UNA FICTION ITALIANA CON UN PERSONAGGIO IN CARROZZELLA: FORSE IN ITALIA SI STA SBLOCCANDO IL TREND DEI BRAVI E INTELLIGENTI SOLO SE “BIPEDI”?

Da Febbraio 2015 la nuova serie italiana del Commissario Rex, in onda su Rai 2, inserisce lo psicologo dello staff del commissariato come persona in carrozzella, strano ma vero: la Rai nel 2015 si adegua all’Europa e inserisce una figura disabile in una fiction. Fantastico, allora non siamo così reietti e brutti  da tenere  chiusi in casa! 

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MASSIMO REALE (L’ATTORE CHE INTERPRETA IL RUOLO DELLO PSICOLOGO): REX ERA INCURIOSITO DALLA SEDIA A ROTELLE.

Dal Blog di thecityblogger
il blog di Valeria di nome e Carola di cognome

Voi che avete buona memoria (o una certa età) lo ricorderete sicuramente nel ruolo diGiampiero Montini in Classe di Ferro. Ebbene si, ho fatto una chiacchierata proprio con lui,Massimo Reale, che in queste settimane è in onda il lunedì sera su Rai Due con Rex 7, nel ruolo dello psicologo criminale Carlo Papini. Ovviamente non gli ho detto che, essendo troppo “piccola”, non mi ricordavo di lui in Classe di Ferro

Passiamo a Rex 7, in quest’ultimo periodo quante volte ti hanno chiesto com’è stato interpretare la parte di un disabile?

(ride, ndr) Me lo hanno chiesto molto, ma devo dire che lo capisco. Confrontarsi con la disabilità è una cosa complessa per un attore. Devi sperimentare una dimensione completamente diversa dalla tua. Bisogna immaginare anche come il personaggio vive la sua disabilità.

La prima scena che hai girato sulla sedia a rotelle?

Dovevo entrare nel laboratorio della scientifica e c’era Rex che era molto incuriosito dalle ruote della mia sedie a rotelle. Allora a un certo punto si è avvicinato e mi ha dato un piccolo morso sul polpaccio perché non capiva bene se ero un uomo con le ruote o qualche altra cosa.
E’ stato molto divertente

Hai una formazione teatrale, sono più snob gli autori di teatro verso la tv o il contrario.

(ride. ndr) Gli attori non sono snob è che in Italia teatro e tv sono due mondi separati. In America per esempio c’è Kevin Spacey che fa il film da oscar e poi la serie tv. Credo che l’attore debba fare tutto. Io ho fatto la commedia, la tragedia greca, il musical. Gli attori di teatro delle vecchie generazioni forse si sentivano più al centro di un progetto culturale e vedevano la televisione come una forma di intrattenimento. Oggi è una distinzione non giusta, io distinguo tra chi sa recitare e chi no.

In Rex 7 hai recitato con Francesco Arca, un certo snobismo nei sui confronti invece lo hai percepito?

Francesco, come tutti noi,ha il suo vissuto e deve farci i conti. Lui viene da un certo tipo di esperienze e le persone che scrivono e commentano le riportano. Io però vorrei prendere attore per attore e vedere da dove provengono. Leggo quello che si scrive su Francesco, ma personalmente posso dire di aver trovato una persona seria che fa il suo lavoro con grande abnegazione, umiltà e con tanta voglia di imparare e migliorarsi.

Domanda da donna… ci saranno svolte sentimentali in Rex?

Papini ha questo amore per Annamaria Fiori (Alessia Barela) che però lo respinge per colpa di un tradimento avvenuto in passato. Quello che succede poi lo decidono gli sceneggiatori.

Quanto ha influito la regia di Manetti Bros nel farti accettare la parte di Papini in Rex?

Recitare è il mio lavoro, quindi nessuno mi ha dovuto convincere. I Manetti Bros poi sono una grande risorsa creativa per qualsiasi prodotto vadano a realizzare. Sono due macchine immaginative con grande capacità di coinvolgere e suggestionare. Per me è stato un piacere e un onore, ma anche una grande opportunità di apprendimento.

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Informazioni su Lorella Ronconi

Freeway on my wheelchair, social branding influencer, content marketing management, poetessa per amore della mia vita. "Ruoto, scivolo, piroetto tra vanità e gambe frettolose, non trovo le mie orme, ma io ruoto, si, in un mondo fatto di passi . Je Roule #JeRouleAvecToi, #ionomivergogno, #iosonorara "Dopo tanta sofferenza provocatami dall’ignoranza delle persone riguardo la mia diversa abilità, dopo tanto sentirmi “mostro” e nascondermi all’altro, ecco che mi guardo allo specchio e mi sento Sirena. Se nella mia precedente raccolta di poesie (Je Roule, E.T.S., Pisa 2008) “ruotavo”, riferendomi al mio vivere in carrozzella e ripiegandomi sulla mia condizione, adesso promuovo me stessa accettandomi con grande amore, con nuova forza e rinnovata autostima. Ho cambiato pelle, ora “guizzo”: ora sono una Sirena. Entità leggendaria, metà donna e metà fantastica frequentatrice delle più remote profondità del mare, la Sirena nuota e si muove in energica sintonia con il suo mondo; osserva, accucciata sulla roccia, le navi e i marinai e comprende che non potrà mai correre sulla terra ferma tra quei “piedi guerrigli”, né essi potranno mai nuotare negli abissi profondi degli oceani. “Tra voi e me c’è una distanza incolmabile”, sembra dire la Sirena, guardando lontano; la tristezza può impadronirsi di lei ma il tuffo guizzante la rinvigorisce, le rinnova le forze, la fa risentire combattiva, “guerriglia”. Lei, la Sirena, ed io, Lorella, crediamo fermamente nell’uguaglianza dei diritti e nella grande, magnifica ricchezza delle differenti abilità. L’unicità e l’irripetibilità di ciascuno di noi ci fa naturalmente guadagnare il diritto di essere parimenti accettati nella nostra normalità”. Cav. Lorella Ronconi www.lorellaronconi.it @lorellaronconi https://www.facebook.com/lorellaronconietor?ref=hl Vedi tutti gli articoli di Lorella Ronconi

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