Archivi del mese: novembre 2016

“SOFIA ROCKS – INVIATO SPECIALE”, 5 PUNTATE PER UN VIAGGIO NELLA DISABILITA’

Sofia Rocks: web serie in cinque puntate, viaggio nella disabilità

«Mi chiamo Sofia. Sono una video blogger ma in questo viaggio – si legge sul sito Sofia Rocks – diventerò qualcosa di più: sarò la vostra inviata speciale. Vi porterò con me in diversi posti per raccontarvi storie, storie bellissime e particolari, di chi vive personalmente la disabilità e chi no, mostrandovi che alla fine, non ci sono poi così tante differenze». 

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Laureata in filosofia all’Alma Mater di Bologna con 110 e lode, campionessa italiana di sci alpino paralimpico e vegana convinta, sulla sua carrozzina Sofia affronta in ogni puntata un tema specifico: sport, sessualità e affettività, lavoro, arte e università. Traguardi, Amore disperato, Lavorare stanca, Artisti si diventa e Fuori sede i titoli delle cinque puntate.
LA DIVERSITÀ FONDA LA SOCIETÀ. 
Sport, sessualità e affettività, lavoro, arte e università i temi affrontati in Sofia Rocks
Attraverso le parole e le interviste di personaggi noti, come Roberto Donadoni(mister del Bologna Football Club), Martina Caironi (velocista d’oro nelle ultime paralimpiadi di Rio 2016) o Maurizio Landini(segretario nazionale dei metalmeccanici della Cgil), Sofia Rocks mette in evidenza che è proprio la diversità delle esperienze e delle persone che fonda la società in cui viviamo. La web serie è coprodotta da Filandolarete e Agenda, per la regia di Antonio Saracino.
DARE VOCE ALLA CULTURA DELL’INTEGRAZIONE. 
Traguardi, Amore disperato, Lavorare stanca, Artisti si diventa e Fuori sede i titoli delle cinque puntate
Cittadini, associazioni, istituzioni e imprese: Sofia Rocks accende un faro su chi ogni giorno è in prima fila per promuovere una nuova cultura dell’integrazione.
From: bigmat.it

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L’INVALIDITA’ NON DEVE ESSERE CONFUSA CON L’HANDICAP

CONOSCIAMO I BENEFICI PER SOGLIA DI INVALIDITA’ IN BASE ALLA LEGGE 104?

Legge 104 e Legge 68, percentuali d’invalidità e benefici, piccola guida

Quella che noi chiamiamo comunemente invalidità civile è una condizione prevista dal nostro ordinamento giuridico, correlata alla riduzione della capacità lavorativa di un individuo. Le informazioni le prendiamo da Noemi Secci e dal suo sito, leggepertutti.it:

Noemi Secci: Laureata in Giurisprudenza, Consulente del Lavoro, Docente in materie economico-giuridiche e formatrice qualificata. Oltre all’ambito giuslavoristico, è specializzata in campo previdenziale e tributario, avendo maturato una lunga esperienza nei ricorsi avverso gli Enti competenti. Collabora con diverse testate online, ed amministra un portale proprio, dedicato alla consulenza d’impresa

Per compensare chi ha una ridotta capacità lavorativa, sono previste delle agevolazioni: in particolare, i benefici sono riconosciuti, in maniera differente, a partire dal 33,33% d’invalidità.
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L’invalidità non deve essere confusa con l’handicap: il riconoscimento dell’handicap, secondo la Legge 104, è una condizione giuridica differente ed aggiuntiva rispetto allo stato d’invalido civile, e dà diritto a benefici fiscali e agevolazioni lavorative diverse (come, ad esempio, i permessi retribuiti). In questo breve vademecum, vediamo quali sono i benefici per l’invalidità, a seconda della riduzione della capacità lavorativa.
Invalidità superiore al 33,33%
Bisogna innanzitutto precisare che lo status d’invalido civile è riconosciuto solo a partire da una percentuale di riduzione della capacità lavorativa superiore ai 1/3, cioè al 33,33%. Per la persona con invalidità superiore a tale soglia è previsto il diritto a protesi ed ausili relativi alla patologia riconosciuta nel verbale di accertamento della commissione medica. La Commissione medica, inoltre, può, indipendentemente dalla percentuale d’invalidità, indicare sul verbale il diritto al Contrassegno per usufruire dei parcheggi per disabili.
Invalidità superiore al 45%
Chi possiede una percentuale d’invalidità sopra il 45% ha la possibilità di usufruire delCollocamento Mirato[1]. Per questi soggetti, nonché per i non vedenti ed i sordomuti, è infatti previsto l’accesso ai servizi di sostegno e di collocamento dedicati: per usufruirne, gli interessati devono recarsi presso il centro per l’impiego, presentando, oltre al verbale di invalidità, la Relazione Conclusiva rilasciata dalla preposta Commissione dell’Asl .Ricordiamo che possono iscriversi al Collocamento Mirato, senza dover richiedere la relazione conclusiva Asl, anche gli invalidi del lavoro con percentuale oltre il 33%, gli invalidi di guerra, invalidi civili di guerra ed invalidi per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria.
I lavoratori con invalidità civile superiore al 45% possono essere conteggiati dall’azienda nelle quote di riserva relative alla legge sul Collocamento obbligatorio, purchè assunti almeno con un contratto part-time del 50% più un’ora (ad esempio, considerando un orario ordinario di 40 ore settimanali, saranno sufficienti 21 ore la settimana).
Invalidità superiore al 51%
I lavoratori invalidi oltre il 51%potranno fruire di un congedo per cure relative all’infermità riconosciuta[2], per un periodo non superiore a 30 giorni l’anno. I costi sono, però, a carico dell’azienda, diversamente da quanto accade per i permessi Legge 104, pertanto la possibilità di ottenere il permesso per invalidità va verificato all’interno del contratto collettivo di riferimento.
Invalidità superiore al 60%
A partire da questa percentuale, il dipendente ha la possibilità di essere computato nellaquota di riserva dell’impresa nella quale è già assunto, a prescindere dall’orario del contratto. Il beneficio non è riconosciuto se l’inabilità è stata causata da un inadempimento del datore di lavoro.
Invalidità superiore al 66,66%
Per chi possiede un’invalidità superiore ai 2/3, è prevista l’esenzione totale dal ticketsulle prestazioni specialistiche e di diagnosi strumentale. Godono inoltre di un’agevolazione per il pagamento dei medicinali prescritti con ricetta medica. Se dipendenti pubblici, gli invalidi superiori ai due terzi hanno diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili, come prescritto dalla Legge 104[3].
 Invalidità superiore al 74%
Gli invalidi civili sopra il 74% hanno diritto a un assegno di assistenza, concesso dai 18 ai 65 anni, il cui importo è di 279,47 euro  mensili per il 2016, con un limite di reddito di € 4.805,19. L’assegno d’invalidità civile non richiede, come l’assegno d’invalidità ordinaria (categoria IO) il pagamento di un minimo di contributi all’Inps; la prestazione è incompatibile con qualsiasi pensione diretta d’invalidità a carico dell’Ago (assicurazione generale obbligatoria), e con tutte le prestazioni pensionistiche d’invalidità per causa di guerra, di lavoro o di servizio, comprese le rendite Inail. L’interessato può comunque optare per il trattamento più favorevole.
Invalidità superiore al 75%
Per chi ha un’invalidità sopra il 75% sono previsti dei benefici pensionistici: nel dettaglio, per ogni anno lavorato sono accreditati 2 mesi di contributi in più, sino ad un massimo di 5 anni. L’agevolazione può essere riconosciuta dal 2002 in poi.
Invalidità superiore all’80%
Per coloro che hanno un’invalidità dell’80% e oltre, è previsto, grazie alla Deroga Amato[4], l’accesso anticipato alla pensione di vecchiaia, con 55 anni e 3 mesi d’età, per le donne, e 60 anni e 3 mesi, per gli uomini ( dal 2016 i requisiti saranno 55 anni e 7 mesi e 60 anni e 7 mesi).
100% d’invalidità
Chi è invalido al 100% può fruire dei seguenti benefici:
esenzione dal ticket per le prestazioni mediche specialistiche, diagnostiche e sui medicinali;
pensione d’inabilità, concessa per chi ha un reddito sino a 16.532,10 Euro, ed è compatibile, sino al limite di reddito, con l’assegno ordinario d’invalidità o la pensione d’invalidità mensile.
Assegno d’accompagnamento
Si ha diritto all’indennità di accompagnamento, pari a circa 500 Euro mensili (l’importo adeguato annualmente). L’assegno è riconosciuto, indipendentemente al reddito, a chi ha difficoltà a compiere gli atti quotidiani della vita o a chi non può deambulare senza l’aiuto di un’altra persona.
http://www.laleggepertutti.it/

 


SUPER NONNA! SI SIEDE SUL COFANO DELLA MACCHINA CHE OCCUPA LO STALLO DISABILI E ATTENDE LA POLIZIA

Grosseto- Porta la nipotina disabile a scuola e il parcheggio è occupato, chiede al guidatore di spostarla ma lui le risponde male; la nonna allora si siede sull’auto parcheggiata e chiama la polizia. Applausi!!!!!!!!!! Ricordiamoci di essere attivi come questa nonna, non cediamo ai soprusi. Se tutti facessimo così (disabili, familiari, affini & resto del mondo) saremmo molto meno invisibili.

parcheggio disabili Polizia Municipaleparcheggio disabili Polizia Municipaleparcheggio disabili Polizia Municipale

Si è seduta sul cofano dell’auto e ha atteso l’arrivo della polizia municipale. Protesta questa mattina davanti la scuola di via Monte Bianco. Una donna ha trovato occupato il posto dei disabili, come accade spesso, e ha deciso di chiamare le forze dell’ordine.

«Sono tre anni che va avanti questa storia, non ne posso più». Laura è rattristata e arrabbiata. La nipote è una dei cinque disabili, tra bambini e bambine, che frequentano al scuola di via Monte Bianco. Per loro il comune ha fatto dipingere posti gialli davanti all’istituto, perché il cammino dall’auto al portone d’ingresso sia breve visto che alcuni hanno problemi di deambulazione «eppure spesso quei posti sono occupati da persone che non ne hanno diritto».
parcheggio disabili Polizia Municipale
Questa mattina Laura ha parcheggiato l’auto in un posto comune, visto che quello per disabili era occupato da una vettura con a bordo una donna che si è giustificata dicendo che restava «solo pochi minuti». Quando, dopo aver lasciato la nipote, è tornata all’auto ha trovato nuovamente il posto occupato, questa volta da un uomo. Ha sottolineato che quel posto era riservato e l’uomo ha risposto in malo modo.
Esasperata Laura questa volta ha deciso di non lasciar correre: si è seduta sul cofano della vettura e ha chiamato la polizia municipale. Gli agenti sono arrivati in pochi minuti e hanno preso le generalità dell’uomo alla guida come anche la testimonianza della signora. Qualche settimana fa la scuola aveva posto, attorno ai cancelli dell’istituto, alcuni cartelli proprio per ricordare di rispettare le regole della strada e non parcheggiare nei posti auto riservati ai disabili.
In merito alla vicenda  interviene Massimiliano Frascino, presidente della Fondazione Il Sole. Riportiamo integralmente la sua lettera. «Un’infinità di volte. E ogni volta con le stesse scuse: “solo cinque minuti”, “il posto era vuoto”, “abbia pazienza vado via subito”. E non di rado occhiate strafottenti di sfida, espressione di sufficienza per il privilegio ingiustificato di cui godi.  Fino all’arroganza del “vai a quel paese”, se t’azzardi a protestare dopo aver aspettato lunghi minuti che il posto auto o lo scivolo si liberassero.

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Il campionario dei comportamenti incivili di chi occupa ingiustificatamente gli stalli riservati alle persone con disabilità, è vastissimo. E si arriva tranquillamente anche alla reiterata occupazione dei posti riservati nei pressi delle scuole, com’è successo ieri davanti a quella di via Montebianco. Dove la zia di una ragazzina disabile, esasperata dal ripetersi di questo comportamento, ha aspettato i vigili urbani seduta sul cofano della macchina per impedire all’occupante abusivo di svignarsela.
Di fronte a questi episodi di degrado delle relazioni umane, perché di questo si tratta, non serve né l’indignazione di maniera né il vittimismo colpevolista da parte delle persone disabili. Per quanto abbiano ragione a sentirsi umiliate e quindi ad arrabbiarsi.
È tutto molto semplice. Basta costruire un’alleanza fra persone per bene che condividano una responsabilità: far rispettare le regole della convivenza civile. Per cui, ad esempio, i genitori dei bambini che frequentano una scuola dove ci sono piccoli alunni disabili, vigilano che nessuno occupi gli stalli riservati. Rendendosi parte attiva per prevenire e impedire certi comportamenti, facendo pressione o prendendo manifestatamente le distanze da chi non rispetta le regole. Oppure, ancora, sollecitando i vigili urbani a intervenire anche in assenza della persona disabile.
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Il tema di fondo, cioè, non può che essere quello del risveglio del senso civico e di un atteggiamento diffuso all’insegna di un’etica comunitaria, a tutela di beni considerati di natura pubblica e non semplicemente affidati all’interesse a tutelare un diritto soggettivo. Quello che premia in qualche modo chi si comporta con egoismo e cialtroneria, è infatti l’indifferenza sociale e il retropensiero diffuso che ciò che non m’interessa direttamente non mi riguarda.
Questo vale per l’occupazione abusiva degli stalli riservati ai disabili, come per chi non rispetta le regole della raccolta differenziata, per chi non utilizza i portacenere nei parchi pubblici, per chi non paga il biglietto dell’autobus, per chi porta i residui delle ristrutturazioni in discariche abusive, per chi schiamazza e bivacca e per chi è aggressivo verbalmente, o peggio ancora.
Se tutti si girano dall’altra parte, non ci saranno mai abbastanza telecamere, vigili urbani o membri delle forze dell’ordine».

Fonte ilgiunco.net mercoledi 9 novembre e giovedi 10 novembre

 

 


80 MILIONI DI DISABILI NON ACCEDONO AI SITI WEB, IL PARLAMENTO EUROPEO VOTA PER UNA LEGGE

Nell’era “net”, dell'”e-commerce”, dell’ “home-banking” e del “selfpublishing”, 80 mln di cittadini europei disabili esclusi dai siti web di aziende e/o settori pubblici perchè questi non ancora accessibili.

Moltissimi servizi ormai vengono erogati solo su internet (bollette, pagelle scolastiche, dati Inps) ma persone disabili, per esempio: non vedenti, o persone che hanno difficoltà motorie importanti, come possono fare per  fruirne in privacy e autonomia?  

Il 26 Ottobre 2016 il Parlamento europeo ha votato per la realizzazione di una legge che obblighi le organizzazioni del settore pubblico a rendere accessibili a tutti i propri siti e i propri servizi, sarà la volta buona? 

web-disabilitaMaurizio Molinari, giornalista cieco dalla nascita, e addetto stampa per l’Italia al Parlamento Europeo, spiega i contenuti delle norme stabilite in un video
Ottanta milioni di cittadini europei con disabilita’ devono poter accedere ai siti web che offrono i servizi pubblici. Questo il tema su cui ha votato il 26 Ottobre 2016 il Parlamento europeo.
“Se non avessi avuto un computer dotato di tecnologia assistita – dice Molinari – non avrei potuto essere qui oggi a svolgere il lavoro che faccio, ne’ diventare giornalista”. Maurizio e’ infatti a Strasburgo per seguire la sessione plenaria. Purtroppo sono tanti i siti non ancora accessibili ai disabili o agli anziani e ancora molte le difficolta’ che incontrano. “Non posso nemmeno pagare una bolletta online- aggiunge il giornalista-, non riuscendo ad individuare il tasto che mi consentirebbe di selezionare il periodo di competenza dei consumi effettivi”.
Il Parlamento europeo vuole quindi una legge che obblighi le organizzazioni del settore pubblico a rendere accessibili a tutti i propri siti e i propri servizi. L’eurodeputata del Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa, Dita Charanzová, continua: “Porremmo fine ad una situazione bizzarra, come quella di chiedere ai cittadini di pagare le tasse online senza pero’ rendere accessibili a tutti i siti. La legge aiuterebbe anche i dipendenti sul posto di lavoro, rendendo accessibili le informazioni della rete interna. Lo stesso vale per le madri che vogliono seguire i siti delle scuole”. La legge potrebbe essere solo un primo passo per rendere poi accessibili anche i siti delle aziende private, e-commerce, assicurazioni e banche compresi. (DIRE)
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