“TU NON SEI UNA BEFANA VERA!”: I BIMBI DELLA MATERNA SMASCHERANO LE STREGHE DI HALLOWEEN SUI SOCIAL

  • Non bisogna confondere la Befana con le streghe di Halloween. Una Befana vera non ha il cappello a punta, come spesso appare su molti siti, blog, e persino in alcune pubblicità televisive.

    Due maestre di una scuola d’infanzia della provincia di Grosseto, Tindara Rasi e Maria Emma Ristori, assieme ai loro alunni, dai 3 ai 5 anni, hanno sviluppato una ricerca del tutto unica: scoprire dalle immagini pubblicate sui social sulla “Befana” quale è vera e quale è falsa. I bambini sono stati fantastici ed in poco tempo, grazie alle maestre che hanno fatto un percorso di studio didattico dedicato, hanno saputo riconoscere la vera dalla falsa (strega di tradizione Halloweeniana). Il lavoro delle maestre non si è fermato, e Tindara,  nel raccontarmi il loro percorso afferma: ” Su alcuni siti scolastici abbiamo fatto delle rettifiche e sono state accettate!
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    Uno dei bambini notò che la Befana era…una strega di Halloween – continua l’insegnante – mentre insieme  guardavamo le immagini della Befana. I bimbi infatti cercavano di individuare quelle corrette e quelle “sbagliate” in base alle “caratteristiche” della Befana vera che avevamo studiato, cioè: la calza, la gonnona lunga, il fazzolettone e non il cappello a punta, le scarpe normali e non scarpe a punta da strega. Loro si guardavano le immagini, e dicevano se si trattava di quella giusta o quella sbagliata in base a ciò che ne avevamo ricavato dalle letture fatte in classe su questa vecchina, dopo qualche settimana, a gennaio, erano diventati bravissimi ad individuare quelle “corrette” e scartare quelle “sbagliate”. 

    Navigando in rete, si riscontrano continuamente degli errori di effigie relative a questo conosciutissimo personaggio popolare, ma ad adulti, bambini e insegnanti, così come a chiunque si occupa di eventi sociali relativi al giorno dell’Epifania o di creare grafiche nuove della sua figura, l’invito è quello di avere sempre l’accortezza di veicolare l’immagine corretta della Befana, tenendo conto delle sue effettive caratteristiche, e cernendo il resto. 

     “La Befana è un… TIPO”, ecco tutta la storia di questa singolare progetto didattico.

    Nella scuola d’infanzia di Montieri (Gr), nel 2016, è stata promossa e portata avanti una ricerca sulla diffusone di immagini della Befana nei social. In particolare, evidenziando come spesso l’effigie della Befana sia travisata e “miscelata” ad altro, gli alunni, bambini di età variabile tra i tre e i cinque anni di una sezione eterogenea, hanno studiato, con la supervisione delle insegnanti Tindara Rasi e Maria Emma Ristori, il “tipo” riguardante la “vera” Befana, cioè le sue caratteristiche specifiche fisiche e accessorie. Gli alunni hanno avuto modo di visionare diversi disegni sul computer in dotazione nella sezione e sulla L.I.M. stampando poi solo quelli effettivamente rispecchianti una Befana e cestinando gli altri, riconosciuti come “falsati”.

    Ma quali sono le caratteristiche specifiche dunque di questo personaggio della tradizione italiana? Non bisogna confondere la Befana con le streghe, di matrice prettamente Halloweeniana. Una Befana vera, infatti, non ha il cappello a punta, come spesso appare su molti siti, blog, e persino in alcune pubblicità televisive. Ha una scopa, usata spesso per appoggiarsi o per volare brevemente. Talvolta può servirsi anche di un bastone al posto della scopa di saggina, e questo perchè non si tratta di una bella donna, giovane e accattivante, ma, al contrario, di una vecchina rattrappita dagli acciacchi dell’età e dal freddo, con pochi denti e il volto grinzoso. Per ripararsi adeguatamente usa infatti gonnoni lunghi, lisi e spesso rattoppati in maniera allegra; usa inoltre calzettoni pesanti antifreddo e scarpe comode, ma non stivali alla guascone molto più adatti alle streghe delle fiabe. Sulle spalle ha sempre uno scialle di lana pesante e colorata e non un mantello svolazzante come capita di trovare in alcune immagini nella rete. Inoltre usa esclusivamente un fazzolettone annodato sotto il mento e non il cappello a punta da streghina. Altro frequente errore di “immagine” della Befana è quello relativo al sacco dei doni: in realtà la vera Befana porta i suoi regali o il suo carbone in calzettoni enormi o al massimo nelle gerle, dipende dalla territorialità e dalla tradizione del luogo dove si festeggia.  In qualche modo la Befana richiama la tradizione religiosa di Santa Lucia, che dispensava doni ai bambini prima di lei, come faceva San Nicola prima dell’avvento di Babbo Natale. Non è cattiva, è solo scocciata con gli adulti e scorbutica con chi non le aggrada perchè tenta di fare il furbo; ma con i bambini si mostra indulgente e comprensiva, una nonnina piena di attenzioni e dolcetti.

    Gli alunni hanno dunque studiato gli elementi “tipo” di questa anziana signora tramite l’uso del computer e in breve tempo sono stati in grado di selezionare sulla rete, con la supervisione delle insegnanti, le immagini corrette di lei e non quelle commistionate dalla sovrapposizione alle streghe di Halloween. Hanno inoltre avuto modo di entrare in contatto con storie tradizionali italiane, come quelle della “Freccia azzurra” di Gianni Rodari, e hanno scoperto che un luogo famoso dove si nasconde spesso questo personaggio popolare è Urbania, dove si celebra la sua festa nazionale

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Informazioni su Lorella Ronconi

Freeway on my wheelchair, social branding influencer, content marketing management, poetessa per amore della mia vita. "Ruoto, scivolo, piroetto tra vanità e gambe frettolose, non trovo le mie orme, ma io ruoto, si, in un mondo fatto di passi . Je Roule #JeRouleAvecToi, #ionomivergogno, #iosonorara "Dopo tanta sofferenza provocatami dall’ignoranza delle persone riguardo la mia diversa abilità, dopo tanto sentirmi “mostro” e nascondermi all’altro, ecco che mi guardo allo specchio e mi sento Sirena. Se nella mia precedente raccolta di poesie (Je Roule, E.T.S., Pisa 2008) “ruotavo”, riferendomi al mio vivere in carrozzella e ripiegandomi sulla mia condizione, adesso promuovo me stessa accettandomi con grande amore, con nuova forza e rinnovata autostima. Ho cambiato pelle, ora “guizzo”: ora sono una Sirena. Entità leggendaria, metà donna e metà fantastica frequentatrice delle più remote profondità del mare, la Sirena nuota e si muove in energica sintonia con il suo mondo; osserva, accucciata sulla roccia, le navi e i marinai e comprende che non potrà mai correre sulla terra ferma tra quei “piedi guerrigli”, né essi potranno mai nuotare negli abissi profondi degli oceani. “Tra voi e me c’è una distanza incolmabile”, sembra dire la Sirena, guardando lontano; la tristezza può impadronirsi di lei ma il tuffo guizzante la rinvigorisce, le rinnova le forze, la fa risentire combattiva, “guerriglia”. Lei, la Sirena, ed io, Lorella, crediamo fermamente nell’uguaglianza dei diritti e nella grande, magnifica ricchezza delle differenti abilità. L’unicità e l’irripetibilità di ciascuno di noi ci fa naturalmente guadagnare il diritto di essere parimenti accettati nella nostra normalità”. Cav. Lorella Ronconi www.lorellaronconi.it @lorellaronconi https://www.facebook.com/lorellaronconietor?ref=hl Vedi tutti gli articoli di Lorella Ronconi

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