CULTURA NEGATA: ABBATTIMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE E ACCESSIBILITA’ NEI BENI CULTURALI BOCCIATO EMENDAMENTO DALLA CAMERA

Abbattimento barriere architettoniche negate: bocciato dalla camera l’emendamento di Bray per i beni culturali.

Nell’Italia di impuniti e impunibili, 50 cen tesimi danno scandalo.

Restano le barriere architettoniche nella cultura.

Bray non ce la fa. Nell’Italia di impuniti e impunibili, 50 centesimi danno scandalo. Restano le barriere architettoniche nella cultura
ROMA – Mancanza di copertura finanziaria. Questo il laconico commento degli Uffici della Camera dei deputati che hanno messo nel cestino dei rifiuti l’emendamento presentato dall’ex ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Massimo Bray, per eliminare le barriere architettoniche nei luoghi della cultura italiana. Ritirato. E non se ne parli più.
«La burocrazia avvelena tutto. Un grandissimo numero di beni storici e artistici – spiega il deputato pd, direttore editoriale della Treccani – ha barriere architettoniche che rendono impossibile l’accesso a chi è in condizione di disagio. Avevamo trovato la soluzione. Bastava aumentare di cinquanta centesimi il prezzo del biglietto per potere avere i fondi necessari ad aprire le porte a tutti. Sento forte l’amarezza per un diritto negato».
L’emendamento presentato alla conversione in legge del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, recante disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo, recitava così: “Dopo l’articolo 11 è aggiunto il seguente 11bis (Misure urgenti per assicurare l’accessibilità e la visitabilità nei luoghi della cultura.
Punto 1- Al fine di assicurare la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di visitare i luoghi e gli istituti della cultura, fruendone degli spazi e delle attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo provvede alla rimozione delle barriere architettoniche così come definite dall’articolo 1, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1996 n. 503.
Punto 2 – Per le finalità di cui al comma precedente, presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo è istituito un apposito “Fondo per la rimozione delle barriere architettoniche” pari ad euro 2 milioni per l’anno 2014 e 4 milioni ciascuno per gli anni 2015 e 2016. Alla copertura del Fondo si provvede, per 1,5 milioni di euro per l’anno 2014 e per 3 milioni di euro ciascuno per gli anni 2015 e 2016 mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2014-2016, nell’ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle finanze per l’anno 2014, allo scopo utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo ministero. Il Ministro dell’Economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio; per 500 mila euro per l’anno 2014 e per 1 milione di euro ciascuno per gli anni 2015 e 2016 mediante incremento del prezzo del biglietto di ingresso nei luoghi e negli istituti di cultura per un valore pari a 0,50 centesimi“.
L’obiettivo, dunque, era quello di proseguire l’opera di abbattimento delle barriere architettoniche nei centri culturali.
«Il Ministero – continua Bray – nell’adozione del piano di rimozione delle barriere avrebbe potuto avvalersi delle “Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale” elaborate dalla commissione ministeriale per l’Analisi delle problematiche relative alla disabilità nello specifico settore dei Beni e delle Attività culturali».
Insomma, 50 centesimi e il gioco era fatto. Cinquanta centesimi in più per ogni biglietto e noi saremmo stati non solo solidali, ma anche e soprattutto il linea con le direttive europee. Mezzo euro e avremmo fatto quello che un Paese civile ha il dovere di fare: consentire a tutti le pari opportunità.
Nell’Italia del Mose, nell’Italia dell’Expo Milano, nell’Italia delle madonne che si “inchinano” davanti ai mafiosi, nell’Italia che brucia i rifiuti tossici nelle fertili campagne campane, nell’Italia degli impuniti e degli impunibili, 50 centesimi hanno dato scandalo. Così, le barriere architettoniche restano, l’emendamento viene ritirato e la disabilità resta un affare privato.
Questa è l’Italia che predica bene e razzola male!
di Nadia Verdile
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Informazioni su Lorella Ronconi

Freeway on my wheelchair, social branding influencer, content marketing management, poetessa per amore della mia vita. "Ruoto, scivolo, piroetto tra vanità e gambe frettolose, non trovo le mie orme, ma io ruoto, si, in un mondo fatto di passi . Je Roule #JeRouleAvecToi, #ionomivergogno, #iosonorara "Dopo tanta sofferenza provocatami dall’ignoranza delle persone riguardo la mia diversa abilità, dopo tanto sentirmi “mostro” e nascondermi all’altro, ecco che mi guardo allo specchio e mi sento Sirena. Se nella mia precedente raccolta di poesie (Je Roule, E.T.S., Pisa 2008) “ruotavo”, riferendomi al mio vivere in carrozzella e ripiegandomi sulla mia condizione, adesso promuovo me stessa accettandomi con grande amore, con nuova forza e rinnovata autostima. Ho cambiato pelle, ora “guizzo”: ora sono una Sirena. Entità leggendaria, metà donna e metà fantastica frequentatrice delle più remote profondità del mare, la Sirena nuota e si muove in energica sintonia con il suo mondo; osserva, accucciata sulla roccia, le navi e i marinai e comprende che non potrà mai correre sulla terra ferma tra quei “piedi guerrigli”, né essi potranno mai nuotare negli abissi profondi degli oceani. “Tra voi e me c’è una distanza incolmabile”, sembra dire la Sirena, guardando lontano; la tristezza può impadronirsi di lei ma il tuffo guizzante la rinvigorisce, le rinnova le forze, la fa risentire combattiva, “guerriglia”. Lei, la Sirena, ed io, Lorella, crediamo fermamente nell’uguaglianza dei diritti e nella grande, magnifica ricchezza delle differenti abilità. L’unicità e l’irripetibilità di ciascuno di noi ci fa naturalmente guadagnare il diritto di essere parimenti accettati nella nostra normalità”. Cav. Lorella Ronconi www.lorellaronconi.it @lorellaronconi https://www.facebook.com/lorellaronconietor?ref=hl Vedi tutti gli articoli di Lorella Ronconi

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