Archivi del mese: febbraio 2019

“Scusi, lei… Si, lei signora. Mi guarda. Mi conosce? No? Allora cosa ha da guardare. Senta, vuole una mia foto ? Così se lo mette in borsa 🛍 e mi potrà guardare quanto vuole! “

#riflessionidalletto. Spesso le persone mi guardano, in 56 anni mi sono (quasi) abituata a certi sguardi. Da bambina erano molto dolorosi, sentivo gli occhi 👀 delle persone che cadevano sulla mia pelle, sulla faccia, sul corpo, sguardi appiccicosi, umidi, come chewing gum usato e poi spiaccicato addosso. Quegli sguardi sembrava non poterli più togliere neanche lavandosi . La notte piangevo 💦 ripensandoci credendo di essere sbagliata: un mostro da nascondere in casa.

❤ La vera sostanza della mia vita sono stati i miei genitori, i miei amici, grandi motori di forza, mi hanno difesa, sostenuta; mi hanno aiutato a capire, con consapevolezza, la mia bellezza. 👜👒
Con la maturità dei 30 anni ho cominciato a guardarmi meglio allo specchio, osservando i particolari di tutto il mio corpo: li trovavo normali, veri particolari di donna e non mostro.

Se ne vedono di donne e di uomini passare al mare e, volendo essere guardoni, si può affermare che non tutti sono grandi specialità, anzi alcuni potrebbero anche evitare di guardare me e cominciare a guardare se stessi.
🌸⚪ ↪ Uomini donne ragazzi non vergognatevi del vostro corpo, non vergognatevi di esistere né di essere, abbiate il coraggio di voler vivere che, ve lo dico, è il coraggio più difficile: amare se stessi, accettare se stessi.
Non mettersi il costume, 👙 rinunciare alla spiaggia, non farsi fotografie: sono vere violenze a noi stessi, sono offese al nostro corpo. Fondamentale difendere la nostra dignità a testa alta.

➡ L’altro giorno è passata una signora più volte, accanto al mio ombrellone, ogni volta mi guardava con gli occhi 👀 di stupore, dall’alto al basso, rallentando per guardarmi meglio. Alla terza volta le ho detto (con voce alta): 💢 “Signora? Ha visto bene? No, perché se non ha visto bene, le do’ un santino mio, così lo mette in borsa e mi può guardare a comodo!” 💥
😂😂 lei silenziosa, ha abbassato lo sguardo è andata avanti senza dire nulla, e che cavolo! 😍😍😍 Sono così orgogliosa di me!


IL 1968, L’ITALIA, GROSSETO ED BIMBA ‘ANORMALE’ IN UNA SCUOLA NORMALE.

“LEI VA CONTRO OGNI BUONSENSO” DISSE UN “CAPOCCIONE” ALLA MADRE INTESTARDITA, “SE NE PENTIRÀ!”

I maestri elementari sono veri eroi!

#riflessionidalletto. In un momento estremamente difficile e triste, un ri-incontro magico, uno dei due maestri delle elementari, Francesco Prunai 😱🌹🙂.

QUANTI ANNI FA? Nel 1968 la mia prima 1⃣° elementare, nel 1973 la 5°, per cui… Ne ho 56, quanti sono? #CAPITE?! Io ho fatto la prima elementare nell’anno domini in cui il movimento del ’68 fece eco in Italia 🇮🇹!!! Fui la prima bimba ‘piccina’ ad essere inserita a #Grosseto, in una scuola normale, che mi volle ed in una classe “sperimentale normale” (si diceva così) composta solo da #femmine ♀, con la mia maestra Pezzi che mi accettò (❤️ la mia fata ) con grande responsabilità e coraggio.

➡️ GRAZIE A MIA MAMMA PER IL GRAN BATTERSI PER IL MIO INSERIMENTO ‘IN UNA CLASSE NORMALE’.

NEL 1968 ESSERE IN PRIMA ELEMENTARE CONTRO OGNI BUON SENSO

Mia #mamma Andreina pianse, bussó porte e camminò chilometri a piedi per uffici, le dettero della sciagurata e incapace di crescermi. Girò per tutte le scuole elementari ‘normali’ della città ma non volevano responsabilità i direttori. Infine la svolta, in via Brigate Partigiane, il SI con la maestra Maria Elena Pezzi che accettò con gioia, ed ebbi il primo giorno di elementari anche io. Queste cose non le ho sapute che da grande, nessun insegnante o persona mi ha mai fatto sentire fuori luogo o #straniera.

➡️ Grazie alla MIA maestra PEZZI che mi accettò e il maestro PRUNAI. Lavoravano in step e mai hanno dubitato sulla scelta fatta.

Queste cose non le ho sapute che da grande, nessun insegnante dell’epoca mi aveva mai fatto sentire fuori luogo o #straniera. L’#Italia è stato uno dei primi stati in Europa a superare le scuole “differenziali”; sino alla prima metà degli anni Sessanta i disabili nel nostro paese venivano educati negli “Istituti speciali”, come nel resto d’Europa e del mondo. In un modo veramente straordinario l’ondata sessantottina s’abbatté anche sulle nostre scuole speciali, tacciandole di rappresentare un sistema chiuso, senza un libro uguale per tutti, accusandole di essere un vero e proprio ghetto.

Fu’ così che il 30 marzo 1971, con l’approvazione della legge n. 118, si stabilì per legge che anche gli #alunni #disabili dovessero adempiere l’obbligo scolastico nelle scuole comuni, ad eccezione di quelli più gravi. Naturale e scontata conseguenza della ventata rivoluzionaria fu la chiusura degli Istituti speciali, disposta con la Legge 360 dell’11 Maggio del 1976, cui seguì l’anno dopo la legge 517 che introdusse in Italia il principio dell’inclusione per tutti gli alunni disabili della scuola elementare e media dai 6 ai 14 anni. Infine, la sentenza della #Consulta n. 215/87 sancì il riconoscimento del pieno ed incondizionato diritto allo studio per tutti gli alunni/studenti con disabilità, anche in condizioni di gravità, nelle scuole secondarie superiori. A Grosseto, in quel fatidico 1968 furono create due classi sperimentali e i due maestri si trovarono uniti ‘del movimento sessantottino in insegnamento #instep. Il maestro Prunai aveva tutti i #maschi ♂, la Pezzi le bimbe. Che eccellenze, ecco dei #VERIEROI🎖️Insieme mi crebbero senza paura, con rispetto, dolcezza, fermezza ma grande dedicazione, come una figlia (tutti eravamo figli), insegnando anche agli altri bambini il #valore della #differenza.

GRAZIE MAESTRI 🙏 ! A nome di tutti quei bimbi che hanno avuto l’#opportunità di crescere in condizioni di #uguaglianza. La nostra #scuolamigliore 🏫 è fatta anche da tutti i maestri elementari così dediti, indomiti verso l’insegnamento di quella #cultura (che non è diventare famosi, avere titoli per sé stessi) impastata di #amore, #educazione e interesse per bene di ogni bambino che hanno sotto le ali.

Grazie maestro Prunai, grazie maestra Pezzi, ❤️ mi avete regalato tanta vita 🌱 capacità e… normalità. Dopo i miei genitori e nonni, siete le mie radici 🌱 🌈!

#6febbraio2019 #movimento1968 #elementari #disabilità #senzabarriere #illussodelladifferenza

© Lorella Ronconi 2019


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