Archivi del mese: settembre 2014

ROBERTA TOTA: DA UNA PAGINA FACEBOOK NASCE UN E-BOOK PER AMARE ANCOR PIU’ LA VITA E CONTINUARE A DIRE “NO” AD OGNI TIPO DI BARRIERA

ROTOLANDO NELL’ANIMA: SULLE ORME DEL CUORE di Roberta Tota

copertina libro

Una fantastica raccolta di pensieri, frasi, riflessioni intense e coraggiose come l’autrice, sulla vita e sulla diversa abilita’, una promozione di prospettive diverse, le prospettive di una giovane donna innamorata della propria esistenza.

Un “gioiello” composto  di molteplici gioielli che risplendono di gioia di vivere e ridonano la forza, che fanno riflettere, che aiutano a guardare la vita da un’altra prospettiva: la prospettiva di Roberta Tota, una donna diversamente abile che invece di ripiegarsi su se stessa ha aperto la sua vita alla vita. Proprio in merito alla sua differente abilita’ Roberta afferma in una delle sue riflessioni:

“Per me non è un’ offesa essere considerata “diversa”. Penso sia un nobilissimo complimento! Ognuno deve distinguersi dalla massa per riuscire ad esprimere al meglio se stesso. A modo nostro dobbiamo dare il nostro esempio di vita. Un esempio positivo e costruttivo.

 Gli ostacoli esistono da sempre, in ogni forma… L’aspetto non facile da comprendere è il superamento di essi.

 Ci vuole coraggio nel riflettere i nostri pensieri attraverso lo specchio dei nostri desideri. Secondo me, il segreto sta proprio nel riuscire a percepire chi siamo e cosa vogliamo raggiungere. Avere passioni, interessi e concezioni nostre, solo nostre e di nessun altro. Essere ispirazioni di noi stessi è l’inizio del cammino da compiere.”

Roberta abbraccia il mondo 

Questo libro nasce dal mio forte desiderio di portare il lettore ad una nuova e importante consapevolezza nel considerare la diversità umana fonte di ricchezza divina da cui ne derivano le più profonde fonti d’Amore e di coraggio.
Il pregiudizio è l’unico limite che non consente di tangere queste grandi sfumature che la vita genera.
La disabilità è una forte componente da cui ricaviamo piccole, grandi eroine da esporre nella vetrina dei nostri “muscoli interiori”: Comprensione, Sensibilità, Coraggio, Determinazione e Forza.
Solo concentrando i pensieri su ciò che non conosciamo o, per paura, evitiamo amplieremo i nostri orizzonti e scopriremo un amore concreto e profondo verso noi stessi e le altre anime.
Non ho mai creduto al caso. Credo che ogni essere vivente sia al mondo per una ragione ben precisa.
Lo stesso vale per me. La mia esistenza è forse più complicata perchè vissuta con confini ben definiti ed oggettivi, ma nel cuore una grande libertà.
Da questa libertà nasce un nuovo pensiero, un pensiero positivo e sconfinato dettato dalla voglia di crescere e guardare lontano, oltre ogni limitante apparenza. Roberta Tota

retrocopertina

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ANDATE A CONOSCERE ROBERTA TOTA NELLA SUA PAGINA FACEBOOK:

https://www.facebook.com/pages/Diciamo-NO-ad-ogni-tipo-di-barriera/130886746940430?ref=ts&fref=ts

LA STORIA DI ROBERTA SCRITTA DA LEI STESSA:

Nata a Milano il 31 Agosto 1990. Sono catapultata nella vita terrena da 24 anni; tanti ne aveva mia madre quando è rimasta volutamente incinta, col desiderio di costruire una vita felice. Il destino programma per lei un parto gemellare: un evento che segnerà in modo profondo la mia famiglia (anche perché l’unione tra i miei genitori si incrinò proprio lì, fino a rompersi del tutto qualche anno dopo) e me.
Io e mia sorella nascemmo a Milano, premature di 28 settimane ma desiderose di vivere; nell’incubatrice, che fu la nostra culla per alcuni mesi, il mio destino è cambiato, ma la voglia di vivere è rimasta. Venne il giorno in cui i medici ci tolsero i respiratori: con mia sorella andò tutto bene, a me li staccarono troppo presto. La mancanza di ossigeno provocò un’ischemia cerebrale e fece i suoi danni. La sentenza fu durissima: tetraparesi semispastica, che colpì gli arti inferiori e soprattutto la parte destra del corpo. Da quel momento, mia madre e la mia famiglia iniziarono a lottare perché il mio futuro potesse migliorare giorno dopo giorno. Mi visitarono in molti medici, proponendomi terapie impegnative e lunghe, che mi avrebbero tenuta lontana dalla scuola. Mia madre, invece, scelse il meglio per me: ci accontentammo di una terapia più leggera (e forse meno efficace) presso l’Ausl, purché io potessi andare a scuola come tutti gli altri bambini. Fu un’infanzia bellissima, la mia: 13 anni passati in Romagna, coccolata dall’amore dei nonni, senza pensieri e allegramente pigra, con gli altri pronti a fare le cose al posto mio.
Con gli anni, però, avvertii il peso della mia disabilità: capii che mi limitava soprattutto negli spostamenti, sentii su di me lo sguardo negativo degli altri. Non capivo perché il mio stato mi allontanasse sempre più dai miei coetanei e arrivai a odiarlo; le mie due “ruotone” multicolori erano diventate il mio marchio. Dopo le medie con mia madre ci trasferimmo a Cesena, avvicinandoci al suo nuovo amore, pochi mesi dopo nacque mio fratello, cui feci felicemente da mamma mentre i suoi genitori lavoravano e mia sorella si dedicava alle sue attività e agli amici spesso fuori di casa. Decisi di frequentare una scuola professionale per operatrici aziendali. Furono 5 anni in completa solitudine, senza amici: mi chiusi, accumulai rabbia, cercai di parlare ai miei compagni e ai miei coetanei perché non mi emarginassero per come ero, ma senza ottenere risultati degni di questo nome. Meglio allora pensare agli studi, che completai con fatica e con un voto modesto.
Per fortuna, sono arrivati tempi migliori: entrare in contatto con chi è nella mia stessa condizione mi ha aiutato molto. Ora amo la mia sedia, come adoro tutto ciò che parla di diversamente raggiungibile. Ora so che la sedia è un aiuto per noi, che gli ostacoli ci sono perché il mondo non sempre si adegua ai bisogni di chi ha più difficoltà.
Ora ho capito che contare su me stessa è la cosa migliore: passi l’opinione sugli altri, ma conta solo l’amore che puoi e devi riversare su te stesso. Questo comporta anche il credere persino nelle nostre minime capacità, che ogni persona dovrebbe potenziare per raggiungere gli obiettivi che si dà. Le vere bellezze della vita, in fondo, sono le differenze di ciascuno di noi: ancora oggi, troppa gente non sa apprendere, osservare, ammirare, amare per troppa ignoranza e si lascia oscurare gli occhi (e, alla unga, anche i sentimenti) da ciò che appare bello, ma lo è solo in superficie. Anche per questo, devo il mio grazie persino a chi mi ha fatto soffrire, vestendo i panni del medico o del finto amico: grazie a queste persone oggi sono più determinata e sicura dei traguardi cui punto e ho capito che il loro vero limite è la mancanza di cuore.
Naturalmente ringrazio chi mi è stato vicino senza se e senza ma, a costo anche della vita, senza mai vergognarsi di me: da queste persone e dalla fede ho tratto la forza per affrontare gli ostacoli incontrati negli anni.
La  disabilità mi ha resa forte, tenace, combattiva; ora so captare l’anima e il cuore delle persone, non le giudico per ciò che vedo, ma per ciò che traspare. Magari, se camminassi come la maggior parte della gente, non darei il giusto valore alla sensibilità e al cuore, oltre le apparenze. Roberta Tota

 

(c) Lorella Ronconi  #JeRoule

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Good Question ‘Reply All’: Baseballs, Mirages & ‘Ouch’

WCCO | CBS Minnesota

MINNEAPOLIS (WCCO) — Avery from Zumbrota wants to know: How many baseballs do they go through during a game?

Some of the baseballs end up in the hands of fans. Some are re-used the next day for batting practice. But during the course of a Twins game, about 10 dozen, or about 120 baseballs, are used.

If you’re keeping score at home, the Twins play 81 home games a season. That means they use about 9,700 baseballs at Target Field during the year.

Samuel from Morris wants to know: Why do we see mirages in the road?

Sometimes it looks like there’s a pool of water on the highway. It happens on asphalt in the summer because there’s typically a warm pocket of air near the ground and a cooler pocket of air just above.

That combination bends light upwards, and to our eyes these distorted rays seem to be…

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REALIZZATO IN ITALIA UN GIOIELLO PER IL BASEBALL: “ITALIAN DOUGHNUT ® L.C.D.B.” DALLA LAVORAZIONE DI SAPIENTI ORAFI VICENTINI LA CONGIUNZIONE D’AMORE TRA IL BASEBALL E CHI DESIDERA IL PIACERE DI UN SEGNO D’AMORE

L’anello che unisce l’amore

tra il diamante

e una mazza da baseball.

– Baseball… Play Ball –

Le squadre fanno il saluto al pubblico, rientrano nel dugout, si battono “il cinque” mentre il primo battitore si accinge ad entrare in gioco: tutto si concentra in quel cerchio disegnato al di fuori delle righe.

Il primo battitore si prepara ad affrontare quello che sarà l’avversario lanciatore. Entra nel cerchio, si piega e prende tra le mani un piccolo oggetto tra la polvere rossa, la sua mente a pensare quale sarà il lancio da battere,  come gesto istintivo prende  quell’oggetto a forma di grande anello di acciaio e lo infila nella mazza,  come fosse una tradizione  e  inizia a rotearlo con la mazza per il riscaldamento. Cos’è quel piccolo oggetto? Il “Dougnout” è una “ciambella”, tradotto in modo letterale, di acciaio che si infila alla mazza per aumentare il suo peso per migliorare il riscaldamento del braccio e la sua prestazione prima di andare in battuta.

From: Roberto Cabalisti 

robycaba28@alice.it 

Il DOUGHNUT: L’ANELLO CHE SPOSA IL DIAMANTE CON IL SUO PUBBLICO

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La Fede Nuziale in un Matrimonio immaginario 

Una parte insignificante agli occhi dello spettacolo, integrante nel pensiero del battitore, forse magia l’anello di congiunzione tra attesa e gioco. Noi lo abbiamo preso, pulito dalla polvere che lo copriva, lucidato, valorizzato, inciso e preparato in un’immagine vera, rendendolo gioiello. e dedicato allo sport al quale appartiene.

L’ “Italian Doughnut”©®

Doughnut
Il primo “Anello” che racchiude in se la tradizione italiana del “Baseball” e quella della alta oreficeria italiana,  è un  gioiello prezioso che ogni amante del Battiecorri, e non, potrà avere con se come simbolo dell’Amore per questo gioco e della unicita’ di un oggetto di raro valore.

Laconfraternita Del  Battiecorri

 Di ©® Roberto Cabalisti & Emiliano Freddolini

Questo marchio nasce dalla collaborazione tra la stella del baseball italiano Roberto Cabalisti ed Emiliano Freddolini, ragazzo giovane con la passione dell’informatica e dell’oreficeria . Il logo vuole riportare la mente al paese padre del Baseball. All’interno si può notare un guantone, una pallina e una mazza che forma un infinito (\infty) a significare un’eterna passione. 

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  • Anello in Argento massiccio 925 Argentato e Rodiato Oro Bianco
  • Cucitura pallina baseball smalto colore Rosso
  • LCDB smalto colore Nero
  • Doppia Stellina in Oro Giallo 18 Kt con Zirconi
  • Immagine interna stilizzata di Roberto Cabalisti al lancio, numero 28  
  • PER  ACQUISTARE L’ANELLO O CHIEDERE INFORMAZIONI CLICCATE SUL SEGUENTE LINK OPPURE SCRIVETE A: robycaba28@alice.it 

http://www.ebay.it/itm/Anello-Baseball-Doughnut-in-Argento-925-Rodiato-Oro-Bianco-con-Stelline-Oro-18kt/141369197648?_trksid=p2047675.c100011.m1850&_trkparms=aid%3D222007%26algo

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LAVORAZIONE MADE IN ITALY

Per creare questo anello lavorano 4 aziende diverse!

 Roberto Cabalisti

Roberto Cabalisti grande atleta e grandissimo lanciatore del baseball italiano  con i suoi 5 titoli italiani, 1 Coppa dei Campioni nel 1989, 167 vittorie (3° posto in Italia). Oltre 2200 inning lanciati – E’ stato eletto personaggio sportivo del secolo, assieme a Roberto Baggio e Paolo Rossi.

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Vicentino di nascita, Cabalisti ha iniziato la sua carriera nel capoluogo berico con le società San Paolo, ABS Vicenza e Valbruna Acciai, arrivando fino alla Serie A2. Il suo esordio nella massima serie lo ha fatto nel 1984 a Trieste. Quindi passa prima a Verona e poi a San Marino, fino a trasferirsi nel 1989 al Rimini Baseball, di cui diventerà un simbolo grazie ai 20 campionati trascorsi in neroarancio e grazie ai numerosi successi ottenuti con il sodalizio romagnolo. Ha chiuso la carriera in IBL a 50 anni compiuti, con il triennio ai North East Knights di Godo, in provincia di Ravenna.

È il lanciatore con il maggior numero di partite giocate (543) nel campionato italiano di baseball. È al secondo posto nella classifica delle salvezze in carriera (62), dietro a Ilo Bartolucci con 63, e al terzo posto per vittorie (167).

Cabalisti ha debuttato in Nazionale nel 1987, in occasione di Cuba-Italia 4-1 valevole per la Coppa intercontinentale. In totale ha collezionato 49 presenze in azzurro.

 

 

 

By (C) Lorella Ronconi #JeRoule


I SOGNI SONO DEI BELLISSIMI DISEGNI COLORATI NEL CIELO DELLA SPERANZA

“Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”

 Nelson Mandela

 

Adoro questa affermazione di Nelson Mandela. Cerco ogni volta di stamparmela in testa, non mi arrendo nel sognare, non mi voglio arrendere nello smettere di credere che i miei sogni un giorno si possano avverare, devo vincere la paura di non avere più nulla da sognare.

Nelson Mandela

Nelson Mandela

Non smettiamo mai di sognare senza la forza dei sogni l’uomo non eleva la sua anima da terra, rimane ancorato a terra, schiavo del “materiale”, vuoto, arido assolutamente distaccato, ormai, dal bambino che fu:  irrimediabilmente grigio e senza speranza, si, perchè i sogni sono dei bellissimi disegni colorati nel cielo della Speranza.

(c) Lorella Ronconi #JeRuoule

 

C’è chi sogna di dominare il mondo e chi dedica tutta la vita alla creazione di una spada. E se c’è un sogno a cui sacrificare tutti se stessi, c’è anche un sogno simile a una tempesta che spazza via migliaia di altri sogni. Non c’entra la classe, né lo status, e neppure l’età. Per quanto siano irrealizzabili, la gente ama i sogni. Il sogno ci dà forza e ci tormenta, ci fa vivere e ci uccide. E anche se ci abbandona, le sue ceneri rimangono sempre in fondo al cuore… fino alla morte. Se si nasce uomini, si dovrebbe desiderare una simile vita. Una vita da martiri spesa in nome di un dio chiamato “sogno”. (Berserk)

 

 

 

 


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