Archivi categoria: Amore

ANCHE QUANDO LA PERSONA CHE CI HA AMATO NON C’È PIÙ 

“Essere stati amati profondamente ci protegge per sempre, anche quando la persona che ci ha amato non c’è più. È  una cosa che ti resta dentro, nella pelle…❤” 

J.k. Rowling


MATERNITY BLUES, IL BLUES DELLA MATERNITA’

Educare, dal latino “e-ducere”, tirare fuori, condurre. Non è semplice tirare fuori il meglio di una persona. Condurre/aiutare un figlio a sviluppare le sue potenzialità e a diventare indipendente vuol dire adoperarsi per far emergere la sua personalità, il suo meglio. Fondamentale ricordare che non deve essere mai per il nostro ^_= Ma, come? Impariamo da questa simpatica filastrocca.

C’era una mamma, una madre madrona,

la mano a saetta, la voce che tuona.
Più che un bambino voleva un soldato
Ma poi crebbe un hippie tutto arruffato.

C’era una mamma, un po’ mamma e un po’ chioccia,
di libertà ne lasciava una goccia,
le nacque una bimba paracadutista
adesso è una stuntman professionista.

C’era una mamma vegana e pittrice,
viveva di tofu col figlio, felice.
“quanti bei posti dipingerai?”
Ma invece il suo Adolfo guidò il Terzo Reich.

Filastrocca del figlio perfetto
Scolpito, pensato come un angioletto
Tu lo volevi un po’ simile a te
e invece “sorpresa!” decide da sé.

C’era una mamma, femminista di razza,
mutande bruciate e tette giù in piazza,
ma ebbe una figlia, un clone di barbie
che va da Intimissimi e spende i miliardi.

C’era una mamma ingessata e ingegnera
sinapsi a quadretti, compita ed austera,
ma il figlio non legge ogni giorno i listini
compila gli oroscopi, descrive destini.

C’era una mamma Bocca di Rosa,
si dice puttana, io dico sciantosa,
il figlio giurò per la castità,
un frate trappista, in povertà.

C’era una mamma, una santa, una suora,
conosce l’amore, ma il piacere lo ignora,
crebbe un bambino, un chierichetto,
fa il pornoattore, un artista del letto.

Filastrocca del figlio perfetto
Scolpito, pensato come un angioletto
Tu lo volevi un po’ simile a te
e invece “sorpresa!” decide da sé.

Filastrocca della mamma imperfetta.
La mamma perfetta un figlio lo accetta.

Enrica Tesio
Maternity blues ovvero il blues della maternità.


PAOLO MARI: SABBIA, UNA CANZONE PER CHI COMBATTE CONTRO LA MALATTIA

“Sabbia”, di Paolo Mari, una canzone dedicata a tutte le donne e gli uomini che ogni giorno combattono contro la malattia.

Il testo della canzone, “Sabbia” è stato ispirato dalle poesie e dalle lettere scritte da Patrizia Paoni durante la sua malattia, parole raccolte dal suo compagno, Bruno Solimeno, nel libro “Un sogno: il nostro amore bellissimo”.
Paolo Mari ha scritto e arrangiato la musica, ha suonato e registrato la chitarra, le percussioni e ha adattato il testo per la canzone. La voce è di Giulia Solimeno, la tromba di Giulio Mari. L’audio è stato mixato da Matteo Breschi,  il video è stato realizzato da Dalia Mari. Alla scrittura della canzone ha partecipato Laura Gosi.
Una canzone meravigliosa che vi invito ad ascoltare, una canzone che dedico anche io a me stessa e della quale ringrazio Paolo per avermela fatta ascoltare.

L.R.


SEI UNA NOTTE DI STELLE CHE STUZZICA IL CUORE   

E il mio cuore mi sussurra parole di coraggio e speranza. Ti amo amore mai avuto. Ti amo sogno mai esaudito. Sei la terra che mai canminero’? O il cuscino che attende i miei sogni? Sei Amore…. Non deludermi ancora.  

SUD AMERICA

Sei una notte di stelle 
che stuzzica il cuore. 

Immagine languida

sognata 

inventata. 


Una notte che ben conosce

il giorno passato 

che prepara il cuscino

per quello sperato.


Una notte che invoca

il profumo di mare

e col suo lieve tepore 

è ruffiana d’amore.


Lorella Ronconi  (Sirena Guerriglia) 


IF « AND – WHICH IS MORE- YOU’LL BE A MAN, MY SON!»

Are losing theirs and blaming it on you;
If you can trust yourself when all men doubt you,
But make allowance for their doubting too:
If you can wait and not be tired by waiting,
Or being lied about, don’t deal in lies,
Or being hated, don’t give way to hating,
And yet don’t look too good, nor talk too wise;

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If you can dream—and not make dreams your master;
If you can think—and not make thoughts your aim,
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same:
If you can bear to hear the truth you’ve spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build ‘em up with worn-out tools;

If you can make one heap of all your winnings
And risk it on one turn of pitch-and-toss,
And lose, and start again at your beginnings
And never breathe a word about your loss:
If you can force your heart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on when there is nothing in you
Except the Will which says to them: “Hold on!”

If you can talk with crowds and keep your virtue,
Or walk with Kings—nor lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you,
If all men count with you, but none too much:
If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds’ worth of distance run,
Yours is the Earth and everything that’s in it,
And—which is more—you’ll be a Man, my son!

 » (Rudyard Kipling, If)

 If – Ascolta l’audio qui

Reading of the poem If-, by Rudyard Kipling – 1895

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Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

 » (Rudyard Kipling, Se)

– {{Information |Description=Reading of the poem If-, by Rudyard Kliping |Source=Own work by uploader |Date=Feb 9, 2009 |Author=Luis.imperator |Permission=public domain |other_versions= }} [[Category:Rudyard Klipin –

 

 

 


MANEGGIARE CON CURA, L’ABBRACCIANTE CREATURA 

FRAGILE  

Leggera delicatezza

spezzante limitatezza

dell’umana caducità:

Fragilità.

Povero, solo, essere,

che hai e non sei:

maneggiare con cura…

l’abbracciante creatura…

mareggiata dell’amore.

 

Maneggiare con cura

il fragile di me

che forse

vi appartiene.

L. R. “Sirena Guerriglia” www.lorellaronconi.it

 

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MADRE NATURA NON SMETTE MAI DI SPERARE

Nella grande serra di babbo Elio, Mamma Diamantino ha covato con passione, nonostante il freddo, e proprio nei giorni più freddi è nato Cippo, non è bellissimo? Madre Natura non smette mai di sperare.

Dobbiamo imparare da lei se vogliamo andare avanti. Guardare a lei per capire come amare e proteggere la Vita, come farci portatori di vita,  di cura, di rispetto e vera educazione,  per noi stessi, prima di tutto e per gli altri. Il nostro buon futuro dipende dal nostro amore per Madre Natura e da ciò che abbiamo appreso da lei.

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