «Se non riprende il servizio di accompagnamento dei disabili, da parte della Fondazione Paolo VI, io salgo sul torrione del Comune e mi butto giù».

È disperato, Paolo Masciulli Ferri, il papà di un giovane di 28 anni autistico, dopo la decisione da parte della Fondazione Paolo VI di sospendere, dallo scorso 7 aprile, il servizio dei pullman che prelevava, in determinati punti di raccolta, i disabili iscritti al centro di riabilitazione, che a Pescara ha tre sedi: quella di via Pesaro, di viale Papa Giovanni XXIII e infine quella di via Tavo, il Tabor, frequentato dal figlio di Paolo Masciulli.

È una storia straziante, quella di Masciulli, di cui si è voluta far carico la Fials, la Federazione italiana autonomie locali e sanità, con il segretario provinciale, Gabriele Pasqualone, che ieri ha indetto una conferenza stampa sull’argomento.

«Prima, noi abitavamo a Montesilvano», racconta Masciulli, il quale oltre al giovane disabile ha altri due figli «e il Comune, con un suo servizio, provvedeva al trasporto di mio figlio. Ma tutto questo è durato fino alla morte di mia moglie, avvenuta qualche anno fa. Poiché mio figlio, legatissimo alla madre, ha voluto che ci trasferissimo vicini al cimitero dove ora è sepolta, in quello di via Colle di Mezzo, a Pescara».

E anche all’inizio di questo primo periodo seguito al trasloco, la situazione non cambia. «Dal 2011 al 2013», dice Masciulli, «il servizio di trasporto è stato garantito dalla Fondazione Paolo VI, dalla quale mio figlio veniva accompagnato nel centro di via Tavo. Il tutto però fino al 7 aprile scorso, quando la Fondazione ha deciso di sospendere l’accompagnamento». Di qui, la «navetta» di Masciulli tra municipio e Fondazione. «Uno mi ha mandata dall’altra e viceversa. Senza trovare una soluzione». Il fatto è, spiega Masciulli (il quale ha dovuto lasciare il lavoro che svolgeva prima, proprio per essere più vicino al ragazzo ) che per lui sarebbe impossibile accompagnare il figlio autonomamente: «Per portarlo al centro di riabilitazione, dovrei prendere due autobus. Ma non è tanto questo il punto. Va detto che mio figlio, che è alto un metro e novantadue, con un peso di 133 chili, sui mezzi pubblici disturba i viaggiatori».

«Non riesco a trattenerlo», sottolinea, «e per la mole che ha, nessuno riesce a fermarlo».

Insomma, per Masciulli, portare il figlio in via Tavo sarebbe una missione impossibile. «Ora la mia», sbotta il papà, «non è più una vita, a queste condizioni. E se nessuno mi darà ascolto, mi butterò giù dal torrione del Comune».

Un appello alla soluzione del caso è stato lanciato anche da Pasqualone. «Abbiamo chiesto un incontro col prefetto», spiega il sindacalista. «Ma non abbiamo avuta risposta. Lo stesso è accaduto con la Fondazione Paolo VI. Quella di Masciulli è una vicenda vergognosa».

Nel giro di qualche ora è poi arrivata anche la replica della Fondazione Paolo VI. «Il servizio che abbiamo svolto finora», fanno sapere dalla direzione, «è stato un qualcosa in più, di non dovuto da parte nostra. Ora, in virtù di una nostra riorganizzazione interna», hanno spiegato, «abbiamo interrotto il servizio. Ma di questo, come è disposto dalla legge, se ne dovrebbe fare carico il Comune».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: ilcentro.geolocal.it Pescara

http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2014/04/12/news/disabili-senza-bus-un-padre-minaccia-mi-getto-dalla-torre-1.9037119


DA GROSSETO LE RIFLESSIONI SUL DIRITTO ALL’AMORE PER LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI IN PARLAMENTO CON UNA RISOLUZIONE DELL’ONOREVOLE ILEANA ARGENTIN

DA GROSSETO LE RIFLESSIONI SUL DIRITTO ALL’AMORE PER LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI IN PARLAMENTO CON UNA RISOLUZIONE DELL’ONOREVOLE ILEANA ARGENTIN.


DA GROSSETO LE RIFLESSIONI SUL DIRITTO ALL’AMORE PER LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI IN PARLAMENTO CON UNA RISOLUZIONE DELL’ONOREVOLE ILEANA ARGENTIN

“ALL YOU NEED IS LOVE: DIRITTO ALL’AMORE”: le riflessioni della tavola rotonda della Commissione Pari Opportunitè di Grosseto arrivano in Parlamento

L’On. Ileana Argentin presenta alla Camera una risoluzione sulla sessualità delle persone disabili

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GROSSETO, 11 Aprile 2014 

“Apprendiamo con piacere – commenta Reana de Simone, presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Grosseto – la decisione dell’On. Argentin di presentare, alla Camera dei Deputati, una risoluzione sulla dimensione sessuale ed affettiva delle persone disabili. Abbiamo ricevuto apprezzamenti da molte realtà differenti, il successo dell’iniziativa “ALL YOU NEED IS LOVE: DIRITTO ALL’AMORE” ci rende fieri, siamo felici di aver sollevato un velo su un argomento così delicato ed importante. Per questo ci auspichiamo che questo sia soltanto l’inizio un percorso più ampio e condiviso possibile verso il riconoscimento delle pari ooportunità, anche nella sfera sessuale, delle persone disabili”.

 

L’On. Ileana Argentin è stata ospite, lo scorso 21 marzo, della tavola rotonda promossa dalla Commissione Pari Opportunità della Provincia di Grosseto dedicata alla dimensione sentimentale, emotiva e sessuale delle persone disabili.

 

“Un’iniziativa partecipata – continua Reana de Simone – e molto interessante che ha affrontato il tema della sessualità delle persone disabili dal punto di vista scientifico con l’intervento della dott.ssa Eleonora Motta, ma anche da quello emotivo e realistico di chi la questione la conosce da molto vicino con gli interventi dell’On. Argentin, di Rosanna Guerri, Lorella Ronconi e Luciana Pericci”.
La tavola rotonda si inserisce nel più ampio progetto “Noi non siamo indifferenti”, promosso dalla Commissione Pari  Opportunità provinciale e dalla Provincia di Grosseto, che ha preso il via in occasione della Festa della Toscana a dicembre con la mostra fotografica “La nuda bellezza” di Marco Tisi che descrive in ventitre foto la quotidianità dei ragazzi che frequentano il centro diurno per disabili Il Girasole di Grosseto.
Online fino al 30 aprile sulla pagina facebook della Commissione Pari Oppurtunità provinciale (www.facebook.com/commissionepogrosseto) anche l’originale contest fotografico “Noi non siamo indifferenti” rivolto agli studenti delle scuole superiori della provincia che potranno raccontare in uno scatto cos’è per loro le diversità. Si tratta dell’iniziativa di chiusura del progetto, il contest resterà online fino al 30 aprile e la foto vincitrice sarà decretata dal numero di mi piace ricevuti e dal giudizio di una commissione appositamente istituita.

Da GrossetoOggi.net http://www.grossetooggi.net/notizie/attualita/7102/–all-you-need-is-love-diritto-damore-le-riflessioni-della-tavola-rotonda-della-commissione-po-arrivano-in-parlamento

Di seguito il testo della risoluzione dell’On. Ileana Argentin

Alla luce di quanto emerso durante il convegno “ALL YOU NEED IS LOVE” svoltosi a Grosseto lo scorso 21 Marzo, e in conseguenza di centinaia di sollecitazioni da famiglie e disabili su questo argomento, ho presentato alla Camera dei Deputati questa risoluzione che garantisce il diritto alle pari opportunità, anche nella sfera sessuale, alle persone con handicap grave.

– Risoluzione – 

La XII Commissione

premesso che:

fino ad alcuni decenni fa il discorso relativo alla sessualità nei soggetti portatori di handicap veniva considerato tabù e la loro dimensione sessuale veniva negata;

in particolare, le strategie adottate si risolvevano in interventi di tipo fisico (uso di psicofarmaci, legamento delle tube, ovariectomia per le donne ed evirazione per gli uomini), psicologico (punizioni, minacce, rinforzo di condotte sostitutive o compensatorie) o psicosociale (isolamento, impedimento di contatti con persone dell’altro sesso). Queste soluzioni si sono rivelate fallimentari per il fatto di trascurare la promozione del benessere degli individui e di misconoscere il diritto umano fondamentale anche della persona disabile di poter esprimere i propri bisogni psicosessuali;

ciò è sempre avvenuto perché si riesce ad accettare con difficoltà che una persona in situazione di handicap possa manifestare bisogni sessuali analoghi a quelli di una persona normodotata. Il disagio nell’accogliere la dimensione sessuale e la sua espressione nella persona disabile può essere imputato alla biologizzazione della sessualità, ossia alla tendenza a considerarla come mera realtà naturale/organica scarsamente o per nulla correlata a fattori affettivi, relazionali, sociali, ecc.;

l’esistenza e la manifestazione da parte degli individui disabili di bisogni, desideri e condotte psicosessuali, contrariamente a quanto avveniva in passato, non possono più essere negate o ignorate, ma esigono pieno rispetto e impegno per una possibile la realizzazione;

tali manifestazioni sessuali si esprimono nelle diverse tappe evolutive, in accordo con il grado e il livello di integrazione personale, di sviluppo cognitivo e fisico, di competenza relazionale e di adattamento e autonomia sociale;

la possibilità di manifestare e vivere i bisogni e i desideri sessuali, in accordo con il proprio grado di coscienza e capacità, sia un diritto umano fondamentale, che non deve essere ignorato ma rispettato e reso possibile. Ciò in particolare per le persone che, a causa delle loro difficoltà, necessitano dell’aiuto degli altri per realizzare la propria psicosessualità;

le affermazioni precedenti introducono il discorso relativo all’importanza e alle responsabilità che gli educatori hanno nel favorire la realizzazione del diritto dei disabili di esprimere e vivere la dimensione psicosessuale, al pari delle altre sfere della personalità e sempre secondo le proprie possibilità e in funzione del proprio benessere e la necessità di una preparazione adeguata per rispondere alle esigenze di educazione sessuale dei soggetti disabili:

impegna il Governo

a formulare linee guida in ambito psicoassistenziale al fine di riconoscere e coadiuvare le persone con disabilità nella gestione della loro sessualità;

a valutare l’opportunità di sperimentare d’intesa con le regioni, sulla base delle esperienze già avviate nei paesi del nord Europa, forme di assistenza sessuale per i disabili.

 

Ileana Argentin

 

 


IL SIGNOR BERLUSCONI VUOL MOTIVARE I DISABILI: CHE NON INSULTI LE NOSTRE INTELLIGENZE!

IL SIGNOR BERLUSCONI VUOL MOTIVARE I DISABILI: CHE NON INSULTI LE NOSTRE INTELLIGENZE!.


DISABILI IN PIAZZA: DOVE SONO FINITI GLI ANNUNCIATI 500 MILIONI DI EURO PER IL FONDO NAZIONALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA?

“Trovate risorse per noi

dal taglio spese militari

e dai costi della politica!”

Roma, 9 Aprile 2014

20072830_disabili-in-piazza-contro-tagli-servizi-sociali-dove-sono-1

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/04/09

/roma-disabili-in-piazza-renzi-trovi-risorse-per-noi-dal-taglio-degli-f-35

/273837/


IL SIGNOR BERLUSCONI VUOL MOTIVARE I DISABILI: CHE NON INSULTI LE NOSTRE INTELLIGENZE!

BERLUSCONI. ARGENTIN: “NON INSULTARE NOSTRE INTELLIGENZE”

(DIRE) Roma, 10 apr. – “Ma che dici? Io sono stata nella
precedente legislatura uno dei deputati di opposizione. Non solo
non mi hai mai salutato e neanche guardato in faccia, ma hai
fatto tutti i tagli possibili sui capitoli di bilancio della
disabilita’.

“Ma non ti vergogni?”. Lo dice Ileana Argentin,
deputata Pd.
  “Io credo che quest’uomo pur di avere i servizi sociali che
vuole sarebbe disposto per la prima volta ad avere a che fare che con noi ‘sfigati’.

Roba da non credere- aggiunge- lui che motiva noi, ma da quando? Noi ci motiviamo da soli, siamo persone come le altre, forse non come i suoi uomini e le sue donne pronti sempre a obbedirgli, i nostri diritti li rivendichiamo sulla piazza e nelle amministrazioni e non nelle ‘stanze chiuse’ della sua villa di Arcore.

Non sottovaluti le nostre intelligenze, non glielo permettero’ mai. Faccia il politico, se crede, ma non usi i disabili per pulirsi la coscienza”.
(Dip/ Dire)
13:26 10-04-14

http://www.ileanaargentin.it/berlusconi-argentin-non-insultare-nostre-intelligenze/


“VITA INDIPENDENTE”: Giovanni, studia medicina e vive da solo.

“VITA INDIPENDENTE”: Giovanni, studia medicina e vive da solo..


“VITA INDIPENDENTE”: Giovanni, studia medicina e vive da solo.

“VITA INDIPENDENTE”: Giovanni, studia medicina e vive da solo..


“VITA INDIPENDENTE”: Giovanni, studia medicina e vive da solo.

Dal 2013 anche la Regione Puglia, come la Regione Toscana nel 2009, ha dato il via al progetto che RENDE l’autonomia alle persone diversamente abili.

Da: http://invisibili.corriere.it/

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di Rosa Maria * mamma e pediatra

Guardo i miei tre ragazzi e dico grazie a loro. Il più’grande per tanto tempo ha sofferto e forse pensato che quel fratello speciale “era  figlio unico” perché allontanava per troppo tempo i genitori. Così a quarant’anni ho sfidato ancora la vita ed è nato l’ultimo figlio, una nuova  condivisione di esperienze ed emozioni.

Quando è nato il secondo dei miei figli, le coordinate della mia vita sono cambiate. Le  reazioni iniziali, emotive, sono state le stesse che vivono  tutti coloro  che  si immergono nel mondo dell’handicap.  Il rifiuto, la rabbia, la paura, il dolore. Poi cerchi di capire, accetti e inizi una grande avventura umana. La tenerezza e l’amore riescono a placare  ogni dubbio, così è stato per me e la mia famiglia. Tanti  i viaggi della  speranza in centri adeguati per poter elaborare un progetto riabilitativo  per Giovanni, gli interventi chirurgici, i test  di apprendimento. Ho  iniziato a studiare quei capitoli che mi sembravano lontani durante il corso  di laurea, mi sono confrontata con specialisti del settore e tecniche  riabilitative riconosciute e non. Avevo fame di sapere come poterlo aiutare.

Giovanni era ipotonico,  poco reattivo ma il suo sguardo era intenso. Sentivo il suo contatto cognitivo. Ha iniziato a parlare verso i  quattro  anni e poi non ha smesso più. Una logorrea sul mondo, troppe le cose da  esprimere!

Gli abbiamo proposto di tutto, fisioterapia, psicomotricità, nuoto,  logoterapia, ippoterapia, tutto per sperimentare i movimenti. In una visita  di controllo a Bologna mi  dissero che non avrebbe mai camminato da solo, una diagnosi funzionale negativa, gravata dal fatto che dove abitavamo non c’erano  molte possibilità riabilitative.

L’aiuto lo abbiamo spesso inventato noi. Quanti anni sdraiati sul pavimento accanto a lui per rotolare e ridere, strisciare, quanta fatica  gattonare. Imparare a vedere l’orizzonte da un altro punto di vista: il suo.

I viaggi vissuti con sedia  a rotelle e… fantasia, sempre ostinati davanti  agli ostacoli fisici e mentali. E’ stato il primo bambino  ad avere il sostegno nella scuola materna nel paese dove viviamo. Il primo protocollo Asl per il  riconoscimento della 104. Tante  battaglie per  avviare centri di  riabilitazione pubblici, per incoraggiare i genitori a riunirsi nelle  associazioni, per non restare isolati.  Fino  a  sedici anni  Giovanni ha  usato la sedia a rotelle, poi da solo, aggrappandosi alla sua distonia,ha  deciso di camminare, contratto,  madido di sudore, barcollante, ma in piedi.

La disabilità di mio figlio ha determinato  e segnato  anche il mio stile  lavorativo. L’ascolto, l’empatia  che  cerco  di  dare ai bambini che seguo  e che mi hanno  sempre  regalato   una gioia  esistenziale. Abbiamo molto  da  imparare dai bambini e la nostra società lo sta dimenticando.

Mio figlio è iscritto al terzo anno di medicina  a Foggia. Da alcuni mesi vive da solo, in una stanza  adattata per i disabili nella casa dello studente. Per due anni ha fatto il pendolare, usando i mezzi pubblici: sveglia alle 5.30 e rientro nel tardo pomeriggio accompagnato dal padre.

Scarsa la socializzazione con i coetanei. Poi abbiamo deciso di sperimentare  l’autonomia, viene aiutato al mattino da una signora, guida un’auto con comandi adeguati a lui e ha molti amici. Giovanni è stato inserito in un  progetto di “vita indipendente” della regione Puglia. Lo guardo in silenzio e vedo  davanti a me un uomo che conosce la sofferenza, ma non si arrende.

Sono ancora qui, con in mano tante rughe, e con la voglia di gettare sempre semi di speranza. La vita è così.

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http://invisibili.corriere.it/2014/04/07/dopo-di-noi-giovanni-che-studia-medicina-e-vive-da-solo/#more-2780

Progetto Vita Indipendente Regione Puglia:

http://www.sistema.puglia.it/portal/page/portal/SolidarietaSociale/PROVI

 

Progetto Vita Indipendente Regione Toscana:

http://www.regione.toscana.it/-/punto-insieme-attivazione-del-servizio-di-vita-indipendente-per-persone-disabili-con-gravita

La Giunta Regionale della Toscana, con Delibera n. 1166 del 14 dicembre 2009, ha avviato una “fase pilota” , della durata di un anno, per il finanziamento di progetti di “vita indipendente” presentati dalle persone con disabilità motoria residenti in Toscana, di ètà superiore ai diciotto anni.

Progetti simili anche in Lombardia e in Veneto

 


GIOVEDI SANTO: PAPA FRANCESCO SCEGLIE DI LAVARE I PIEDI A DODICI RAGAZZI DISABILI

Dopo l’incontro dello scorso anno con i detenuti del carcere minorile di Casal di Marmo, quest’anno il Papa celebrerà il rito della lavanda dei piedi insieme ai ragazzi della Fondazione Don Carlo Gnocchi- Centro Santa Maria della Provvidenza.

di  | 8 aprile 2014

Da ILFATTOQUOTIDIANO.IT
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Giovedì santo, il 17 aprile prossimo, Papa Francesco laverà i piedi a dodici disabili. Già l’anno scorso, nella stessa occasione, Bergoglio, dopo appena quindici giorni dall’elezione al pontificato, aveva sorpreso il mondo intero facendo annullare la solenne celebrazione della Messa dell’ultima cena nella cattedrale di Roma, la Basilica di San Giovanni in Laterano, per andare a lavare i piedi adodici giovani detenuti, tra cui due ragazze una delle quali musulmana, nel carcere minorile di Casal del Marmo.
 

Quest’anno Francesco ha deciso di rivivere l’ultima cena di Gesù insieme con i disabili della “Fondazione Don Carlo Gnocchi – Centro Santa Maria della Provvidenza”, nella zonaCasalotti-Boccea di Roma. “È mio dovere – disse un anno fa il Papa ai giovani detenuti di Casal del Marmo – come prete e come vescovo essere al vostro servizio. Ma è un dovere che mi viene dal cuore: lo amo. Amo questo e amo farlo perché il Signore così mi ha insegnato”.

Papa Francesco, per il giovedì santo laverà i piedi a dodici disabili

Papa Francesco durante una messa.

Da arcivescovo di Buenos Aires Bergoglio sceglieva sempre le “periferie esistenziali” per rivivere i momenti fondamentali della nascita del cristianesimo: l’istituzione dell’Eucaristia, la lavanda dei piedi, il tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro, l’arresto, la passione, la morte e la risurrezione di Gesù. Divenuto Papa, Bergoglio non cambia il suo stile e le sue abitudini di mettere gli ultimi al centro della sua predicazione e della sua vita. Non si tratta di una scelta di marketing ecclesiale, come qualcuno ha più volte ipotizzato, per far dimenticare i peccati della Chiesa, dalla pedofilia al riciclaggio del denaro sporco, e soprattutto per voltare pagina dopo la vicendaVatileaks. E non si tratta nemmeno di un “Papa comunista”, come da qualcuno è stato recentemente ribattezzato Francesco che ha risposto semplicemente: “Il mio non è comunismo ma Vangelo”. Francesco quindi il prossimo giovedì santo abbraccerà i disabili che lui chiama “il mio passaporto per il paradiso”, come fa del resto in ogni udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro e durante le sue visite pastorali in Italia e nel mondo.

Twitter @FrancescoGrana

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/08/papa-francesco-per-il-giovedi-santo-lavera-i-piedi-a-dodici-disabili/943950/


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