FERRARA, MADRE RITIRA DALL’ASILO LA FIGLIA PERCHÈ L’INSEGNANTE È DISABILE E AFFERMA: “VOGLIO CHE MIA FIGLIA FREQUENTI L’ASILO NON UN CENTRO PER DISABILI!”

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LA STORIA DI CARLOTTA CHE DA CAGLIARI RISPONDE A QUELLA MADRE DI FERRARA CHE HA FATTO UN GESTO TERRIBILE CON PAROLE RAZZISTE, CARLOTTA LAVORA IN UN ASILO, È MOLTO PREPARATA ED È FELICE.

Carlotta, 20 anni, stupenda assistente ad una scuola per l’infanzia, affetta da sindrome di down, ma diplomata al liceo psicopedagogico , risponde dai media a quella madre che ha portato via dall’asilo sua figlia perché l’insegnante aveva la sua stessa patologia.

“Voglio che mia figlia frequenti un asilo, non un centro disabili”.
Una frase dura, perentoria, pronunciata di recente da una mamma di Ferrara che ha deciso di ritirare sua figlia da un asilo perché non venisse affidata a una maestra con la sindrome di Down, 36 anni, qualificata e impiegata in quell’istituto da 6 anni.

Carlotta Sanna, 20 anni, originaria di Quartu Sant’Elena, in provincia di Cagliari, a quella madre risponde così dalle pagine degli organi di informazione locali:
“Ogni mattina accolgo i bambini che arrivano e li aiuto a sistemare gli zaini negli armadietti. In sala mensa apparecchio, sparecchio e aiuto i più piccoli a mangiare, dopo averli assistiti nelle attività ricreative coi disegni e i colori. Due volte alla settimana mi occupo di attività di segreteria: rispondere al telefono, inviare email e fax, distribuire fotocopie nelle varie classi”.carlotta-sanna-maestra-down

Beh – ci si potrebbe chiedere – cosa c’è di eccezionale in tutto ciò?

Forse il fatto che Carlotta, proprio come quella maestra di Ferrara, è affetta dalla sindrome di Down.

Conseguita la maturità al liceo psicopedagogico di Cagliari con il massimo dei voti, la giovane -occhi azzurri, capelli biondo cenere, sorriso vispo e sguardo limpido -lavora da qualche tempo come assistente presso la scuola d’infanzia Sacro Cuore, dopo aver partecipato a un progetto regionale di inserimento professionale.

“Una assistente Down è perfettamente in grado di offrire ai bambini assistenza e affetto al pari di chiunque altro faccia questo mestiere”, spiega Carlotta Sanna.
“La mia collega di Ferrara è perfettamente in grado di svolgere i propri incarichi, e a quella madre dico solo che sta privando la figlia di una importante occasione di confronto e crescita“.

Tipa tosta, Carlotta, una che ha la competizione nel sangue, come ha dimostrato in occasione della medaglia d’oro nella ginnastica vinta ai Giochi Mondiali Special Olympics, andati in scena a Los Angeles lo scorso luglio.
carlotta-sanna-special-olympicsGinnasta dall’età di 8 anni, la ragazza racconta:

“Con mia madre, anche lei ex atleta, guardavamo assieme le gare internazionali in tv. Così ho iniziato ad allenarmi nella sua palestra di un tempo, con lo stesso allenatore. Essere arrivata fino in fondo ai Giochi Mondiali è stato come realizzare un sogno, ma anche vedere premiati anni di sacrificio e impegno. I miei risultati sono la prova che anche le persone con handicap possono dare un grande contributo alla società”.

Ma non finisce qui: l’attivissima Carlotta ha ancora altri sogni nel cassetto:

“Una mia grande passione è quella per il teatro. Ricordo l’emozione della prima volta sul palco, potrei decidere di studiare per diventare un’attrice”, rivela.
Ma la ginnastica resta il primo amore:

“Spero di affermarmi nel campo dello sport, per raggiungere una posizione che mi consenta di gestire al meglio la mia vita e quella dei miei familiari”.

Davvero una tipa tosta, questa Carlotta Sanna, non c’è che dire…

 

Fonte www.contactsrl.it

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Informazioni su Lorella Ronconi

Freeway on my wheelchair, social branding influencer, content marketing management, poetessa per amore della mia vita. "Ruoto, scivolo, piroetto tra vanità e gambe frettolose, non trovo le mie orme, ma io ruoto, si, in un mondo fatto di passi . Je Roule #JeRouleAvecToi, #ionomivergogno, #iosonorara "Dopo tanta sofferenza provocatami dall’ignoranza delle persone riguardo la mia diversa abilità, dopo tanto sentirmi “mostro” e nascondermi all’altro, ecco che mi guardo allo specchio e mi sento Sirena. Se nella mia precedente raccolta di poesie (Je Roule, E.T.S., Pisa 2008) “ruotavo”, riferendomi al mio vivere in carrozzella e ripiegandomi sulla mia condizione, adesso promuovo me stessa accettandomi con grande amore, con nuova forza e rinnovata autostima. Ho cambiato pelle, ora “guizzo”: ora sono una Sirena. Entità leggendaria, metà donna e metà fantastica frequentatrice delle più remote profondità del mare, la Sirena nuota e si muove in energica sintonia con il suo mondo; osserva, accucciata sulla roccia, le navi e i marinai e comprende che non potrà mai correre sulla terra ferma tra quei “piedi guerrigli”, né essi potranno mai nuotare negli abissi profondi degli oceani. “Tra voi e me c’è una distanza incolmabile”, sembra dire la Sirena, guardando lontano; la tristezza può impadronirsi di lei ma il tuffo guizzante la rinvigorisce, le rinnova le forze, la fa risentire combattiva, “guerriglia”. Lei, la Sirena, ed io, Lorella, crediamo fermamente nell’uguaglianza dei diritti e nella grande, magnifica ricchezza delle differenti abilità. L’unicità e l’irripetibilità di ciascuno di noi ci fa naturalmente guadagnare il diritto di essere parimenti accettati nella nostra normalità”. Cav. Lorella Ronconi www.lorellaronconi.it @lorellaronconi https://www.facebook.com/lorellaronconietor?ref=hl Vedi tutti gli articoli di Lorella Ronconi

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