Archivi del mese: dicembre 2014

Stare in Coppia: come si sviluppano le dinamiche relazionali – Video

Veramente interessante!


I GIOVANI NON HANNO CHE IL NULLA? BEH, ALMENO NEL NULLA SI PUO’ METTERE QUALCOSA

Vorrei cominciare dal positivo, dai giovani, dalla speranza che in loro riponiamo. Demonizziamo sempre i giovani per il loro superficialismo, ma io credo molto in loro e come persona diversamente abile, membro di una Fondazione (Fondazione Il Sole Onlus) che si occupa del “dopo di noi” attraverso la realizzazione di una casa famiglia per disabili e svariate attività, spesso vado nelle scuole, primarie e secondarie a parlare di disabilità.

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“I giovani non hanno che il nulla”, dice qualcuno, bene: nel nulla siamo noi che dobbiamo mettere qualcosa, quel nulla siamo noi che dobbiamo riempire di speranza e contenuti per la loro crescita fisica ed etica.  Vi propongo un “prodotto” vero, fattivo, di una 4° superiore di un liceo di scienze sociali.
In 3 incontri ho parlato loro della mia esistenza, dei problemi che incontro nel mio quotidiano e dei problemi che, purtroppo, non riesco a far fronte dal punto di vista etico e civile. Loro sono stati prodigiosi! Oltre che ascoltare e partecipare agli incontri, hanno avuto (ripeto loro stessi) la voglia di realizzare qualcosa per gli altri! Un video per raccontare agli altri le difficoltà delle persone diversamente abili. La cosa meravigliosa è, che è stato TUTTO realizzato e PRODOTTO da loro, attraverso i loro strumenti (cellulare e chitarre) e con il loro meraviglioso modo di comunicare. Credo che tutti noi dovremmo smettere di lamentarci e orientarci verso le nuove generazioni.
Dovremmo andare più spesso nelle scuole, con aria positiva e propositiva. Noi disabili ci lamentiamo di come il mondo ci vede: “Tristi, malati, asessuati” si, è vero… sono questi gli stereotipi da cambiare, ma dovremmo iniziare noi a comunicare e dimostrare agli altri che non lo siamo. Il mio impegno dopo circa 20anni di abbattimento delle barriere architettoniche, è adesso, orientato verso la qualità della cultura e la discriminazione (culturale) sulle persone “diverse”. La parola che sottolineo spesso nei miei interventi pubblici é “DIFFERENTE”, differente al posto di “diverso”. Non siamo diversi, non siamo alieni, ma differenti perché, ognuno è unico e irripetibile (per fortuna) ed è in forza grazie alla sua differenza dall’altro.
Vi propongo di seguito il video dei ragazzi, che sono stati giustamente gratificati dalle istituzioni, per la loro risposta fattiva verso la diversa abilità ->
Guarda il video: http://www.youtube.com/watch?v=_tHD_25irKo
Lorella Ronconi

I BAMBINI ANNULLANO LE BARRIERE ATTRAVERSO LA POESIA: DA UNA DELLE MIE ESPERIENZE NELLE SCUOLE ELEMENTARI

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Molti pensano che solo attraverso il romanzo o la narrativa si possa “insegnare” o comunicare con i ragazzi e a far apprendere loro le basi della lingua italiana od il senso civico, o la formazione alla vita.

Anch’io forse non pensavo, io stessa non avevo troppa fiducia della forza della poesia per un linguaggio “bambino”. Non avrei mai immaginato che entrare in una classe di quarta elementare, con la mia goffaggine su carrozzella e con tra le mani un libro di poesie potesse essere così meravigliosamente bello e appassionante per i ragazzi e per me stessa.

Le poesie spesso sono ermetiche, non esattamente semplici da comprendere, ma l’invito di alcune maestre, il loro modo sicuro e sincero mi convinsero a non essere maleducata e lasciarmi coinvolgere dal loro entusiasmo nell’andare nelle loro classi per “fare una lezione di poesia”.
Così quella mattina appena arrivata mi sono trovata tantissimi visini sorridenti e molto emozionati il mio timore fu immediatamente cancellato, sciolto, spazzato via da quel silenzio attento, penetrante e professionale di un gruppo di bambini che seguivano la mia lettura verso dopo verso e si animavano poesia dopo poesia di curiosa, gioiosa, corroborante voglia di sapere.
Quelli che nella mia convinzione sarebbero stati versi, metafore, incomprensibili erano stati per i bambini immaginari mondi da esplorare e da “sapere”.
Erano diventati per loro fantastici luoghi di cui solo le domande potevano animare e colorare.
Le domande sono così arrivate a valanghe, precise, intelligenti, inerenti, sincere, la disabilità nelle loro parole non suonava pietosa o “triste” o “lontana” ma semplicemente una parola: perché i bambini non sono condizionati ancora dalla vita, del mondo che li circonda, i bambini sono puri come i loro sguardi curiosi, verso una persona che vive in carrozzella.
Come vive una persona in carrozzella? Come fai ad alzarti la mattina? Chi ti prepara da mangiare? Perché non sei sposata? Come vorresti che fosse tuo figlio? Cosa provi quando non entri nei negozi? Dove ti piacerebbe andare a ballare?
Uno scroscio di domande incredibilmente belle, domande che avrei voluto tanto dagli adulti, domande adulte di bimbi che aspettavano ed esigevano, immediate risposte! Una sete di sapere senza barriere, il loro essere bambini era esattamente il modo perfetto che io sognavo di “essere, stare, pensare “ all’uguaglianza.
Per loro la diversità non era diversa, per loro la diversità era la differenza, per loro la differenza era il modo di trovare soluzioni per capire e porre rimedio.
Un bambino mi ha chiesto “Cosa posso fare per te? Cosa potrò fare da grande?” , è stato il momento più grande di tutto il mio andare per le scuole. Nelle superiori avevo sbagliato: era nelle scuole primarie che avrei dovuto cominciare per avere il cuore aperto alla speranza e per capire che anche un bambino può percepire l’emozione pura di cui è fatta una poesia.
Perché la poesia come i bambini non ha retaggi, non ha condizionamenti, i bambini come le poesie, sono emozioni libere e pure che nascono dal cuore.
Ringrazio con forza le maestre ed i bambini della quarta elementare di via Giotto per l’esempio che hanno dato a me e alla speranza in quella calda mattina di Giugno.
Grazie alle maestre: Raffaella Matrisciano, Rossana Lipparini, Alessandra Ciuti,
della quarta A e quarta D dell’ Istituto Comprensivo Grosseto quattro, della scuola primaria a tempo pieno di via Giotto.
Raffaella, la maestra dopo l’incontro mi scrive:
Cara Lorella, ti invio il lavoro che ho fatto in classe con i bambini. E’ stato un lavoro introduttivo che verrà sviluppato in maniera più approfondita il prossimo anno, dato che ormai eravamo alla fine dell’anno scolastico e non volevamo “svilire” il lavoro.
 Sono partita dicendo ai bimbi:

 Pensando a Lorella che “ruota”, ci rendiamo conto che camminare per noi è naturale, lo facciamo senza accorgercene e forse non riflettiamo abbastanza sul significato di questa azione. Allora, chiediamoci : ” Cosa vuol dire : camminare ? “

Le risposte dei bambini sono state queste :   

Essere  liberi;   accedere a qualsiasi luogo; non dipendere da nessuno; conoscere il mondo; poter sentire la sabbia sotto i piedi; sentirsi simili agli altri; socializzare; avere la possibilità di aiutare gli altri; non avere nessun limite; avere speranze e pensieri diversi; lasciare le proprie “orme ” , cioè sapere di avere un ruolo nella società; avere una visione più aperta del mondo; costruire il proprio futuro come si desidera;  avere obiettivi; avere più opportunità; godersi in modo diverso la vita …


 Come vedi hanno riflettuto abbastanza, anche se il breve tempo a disposizione non ha permesso un maggiore approfondimento.”
(C) Lorella Ronconi

www.lorellaronconi.it

 


Gabbiani

Il Re Del Niente

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.

Vincenzo Cardarelli

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ROBERTO CABALISTI: UNO STRIKE PER LA POESIA A GROSSETO IL BASEBALL TESTIMONIAL PER “JE ROULE” ASSIEME A ENRICO LETTA E FABIO CANESSA

Il grande lanciatore italiano recordman ed eletto atleta del secolo, testimonial a Grosseto per le poesie di Lorella Ronconi: “Si tratta di un evento molto importante – ribadisce il mitico “Cabalisti” – al quale sono orgoglioso di partecipare. Ho avuto il piacere di conoscere Lorella tanti anni fa, quando con i Pirati andavamo a giocare a Grosseto e lei si metteva in un angolo a guardare la partita con la sua biciclettina.

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(c) Di Cristiano Cerbara

RIMINI – Quando il baseball e la voglia di combattere contro tutto per vivere si intrecciano in una cosa sola. Roberto Cabalisti, il grande ex capitano e bandiera dei Pirati per venti anni di straordinaria carriera riminese, il prossimo 12 dicembre sarà testimonial a Grosseto della presentazione del libro “Je roule”, nuova edizione della raccolta di versi scritti da Lorella Ronconi, poetessa grossetana (ma anche cavaliere della Repubblica, membro di varie associazioni per l’abbattimento di barriere architettoniche e culturali e fondatore della “Fondazione Il Sole Onlus”) affetta da una rarissima malattia genetica ossea chiamata pseudoacondroplasia emersa, che da anni la costringe in carrozzella.

Metà della raccolta dei fondi per la vendita del libro andrà in beneficienza proprio alla Fondazione Il Sole, all’evento parteciperanno anche l’ex presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta e il critico letterario Fabio Caressa. Cabalisti non sarà solo testimonial ma è anche l’immaginario protagonista dell’ultima poesia di Lorella Ronconi “Centauri”: “Si tratta di un evento molto importante – ribadisce il mitico “Caba” – al quale sono orgoglioso di partecipare. Ho avuto il piacere di conoscere Lorella tanti anni fa, quando con i Pirati andavamo a giocare a Grosseto e lei si metteva in un angolo a guardare la partita con la sua biciclettina, e da quel momento sono diventato il suo lanciatore preferito. Ed è un onore per me essere visto da lei come il guerriero che trionfa con il sorriso”.

“Il centauro è un mito sospeso tra cielo e terra – dice Lorella Ronconi – soprattutto per noi disabili. Ed è grazie al baseball che per la prima volta mi sono sentita integrata, era quello l’unico luogo in cui ero uguale agli altri. Perciò non potevo non chiamare Roberto, che del baseball italiano è l’ambasciatore”. Cabalisti è stato un simbolo per il baseball riminese e azzurro, ma “Hall of fame” a parte, meriterebbe riconoscimenti ben più tangibili. Ecco il perché delle sue parole amare a commento del fatto del giorno (e dell’inverno), ovvero il passaggio di Mario Chiarini a San Marino. Da bandiera a bandiera: “Probabilmente avrebbe potuto farlo anche prima. Spesso ci si ricorda soltanto delle ultime cose ma non di tutte le cose belle fatte in carriera, come tante prese straordinarie in tuffo con cui Mario salvò diverse partite. Se un problema ha avuto negli ultimi anni a Rimini, la colpa è di chi lo ha allenato. Sono certo che a San Marino Chiarini si rigenererà e farà dei danni. Purtroppo la riconoscenza non esiste e io ne so qualcosa”.

La Cronaca del Nuovo Quotidiano www.NQnews.it

Immagine il nuovo quotidiano

http://ww8.virtualnewspaper.it/rimini/books/141203rimini/index.html#/23/


3 DICEMBRE 2014: 12° GIORNATA MONDIALE DELLE PERSONE CON DIVERSA ABILITA’, PIU’ DI UN MILIARDO IN TUTTO IL MONDO E OLTRE 4 MLN IN ITALIA, ANCORA OGGI INVISIBILI? LA TECNOLOGIA COME RISORSA PER UN FUTURO DI MIGLIORE AUTONOMIA

Giornata della disabilità

5 novità del 2014 da non perdere

Più di un miliardo in tutto il mondo, circa 4,1 milioni in Italia (stima Censis). Per questo si celebra il 3 dicembre l’International Day of Persons with Disabilities dal 1992. Stiamo parlando dei persone con diversa abilità, che, nonostante siano il più grande “gruppo di minoranza” del mondo, rimangono ancora oggi ignorati dai processi di sviluppo della società. Proprio per promuovere la comprensione e l’integrazione delle persone con handicap, sensibilizzando l’opinione pubblica, nel 1992 le Nazioni Unite hanno proclamato la Giornata internazionale della disabilità.

Il tema di quest’anno è “Sustainable Development: The promise of technology” (Sviluppo sostenibile: la promessa della tecnologia). E proprio quest’anno sono state numerose le invenzioni che stanno provando a migliorare la vita quotidiana dei disabili: da Upsee, la speciale imbracatura che aiuta i bambini a camminare insieme ai genitori, fino alla “S.m.a.r.t. Home” – un’abitazione costruita su misura per chi si muove su una sedia a rotelle – passando per l’avveniristica mano bionica realizzata dagli scienziati del progetto NEBIAS. Nella top-five 2014 delle iniziative per l’integrazione, poi, bisogna includere Geox for Valemour, un progetto di moda sviluppato da persone con Sindrome di Down, e il ristorante Dans le Noir, dove si cena al buio e si viene serviti da camerieri non vedenti.


ENRICO LETTA, ROBERTO CABALISTI, FABIO CANESSA TESTIMONIAL PER LE POESIE DI LORELLA CONTRO LE BARRIERE CULTURALI SULLE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI

Nuova edizione per “Je roule”, le poesie di Lorella Ronconi

In Toscana la presentazione della raccolta poetica con tre testimonial d’eccezione

02/12/2014, 18:01 | ARTE E CULTURA

Je roule”, la raccolta più famosa della poetessa toscana Lorella Ronconi, che vide la luce nel 2008 con la prima edizione si appresta ad una seconda uscita con la casa editrice ETS di Pisa, per incontrare le esigenze e le richieste del numeroso pubblico che nel tempo ha rivolto attenzione al volume di poesie. La nuova edizione dell’opera poetica sarà presentata a Grosseto nel pomeriggio di venerdì 12 dicembre al palazzo Aldobrandeschi, sede dell’Amministrazione provinciale grossetana. “Centauri”, questo il nome dato all’evento dal nome di una delle sue poesie più famose, vedrà la partecipazione di tre testimonial d’eccezione, tre amici della poetessa toscana del calibro di Enrico Letta, già Presidente del Consiglio, il campione internazionale di baseballRoberto Cabalisti e il critico cinematografico Fabio Canessa, che accompagneranno Lorella Ronconi nella presentazione della sua opera.“ Confesso di essere alquanto orgogliosa del mio libro – racconta Lorella Ronconi –  che alla sua prima edizione ha venduto moltissime copie nelle librerie  italiane, e sono un pò  orgogliosa anche di me stessa,  dato che  come donna disabile, con grandissime difficolta’  fisiche e motorie, sono riuscita, per quanto la poesia e le emozioni non sembrino andare più tanto di moda, a farmi apprezzare. Questa presentazione è merito anche della Fondazione Grosseto Cultura – continua –  che con “Grosseto Scrive” mi ha dato la possibilità di realizzarla in modo migliore attraverso il  premio vinto lo scorso anno.” L’autrice maremmana ha davvero buone ragioni per dirsi orgogliosa: i suoi versi sono risultati vincenti in moltissime rassegne con premi nazionali ed internazionali, da Recanati ad Abano Terme, da Acerra a Roma, da Novi Ligure a Cattolica, con gli awards della poesia. “Je roule”, la lirica dalla quale prende nome il libro, è stata inserita nelle antologie scolastiche edite da Zanichelli per la scuola media e frequenti sono gli inviti che  provengono alla poetessa dalle scuole di ogni ordine, interessate a lei per la poesia contemporanea.  L’anno scorso poi il libro  ha varcato i confini nazionali, arrivando a Las Vegas, dove è stato tradotto in lingua inglese  ed edito per gli States con il titolo  I role along.

“Portare avanti la poesia – continua la Ronconi – è una cosa molto difficile: scommettere sulle emozioni allo stato puro è un gioco rischioso, che può comportare incomprensione o, peggio, indifferenza, ma ciò che mi spinge a continuare, oltre l’amore per la scrittura, è l’impegno che da oltre 20 anni investo per l’abbattimento di barriere architettoniche e culturali; la mia lotta contro pregiudizi e insensibilità io la combatto anche attraverso  la comunicazione, la poesia, appunto. Il mio intento è far conoscere i problemi, le difficoltà che vivono le persone come me, ma anche aiutare a comprendere che le emozioni agiscono negli esseri umani, disabili e non, allo stesso modo.   Quella dei “centauri” è una metafora della quale mi sono servita per dare un’immagine delle persone diversamente abili, di questi esseri  talvolta “a metà”, per una parte umani, per l’altra alieni, con le ruote di una carrozzella al posto delle ali. Ma questa è anche la nostra bellezza, che condividiamo con quegli affascinanti personaggi che appartengono al mito e che popolano l’immaginario di tutti; come questi, noi “ruotiamo”, voliamo con le nostre ruote tra il cielo e la terra, tra il nostro strano mondo fatto di sofferenza, infezioni, dolori,  medici,  scale,  porte strette, rinunce, offese, invisibilità affettiva e sociale, e quello “umano” in cui lavoriamo, studiamo, abbiamo famiglia, cerchiamo di costruire il nostro futuro.”
Il nuovo lavoro di Lorella Ronconi non è solo  occasione preziosa per godere di un appuntamento con la poesia, ma anche per riflettere e fare il punto sulla nostra coscienza di esseri umani, spesso nascosta dal protagonismo dilagante tramite la tecnologia o dalla “crisi” che non accenna a finire ma che, grazie alle sue poesie può avere occasione di essere destata e interessata, con l’opportunità di evolversi.

Daniele Del Casino

www.notizienazionali.net

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