Archivi del mese: luglio 2015

GROSSETO, DA 15 ANNI I GESTORI DEGLI STABILIMENTI BALNEARI E IL COMUNE REALIZZANO IL “MARE PER TUTTI”

Da 15 anni a Grosseto i gestori di stabilimenti balneari regalano una settimana al mese gratuitamente nei loro esercizi (Ombrellone + due lettini) a tutte le persone diversamente abili. Leggi l’articolo per informazioni e/o vai nel sito del Comune di Grosseto. Buon mare a tutti!

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In spiaggia in carrozzina fioccano le prenotazioni

GROSSETO. Tra il mese di giugno e la prima settimana di luglio sono arrivate quasi sessanta prenotazioni all’iniziativa “Mare per tutti” 2015, che permette alle persone con invalidità di fruire gratuitamente di una settimana di soggiorno sulle spiagge di decine di stabilimenti balneari distribuiti tra Marina di Grosseto e Principina a Mare.

Un risultato importante che fa ben sperare nel raggiungimento dell’obiettivo di superare l’ottimo risultato in termini di prenotazioni del 2014, quando a fine stagione venne raggiunta quota centotrentasei, un numero già superiore alle centotrenta prenotazioni del 2013. Sono ben ventonove quest’anno gli operatori balneari che hanno aderito all’edizione 2015 che accompagnerà la stagione estiva fino al 15 settembre; uno in più rispetto all’anno scorso.

L’iniziativa, coordinata dal Comune attraverso l’ufficio Urp x h, insieme agli operatori balneari e alla Pro loco di Marina, va avanti da sedici anni ed è regolata da un apposito disciplinare nato con il contributo delle associazioni di disabili aderenti al Coordinamento comunale per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Mare per tutti mette i disabili in condizione di vivere delle vacanze serene semplicemente compilando un modulo reperibile sul sito del Comune, allegando le certificazioni sanitarie e inviando o portando il tutto all’ufficio comunale Urp x h in corso Carducci. Ad ogni turista viene assegnata una postazione dotata di ombrellone e due lettini (o sdraio), posta vicino a un camminamento in grado di garantire un facile accesso al mare. Ciascun ammesso può inoltre avvalersi dell’aiuto di uno o due accompagnatori.

Per informazioni, contatti e prenotazioni: Sportello Urp x h (Lorella Ronconi), corso Carducci 1, 0564 488242, infohandicap@comune.grosseto.it.

Da iltirreno.geolocal.it/grosseto/

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VITA SU RUOTE: FATICOSO LO STARE AL SOLE, MA TALVOLTA IL GENERE UMANO E’ ANCORA PEGGIO

 

Vita su ruote al mare. Sotto l’ombrellone in carrozzella, nella mia bella piazzolina attrezzata. Quando sono 39 gradi la carrozzella di acciaio si infuoca, prova a scappare se ci riesci.11237224_412308455630934_1802489666676394839_n

“Ma perché vai al mare, stai a casa, non è meglio”? Mi dicono alcuni pensando di essere utili e intelligenti ponendo la domanda mentre altri mi suggeriscono il fresco alternativo di una bella vetta di montagna.

Qualcuno passa e mi fissa abbassando lo sguardo quando incrocia il mio fulminante, certe volte meglio prevenire e poi gli sguardi pietosi sono cosi divertenti, perchè rinunciarci?

Altre persone di fronte al mio disagio con il sudore lanciano la soluzione “salvatutto”: “Dai, magari potresti fare un bagno, sai con quelle sedie che hanno inventato adesso per i disabili…!”, ecco, ci mancava proprio il consiglio del secolo.

In sostanza non sarebbe meglio dire: “Lorella spiegami, raccontami di te”. Sarei davvero felice di spiegare e dire che ognuno è differente dall’altro, per cui i miei motivi dello stare sotto il sole, di non fare il bagno e di andare al mare sono differenti da quelli degli altri e che io vado al mare per fare le cure solari per la mia malattia ossea e l’acqua mi da grandi problemi oltre che alla postura del mio corpo, odio la montagna e soprattutto non ci muove comodini con la carrozza per quelle vette. La sedia “appena creata” è la Job inventata nel 1998…

Il vizio di parlare senza pensare prima per 10 secondi e dare consigli quando non sono richiesti va sempre piu’ di moda, mannaggiona.

Terribilmente faticoso il sole ma, a volte, il genere umano è ancora peggio.


IL CAMBIAMENTO PARTE DA TE

Io penso che spesso siamo noi diversamente abili a frenare il cambiamento di cultura nei nostri confronti.

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Spesso non ci accettiamo, non accettiamo che la nostra vita sia differente o cambiata, siamo noi il primo cambiamento, accettare noi stessi, sentirsi interi, liberi, nuovi, abili cittadini del mondo, avere il coraggio di accettare ciò che siamo è guardarci veramente, amarsi, volerci bene. Senza l’accettazione di sé nessuna persona può che l’altro lo accetti. Se non ti ami per quello che sei tu, ora, non puoi certo aspettarti che lo faccia l’altro.

Il cambiamento parte da te.

Lorella Ronconi 


L’ultima idea di Amazon: scrittori pagati in base alle pagine lette

Daniele Del Casino

Da luglio nuove regole per gli autori partecipanti al Kindle Unlimited

 Quali saranno gli effetti a lungo termine del nuovo regime adottato da Amazon, colosso dell‘e-commerce, con i suoi programmi di ebook?

La società del miliardario Jeff Bezos, nata tra l’altro come libreria on line, dal prossimo mese ha deciso che pagherà gli scrittori che partecipano ai programmi Kindle UnlimitedBiblioteca del prestito per i proprietari Kindle in base al numero di pagine effettivamente lette degli ebook.

Se fino ad ora gli scrittori associati ai due programmi ricevevano una percentuale sugli incassiottenuti da Amazon dagli ebook nel caratteristico formato elettronico,  da luglio sarà l’effettivo numero di pagine lette  a garantire l’entrata al singolo autore.

Al di là dell’impostazione tecnica, dove peraltro con la registrazione di dati…

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Niente rainbow face per me: voglia di andare oltre l’arcobaleno

Confermo e condivido alla grande!!!

Daniele Del Casino

Ebbene sì, anche io sono stato tentato di mettere la rainbow face nei miei profili social, salvo poi rinunciare, senza nessun rimorso.

Perché? Perché mi piace andare oltre ad un gesto che sicuramente, per molti dei miei quasi 800 amici di Facebook ad esempio, è stato un mero esempio di moda, un accodarsi ad un qualcosa che siccome fanno in tanti allora lo faccio anch’io, salvo poi magari esprimere o condividere concetti che poco ci incastrano con la decisione della Corte Suprema USA di liberalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Per il sottoscritto ognuno di noi può e deve essere ciò che vuole, senza orgoglio, senza bandiere e senza arcobaleni: padrone della sua vita, insomma.

Sono stato Charlie sì, per protesta, perché toccato profondamente da quello che è successo qualche mese fa…

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Amore: definizione

Perfettamente Chic

“Essere innamorati significa così tante cose che nessuno al mondo, forse, è mai riuscito a definire. E forse è proprio in questa mancanza di definizione assoluta che risiede la migliore definizione dell’amore provato da una persona innamorata.

i_love_youEssere innamorati significa non riuscire a passare un solo istante della propria vita senza pensare alla persona amata, significa riempire la propria vita con un sentimento così grande da sembrare che sia impossibile che esista, con un affollarsi di sensazioni figlie di emozioni intrattenibili, con una forza impossibile da contenere nel proprio cuore, così grande ed impetuosa che a volte sembra quasi togliere il respiro e fare soffocare.

tumblr_lvfvnc5ai61r2c66do1_500_largeEssere innamorati significa a tratti dimenticarsi di essere solo se stessi e ricordarsi piuttosto di essere se stessi sommati alla persona amata, significa sentirsi come un’anima racchiusa nel corpo di un angelo che divora i pensieri e i sentimenti di un’altra anima, quella amata, per…

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Quando nasce un amore

Songs Say It Better

Quando nasce un amore
non e’ mai troppo tardi
scende come un bagliore
e’ una stella che guardi
e di stelle nel cuore
ce ne sono miliardi.

(Anna Oxa, “Quando nasce un amore”)

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BRAIN COMPUTER INTERFACE CI FARA’ MUOVERE LE COSE CON IL PENSIERO

Di Niccolò Viviani

Mentre Oculus è ormai abbastanza conosciuto, ancora pochi sono al corrente della tecnologia BCI. Io stesso non ne sapevo niente fino a circa un anno fa…

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Quando all’inizio del 2014 spostammo il nostro HQ dal centro di Santiago del Cile a Viña del Mar, una città sulla costa e vicina alla più conosciuta Valparaiso, cercavamo qualcuno cui subaffittare la casa in cui stavamo vivendo. A Marzo finalmente, Antonio, uno dei miei partners a Exosphere, tornò con successo da un incontro nella capitale: aveva trovato un team di scienziati dall’Ucraina interessato ad affittare la casa a breve termine, dato che erano temporaneamente in Cile per i 6 mesi garantiti alle startups accettate nel programma Start-Up Chile (a proposito, guardatevi il sito per free money).

Sono persone molto particolari – ci disse Antonio. Mi hanno fatto accendere e spegnere la luce con il pensiero. La loro tecnologia è magica. E sembrano pure maghi e maghe, guardate il loro profilo su facebook!

Fui introdotto così per la prima volta ai ragazzi del team MindHack, e non sapevo che questa coincidenza mi avrebbe aperto le porte della tecnologia del Brain-computer Interface (BCI). Un anno e mezzo dopo stiamo lavorando insieme a sviluppare alcune applicazioni di questa tecnologia, mentre cerchiamo anche di spingere il campo tramite la nostra piattaforma educativa.

BCI è una tecnologia che permette comunicazione diretta tra l’attività neuronale ed un dispositivo esterno: si tratta essenzialmente (potete facilmente approfondire online se interessati) di una tecnologia basata sull’abilità di leggere l’attività neuronale, processare i segnali ed inviare comandi al mondo esterno.

Ricerca e sviluppo  sono stati focalizzati soprattutto in applicazioni con l’obiettivo di ripristinare abilità fisiche, specialmente il movimento.

Negli ultimi anni traguardi molto importanti hanno permesso a persone con serissime disabilità motorie di eseguire normali ma complesse azioni, come ad esempio servirsi da mangiare o da bere, controllando un braccio robotico tramite il pensiero. Le storie di Cathy Hutchinson e Jan Scheuermann sono ben documentate.

Come si nota dall’immagine, questo risultato è ottenuto tramite un interfaccia invasiva: un sensore è impiantato chirurgicamente a diretto contatto con il cervello (e nuovi interessanti approcci sono in fase di sviluppo). Il metodo invasivo è necessario per azioni complesse come muovere un braccio (molti gradi di libertà), ma la tecnologia BCI si è evoluta anche nella direzione di sensori parzialmente invasivi e non invasivi, e con questi oggi è possibile comandare un robot esterno o accendere la luce in modo relativamente semplice, proprio come Antonio aveva avuto modo di fare con sua grande sorpresa.

Su Amazon già da anni sono acquistabili dispositivi che leggono la tua attività cerebrale e si possono giocare semplici videogiochi con il pensiero. Per comandare invece robots o altri dispositivi esterni è necessario un ulteriore lavoro di software e hardware, ciò di cui noi ci occupiamo. Qui sotto potete vedere un video di una dimostrazione che abbiamo fatto in un liceo cileno, in cui gli studenti hanno accesso e spento la luce, guidato un piccolo robot-car, giocato sull’Ipad e usato GoogleGlass con i loro pensieri.

Questa tecnologia ha chiaramente un impatto maggiore per persone in condizione di disabilità fisica. I nostri amici in Ucraina per esempio stanno lavorando per aiutare una signora a controllare la propria sedia a rotelle, mentre l’esercito statunitense sta usando questa tecnologia per riabilitare i soldati tornati dalla guerra.

O possiamo immaginare persone disabili controllare un’intera smart-house, dalla macchina del caffè alla luce, dalla porta alla tv. O combattere battaglie di droni.. e vincere!

Per le persone senza disabilità, adottare questa tecnologia nella vita di tutti i giorni rimane, almeno per il momento, più complicato che utile. Il processo di apprendimento infatti è una delle sfide (ma anche uno dei lati più interessanti) di questa tecnologia: come per imparare ad andare in bicicletta, è necessario un periodo di fallimenti e pratica, finchè un giorno rimanere in equilibrio e pedalare diventa quasi automatico. All’inizio devi usare il 100% del tuo spazio mentale per non cadere, ma dopo un pò sei in grado di pedalare mentre parli con un amico, mangi il gelato e guardi la strada. Lo stesso vale per BCI: saremo in grado di accendere la luce col pensiero mentre stiamo chiacchierando a tavola e bevendo un bicchiere di vino, senza particolari sforzi.

Il nostro cervello è flessibile e con il tempo si adatta a coordinare nuove interazioni con il mondo esterno.

Ma già oggi la tecnologia BCI inizia ad avere (o avrà) applicazioni nel mondo comune, in campi come la sicurezza alla guida, il controllo dei danni cerebrali in sports di contatto, la predizione di crisi epilettiche, brain-fitness, musica, neuromarketing, videogames… fino magari al controllo di navicelle spaziali (sì, siamo molto interessati allo spazio, motivo per cui stiamo facendo questa cosa quia Budapest) e molte altre applicazioni cui ancora non abbiamo pensato (o di cui non ho sentito).

Due trends molto importanti affinchè questa tecnologia possa essere parte integrante della nostra vita quotidiana sono quello della risoluzione delle interfacce non invasive (la cui qualità finora ha raggiunto quella delle interfacce invasive in circa 10 anni) e quello di nuove soluzioni per dispositivi non invasivi più user-friendly (un esempio qui).

NICCOLO’ VIVIANI
Viña del Mar (Cile), 4 luglio 2015

P.S.
Se sei una persona interessata in questa tecnologia, sia da un punto di vista tecnico che imprenditoriale, ti invito ad attivarti nella ricerca di chi se ne sta già occupando nel tuo network personale. Altrimenti puoi contattare me o Luca Tonin del team diEXiMotion (e team leader di WHi che parteciperà al Cybathlon 2016 di Zurigo).

Di Niccolo’ Viviani from chefuturo.it


SONO I BAMBINI CHE CI INSEGNANO COME ABBATTERE LE BARRIERE ARCHITETTONICHE E CULTURALI

Per i bambini non ci sono differenze, siamo noi che creiamo le barriere, che costruiamo scale e porte strette, siamo noi che continuiamo a portare avanti gli stereotipi e tabù che separano e allontanano, siamo noi che condizioniamo la loro anima pura con le nostre barriere impostando la loro esistenza in base alle nostre paure.

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I bambini non hanno i nostri schemi e per loro non è un problema se sei grasso  o troppo alto, non è un problema se sei seduto in carrozzella; se c’è uno scalino ti domandano: “Perché c’è lo scalino?”,  “Perché hanno fatto quella porta stretta?”. 
I bambini chiedono solamente una spiegazione ma non si spaventano. In una sera d’estate Marco mi dice : ” Ti spingo io!” ed è felice con me.
Aiutiamo i nostri figli a crescere nell’accettazione e nella comprensione senza mettere loro le nostre difficoltà, senza trasmettere loro le nostre paure ei nostri stupidi luoghi comuni solo così potremmo aiutare a crescere il futuro per tutti, senza barriere.

© Lorella Ronconi


Pensieri…

Pensieri, riflessioni ed emozioni..

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E quando negli occhi risplende la luce dei ricordi, lasciati trasportare nel viaggio, anche se le mani rimangono vuote. ( EliSaby)

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