Archivi del mese: giugno 2018

LA SOLITUDINE È FORZA

#riflessionidalletto. A volte la solitudine è davvero appiccicosa, in mancanza di fidanzati, bambini, gatti e affini, abbraccio la mia bambola reborn, Chris <3, torno bambina assaporando il gusto che provavo nel giocar a “far le signore”. Guardo il soffitto abbracciando la bambola, a volte il vuoto è forte, senza soluzioni. Inutile stravolgersi c’è il soffitto. Il mio amico, Soffitto Grande Schermo, 📽 ci proietto spesso spesso i film dei miei pensieri 💭 e ci scrivo sopra i progetti. Fissare il soffitto, una delle attività più assidue per coloro che hanno passato molto tempo sulle barelle, nei lettini di ospedale, in quelli orizzontali delle loro case. Sì guarda il soffitto e si aspetta che venga il dottore a visitarci, che passi il medico per quella visita importante, che venga un qualcuno a confortarci … un soffitto per disegnare le sperate luci dell’alba. Fissare il soffitto è la cosa che faccio più spesso, vivendo a letto … questa attività ormai fa così parte di me che è diventata un esercizio. Esercizio di pensiero, di meditazione. Esercizio “zen” per parlare con me stessa… Ed ho capito che la solitudine è una forza. La forza di abbracciare 🤗 la vita da soli. Solitudine = coraggio di tirare avanti. Coraggio di non mollare, nonostante. Coraggio di essere, senza. Se sei solo, non sei perdente, sei persona che non ha potuto scegliere o che ha voluto scegliere, non perdente. Tra le tante solitudini, a volte si incontrano anche disabili partigiani per la loro indipendenza. Lottare per il riconoscimento della propria indipendenza, se persone con disabilità, è difficile, è rinuncia a compromessi e comodità….Scriverò di questo prossimamente.

Notte mondo.

©LORELLA RONCONI

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PERCHÉ UN GIORNO POSSANO PERDONARE

Non stiamo giocando con le statuine…con le persone, con i bambini, gli anziani… con le persone fragili non si può giocare! Una foto trovata nel web, non sono riuscita a scoprire chi sia il fotografo ma ringrazio per questo scatto. Mi vergogno 😢😓mi fa vergonare l’indifferenza della quale, noi “umani”, sappiamo vestirci. Pulita, profumata, ingioiellata, elegante griffata indifferenza. Noi, “buoni” umani… legati ai nostri smartphone, news, social, brand lifestyle 👔, non guardiamo più oltre il nostro individualismo. Non vogliamo vedere oltre. Certo, ascoltiamo i telegiornali mentre mangiamo… e ci convinciamo pure che “certe persone” sono il nostro problema: vanno allontanate, “Ma non per essere cattivi, eh?! “. Io vorrei essere loro accanto, guardarle negli occhi “certe persone”. Avere braccia lunghe e potenti, e carezze per ogni bambino; cibo, cure, vestitini color bambino e libri 📚 per insegnare loro che siamo tutti uguali, che il sangue non ha colore….e perchè possano capire un giorno e perdonare il nostro indifferente sfruttamento delle loro dignità .


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