Archivi categoria: Amore

SOGNAVO DI ESSERE EVA KANT

VOLEVO UN SUPEREROE PER AMORE

Volevo essere Eva Kant da grande, volevo aver un supereroe per amore. Complice, amica, amante di un uomo che non avesse paura, un compagno di avventure, un essere che andava oltre ogni piccolezza umana. Un eroe da difendere, un supereroe che difendeva il mondo. Volevo essere l’ombra, e il bastone di un colui che condivideva con me ogni sua avventura; volare libera tra i pericoli e consapevole che mai e poi mai sarei stata sola, prigioniera nella cella buia e fredda dei problemi, nella sofferenza. Volevo essere Eva Kant, aspettare il mio eroe con l’auto rossa fiammante, guidarlo fulminea nel nostro rifugio segreto e amarci fino all’alba. But, la vita è una grande sorpresa, non ci sono supereroi e neanche amori, faticoso, très beaucoup, ma sempre bello vivere. Mi vida, ti amo, anyway.

© Lorella Ronconi

 

Annunci

RICOMINCIARE, E’ LA PRIMAVERA A NOVEMBRE

“Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.



Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l’esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all’altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.

Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l’aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s’infiltri nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c’è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: “Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così”.
E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua.
In quell’uomo ci hai buttato dentro l’anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c’è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi, e hai pianto.

Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d’acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l’aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
“Perché faccio così? Com’è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?”
Se lo sono chiesto tutte. 
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile.

Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi?
E’ da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.

E’ un’avventura, ricostruire se stesse. 
La più grande.
Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo “sono nuova” con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere: “Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse”.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre.
Quando meno te l’aspetti…”

DIEGO CUGIA – “Donne in rinascita”

23157355433_2f155f232f_b

Photo by di Claudia Dea, Notte di solitudine 


SIETE L’ESEMPIO PIÙ BELLO, L’AMORE ESISTE ANCORA 

Per voi, io scriverei sui muri : “SIETE L’ESEMPIO PIÙ BELLO DEL MONDO 🌏 L’AMORE ESISTE ANCORA ❤!”

AUGURI a voi, TESORI miei. 61 DI MATRIMONIO 💒! 😊😊 Voi, mamma Andreina e babbo Elio, insieme e con forza 💪 a sostenere una vita 🌱 difficile. Per voi, stanchi, poveri, genitori, tesori miei, vorrei fare e dare tanto: rendere il tanto ricevuto e sofferto per me. 

Per voi, purtroppo, posso solo un post sulla rete, non ho soldi né poteri. Nell’umiltà della nostra famiglia sappiamo di essere solo noi tre: in povertà, grandi difficoltà fisiche, grandi sofferenze, mi avete insegnato l’onestà, la regalità è la gioia di non mollare, mai. Per voi, io scriverei sui muri : “SIETE L’ESEMPIO PIÙ BELLO DEL MONDO 🌏 L’AMORE ESISTE ANCORA ❤!” 

Per voi un post sui social per non dimenticare, per far sapere che esiste tutto un mondo che nessuno calcola più. La bellezza di una famiglia onesta, povera, coraggiosa e innamorata. 

Scommetto che ce ne sono tante di famiglie così, dovremmo parlarne più spesso.

© Lorella Ronconi  


FRANCIS ALLENBY, UNA GRAFICA ALLA MEMORIA DI GIOVANNI E FRANCESCA FALCONE

Pubblico volentieri e sottoscrivo la capacità artistica di Francis Allenby, artista pugliese che amo in particolar modo. Allenby si contraddistingue per il suo grande impegno civile e sociale, come persona, romanziere e artista. Francesco, questo il suo nome, è un pittore eccellente che ha realizzato pitture e grafiche veramente di qualità. In questa sua ultima opera, dedicata al giudice Falcone e a sua moglie, il magistrato Francesca Morvillo, è sottolineato l’amore (sotto tutti i suoi significati) che illumina i due innamorati. L’amore come impegno e progetto di vita, di giustizia sociale che fa risplendere i loro sorrisi. Francesca e Giovanni operavano con forza ed onestà, nella grafica risplende, appunto, come una sorta di gloria, nei loro volti felici, ciò a cui si dedicavano con intelligente onestà, la giustizia, la pace e il loro amore.

Francis Allenby: “Questa grafica mi è stata, gentilmente e garbatamente, richiesta dalla bravissima Preside dell’Istituto Comprensivo “Luigi Pirandello” di Taranto, in occasione della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 18 settembre 2017. È stata una cosa che ho fatto con entusiasmo, un dono fatto, da me alla scuola, con tanta passione e senso di partecipazione sociale. Ringrazio la Preside per aver pensato a me e per avermi concesso di poter contribuire anche io con questo mio personale regalo la cui realizzazione ha coinciso coi miei ideali.”

GIOVANNI E FRANCESCA

Il testo di Francis Allenby che accompagna il dipinto.

GIOVANNI E FRANCESCA

Il 23 maggio del 1992, sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci , a pochi chilometri da Palermo l’auto in cui viaggiava il giudice Giovanni Falcone con sua moglie Francesca Morvillo fu dilaniata da una esplosione. Fu la conseguenza di un feroce attentato pianificato da cosa nostra, il cui capo indiscusso era, allora, Totò Riina. Nell’atto terroristico furono colpiti anche gli uomini della scorta del magistrato. Il giudice, sua moglie e quasi tutti i poliziotti rimasero uccisi. Gli unici a sopravvivere furono gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza.

Nel 1993, un anno dopo il tragico evento, venne piantato un maestoso albero di carrubo proprio nel terreno a ridosso della A29, nel punto preciso in cui era avvenuta la deflagrazione che aveva fatto perdere la vita a coloro i quali avevano dedicato la loro esistenza alla lotta alla mafia. L’albero fu piantato accanto ad un altro carrubo, che era stato colpito, ma non distrutto dalla detonazione.

Come un tacito passaparola, da allora in poi, tanti altri alberi di carrubo sono stati piantati in Sicilia, come un simbolo concreto, tangibile, visibile della lotta alla mafia: una lotta che tutti i siciliani veri hanno intrapreso, con coraggio, con fede.

L’albero di carrubo è divenuto, in tal modo, l’emblema di chi si oppone, di chi non accetta le regole devianti della mafia. E sono degli alberi di carrubo che sono rappresentati accanto all’immagine di Francesca Morvillo.

L’albero di Falcone, quello che ormai è divenuto l’albero di Falcone e Borsellino, per tutti, si trova nella città di Palermo. L’albero crebbe dinnanzi alla casa del giudice Falcone e, subito dopo la strage di Capaci, la gente prese ad apporvi tanti messaggi, tante lettere, tanti disegni: erano parole struggenti ed accorate di partecipazione, di presenza. L’albero si riempì di testimonianze: la gente voleva far sentire quanto le cose stavano cambiando, quanto erano già cambiate.

L’albero di Falcone è lì, accanto all’immagine del giudice.

Francesca Morvillo e Giovanni Falcone sono stati immaginati insieme, sorridenti, l’uno accanto all’altra, mentre lei posa la mano sulla spalla di lui con amore: due anime belle immerse nella luce.

Francis Allenby

– Francis Allenby è nato a Taranto nel 1960.
Ha conseguito il Diploma di Maturità Magistrale, ma non ha mai esercitato l’insegnamento, preferendo guadagnarsi da vivere con ogni altro tipo di lavoro. Non è un pittore e neppure un artista, ma soltanto un attivista, impegnato nella politica e nel sociale, guadagnandosi da vivere con ogni tipo di lavoro.
Ha iniziato a dipingere come ragazzo e ha raffinato la sua tecnica in uno studio d’arte.
Scrive articoli, come commenti gratuiti e romanzi, blogger e recensionista.
Francis Allenby ha pubblicato una collezione di storie gotiche corte,
THE TALES OF THE STORM e un romanzo in italiano: LO STOLTO DI CARDIZZINI.

Puoi vedere i suoi scritti su Francis Allenby

Puoi vedere i suoi dipinti su Francis Allenby, GIGARTE.com


I RICORDI SONO STELLE 

Non vorrei perderti mai mio prezioso ricordo. Quel bacio lontano, ancora è con me, luce insperata, che brilla, scalda e mi guida,  in queste squarciate buche asfaltate di dolore 

© Lorella Ronconi 


SONO UNA SIRENA, MI DISPIACE PER VOI 

Sono una sirena. Lo so, non posso farci niente, mi dispiace per chi è costretto a camminare, ma io sono una sirena. 

Nel 1998, un mattino di febbraio, mi sono svegliata e mi sono scoperta Sirena. I’m a mermaid:  canto e incanto con le mie poesie…  –> Guarda nel link le mie produzioni:

http://lorellaronconi.it/poesie/pubblicazioni/ )

I marinai di me hanno paura  hanno paura del mio canto della mia poesia  e si allontanano  quando vi vedono . Io vivo nei profondi abissi dove i tuoi piedi non possono arrivare. Nei miei abissi è molto buio, talvolta freddo, ma ci sono delle creature meravigliose che tu non puoi nemmeno immaginare. Spesso ti guardo, ti osservo da lontano, tu corri, corri, cammini.. ma a volte non sai dove andare, ti perdi nell’insicurezza: forse perché non hai le pinne? Talvolta mi sento diversa, sono triste perché tu non mi guardi e fuggi da me. Posso capire, non conosci il mio mondo. Sai, la felicità è delle persone che amano la loro diversità, io non sono altro che una sirena, canto e incanto, non aver paura di stringere le mie mani.

#LorellaRonconi #SirenaGuerriglia #senzabarriere #donnafemmina


SENTIRE È IL VERBO DELLE EMOZIONI 

“Mi piace il verbo sentire…

Sentire il rumore del mare,

sentirne l’odore.

Sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra,

sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco.

Sentire l’odore di chi ami,

sentirne la voce

e sentirlo col cuore.

Sentire è il verbo delle emozioni,

ci si sdraia sulla schiena del mondo

e si sente.” Alda Merini


Quando la gente passa spesso mi guarda, in 55 anni mi sono, quasi, abituata a certi sguardi. 

Da bambina invece erano molto dolorosi  sentivo gli occhi che cadevano sulla mia pelle, sulla  faccia, sul corpo, sguardi appiccicosi, umidi… come un chewing gum usato e poi spiaccicato addosso. Sembrava non poterli più togliere, quegli sguardi dalla pelle. Li portavo a casa, la notte, e piangevo  pensando di essere sbagliata: un mostro da nascondere in casa. Ma la forza della mia vita sono stati i miei genitori, i miei amici, grandi motori di forza, che mi hanno difesa, sostenuta. Mi hanno aiutato a capire, credere,  che sono bella.  Maturando infatti, dopo 30 anni, ho cominciato a guardarmi allo specchio osservando i particolari di tutto il mio corpo e li trovavo normali, particolari di donna. 

Se ne vedono di donne e di uomini passare al mare,  e, volendo essere guardoni, si può affermare che non tutti sono grandi specialità, anzi alcuni potrebbero anche evitare di guardare me e cominciare a guardare se stessi. Uomini donne ragazzi non vergognatevi del vostro corpo non vergognatevi di esistere né di essere, abbiate il coraggio di voler vivere che, ve lo dico, è il coraggio più difficile: amare se, accettare se. Non mettersi il costume 👙 rinunciare alla spiaggia, non farsi fotografie : sono vere violenze a noi stessi, sono offese al nostro corpo. DIFENDERE la nostra dignità a testa alta. 

L’altro giorno è passata una signora, qui accanto al mio ombrellone più volte ed ogni volta mi guardava con gli occhi di stupore, dall’alto al basso, rallentando per guardarmi meglio. Alla terza volta le ho detto (con voce forte) : “Signora? Ha visto bene? No, perché se non ha visto bene, le do un santino mio, così lo mette in borsa e mi può guardare a comodo!” 😂😂 lei silenziosa, ha abbassato lo sguardo è andata avanti senza dire nulla, e che cavolo! 😍😍😍 Sono così orgogliosa di me! 

© Lorella Ronconi 


AMORE DISABILE = AMORE IMPEGNATIVO?

Tu cosa ne pensi? E’ impegnativo amare una persona con disabilita’ motoria o sensitiva?

Qualche anno fa: “Vedi, mi piaci, sei intelligente, speciale, saresti la mia donna ideale, ma… sei disabile, sei impegnativa, abbi pazienza”.

Ecco una “dichiarazione d’amore” ricevuta 20 anni fa. Non è cambiato nulla, sapete? Questa affermazione è tornata nel tempo, a me, a molti amici disabili.

Ma quale persona, quale storia d’amore non è impegnativa? Chi può prevedere nel tempo? Perchè esiste la paura di amare una persona sulla carrozzella, o cieca, o sorda?

Siamo davvero così terribili da essere cancellati dalle emozioni di coppia? Dall’affetto/pulsione relazionale/sessuale?impegnativa


ANCHE QUANDO LA PERSONA CHE CI HA AMATO NON C’È PIÙ 

“Essere stati amati profondamente ci protegge per sempre, anche quando la persona che ci ha amato non c’è più. È  una cosa che ti resta dentro, nella pelle…❤” 

J.k. Rowling


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: