AFFETTIVITA’, SESSUALITA’, DISABILITA’. UN VECCHIO ARTICOLO SEMPRE ATTUALE PURTROPPO NON SE NE PARLA ABBASTANZA, IL DIRITTO ALL’AFFETTO PER LE PERSONE CON DISABILITA’ FA ANCORA PAURA

Disabilità, affettività e sessualità, riporto un articolo del 14 Febbraio 2011 ma tutt’oggi attuale purtroppo!!! Non voglio abbassare la mia testardaggine, il diritto all’affettivita’ esiste gia’ la cosa difficile è farcelo riconoscere dalla societa’ …

Per cui, anche in questo Natale 2014 io ne parlo.

Auguri a tutti di affetto, gioia e pace infiniti!

La battaglia per il sesso dei disabili

Lorella Ronconi chiede un assistente anche a Grosseto di Francesca Ferri massimo jeroule 65991_10200523052068146_1174215726_n

GROSSETO – Lunedì scorso era il giorno di San Valentino, la festa degli innamorati, ma non tutti hanno potuto festeggiarlo. Sono circa 2 milioni e 800mila gli italiani che convivono con una disabilità fisica o psichica (dati di http://www.handicapincifre.it).
E la maggior parte di loro è costretta a rinunciare a una vita affettiva e sessuale. Il sesso, nell’esistenza dei disabili, è ancora uno dei tabù più impenetrabili. Per i genitori spesso è preferibile nascondere le pulsazioni dei figli o reprimerle con i farmaci. La possibilità, per un disabile fisico o psichico, di coltivare una relazione amorosa suscita una curiosità morbosa mista a pena nei cosiddetti “normodotati”.
Eppure il bisogno di affetto al di là di quello genitoriale, il desiderio di contatto fisico che vada oltre l’abbraccio di un amico e l’istinto sessuale non sono “diversi” nei disabili rispetto ai “normodotati”. E non poter vivere spontaneamente i propri sentimenti e le proprie pulsazioni ha per queste persone conseguenze tragiche, di cui si fanno dolorosamente carico le famiglie.
Per questo la presidente dell’associazione grossetana “Comitato per l’accesso”, Lorella Ronconi, costretta su una carrozzella da quindici anni, dopo anni di battaglie per abbattere le barriere architettoniche, ha deciso di avviare una lotta d’avanguardia contro le non meno granitiche barriere culturali.
«La Convenzione Onu dei diritti delle persone con disabilità – spiega Ronconi – sancisce il loro diritto a farsi una famiglia. Questo implica necessariamente vivere la propria sessualità. Purtroppo, l’idea comune è che i disabili siano creature asessuate, malate e per questo da tenere alla larga dal sesso. Una mentalità che uccide».
I disabili e le loro famiglie sanno bene che le cose stanno diversamente. «Il bisogno d’affetto e le pulsazioni sessuali, non necessariamente vincolati l’uno all’altro, sono istinti naturale nei normodotati come nei disabili – spiega Ronconi – e negarli significa vivere contro natura».
Per questo sin dagli anni’80 in Germania, Svezia, Olanda e nella vicina Svizzera i servizi sanitari nazionali mettono a disposizione dei disabili che lo richiedono un assistente sessuale, un uomo o una donna che, dopo un corso di specializzazione (in Svizzera dura 3 anni) per approfondire aspetti psicologici e sanitari, offre contatti sessuali ai disabili a domicilio o in strutture sanitarie. Massaggi, carezze, abbracci, coccole, ad esclusione di rapporti orali e rapporti completi, sono le prestazioni di un assistente sessuale, la cui parcella si aggira sui 150 euro.
L’Italia, manco a dirlo, è anni luce lontana dall’esperienza europea. Eppure ultimamente qualcosa si muove, pur nell’ambito dell’iniziativa di singole associazioni (tra le altre, la Adn di Torino dal 2007, insieme alla Asl, ha uno sportello di consulenza e orientamento sulla sessualità per i disabili). La richiesta ufficiale al ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna di introdurre anche in Italia l’assistente sessuale per disabili è arrivata lo scorso maggio dalla Federsex, associazione dei club privé. Un sondaggio internet del sito www.disabili.com rivela che il 77 per cento dei disabili sarebbe favorevole.
«Chiediamo che questa figura sia introdotta anche in Italia. Non dobbiamo dimenticare che quello alla sessualità è un diritto – conclude Ronconi – è che questo diritto oggi per alcuni cittadini italiani viene violato. E per questo vi batteremo».

«Da argomento tabù ad una serie di lezioni»
A Grosseto il diritto alla sessualità per i disabili non è argomento nuovo. L’anno scorso la sessuologa Eleonora Motta ha tenuto un seminario di incontri per sostenere e informare i familiari. «Manca un’educazione sessuale nei genitori – spiega Motta – che sono impreparati a gestire questo aspetto e, come unico rimedio, danno ai figli farmaci che inibiscono la libido e che sono, di fatto, una castrazione chimica. Per i maschi, in alternativa, è alto il ricorso a prostitute; le ragazze sono invece semplicemente ignorate». Un assistente sessuale potrebbe alleviare le loro sofferenze. «Perché – spiega Motta – di vere sofferenze si tratta. Anche se spesso quel che più manca è soddisfare un affetto – e questo è il punto debole dell’assistenza sessuale – almeno c’è un contatto fisico che aiuta i disabili ad avere consapevolezza del loro corpo».

(C) Francesca Ferri

Lorella Ronconi è nata a Grosseto nel 1962. E' all'età di due anni che si manifesta la grave malattia genetica che accompagna la sua esistenza: pseudoacondroplasia emersa, che la costringe da anni in carrozzella. Vive parte della sua giornata a letto a causa dei dolori che le sue condizioni le causano: la poesia è la sua fedele compagna.

Lorella Ronconi è nata a Grosseto nel 1962.
E’ all’età di due anni che si manifesta la grave malattia genetica che accompagna la sua esistenza: pseudoacondroplasia emersa, che la costringe da anni in carrozzella. Vive parte della sua giornata a letto a causa dei dolori che le sue condizioni le causano: la poesia è la sua fedele compagna.

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Informazioni su Lorella Ronconi

Freeway on my wheelchair, social branding influencer, content marketing management, poetessa per amore della mia vita. "Ruoto, scivolo, piroetto tra vanità e gambe frettolose, non trovo le mie orme, ma io ruoto, si, in un mondo fatto di passi . Je Roule #JeRouleAvecToi, #ionomivergogno, #iosonorara "Dopo tanta sofferenza provocatami dall’ignoranza delle persone riguardo la mia diversa abilità, dopo tanto sentirmi “mostro” e nascondermi all’altro, ecco che mi guardo allo specchio e mi sento Sirena. Se nella mia precedente raccolta di poesie (Je Roule, E.T.S., Pisa 2008) “ruotavo”, riferendomi al mio vivere in carrozzella e ripiegandomi sulla mia condizione, adesso promuovo me stessa accettandomi con grande amore, con nuova forza e rinnovata autostima. Ho cambiato pelle, ora “guizzo”: ora sono una Sirena. Entità leggendaria, metà donna e metà fantastica frequentatrice delle più remote profondità del mare, la Sirena nuota e si muove in energica sintonia con il suo mondo; osserva, accucciata sulla roccia, le navi e i marinai e comprende che non potrà mai correre sulla terra ferma tra quei “piedi guerrigli”, né essi potranno mai nuotare negli abissi profondi degli oceani. “Tra voi e me c’è una distanza incolmabile”, sembra dire la Sirena, guardando lontano; la tristezza può impadronirsi di lei ma il tuffo guizzante la rinvigorisce, le rinnova le forze, la fa risentire combattiva, “guerriglia”. Lei, la Sirena, ed io, Lorella, crediamo fermamente nell’uguaglianza dei diritti e nella grande, magnifica ricchezza delle differenti abilità. L’unicità e l’irripetibilità di ciascuno di noi ci fa naturalmente guadagnare il diritto di essere parimenti accettati nella nostra normalità”. Cav. Lorella Ronconi www.lorellaronconi.it @lorellaronconi https://www.facebook.com/lorellaronconietor?ref=hl Vedi tutti gli articoli di Lorella Ronconi

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