PERCHÉ UN GIORNO POSSANO PERDONARE

Non stiamo giocando con le statuine…con le persone, con i bambini, gli anziani… con le persone fragili non si può giocare! Una foto trovata nel web, non sono riuscita a scoprire chi sia il fotografo ma ringrazio per questo scatto. Mi vergogno 😢😓mi fa vergonare l’indifferenza della quale, noi “umani”, sappiamo vestirci. Pulita, profumata, ingioiellata, elegante griffata indifferenza. Noi, “buoni” umani… legati ai nostri smartphone, news, social, brand lifestyle 👔, non guardiamo più oltre il nostro individualismo. Non vogliamo vedere oltre. Certo, ascoltiamo i telegiornali mentre mangiamo… e ci convinciamo pure che “certe persone” sono il nostro problema: vanno allontanate, “Ma non per essere cattivi, eh?! “. Io vorrei essere loro accanto, guardarle negli occhi “certe persone”. Avere braccia lunghe e potenti, e carezze per ogni bambino; cibo, cure, vestitini color bambino e libri 📚 per insegnare loro che siamo tutti uguali, che il sangue non ha colore….e perchè possano capire un giorno e perdonare il nostro indifferente sfruttamento delle loro dignità .

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Informazioni su Lorella Ronconi

Freeway on my wheelchair, social branding influencer, content marketing management, poetessa per amore della mia vita. "Ruoto, scivolo, piroetto tra vanità e gambe frettolose, non trovo le mie orme, ma io ruoto, si, in un mondo fatto di passi . Je Roule #JeRouleAvecToi, #ionomivergogno, #iosonorara "Dopo tanta sofferenza provocatami dall’ignoranza delle persone riguardo la mia diversa abilità, dopo tanto sentirmi “mostro” e nascondermi all’altro, ecco che mi guardo allo specchio e mi sento Sirena. Se nella mia precedente raccolta di poesie (Je Roule, E.T.S., Pisa 2008) “ruotavo”, riferendomi al mio vivere in carrozzella e ripiegandomi sulla mia condizione, adesso promuovo me stessa accettandomi con grande amore, con nuova forza e rinnovata autostima. Ho cambiato pelle, ora “guizzo”: ora sono una Sirena. Entità leggendaria, metà donna e metà fantastica frequentatrice delle più remote profondità del mare, la Sirena nuota e si muove in energica sintonia con il suo mondo; osserva, accucciata sulla roccia, le navi e i marinai e comprende che non potrà mai correre sulla terra ferma tra quei “piedi guerrigli”, né essi potranno mai nuotare negli abissi profondi degli oceani. “Tra voi e me c’è una distanza incolmabile”, sembra dire la Sirena, guardando lontano; la tristezza può impadronirsi di lei ma il tuffo guizzante la rinvigorisce, le rinnova le forze, la fa risentire combattiva, “guerriglia”. Lei, la Sirena, ed io, Lorella, crediamo fermamente nell’uguaglianza dei diritti e nella grande, magnifica ricchezza delle differenti abilità. L’unicità e l’irripetibilità di ciascuno di noi ci fa naturalmente guadagnare il diritto di essere parimenti accettati nella nostra normalità”. Cav. Lorella Ronconi www.lorellaronconi.it @lorellaronconi https://www.facebook.com/lorellaronconietor?ref=hl Vedi tutti gli articoli di Lorella Ronconi

One response to “PERCHÉ UN GIORNO POSSANO PERDONARE

  • Francis Allenby

    Si, Lorella. È come dici tu. Siamo ciechi. Siamo ciechi e sordi di fronte alla sofferenza. Ricordi cosa ti dissi una volta? Ascoltano ciò che dici, ti sentono parlare di chi ha fame. E poi giù a tuffarsi nel proprio piatto dove una pizza fumante occhieggia. L’umanità in generale è così: se il dolore è di un altro non significa niente: conta solo ciò che accade nel proprio metro quadrato.

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