Archivi del mese: gennaio 2017

Principina a Mare: sbarco su Marte 

Il luogo più bello della nostra costa tirrenica, secondo me. Principina a Mare (Gr) . Un luogo in cui le emozioni gioiscono. “…Pace dei sensi, veramente. Ma dove siamo, alle Canarie? No, ma quasi.”

faccio quello che viaggia

Solitamente il congedo da questa terra, sempre e rigorosamente provvisorio, avviene con una passeggiata sostanziosa a diretto contatto con il mare, senza il quale mi sento piuttosto disorientato nonostante sia nato, cresciuto e pasciuto a Milano.

Ne approfitto per smontare il luogo comune secondo il quale ha bisogno del mare solamente chi ci è nato. Beh, io sono legato al mare a doppio filo, da sempre, pur essendo cresciuto in the heart of the Pianura Padana. E come la mettiamo?

Messa da parte questa polemica tra me e il sottoscritto, dicevo di questa passeggiata, precisamente a Principina a Mare, una delle mille frazioni che compongono l’estesissimo comune di Grosseto.

Principina si trova circa tre chilometri a sud di Marina di Grosseto, distante una decina di km dal capoluogo. Insomma, molto agevole arrivarci.

A differenza però di Marina, che in bassa stagione pur essendo semi deserta è comunque abitata, Principina è…

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MADRE NATURA NON SMETTE MAI DI SPERARE

Nella grande serra di babbo Elio, Mamma Diamantino ha covato con passione, nonostante il freddo, e proprio nei giorni più freddi è nato Cippo, non è bellissimo? Madre Natura non smette mai di sperare.

Dobbiamo imparare da lei se vogliamo andare avanti. Guardare a lei per capire come amare e proteggere la Vita, come farci portatori di vita,  di cura, di rispetto e vera educazione,  per noi stessi, prima di tutto e per gli altri. Il nostro buon futuro dipende dal nostro amore per Madre Natura e da ciò che abbiamo appreso da lei.

PERCHE’ I PIEDI DEI BAMBINI MORTI NON CRESCONO

#ionondimentico

giorno-della-memoria

 

 

 

 

 

C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede
ancora la marca di fabbrica
“Schulze Monaco”.

C’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buchenwald.

Più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald.
Servivano a far coperte per i soldati.
Non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas.

C’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald.
Erano di un bimbo di tre anni,
forse di tre anni e mezzo.
Chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni,
ma il suo pianto
lo possiamo immaginare,
si sa come piangono i bambini.

Anche i suoi piedini
li possiamo immaginare.
Scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perché i piedini dei bambini morti
non crescono.

C’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald,
quasi nuove,
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole…

Joyce Lussu

Gioconda Beatrice Salvadori Paleotti, coniugata Belluigi e poi Lussu, più nota come Joyce Lussu(Firenze, 8 maggio 1912 – Roma, 4 novembre 1998). E’ stata una partigiana, scrittrice, traduttrice e poetessa italiana, medaglia d’argento al valor militare


OVUNQUE TU VADA SCEGLI UNA STRADA CON UN CUORE

UNA STRADA CON UN CUORE (DON JUAN, CARLOS CASTANEDA)

DON JUAN: «Para mi solo recorrer los caminos que tienen corazon, cualquier camino que tenga corazon. Por ahi yo recorro, y la unica prueba que vale es atravesar todo su largo. Y por ahi yo recorro mirando, mirando, sin aliento.»

TRADUZIONE: «Per me c’è solo il viaggio su strade che hanno un cuore, qualsiasi strada abbia un cuore. Là io viaggio, e l’unica sfida che valga è attraversarla in tutta la sua lunghezza. Là io viaggio guardando, guardando, senza fiato.»

DON JUAN: «Tutto è solo una strada tra tantissime possibili. Devi sempre tenere a mente che una strada è solo una strada; se senti che non dovresti seguirla, non devi restare con essa a nessuna condizione. Per raggiungere una chiarezza del genere devi condurre una vita disciplinata. Solo allora saprai che qualsiasi strada è solo una strada e che non c’è nessun affronto, a se stessi o agli altri, nel lasciarla andare se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare. Ma il tuo desiderio di insistere sulla strada o di abbandonarla deve essere libero dalla paura o dall’ambizione.»

«Ti avverto. Guarda ogni strada attentamente e deliberatamente. Mettila alla prova tutte le volte che lo ritieni necessario. Quindi poni a te stesso, e a te stesso soltanto, una domanda. Questa è una domanda posta solo da un uomo molto vecchio. Il mio benefattore me l’ha detta una volta quando ero giovane, e il mio sangue era troppo vigoroso perché la comprendessi. Ora la comprendo. Ti dirò che cosa è: “Questa strada ha un cuore?” Tutte le strade sono uguali; non portano da alcuna parte. Sono strade che passano attraverso la boscaglia o che vanno nella boscaglia. Nella mia vita posso dire di aver percorso strade lunghe, molto lunghe, ma io non sono da nessuna parte. La domanda del mio benefattore ha adesso un significato.”Questa strada ha un cuore? Se lo ha la strada è buona. Se non lo ha non serve a niente. Entrambe le strade non portano da alcuna parte, ma una ha un cuore e l’altra no. Una porta un viaggio lieto; finché la segui sei una sola cosa con essa. L’altra ti farà maledire la tua vita. Una ti rende forte; l’altra ti indebolisce.»

CARLOS CASTANEDA: «Ma come si fa a sapere quando un sentiero non ha un cuore, don Juan?»

DON JUAN: «Prima di inoltrarti in esso poniti la seguente domanda: “Questa strada ha un cuore?” Se la risposta è no, lo saprai, e allora dovrai scegliere un altro sentiero.»

CARLOS CASTANEDA: «Ma come faccio a capirlo?»

DON JUAN: «E’ una cosa che si sente. Il problema è che nessuno si pone questa domanda, e quando un uomo si accorge di aver intrapreso una strada senza cuore, essa è pronta per ucciderlo. Arrivati a quel punto, sono pochi quelli che si fermano a riflettere e abbandonano la strada.»

CARLOS CASTANEDA: «Cosa devo fare per formulare la domanda nel modo giusto, don Juan?»

DON JUAN: «Fallo e basta.»

CARLOS CASTANEDA: «Quello che vorrei sapere è se esiste un metodo per non mentire a se stessi credendo che la risposta sia positiva quando in realtà non lo è.»

DON JUAN: «Perché dovresti mentire?»

CARLOS CASTANEDA: «Forse perché in quel momento la strada sembra piacevole e divertente.»

DON JUAN: «Sciocchezze. Una strada senza cuore non è mai piacevole. Devi lavorare duramente anche per intraprenderla. D’altra parte è facile seguire una strada che ha un cuore, perché amarla non ti costa fatica.»

Carlos Castaneda, Gli Insegnamenti di don Juan, pagg. 145 e 211
A Scuola dallo Stregone pagg. 86 e 129

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Diritti d’Autore Legge del 22 aprile 1941 n° 633 TESTI – Riguardo i brani delle opere pubblicate nel sito: Art. 70 “il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera per scopi di critica di discussione ed anche di insegnamento, sono liberi nei limiti giustificati da tali finalità e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera”. Quindi se nel realizzare delle pagine web all’interno di un’opera originale l’autore inserisce a scopo di discussione, di critica, di informazione culturale, parti di opere, brevi estratti o citazioni (mai l’opera integrale) menzionando chiaramente il nome dell’autore e la fonte, non incorre in problemi di copyright. In questi casi infatti l’autore delle opere non verrà danneggiato nei suoi diritti anzi potrebbe acquistare più notorietà.

***


CERTI ABBRACCI SONO ATTIMI CHE TI CAMMINANO DENTRO PER SEMPRE

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E se devi abbracciare fallo forte. O non farlo affatto. L’abbraccio è una cosa seria.  Se qualcuno mi chiedesse, “Qual è il posto migliore in cui sei stato?”, risponderei, “Un abbraccio, quell’abbraccio”.

Respiri emozioni che il respiro te lo tolgono. E vuoi tornarci. Vuoi tornarci più volte che si può.

Da certi abbracci non ci esci mai abbastanza. Sono attimi che ti cammineranno dentro per sempre.

Ti faranno piangere o sorridere. Avrai tante parole o un nodo in gola da non poterne parlare.

A. De Pascalis

***


DISABILITA’, BASTA TITOLI AD EFFETTO PER VENDERE I GIORNALI!

La locandina di un quotidiano modenese  usa  la parola “mongoli”  per  denotare,  in modo  dispregiativo,  il comportamento di alcune  persone,  denuncia la Ledha. Il direttore si scusa, ma il problema resta.

locandina fuori dall'edicola
Di Francesca Martin
Ci interroghiamo spesso, come operatori del mondo dell’informazione, su quanto e cosa possiamo fare per produrre il miglior servizio possibile ai nostri lettori, ma anche su cosa possiamo fare perché il nostro lavoro possa lasciare traccia contribuendo, dove possibile, a lanciare seppure piccoli semi di cambiamento culturale nel modo di percepire la disabilità. Sconcerta, quindi, leggere certe notizie, accorgersi che il nostro stesso mondo – quello dell’informazione – ha ancora così tanto da capire, così tanta strada da fare.
Perché se per fare vendere un giornale si usa la parola “mongoli” in senso dispregiativo, nella locandina di un quotidiano – che non è un post idiota su facebook di qualche ragazzino imbecille, né una battuta di cattivo gusto detta al bar, ma una pubblicazione nero su bianco, scritta, da qualcuno, approvata e poi diffusa – beh, allora di lavoro da fare ce n’è davvero tanto.
PAROLE PER DEFINIRE – La notizia è questa, e la riporta Ledha – Lega per i diritti delle persone con disabilità: sabato 7 gennaio 2017 le locandine esposte dalle edicole della provincia di Mantova del quotidiano “La voce di Mantova” titolavano così: “Mongoli in mongolfiera a fuoco dopo l’atterraggio sui cavi dell’alta tensione”.

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Chiariamo subito un possibile equivoco: le persone vittime dello sfortunato incidente a bordo di una mongolfiera non sono abitanti della Mongolia. Sono cittadini tedeschi e, per inciso, dalle cronache non risulta che nessuno fra questi sia una persona con Sindrome di Down, precisa Ledha in una nota.

È evidente quindi come quella parola – mongoli – sia usata in termine dispregiativo: un sinonimo di stupido, idiota, impedito, inesperto. Tutte parole, e non è un caso, che in passato venivano utilizzate per identificare persone con disabilità e che solo successivamente sono diventate insulti. Ma perché non usare quelle, e ricorrere a questa parola, fino a poco tempo fa associata, dispregiativamente, alle persone con Sindrome di Down?

“SOLO UN GIOCO DI PAROLE” – Di fronte alla indignazione di Ledha, che aveva inviato formale segnalazione al Consiglio di disciplina dell’ordine dei giornalisti per chiedere che questo comportamento venisse sanzionato, oltre alla richiesta di scuse pubbliche e di un gesto di riparazione, il direttore responsabile de “La Voce di Mantova”, Alessio Tarpini, ha risposto dicendo che si era trattato solo di “un gioco di parole“, e che “non intendevamo offendere nessuno“. “Era solo un gioco di parole fatto in buona fede –riporta Redattore Sociale – che ha ottenuto l’effetto opposto a quello che pensavamo“. “Ho già risposto alla Ledha -replica Alessio Tarpini-. Siamo disponibili a qualsiasi iniziativa. Ci dicano loro cosa possiamo fare”.

COMPORTAMENTO SINTOMATICO –
Ma, scuse o non scuse, vien da chiedersi: è davvero possibile che ancora oggi per definire qualcuno con accezione negativa vengano usati termini che afferiscono alla disabilità (facendola passare per banale leggerezza, scherzo, gioco di parole)? Quanta acqua ancora dovrà passare sotto i ponti della nostra società perché la nostra lingua si raccordi con la realtà per quella che è e non per quella che per anni abbiamo distorto a causa della paura, della non conoscenza, dell’ignoranza?
Poi Vabbè – penserà qualcuno – era solo una locandina. No, mi spiace ma non è così. È un pezzo di carta incorniciato e in evidenza su una piazza, dove la gente passeggia, guarda, legge, fa deduzioni, costruisce pensieri, immagini, idee sulla realtà. E allora se la usa un giornale, una parola come quella, perché non dovrei farlo io? La legittimazione a usare un termine forte – con connotazione negativa – passa per una stupida locandina, sì. Un insignificante pezzo di carta incorniciato a fianco di un’edicola, che insignificante non è.
E va detto altro. Passeggiando per quelle piazze ci può essere anche una persona con sindrome di Down, la sua mamma, suo fratello. Come ci si può sentire ad essere chiamati in causaindirettamente in questo modo, da una lingua così rozza e tagliente, solo per fare un titolo? Che ne sanno, gli autori della locandina, delle difficoltà quotidiane, dei piccoli grandi traguardi anche solo nel percepirsi persone, e non diversi, inferiori, polverizzati da una piccola, stupida parola in una locandina?

Dal canto nostro continueremo a cercare di lanciare semi di cultura che non fuggano via col vento, ma rimangano saldi come le parole scritte.

From disabili.com


OGNUNO DI NOI E’ CHIAMATO AD ESSERE FATTIVO

Pur essendo una persona diversamente abile, da oltre 25 anni lavoro ed opero per il superamento delle barriere architettoniche e culturali, non riesco a stare a guardare.

Il mio impegno continuo, la mia grande “battaglia” per il riconoscimento e applicazione delle leggi sui i diritti per persone disabili; per migliorare le normative presenti, cercare  di abbattere retaggi culturali, stereotipi, tabù che rendono noi disabili persone invisibili.

Credo che ogni persona debba impegnarsi, attraverso le proprie specificità, i propri doni, nel miglioramento della qualità del mondo che la circonda, per contribuire a rendere migliore il mondo intero.
Vivere per migliorare l’ambiente, aiutare le persone, salvaguardare i loro diritti, non può ne’ deve essere prerogativa di chi ha il problema, o  di chi è stato eletto a ciò.
Ognuno noi, attraverso le proprie capacità, in modo pacifico e civile, dovrebbe sentirsi chiamato ad essere “fattivo.”

Lorella Ronconi


SANITA’: DOPO 15 ANNI AGGIORNATI I L.E.A.

Dopo 15 anni aggiornati i Livelli essenziali di assistenza (L.E.A.). Tra le malattie croniche la celiachia: i malati avranno diritto alle cure. Entrano nel «prontuario» la gastroscopia con microtelecamera. Il nuovo nomenclatore dell’assistenza protesica consentirà, tra l’altro, di prescrivere ausili informatici e di comunicazione. Ma a febbraio andrà aggiornato il tutto, le associazioni che riguardano la disabilità sono preoccupate.

“Un passaggio storico per la sanità italiana”, così il ministro della Salute ieri sera su twitter. Il provvedimento interviene su quattro fronti: 1. definisce attività, servizi e prestazioni garantite ai cittadini dal Ssn; 2. descrive con maggiore dettaglio e precisione prestazioni e attvità oggi già incluse nei Lea; 3. ridefinisce e aggiorna gli elenchi delle malattie rare e delle malattie croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione; 4. innova i nomenclatori della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica.

ITALIA Sanità Cambiano i livelli essenziali di assistenza: 110 nuove malattie rare e novità per protesi e vaccini Il decreto firmato dal Presidente del Consiglio ancora ricoverato al Gemelli: dalla fecondazione eterologa alle terapie contro l’endometriosi, dai nuovi vaccini all’adroterapia si aggiornano e si arricchiscono i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), le terapie che il servizio sanitario nazionale garantisce di fornire gratuitamente in tutte le regioni.  Il Ministro Beatrice Lorenzin:”Giornata storica per la sanità”

Sono tante le novità e riguardano la vita quotidiana di milioni di italiani: dopo 15 anni di attesa vengono aggiornati gli standard della salute che lo Stato deve garantire ai cittadini, secondo procedure ed elenchi che possono fare la differenza tra una buona sanità e una sanità che non risponde alle mutate esigenze della popolazione.

“Tuttavia l’arrivo dei Nuovi Lea non è salutato con favore da gran parte delle associazioni che si occupano di salute e di disabilità, che nei giorni scorsi, al momento dell’approvazione del testo da parte del Parlamento, avevano segnalato tutte le loro prerplessità. «Pur apprezzando lo sforzo delle Commissioni di emendare il testo, questo rimane inemendabile, come avevamo già sottolineato anche in audizione», aveva detto il presidente della Fish, Vincenzo Falabella, parlando di un testo «che rimane fondamentalmente incoerente». Per Anffas e Aipd il testo «sembra scritto 15 anni fa», e «non comprendiamo perché, in uno schema di decreto a cui si lavora nel 2016, si faccia riferimento a paradigmi e modelli assolutamente obsoleti e non si tenga conto delle indicazioni scientifiche e di diritto di livello internazionale».

Che ci sia qualche problema il testo del Governo lo ammette: i neolicenziati Lea infatti prevedono già un nuovo aggiornamento entro febbraio 2017. A questo proposito è grande la preoccupazione delle associazioni impegnate sulla disabilità, che però – ha già denunciato la Fish – secondo il testo in essere sono escluse «dal monitoraggio e dall’aggiornamento successivo degli stessi LEA». ” Da Vita.it

Risultati immagini per AGGIORNATO LEA aggiornato dopo 15 anni nomenclatore tariffario disabiliIl nuovo nomenclatore della specialistica ambulatoriale
Il nuovo nomenclatore provvede al necessario e atteso aggiornamento del nomenclatore disciplinato dal decreto ministeriale 22 luglio 1996, includendo prestazioni tecnologicamente avanzate ed eliminando quelle ormai obsolete.

Vengono introdotte numerose procedure diagnostiche e terapeutiche che nel 1996 avevano carattere quasi “sperimentale” oppure erano eseguibili in sicurezza solo in regime di ricovero, ma che oggi sono entrate nella pratica clinica corrente e possono essere erogate in ambito ambulatoriale.
– individua chiaramente tutte le prestazioni di procreazione medicalmente assistita (PMA) che saranno erogate a carico del Servizio sanitario nazionale (fino ad oggi erogate solo in regime di ricovero)

– rivede profondamente l’elenco delle prestazioni di genetica e, per ogni singola prestazione, fa riferimento ad un elenco puntuale di patologie per le quali è necessaria l’indagine su un determinato numero di geni

– introduce la consulenza genetica, che consente di spiegare al paziente l’importanza ed il significato del test al momento dell’esecuzione, le implicazioni connesse al risultato al momento della consegna del referto ed, eventualmente, di fornire allo stesso il sostegno necessario per affrontare situazioni spesso emotivamente difficili

– introduce prestazioni di elevatissimo contenuto tecnologico (adroterapia) o di tecnologia recente (enteroscopia con microcamera ingeribile, radioterapia stereotassica)

Il nuovo nomenclatore dell’assistenza protesica.
Il nuovo nomenclatore dell’assistenza protesica consentirà, tra l’altro, di prescrivere:

– ausili informatici e di comunicazione (inclusi i comunicatori oculari e le tasIere adaEate per persone con gravissime disabilità)

– apparecchi acustici a tecnologia digitale
attrezzature domotiche e sensori di comando e controllo per ambienti
(allarme e telesoccorso)

– posaterie e suppellettili adattati per le disabilità motorie, barella adattata per la doccia, scooter a quattro ruote, carrozzine con sistema di verticalizzazione, carrozzine per grandi e complesse disabilità, sollevatori fissi e per vasca da bagno, sistemi di sostegno nell’ambiente bagno (maniglioni e braccioli), carrelli servoscala per interni

– arti artificiali a tecnologia avanzata e sistemi di riconoscimento vocale e di puntamento con lo sguardo

Revisione dell’elenco delle malattie rare
Il provvedimento prevede un consistente ampliamento dell’elenco delle malattie rare, realizzato mediante l’inserimento di più di 110 nuove entità tra singole malattie rare e gruppi di malattie Ad esempio, sono inserite nell’elenco: la sarcoidiosi; la sclerosi sistemica progressiva; la miastenia grave. Da notare come le prestazioni concernenti le malattie rare sono erogate in regime di esenzione.

Revisione dell’elenco delle malattie croniche
Importanti revisioni sono apportate anche all’elenco delle malattie croniche. Ad esempio:

– sono introdotte sei nuove patologie esenti: sindrome da talidomide, osteomielite cronica, patologie renali croniche, rene policistico autosomico dominante, endometriosi negli stadi clinici “moderato” e “grave”, broncopneumopatia cronico ostruttiva negli stadi clinici “moderato”, “grave” e “molto grave”

– vengono spostate tra le malattie croniche alcune patologie già esenti come malattie rare, quali: malattia celiaca, sindrome di Down, s. Klinefelter, connettiviti indifferenziate

Per la maggior parte delle malattie incluse nell’elenco sono individuate una serie di prestazioni fruibili in esenzione.
Per alcune particolari mala sono individuate puntualmente in quanto le necessità assistenziali dei pazienti sono estese e variabili. In tal caso, per garantire una maggiore flessibilità assistenziale, il medico le individuerà di volta in volta

Vaccini.
Vi è l’introduzione di nuovi vaccini (come: anti-Papillomavirus, anti- Pneumococco, anti-Meningococco) e l’estensione a nuovi destinatari (ad esempio, per il Papillomavirus il vaccino viene erogato anche agli adolescenti maschi)

Screening neonatale.
Vi è l’introduzione dello screening neonatale per la sordità congenita e la cataratta congenita e l’estensione a tutti i nuovi nati dello screening neonatale.

Endometriosi.
Viene previsto l’inserimento dell’endometriosi nell’elenco delle patologie croniche ed invalidanti, negli stadi clinici “moderato” e “grave”. Di conseguenza, si riconosce alle pazienti il diritto ad usufruire in esenzione di alcune prestazioni specialistiche di controllo. Si stimano circa 300.000 esenzioni

Celiachia.
La celiachia diviene, da malattia rara, una malattia cronica.
Ciò in quanto il percorso diagnostico di tale patologia non risulta, ad oggi, tortuoso, lungo e oneroso come avviene per i malati rari.

– sono mantenute in esenzione tutte le prestazioni di specialistica ambulatoriale comprese nei LEA, utili al monitoraggio della patologia e alla prevenzione delle complicanze e degli eventuali aggravamenti.

– come per tutte le malattie croniche è sufficiente una certificazione di malattia redatta da uno specialista del Servizio sanitario nazionale per ottenere il nuovo attestato di esenzione

Viene mantenuta la disciplina della concessione degli alimenti ai celiaci

Autismo.
Il nuovo schema di decreto recepisce la legge n. 134 del 2015, che prevede l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza per la diagnosi precoce, la cura e il trattamento individualizzato dei disturbi dello spettro autistico

Procreazione medicalmente assistita.
Sino ad oggi le prestazioni di procreazione medicalmente assistita erano erogate solo in regime di ricovero. Per il futuro:

– viene previsto l’inserimento nel nomenclatore della specialistica ambulatoriale di tutte le prestazioni necessarie nelle diverse fasi concernenti la procreazione medicalmente assistita, omologa ed eterologa.

– Tutte le prestazioni di raccolta, conservazione e distribuzione di cellule riproduttive finalizzate alla procreazione medicalmente assistita eterologa sono a carico del Servizio sanitario nazionale.

Le risorse.
Gli 800 milioni di euro stanziati dalla legge di stabilità vengono, quindi, allocati nei 3 livelli assistenziali, destinando:

– 600 milioni per l’assistenza distrettuale (così suddivisi: specialistica 380 milioni, protesi 153 milioni);

– 220 milioni di euro per la prevenzione sanitaria (vaccini);

– I 20 milioni di euro aggiuntivi derivano da un risparmio dovuto al trasferimento di prestazioni dall’assistenza ospedaliera ad altri ambiti assistenziali.

Per saperne di più vai allo SPECIALE LEA

From quotidianosanità.it


#RIFLESSIONIDALLETTO: “COSA HAI FATTO PER LE FESTE?”

Eh… magari! Non lo sapete? I disabili nei #giornirossi del calendario stanno a casa, spesso a letto perchè non hanno soldi per pagarsi  l’assistenza “festiva”.

Io e il mio micio, Gino, la sera prima di dormire

Questa domanda mi spiazza sempre. Cosa avrei dovuto fare per le feste? I giorni in rosso sul calendario (e le notti) sono incubi per chi non ha autonomia.

Vorrei far riflettere su ciò, una persona disabile nei giorni festivi non ha assistenza (solo i genitori, se ci sono). Si certo, tutti hanno diritto alla festa, ma ci sono dei servizi che non possono rimanere scoperti. Mettetevi nei panni di chi non ha assistenza per alzarsi dal letto, essere lavato, vestito, imboccato, accedere al pc, uscire, di chi non ha autonomia motoria, psichica, dei genitori anziani che non possono assisetere il proprio figlio (o viceversa), di chi non ha dirito di “esistere” nei festivi.

Io l’ho provato, vi assicuro non è bello. Sapere di dover stare a letto, senza nessuno che ti cambi il pannolone e non avere nessun altra possibilit che aspettare il lunedi. Quando la tua tata tornerà a darti dignità. Non ho soluzioni purtroppo e non sono pessimista. Vorrei un lavoro, la possibilità di guadagnare per poter pagare altra assistenza, ma per i disabili non ci sono nemmeno datori di lavoro. Sob, uff!

Non pensate che sia una violenza inaudita? Per cui, scusate, ma i #giornirossi sul calendario non mi stanno simpatici.

 


ARRIVATA A 500! GRAZIE INFINITE AD OGNUNO DI VOI !!!

Un record inaspettato, che mi fa estremamente piacere. Il mio grazie ad ognuno di voi con una poesia nata, appunto, per gli amici incontrati nel web, talvolta molto importanti e più presenti di quelli a portata di città.

Amico  

Lontano
infinito
senza limiti
né muri.

Vita lontana
catena che rincuora.
Accarezzi
senza sguardi.

Sei un sorriso
sbocciato all’improvviso
mio unico solco
e con te non mi perdo
in questo asfalto
accartocciato.

Lorella Ronconi


“Sirena Guerriglia”  – (
Edizioni 2013/2016)

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