SU “DONNA MODERNA” CRITICA PER I GIOCATTOLI A FORMA DI CARROZZELLA INSERITI DALLA LEGO E ALLA BARBIE CURVY

Mi rifiuto di stare zitta, sbaglio, lo so, forse farò il gioco mero di Donna Moderna che con l’articolo di Annalisa Monfreda, strumentalizza la disabilità,  ma, scusate,  da disabile ed educatrice, non posso tacere.

E’ nata una polemica negativa sulle carrozzelle create dai Lego. Scusate allora anche Cicciobello nero, giallo, sono un danno alla crescita dei bambini? Ma quale è la prospettiva giusta, la vera normalità per voi? Il bello perfetto di Barbie è il modo giusto? Ah, bene, allora io mi posso sparare, son un metro e venti, in carrozzella e parecchio malata, non ho diritto di riconoscermi nei giochi? Devo sognare immaginare, e i bambini si devono riconoscere solo nel “target” della, magra, bianca, occhi azzurri? E chi ha inventato il target? E se fosse stato un mondo di carrozzati allora sarebbe stato “ineducativo” fare un giocattolo con le gambe?

lego

La dottoressa Eleonora Motta, psicologa, psicoterapeuta, sessuologa (esperta in  affettività/sessualità disabilità) da me intervistata in merito, risponde: “Penso che il gioco sia un ottimo strumento x insegnare, direi un’opportunità in più che soprattutto gli adulti hanno per educare e parlare coi bimbi. I temi possono essere più o meno simbolizzati, ma il gioco è uno dei linguaggi migliori per comunicare coi bambini (insieme all’esempio del proprio comportamento). Poi certo che non si può delegare, il gioco non sostituisce gli adulti di riferimento, ma è uno strumento da sfruttare.”
Infine, la dottoressa Motta conclude facendomi riflettere in modo importante sulle tecniche usate in psicoterapia, per i bambini, proprio attraverso il gioco: Il gioco si usa anche per fare psicoterapia coi bambini, più utile di così…. Anzi, se un bambino giocando col lego si mette a fare discriminazioni sul pupazzo in carrozzina, l’adulto ha un’ottima occasione per intervenire inserendo un nuovo pupazzetto e creare un dialogo educativo tra personaggi”.
Tutti quelli che pensano che la carrozzella sia veicolo negativo comincino a vedere, guardare, il bello che invece è, un oggetto di privilegio e cultura, vergogna a tutti coloro che disdegnano, vergogna a tutti coloro che non hanno idea che la cultura: la crescita parte proprio dalla differenza, e ben vengano le carrozzelle nei Lego, le bambole grasse, i giocattoli con il bastone per ciechi!
Qui di seguito il link con l’articolo al quale faccio riferimento: “PERCHE’ NON REGALERO’ MAI UN LEGO IN CARROZZELLA O UNA BARBIE CURVY” di Annalisa Monfreda su Donna Moderna
Lorella Ronconi
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Informazioni su Lorella Ronconi

Freeway on my wheelchair, social branding influencer, content marketing management, poetessa per amore della mia vita. "Ruoto, scivolo, piroetto tra vanità e gambe frettolose, non trovo le mie orme, ma io ruoto, si, in un mondo fatto di passi . Je Roule #JeRouleAvecToi, #ionomivergogno, #iosonorara "Dopo tanta sofferenza provocatami dall’ignoranza delle persone riguardo la mia diversa abilità, dopo tanto sentirmi “mostro” e nascondermi all’altro, ecco che mi guardo allo specchio e mi sento Sirena. Se nella mia precedente raccolta di poesie (Je Roule, E.T.S., Pisa 2008) “ruotavo”, riferendomi al mio vivere in carrozzella e ripiegandomi sulla mia condizione, adesso promuovo me stessa accettandomi con grande amore, con nuova forza e rinnovata autostima. Ho cambiato pelle, ora “guizzo”: ora sono una Sirena. Entità leggendaria, metà donna e metà fantastica frequentatrice delle più remote profondità del mare, la Sirena nuota e si muove in energica sintonia con il suo mondo; osserva, accucciata sulla roccia, le navi e i marinai e comprende che non potrà mai correre sulla terra ferma tra quei “piedi guerrigli”, né essi potranno mai nuotare negli abissi profondi degli oceani. “Tra voi e me c’è una distanza incolmabile”, sembra dire la Sirena, guardando lontano; la tristezza può impadronirsi di lei ma il tuffo guizzante la rinvigorisce, le rinnova le forze, la fa risentire combattiva, “guerriglia”. Lei, la Sirena, ed io, Lorella, crediamo fermamente nell’uguaglianza dei diritti e nella grande, magnifica ricchezza delle differenti abilità. L’unicità e l’irripetibilità di ciascuno di noi ci fa naturalmente guadagnare il diritto di essere parimenti accettati nella nostra normalità”. Cav. Lorella Ronconi www.lorellaronconi.it @lorellaronconi https://www.facebook.com/lorellaronconietor?ref=hl Vedi tutti gli articoli di Lorella Ronconi

7 responses to “SU “DONNA MODERNA” CRITICA PER I GIOCATTOLI A FORMA DI CARROZZELLA INSERITI DALLA LEGO E ALLA BARBIE CURVY

  • Lorella Ronconi

    Ciao, ma grazie per i tuoi pensieri condivisi, le tue riflessioni sono esatte almeno riflettono quello che anche io penso. La parola diversità a me non piace assolutamente, andando nelle scuole a fare formazione ai ragazzi dico sempre che devono imparare a usare la parola differenza. La differenza è un dato di fatto è una parola dolce che ci fa capire quanto è il valore di essere differenti gli uni altre se non fossimo differenti nemmeno potremmo riconoscerci in mezzo ad una folla, saremmo tutti identici. La diversità è una parola che separa usata per allontanare, separare, ferire… il mondo ha bisogno di persone come te i bambini hanno bisogno di genitori chi sappiano educare cioè tirare fuori il meglio insegnare loro ma non aver paura guardare il valore dell’intera persona e non il mero pacchetto che tanto va di moda con il marketing materialistico… grazie ancora davvero di trovarti magari anche su Facebook o su qualche altro Social continua così… e dai un bacio al tuo tuo da parte mia 😘😘😘😘😘😘😘😘😘

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  • momix

    Ciao Lorella.
    Ho letto prima te poi l’articolo su DM e davvero non capisco come ancora oggi si debba parlare di diversità più che di uguaglianza.
    Senza retorica, senza polemica sterile…
    Semplicemente un dato di fatto: l’umanità (da qui l’uguaglianza: appartenere alla specie essere umano) sta crescendo a livelli esponenziali e numericamente le diversità si moltiplicano.
    A mio figlio di 6 anni ho bisogno di potergli dire senza mentire che l’essere umano non si misura dall’esterno ma da ciò che è dentro e che la cattiveria, l’ipocrisia e l’indifferenza sono le vere diversità e spesso sono racchiuse in involucri normodotati.
    Perché tra i suoi Lego possono esserci i ladri e non persone in carrozzina o con una stampella? Proprio non capisco…
    Ho bisogno dell’aiuto di chi ogni giorno sente il peso delle proprie diversità per spiegare al mio bimbo che dentro a quell’involucro l’anima, quando è bella, vola alto.
    Piacere di averti incontrata
    A presto rileggerci
    Momi

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  • madamecinzia

    Che anche il giorno ti sia amico, Sirena Lorella! 🙂

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  • Lorella Ronconi

    Ciao, grazie della tua amicizia qui!!! 😘 😘 😘 😘 😘

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  • madamecinzia

    Sono con te Sirena! È davvero assurdo…baci cara 🙂

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