Archivi del mese: gennaio 2016

ITALIA, NON VEDENTI DISCRIMINATI, 1000 HOTEL NON ACCETTANO CANI GUIDA PER CIECHI

Sono quasi 1000 gli hotel italiani che non accettano i cani guida per ciechi

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Il presidente della Fish presenta i risultati di un’indagine che certifica come molti alberghi violino le norme di legge che li obbligano ad accogliere questi animali. «Un atto di grave discriminazione. Le strutture sono state segnalate al ministro Franceschini»

Sono almeno un migliaio in Italia gli hotel che rifiutano di accogliere i cani guida per non vedenti. E’ questa la denuncia di Vincenzo Falabella, presidente della Federazione italiana Superamento dell’Handicap-Fish, motivata da una verifica effettuata dall’Associazione BlindSight Project su siti particolarmente rilevanti per le prenotazioni alberghiere (venere.com, expedia.it, hotels.com ecc.). Dall’indagine risulta appunto che circa 1.000 strutture alberghiere dichiarano esplicitamente di rifiutare cani con la precisazione “anche cani guida”. E si tratta ovviamente soltanto di alberghi che usufruiscono di questi servizi web; si ignora quanti altri hotel, non presenti su i siti citati, pratichino lo stesso tipo di politica.
“Rifiutare l’accesso ad un cieco con cane guida è come chiedere a me, paraplegico, di lasciare la carrozzina fuori della porta o ad un miope di togliersi gli occhiali per entrare al cinema” dichiara Falabella. “Su questo fatto grave e dilagante Fish ha inviato una segnalazione al Ministro competente, Dario Franceschini, chiedendo un intervento presso le organizzazioni degli albergatori ma suggerendo anche di inasprire le sanzioni che attualmente sono solo pecuniarie. Forse, rischiando la revoca della licenza, qualche albergatore ci ripenserà”.
La Fish sottolinea inoltre come questi comportamenti siano in aperto spregio delle leggi n. 37/1974, n. 376/1988 e n. 60/2006 che stabiliscono che “al privo della vista è riconosciuto altresì il diritto di accedere agli esercizi aperti al pubblico con il proprio cane guida” e prevedono sanzioni amministrative per chi le viola. “Al di là della violazione di queste norme, l’atto ha l’aggravante della discriminazione”, aggiunge Vincenzo Falabella. “Calpesta a piè pari i principi della Convezione Onu sui diritti delle persone con disabilità, la loro dignità, il loro accesso a pari opportunità. E getta una ulteriore pessima luce sulla civiltà del nostro Paese anche fuori dai confini nazionali”.
Tratto da www.vita.it

SIMONE NORIA,INGEGNERE DISABILE: “NON AVETE IDEA DELLE POTENZIALITA’ CHE PUO’ AVERE UNA PERSONA DISABILE

“Io, ingegnere disabile, con un software permetto a chi è come me di comunicare. La tecnologia cambia la vita”

Simone Soria ha 36 anni e dalla nascita non cammina, non usa le mani, “e per di più – dice – articolo le parole a fatica”. Ha creato FaceMouse – programma che consente di scrivere al pc grazie a una webcam – e nel 2005 ha fondato Aida, l’unica realtà italiana che si preoccupa di ideare, realizzare e proporre soluzioni efficaci per i disabili motori gravi. E le sue idee sono arrivate fino in Giappone e Ucraina.

“Non avete idea delle potenzialità che può avere un disabile”.

Capelli scuri, occhi vispi, e il sogno di cambiare il mondo. Simone Soria ha 36 anni e nella vita fa l’ingegnere. Dalla nascita è affetto da disabilità motoria grave: non cammina, non usa le mani, “e per di più – dice – articolo le parole a fatica”. Nulla di tutto questo lo ha fermato. Da più di dieci anni, infatti, Simone sviluppa software per migliorare la vita deidisabili nella sua stessa situazione. E insieme alla sua cooperativa, Aida, gira l’Italia in lungo e in largo per assisterli. Spingendosi fino in Ucraina, Isole Mauritius e Giappone. “Grazie alla tecnologia possiamo cambiare la vita di tantissime persone”, spiega.

Tutto ha inizio in terza elementare, quando un operatore dell’Asl gli propone di utilizzare il computer in classe. “Fu l’inizio di una splendida avventura”, ricorda. Grazie ad un caschetto particolare, Simone riesce infatti a utilizzare la tastiera in maniera efficiente. Alla maturità si presenta con una tesina sulla Casa intelligente, quando la domotica era agli albori. Da lì la decisione di iscriversi al corso di laurea inIngegneria Informatica.

“Ero il primo disabile motorio grave a intraprendere questo percorso – racconta –. Le barriere istituzionali erano molte, e a volte erano azioni di ostruzionismo”. Come tesi di laurea, invece, Simone presenta FaceMouse, un programma ideato e realizzato di propria mano, che permette di utilizzare ilcomputer e di scrivere muovendo una qualunque parte del corpo davanti ad una comunissima webcam. L’elemento piùinnovativo è rappresentato dal fatto che si può interfacciare con qualunque movimento della persona, un po’ come l’acqua che prende la forma del contenitore che la raccoglie.

Nel 2005, la svolta. Simone decide di mettere le sue competenze a disposizione dei disabili e delle lorofamiglie. È lì che nasce la cooperativa sociale onlus Aida, acronimo di “ausili ed informatica per disabili e anziani”, l’unica realtà italiana che propone e realizza soluzioni efficaci per i disabili motori gravi. Da Aosta a Trapani, Simone e le 5 persone del suo team incontrano disabili e le loro famiglie in giro per l’Italia. “Il nostro obiettivo è proprio quello di permettere anche ai disabili gravi di essere inclusi nellasocietà, nella scuola e nel lavoro”. Ad oggi, dopo 10 anni di attività, sono stati aiutati più di 400 persone, “ma potremmo raggiungerne molte altre”, aggiunge.

E non è tutto. La tecnologia sviluppata da Simone è arrivata fino in Giappone. I primi contatti ci sono stati nel 2005, quando un ricercatore dell’istituto governativo Nise (National Institute for Special Education) lo ha invitato a Yokosuka per sperimentare FaceMouse con alcuni bambini disabili gravi. Il software, inoltre, ha ricevuto diversi riconoscimenti relativi a innovazione e utilità sociale, tra cui il brevetto internazionale, il marchio in Cina, Giappone ed Europa. “All’estero stiamo lavorando soprattutto in Giappone, con l’aiuto di mia moglie come interprete. Ma siamo stati anche a Shanghai e Pechino in occasione di Expo 2010, abbiamo aiutato ragazzi in Ucraina, nelle Isole Mauritius e in Francia. Stiamo preparando un sito internet multilingue per proporci in modo più sistematico”.

L’ostacolo più difficile da superare rimane ancora la “diffidenza di molti genitori di bambini disabili”, inclusi medici e professionisti dell’handicap in genere. C’è poi da fare i conti con l’indifferenza e lanegligenza: “Quanti problemi si risolverebbero – dice – se, ad esempio, ogni insegnante ed educatorescolastico mettesse un po’ di impegno e spirito d’iniziativa nel lavorare con lo studente disabile”.

“Sogno di formare educatori ed insegnanti di sostegno pronti a valorizzare le capacità del proprio studente”

Dopo la laurea (con lode), il matrimonio, una battaglia vinta contro il cancro, Simone ha ancora voglia di lottare. E i suoi progetti non si fermano: oltre a FaceMouse ora c’è da testare EasyMath, un software di matematica che permette di scrivere formule in modo semplice ed intuitivo. Ma anche Fabula, una tastiera virtuale utilizzabile con un dito che permette di comunicare, scrivere e giocare con il pc. “Spesso nelle scuole i disabili sono solo parcheggiati in classe e abbandonati a se stessi –  racconta – Io sogno di formare educatori ed insegnanti di sostegno pronti a valorizzare le capacità del proprio studente”. Prossima fermata? Simone sorride: “Andiamo fino ai confini del mondo”.

TRATTO DA www.ilfattoquotidiano.it


L’IMPERFEZIONE

L’IMPERFEZIONE – http://wp.me/p77deh-N
Condivido volentieri una poesia veramente bella di Cinzia di Nardo

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L’IMPERFEZIONE

L’imperfezione vibra
sulla trama grezza della tela
crea le più incredibili sfumature
sconfina il limite stabilito
rende molteplici le prospettive.
L’imperfezione seduce il suono
concepisce melodie sconosciute
libera l’ispirazione dello scrittore
dalla prigionia di un solo punto
sovverte l’ordine e ordina il pensiero.
L’imperfezione plasma
trasforma in virtù un difetto
mette in scena commedie e tragedie
e ride di chi della perfezione si fa vanto.

Madame Cinzia Di Nardo

Scritto con WordPress per Android da © Lorella Ronconi


IRENE, UNA PSICOLOGA CHE DAL 2010 FESTEGGIA IL SUO SECONDO COMPLEANNO, QUELLO CON LA DISABILITA’

Irene Scamporrino è una delle educatrici che lavora alla Fondazione Il Sole – Onlus a Grosseto, una persona  veramente eccezionale, neuropsicologa, dal 7 Gennaio 2010, attraverso il servizio civile nazionale ha iniziato un cammino di vita con la disabilità, un percorso di crescita che le ha fatto scegliere di continuare ad operare con i ragazzi diversamente abili anche alla fine dei 12 mesi di servizio, una scelta vissuta con gioia tanto da ricordare ogni anno, quel lontano 7 Gennaio come una seconda nascita, il suo “compleanno con la disabilità”, come dice lei.

Irene, una tra le tante persone meravigliose delle quali nessuno parla, operatori, educatori, assistenti sociali, volontari, professionisti, che operano con gioia, disponibilità e competenza con noi e per noi, persone diversamente abili, una tra le tante persone che fanno bene alla speranza, alla vita stessa.

2015-10-08 13

Ho incontrato Irene Scamporrino nel Dicembre 2009, quando si presentò alle selezioni per il Servizio Civile Nazionale per il progetto “Tempo Libero non Tempo Vuoto”, mi ricordo ancora quel momento, ero nella commissione ed entrò nella stanza con un grande sorriso, ma molto emozionata per la selezione che doveva superare, bella, preparata, mi sembrò subito molto solare e di una intelligenza supersonica. In quegli anni ero Operatore Locale di Progetto (il referente responsabile per l’Associazione Genitori Bambini Grossetani Diversamente Abili – associazione che gestiva il progetto) come O.L.P. partecipavo alle selezioni e come disabile facevo domande “forti” a chi si presentava, per verificare (spesso anche dalla reazione alla risposta) quanto il giovane fosse preparato rispetto alla disabilità soprattutto rispetto a tabù, etica, forza o repulsione).
A Irene chiesi guardandola negli occhi: “Cosa ne pensi dei disabili?”, la fissavo aspettandomi che abbassasse lo sguardo, invece con un sorriso, non abbassò lo sguardo, mi rispose : “Perchè c’è qualche cosa da pensare, non so ma secondo me sono persone prima di tutto”, per me lei, con quella risposta era già al top della classifica dei selezionati.
In seguito mi confesso’ che con quella domanda mi aveva “odiato” in modo esponenziale catalogandomi come “cattiva, l’avevo fissata in modo serio e “pugnalata” con una domanda difficilissima nella sua semplicità.
Irene iniziò il 7 Gennaio il Servizio Civile Nazionale con altri 3 colleghi che avevano superato le selezioni, ma soprattutto nacque pian piano una grande amicizia che ancora oggi si “festeggia” quel primo giorno di “entrata nel servizio civile” come il suo secondo compleanno, quello della sua seconda nascita, il compleanno della disabilità.
Irene Scamporrino era già psicologa laureata quando entrò, aveva già competenze nel settore, ma il nostro vivere assieme, il suo svolgere il progetto, portando un gruppo di ragazzi diversamente abili dell’associazione e della Fondazione il Sole, in giro per la città, cambio’ la sua vita, allunando in un mondo che aveva scoperto come una seconda “casa”.
Per me fu un arcobaleno di gioia, il suo carattere allegro, ironico, la sua vitàlità, la sua disponibilità, il suo sorriso sincero mi conquistarono, ridandomi coraggio di vita.
Un anno assieme e scoprirci simili, i colori – Irene è sostanzialmente una donna piena di colori e sole nell’anima – la sua gioia, oltre che competenza, mi aiutarono (senza che nessuna delle due lo sapesse) a crescere, a diventare grande.
Non fu’ un servizio civile di 12 mesi per lei, ma una scelta di vita, riuscimmo a trovare piccoli progetti di finanziamento a tenerla con noi come operatrice in Fondazione Il Sole, pochissimi soldi rispetto alla sua capacità e disponibilità nei nostri confronti. Anno dopo anno, Irene è diventata responsabile di quel progetto che scelse con il servizio civile assieme a Giada, ma soprattutto Irene è Operatrice Locale di Progetto quello che facevo io nel 2010, una alter ego meravigliosa, una amica premurosa, una sorgente di volontà e capacità, i colori che rendono le giornate di inverno luce per i ragazzi della nostra Fondazione Il Sole.
Intervisto  Irene, voglio farvela conoscere al meglio, ma non le faccio la domanda famosa di quella selezione, parliamo di competenze, quali sono le tue Irene?
“Che dire? Sono laureata in scienze e tecniche psicologiche dello sviluppo e dell’educazione a Roma (Sapienza) ed in Neuropsicologia e recupero funzionale nel corso di vita (Alma Mater Studiorum di Bologna). Ho svolto il corso triennale post laurea per operatori di programmi assistiti per la mediazione di animali presso Antropozoa ed un master di II livello in neuropsicologia clinica a Roma (Istituto Skinner e Università europea) conseguendo il titolo di Esperto in neuropsicologia. “
Cosa è la neuropsicologia, secondo me è poco conosciuta:
“La neuropsicologia è una disciplina che si si occupa prevalentemente dello studio delle funzioni cognitive, alterate da danni anatomo patologici di varia eziologia. Nello specifico, tale scienza in ambito sperimentale intende associare determinate aree cerebrali e specifiche funzioni, ricercando metodi riabilitativi mediante fenomeni di plasticità cerebrale ed esercizi di allenamento mentale. La neuropsicologia clinica rappresenta l’applicazione delle conoscenze della neuropsicologia riguardo diagnosi, gestione e riabilitazione dei pazienti con deficit cognitivi successivi a malattie o danni cerebrali di tipo vascolare o traumatico. In particolare vengono esaminati i pazienti per diagnosticare e migliorare le funzioni specifiche lese come ad esempio linguaggio, lettura, scrittura, abilità di calcolo, attenzione, percezione, cognizione e comportamento.”
Irene in quali rami opera la neuropsicologia?
“La neuropsicologia si applica in tre specifice particolari:
-la  neuropsicologia dell’età evolutiva che è orientata principalmente verso la diagnosi e riabilitazione di disturbi specifici dell’apprendimento, disturbi pervasivi dello sviluppo, disturbi comportamentali;
-la neuropsicologia dell’età adulta opera principalmente su pazienti affetti da trauma cranico, danni vascolari e neoplasie cerebrali;
-la neuropsicologia dell’età senile si occupa della riabilitazione e del mantenimento di funzioni cognitive in pazienti affetti da demenze.
Ma i tuoi studi non ti sono bastati vero?
“Si, vero – e mi sorride in modo radioso – Attualmente sono al IV anno (nonchè ultimo) di scuola di Psicoterapia cognitiva (SPC, sede di Grosseto), essa  si basa su un approccio fortemente pratico al disturbo. Viene consigliata più di altri approcci in casi di Fobie, Ansia, Disturbo Borderline di personalita, Disturbo Ossessivo Compulsivo, Disturbi dell’umore. In più è particolarmente indicato per i disturbi comportamentali dell’età evolutiva.”
Irene, sei una persona con un grande desiderio di conoscere, un vulcano di idee e attività, una energia incredibile . Di cosa ti occupi con la Fondazione Il Sole? E di cosa altro ancora oltre la fondazione?
“Mi occupo del “Progetto Tempo Libero non Tempo Vuoto”, consiste nell’organizzare e gestire “uscite” nella città o fuori, interagire nel tessuto sociale, bar, pizzerie, cinema, scampagnate e gite che permettono ai nostri ragazzi diversamente abili a crescere attraverso il contesto sociale, il tempo libero è fondamentale per la crescita di ogni persona, lo svagarsi con gli amici è una grande forma di “riabilitazione”, spesso le persone diversamente abili stanno in casa o escono con i loro familiari, mentre l’uscire, il conoscere cose nuove, il tempo libero permettono di migliorare le capacita’ di comunicazione, relazione, contribuisce anche a scaricare lo stress e la stima . Oltre la splendida esperienza in Fondazione,  svolgo pet therapy e psicoterapia presso un ambulatorio; sono inoltre specializzanda presso l’UFSMIA di Grosseto dove svolgo psicoterapia e faccio parte del gruppo di Psicodiagnosi. “
Beh, non so piu’ cosa chiederti, cosa ti piace in particolare rispetto al tuo lavoro, hai un sogno nel cassetto?
“Che altro dire… Sono appassionata di persone disabili ed adoro gli adolescenti… Il mio cavallo di battaglia riguardo la psicoterapia sono gli adolescenti con disagio scolastico (mi piacciono da impazzire!). Cosa sogno? Che la mia vita continui piena di gioia come è stata finora!!! . “
Il mio grazie a Irene ed a tutte quelle persone, che come lei, ci vivono a fianco, lavorano e si impegnano per la nostra autonomia, per migliorare la nostra vita, con passione, gioia e luminosa onestà .
© Lorella Ronconi

JE ROULE E SIRENA GUERRIGLIA, LE MIE EMOZIONI IN VERSI, ALLA RICERCA DI SPONSOR

Grandissima soddisfazione! 

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Annuncio ufficiale: tutte le copie cartacee di Je roule e Sirena Guerriglia sono terminate.
Je roule non esisterà più fino a quando non troverà sponsor, tanti, per poter coprire il prezzo della ristampa per la nuova edizione che io purtroppo non mi posso permettere. Sono comunque molto grata a tutte le persone che dal 2008 ad oggi hanno avuto fiducia in me, nelle mie poesie, acquistando i libri e/o facendone pubblicita’.

–>Dal 2008 al 2014 la prima ristampa di Je roule ha venduto 2000 copie, dal Dicembre 1014 ad oggi, in un solo anno, la ristampa, 300.

–>Sirena Guerriglia dal 2013 ad oggi ha venduto 700 copie.

Con i soldi guadagnati, rimasti, escluse le spese supportate in merito in questi anni, ristamperò Sirena Guerriglia in una nuova versione e anche un nuovo libro.

Se volete ancora credere in me, io ci sto ^_^ Grazie!

(c) Foto di Silvio Giannini


TERRIBILI LE FRASI DI CIRCOSTANZA PELOSE

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Che #giornataNo oggi, alcune persone son veramente #pelose talvolta.
Perché mi dicono ancora #poverina e mi guardano con #pieta?
Ho 53 anni, amo la mia vita, sono felice di quello che sono, lo dico, lo scrivo, lo ripeto,  da decenni, eppure ci sono ancora persone con l’atteggiamento “peloso”, che mi guardano come se fossi la persona più sfortunata del mondo e, addirittura, mi dicono: “Coraggio, sei fortunata, hai tante persone che ti vogliono bene”, si lo so, ma perchè mi dici cosi se poi mi guardi come una da estrema unzione? Bah,  ma per favore, non sopporto la pietà,  ho bisogno genuinità non dite ‘poverina’…
Buttiamo via la pietà pelosa e le frasi di circostanza..

Please!

© Lorella Ronconi


IL 7 GENNAIO SI SPENGONO LE LUCI E FORSE SENTIREMO, NEL SILENZIO, LA MAGIA DEL NATALE

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La catasta che brucia via l’anno passato, salutiamo le feste materialistiche, domani ultimo giorno di ‘tutti buoni per forza’,  il 7 Gennaio si spengono le luci e, nel silenzio, forse sentiremo l’amore nascere… 
Sentiremo forse quella magia del Natale che ci siamo persi nelle corse alla ricerca del cibo inutile, delle lucine cinesi,  dei messaggi ‘copia e incolla’ per riempire le memorie dei telefoni.
Viva chi è sopravvissuto!


#ECCHECCAZZO! URLO “TRIBALE”, LA PAROLA/IMPEGNO 2016 CHE ACCOMPAGNERA’ IL MIO CAMMINO, NON SI DICONO PAROLACCE, MA SON MAREMMANA DOC E ANCHE MOLTO “SIRENA GUERRIGLIA” ALLA RICERCA DEL BENE

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Questo è il mio urlo tribale maremmano per iniziare l’anno nuovo, è la parola che mi accompagnerà questo mio 2016 per sconfiggere la paura, le paludi dell’indifferenza, per reagire alla sofferenza.

Inizio ogni anno nuovo con una parola come proposito, fioretto, impegno, affinchè mi sia di sostegno, una parola che mi accompagni per tutto l’anno. Il 2014 fu coraggio. Il 2015 presi con me ‘determinazione’ nei momenti di sconforto me la sono ripetevo e mi dicevo: “Determinazione, Lorella, hai preso un impegno con te, non mollare!”. Questo anno ho scelto questa, me l’ha detta una carissima amica come saluto per l’anno vecchio, ed io, illuminata, me la sono presa come “bastone di Mosè”.

Non è buona educazione dire parolacce, ma in Maremma (sono maremmana doc) ha valore meno osceno, chiedo perdono a chi la vedrà come brutta parola, ma io la urlero’ con me tutto il 2016.

La dono a voi, come regalo per questo nuovo cammino da affrontare, che diventi la forza di tutti, virale, per non cedere, per non abbattersi, per sorridere, per non farci omologare, per rimanere controcorrente, per  essere se stessi e per amare, oltre ogni limite il bene e combattere l’ignoranza.

Ah ahh,  si, #eccheccazzo, urliamolo alla vita che è difficile, alle malattie che non ci mollano, ai medici menefreghisti, agli amici che tradiscono, ai banchieri che ci fregano, ai politici che si ingrassano, ai dirigenti che si comprano poltrone, a tutti quelli che cercano di frenare la nostra storia, la nostra onestà, la nostra forza e ingenuità… Noi non molleremo mai in questo 2016, #eccheccazzo, sorridiamo e andiamo avanti  con fierezza e regalità… #eccheccazzo!

Mi impegno: io non mollerò, non cederò, non cambierò me stessa nemmeno nei momenti di sofferenza, ci provo, #eccheccazzo, andrò avanti assieme a tutti voi, dai, resistiamo onestà, buon senso, ingenuità, sogno, desiderio, coraggio, indignazione, fattività, #eccheccazzo!

Viva questo nuovo cammino, viva il 2016… #ecchecazzo!

Lorella Ronconi


ECCOMI 2016, PRESENTE! UN ANNO VINCENTE, AUGURI A CHI COME ME E’ IN CASA SOLO… AUGURI A VOI STELLE CHE SAPETE GUIDARE IL BENE PER IL MIO BENE

“Auguri ai miei dolori che fedeli amanti non mi mollano mai, auguri a tutti voi amici coraggiosi, il valore della vostra amicizia brilla, illumina questo cielo molto più dei fuochi d’artificio e dei petardi epuloni, grazie a voi stelle che sapete guidare inconsapevoli il bene del mio bene.”

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Dal mio letto, anche in questo anno ho viaggiato grazie al blog, ma ancora pronta per un nuovo viaggio, un nuovo orizzonte da seguire e inseguire, ma prima di tutto.

Vorrei fare gli auguri per l’inizio di questo viaggio nuovo a tutte le persone che, come me, sono state sole in casa, a letto senza poter avere altre possibilità, a quelle che sono accucciate sotto i ponti tra cartoni o impaurite sui barconi.
Alle persone sole nelle camere di ospedale a coloro che vegliano sulle sedie la notte, a quelle che vegliano perché sono al lavoro, a chi deve guidare il camion per trasportare il cibo a quei ciccioni che sono convinti che si festeggia solo a tavola con il piatto pieno.
Alle persone ammalate, alle famiglie con dei bambini speciali, alle famiglie preoccupate perché non riescono ad andare avanti e vanno in segreto alle Caritas con vergogna, è colpa delle banche se i loro bambini questo anno non hanno giocattoli, sì, perché nel 2016 ci sono ancora bambini che non hanno giocattoli, ma anche bimbi ai quali manca cibo, vestiti, medicine e genitori. Orfanotrofi pieni di occhi che cercano una mamma e un papà. Ospizi grandi di anziani che aspettano una carezza almeno dall’infermiera. Auguri a chi aspetta quella telefonata, il collegamento Skype per vedere il sorriso del suo amore, a chi sta davanti al tablet in dubbio se messaggiare quel figlio lontano, auguri a chi aspetta il risultato delle analisi istologiche, a chi ha litigato e non sa come fare per tornare indietro e chiedere scusa. Auguri a chi non trova pace, giustizia, il perdono, a tutti voi
va il mio saluto stanotte.
Sono felice e serena nonostante la mia povertà e solitudine, sto molto bene con me, come godere di un cielo azzurro nonostante il dolore e la sofferenza alle ossa.
Auguri ai miei dolori che fedeli amanti non mi mollano mai, auguri a tutti voi amici coraggiosi, il valore della vostra amicizia brilla, illumina questo cielo molto più dei fuochi d’artificio e dei petardi epuloni, grazie a voi stelle che sapete guidare inconsapevoli il bene del mio bene.

Lorella Ronconi
http://www.lorellaronconi.it


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