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BASEBALL E INTEGRAZIONE, 500 BAMBINI COLORANO LO STADIO A GROSSETO

La carica dei 500 colora lo stadio di baseball di Grosseto Torneo 4 Basi, festa grande con i bimbi targata Bsc Grosseto 1952

From ilgiunco.net: “Allo Jannella una vera festa del baseball giovanile che ha visto la partecipazione di 500 ragazzi delle scuole elementari accompagnati dai loro insegnanti Baseball Bsc festa allo Jannellae dai familiari. Il prato è stato trasformato in un tripudio di colori da tutti questi ragazzi entusiasti , suddivisi in 39 squadre in rappresentanza delle relative classi di cinque scuole elementari del di Grosseto (via Anco Marzio, via Einaudi , viale Giotto, via Montebianco e Roselle).

 

“Un ringraziamento particolare – scrive la società – ad Olga Ciaramella, rappresentante dell’amministrazione provinciale di Grosseto in qualità di delegato al sociale alle politiche giovanili e sport, che ha aperto la manifestazione, portando il saluto del sindaco Vivarelli Colonna. La manifestazione si è potuta svolgere grazie alla disponibilità dei dirigenti scolastici, del corpo insegnante e del Provveditorato di Grosseto che ringraziamo per aver dato l’opportunità a questi ragazzi di giocare allo Jannella, gentilmente concesso dalla società Jolly Roger Grosseto. Nella mattinata hanno dato contributo con la loro presenza, della quale siamo onorati – prosegue il Bsc – Alessandro Cappuccini , in rappresentanza della Fibs, Silvia Maraffon, per il  comitato regionale Toscano Fibs, Vladimiro Capecchi, per il comitato provinciale Fibs, Daniele Giannini, delegato provinciale del Coni, Cinzia Machetti, dirigente scolastico ed ex consigliere federale, Stefano Pannini, come rappresentante dell’assessorato allo Sport del Comune di Grosseto. Un ringraziamento particolare a Lorella Ronconi supertifosa del baseball e da sempre amica dei nostri tecnici “.


IL BASEBALL? NEL SUO STADIO, TRA TIFOSI E GIOCATORI, HO IMPARATO LA VERA INTEGRAZIONE

“Negli spalti, tra i tifosi di baseball, per i tifosi, per i giocatori, per i manager, ero Lorella e basta. Non c’erano offese al mio corpo ma solo tifo, abbracci e generosità: il baseball anno dopo anno, mi ha insegnato a non vergognarmi e mi ha seguito, sempre, permettendomi di essere me stessa, donna intera.”

Il “Grazie al baseball e al softball” di Lorella Ronconi

Tratto dal sito della Federazione Italiana Baseball e Softball

Nata nel 1962 a Grosseto, dal 1991 vive in carrozzella. Ma non ha rinunciato a una vita attiva e dal 2006 è Cavaliere della Repubblica. La sua lettera ci commuove e ci rende orgogliosi di far parte di questo mondo

 

Lorella Ronconi è nata a Grosseto nel 1962. E’ affetta da una gravissima malattia genetica ossea: la pseudoacondroplasia poliepifisaria. Dal 1991, dopo un’ischemia midollare, vive parte della sua giornata a letto, parte in carrozzella. Ma ha una vita comunque molto attiva e dal 2006 è Cavaliere della Repubblica. Ci ha indirizzato questa bellissima lettera, che volentieri pubblichiamo.

collage_baseballLEGGI LA BIOGRAFIA di LORELLA

“A distanza di tanti anni, ora che sono grande, diciamo, comunque più coraggiosa e forte, vorrei dire olanciare il mio GRAZIE al baseball e al softball, per tutto quello che mi hanno permesso di essere. Sono una donna di 53anni, affetta da una rara e gravissima malattia progressiva alle ossa che mi costringe a passare gran parte della mia giornata a letto con poche ore d’ariavissute in carrozzella. Ormai non posso più viaggiare né utilizzare mezzi di trasporto, a causa di 2 barre nella colonna vertebrale e uno scatafascio di ossa rotte che si infiammano con molta facilità.
Non viaggio più, ma ho una vita movimentata grazie alla mia voglia di comunicare, grazie a internet e ai miei molteplici impegni: sono tra i membri fondatori di una associazione Onlus (Fondazione il Sole) che si occupa del dopo di noi per le persone diversamente abili, sono stata Commissario della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Grosseto, blogger,content manager e lavoro allo sportello info-handicap dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Comune di Grosseto. In un certo senso, però, continuo a viaggiare e lo faccio attraverso le poesie che scrivo, nelle quali raccolgo emozioni belle di vita, per dare emozioni belle di vita, in un mondo in cui esse sembrano inutili. Perché senza le emozioni belle, l’essere umano perde la sua umanità.

Tutta la mia esistenza è stata legata alla sofferenza, alla disabilità, all’ignoranza umana che spesso mi ha fatto sentire trasparente, se non inutile. Ho avuto però la fortuna di conoscere un mondo diverso, oltre a a quello condiviso con la mia famiglia e gli amici, un mondo in cui crescere senza discriminazionioffese, un grande mondo: lo stadio di baseball.
Il baseball mi fece innamorare nell’adolescenza, quando fui per caso invitata da un’amica ad assistere a una partita. A quei tempi camminavo ancora un pochino, ma essendo piccola e già in difficoltà con le ossa, mi muovevo con una minuscola biciclettina rosa. Ero emozionata e vergognosa di andare allo stadio e salire sulle gradinate portandomi dietro la biciclettina, quel primo giorno, non conoscendo per nulla quello sport. Fu un amore immediato, un coup de foudre: i giocatori visti dall’alto sembravano piccoli soldatini,principi che andavano a conquistare il castello e correndo segnavano il punto con grande gioia e calore dei tifosi. Una scacchiera strana, quel pentagono storto, ma un piacere per gli occhi stare a guardare il bel verde brillante che circondava la terra rossa. L’odore di erba tagliata era come una carezza per i miei sensi. Il rumore del guantone quando riceveva il lancio mi faceva da richiamo, come lo stesso rumore della mazza quando toccava la pallina. E sì, questi erano i rumori più belli e furono i suoni di vita, i miei suoni vitali per ogni mia stagione che cominciava: l’arrivo della primavera e del caldo placava i dolori alle mie ossa e i primi rumori del baseball in allenamento mi ricordavano che presto sarei entrata dentro lo stadio a seguire le partite, e sarei stata normale. Normale, che grande parola! Ora è una parola ovvia per me, ma l’ho imparata tra le tribune: lì ogni volta non ero la Lorellina piccina (sono alta un metro e venti), poverina, guarda come è concia, ma ero una tifosa, una come tanti, una persona intera; normale, appunto. Tra gli spalti, tra i tifosi di baseball, per i tifosi, per i giocatori, per i manager, ero Lorella e basta. Non c’erano offese al mio corpo ma solo tifo, abbracci e generosità: il baseball anno dopo anno, mi ha insegnato a non vergognarmi e mi ha seguito, sempre, permettendomi di essere me stessa, donna intera.

Nel dicembre 2014, alla presentazione della ristampa del mio primo libro di poesie, sono stati mieitestimonial dei grandi amici che rappresentano la mia vita: l’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta, il critico cinematografico e letterario Fabio Canessa e il grande lanciatore del mio amato sport Roberto Cabalisti. Questo a dimostrare e ufficialmente a dire a tutti che è merito di un grande sport, dei suoi tifosi ma anche dei suoi giocatori, che Lorella Ronconi è arrivata ad essere quello che è. Quel giorno emozionante, davanti ad una platea di intellettuali, parenti, amici, c’erano anche i volti di molti grandi: Vic Luciani, Lucio Tirri, Beppe Massellucci… A proposito di Beppe Massellucci, il mitico #44, vorrei aprire una parentesi anche sull’etica che questo sport trasmette a chi lo gioca: forse è un caso, non so, ma quanti sanno che la mia vita, soprattutto dopo la grande operazione alla colonna vertebrale, è stata coloratadall’affetto silenzioso di tanti giocatori di baseball? Molti altri giocatori sono rimasti in contatto con diverse persone diversamente abili, nonostante gli anni passati. Per discrezione non faccio i nomi, ma posso parlare di coloro che mi hanno regalato cure di affetto e sostegno nei vari momenti della mia vita, in umiltà e senza scalpori mediatici. Beppe Massellucci (adesso lo posso dire) mi donò la divisa, il famoso #44 con il quale vinse lo scudetto a Rimini. Scelse me e mi trasformò in Regina, un dono e un ricordo che ancora mi fanno emozionare. Mi fermò un giorno e mi disse che avrebbe avuto piacere di regalare la sua divisa a me, poiché da sempre mi aveva vista presente alle partite con la mia biciclettina per ore ed ore senza mai abbandonare lo stadio, e che avrebbe voluto lasciare lo sport agonistico sapendo che la sua divisa l’avevo io. Quel gesto mi fece sentire la più famosa delle famose, alta un metro e novanta!

Sì, Giuseppe Massellucci mi aveva incoronata Regina dello stadio e io, comprendendo la suariservatezza, non l’ho mai raccontato prima di adesso: sapevo che era un gesto che non voleva essere spettacolarizzato o strumentalizzato.
Stefano Cappuccini, infermiere, in uno dei miei tanti ricoveri, un mattino di Natale mi fece trovare a sorpresa accanto al letto la sua mazza da baseball firmata. Fu il regalo dei regali, tra flebo e dolori capii che il baseball era sempre accanto a me….non mi avrebbe mai lasciata.
Roberto Cabalisti, che da molto tempo mi affianca aiutandomi, rincuorandomi, incoraggiandomi, facendomi compagnia con le sue telefonate.
Beppe Carelli, che mi aiuta a distanza, con la sua grande capacità informatica, sempre pronto a rispondere ai miei problemi telematici.
Francesco Casolari, Lucio Tirri, Vic Luciani, Claudio Sabatini, Gabriele Ermini…tanti sono i nomi di giocatori e tecnici che continuano a sostenermi nella vita. Sì, qualcuno dice che il baseball rende eterni bambini…. forse, ma anche grandi persone di cuore e coraggio, perché non ne fanno uso mediatico, ma solo cura e passione. Questo gioco ha incontrato la mia vita, col baseball ho avuto la fortuna di trovare uno spazio nel quale la mia esistenza era completamente considerata nella suainterezza. Ancora oggi mi sento a casa in quel luogo dove l’erba è tagliata di fresco, la terra rossa e il pentagono sono un tutt’uno con i suoi Cavalieri.

Grazie al baseball italiano, grazie al baseball, grazie ancora a quei tifosi che mi hanno incoraggiata, a tutti quei giocatori che mi hanno donato sorrisi e ancora silenziosamente mi stanno vicino con tanto rispetto. Il baseball, una grande filosofia di vita, un grande sport in cui esistere, che tutti noi appassionati possiamo adoperarci per non cancellarlo dalla storia e farlo fiorire ancora di più nel futuro, per le future vite.  Lorella Ronconi”    

Da F.I.B.S: http://www.fibs.it/it/news/nazionali-baseball/38344-il-grazie-al-baseball-e-al-softball-di-lorella-ronconi.html


GUARDAMI NEGLI OCCHI, PLEASE!

POSIZIONATE LO SGUARDO NEI MIEI OCCHI INVECE CHE SULLA CARROZZELLA

IO SONO PERSONA, PERSONA DIFFERENTE, DIVERSA DA CHIUNQUE ALTRO, COME CHIUNQUE ALTRO.
QUANDO COMINCEREMO AD INQUADRARE LA PERSONA E RICALCOLARE I PARAMETRI POPULISTICI DEI TARGET IN MERITO?

Sono una persona diversamente abile dalla nascita, da oltre venti anni lavoro e mi impegno per il superamento delle barriere architettoniche e culturali, per i diritti delle persone disabili, per migliorare la qualità della vita.
Questi scatti regalati e montati da una amica, Maria Vittoria, abile fotografa, per dimostrare che la disabilità NON E’ SOLO TRISTEZZA, ASESSUALITA’, BRUTTEZZA, PIETA’ o roba simile, come stereotipo vuole.
La disabilità è DIVERSITA’, CIOE’ DIFFERENZA!
Nella differenza si può anche puntare l’obiettivo anche sulla bellezza!
I media puntano spesso il dito sulla “parte differente”, quella “brutta”… strumentalizzando una difficoltà, provocando sensi di colpa, aumentando la lontananza tra le persone “normali” da quelle “non normali”.
IO SONO PERSONA. PERSONA DIFFERENTE…DIVERSA DA CHIUNQUE ALTRO.
Sono Lorella e desidero che si COMINCI AD INQUADRARE LA BELLEZZA, ciò che ho di “uguale” con gli esseri umani della terra.
Credo che ogni persona debba impegnarsi, attraverso le proprie specificità, i propri doni, nel miglioramento della qualità del mondo intero.
Vivere per migliorare, l’ambiente, per aiutare le persone… salvaguardare i loro diritti, non può (nè deve) essere solo prerogativa di chi ha il problema, o solo di chi è stato eletto a ciò.
Ognuno con il suo operato, pacifico e civile, deve sentirsi chiamato ad essere fattivo!
Credo nella goccia del mare… nella luce di una candela che, se unita ad altre deboli infinità…possa riuscire ad accendere tutte le notti buie, delle anime sofferenti, del mondo.
Lorella Ronconi

Foto e video di Maria Vittoria Peccatori


GIOIA INFINITA! PUBBLICATA DAL CORRIERE DELLO SPORT LA MIA STORIA CON IL BASEBALL SCRITTA PER F.I.B.S.

Con grande sorpresa, dopo la pubblicazione sul sito FIBS, è stato riportato in altre riviste tecniche ed anche dal Corriere dello Sport: wow!

Mesi fa presa da improvvisa determinazione e gratitudine verso il baseball italiano, telefonai al Presidente nazionale della Federazione Italiana Baseball e Softball, Riccardo Fraccari per dire “grazie” ad uno sport che amo tantissimo.

Mi emozionai e mi si incrino’ la voce durante la chiacchierata generosa offertami dal Presidente e, giunti ai saluti, mi chiese di scriverla e raccontare la mia particolare “storia con il baseball”, la mia testimonianza di vita con uno sport che mi ha accettata come tifosa e mai discriminata, uno sport poco conosciuto in Italia, ma assai “avanti” per quello che riguarda l’integrazione sociale.

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La lettera di Lorella Ronconi, affetta da una gravissima malattia genetica ossea

ROMA – Lorella Ronconi è nata a Grosseto nel 1962. E’ affetta da una gravissima malattia genetica ossea: la pseudoacondroplasia poliepifisaria. Dal 1991, dopo un’ischemia midollare, vive parte della sua giornata a letto, parte in carrozzella. Ma ha una vita comunque molto attiva e dal 2006 è Cavaliere della Repubblica. Ecco la sua bellissima lettera indirizzata alla Federazione Italiana Baseball Softball, che abbiamo pubblicato sul sito:
 
 
“A distanza di tanti anni, ora che sono grande, diciamo, comunque più coraggiosa e forte, vorrei dire o meglio lanciare il mio GRAZIE al baseball e al softball, per tutto quello che mi hanno permesso di essere. Sono una donna di 53 anni, affetta da una rara e gravissima malattia progressiva alle ossa che mi costringe a passare gran parte della mia giornata a letto con poche ore d’aria vissute in carrozzella. Ormai non posso più viaggiare né utilizzare mezzi di trasporto, a causa di 2 barre nella colonna vertebrale e uno scatafascio di ossa rotte che si infiammano con molta facilità. 
Non viaggio più, ma ho una vita movimentata grazie alla mia voglia di comunicare, grazie a internet e ai miei molteplici impegni: sono tra i membri fondatori di una associazione Onlus (Fondazione il Sole) che si occupa del dopo di noi per le persone diversamente abili, sono stata Commissario della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Grosseto, blogger, content manager e lavoro allo sportello info-handicap dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Comune di Grosseto. In un certo senso, però, continuo a viaggiare e lo faccio attraverso le poesie che scrivo, nelle quali raccolgo emozioni belle di vita, per dare emozioni belle di vita, in un mondo in cui esse sembrano inutili. Perché senza le emozioni belle, l’essere umano perde la sua umanità.
 
Tutta la mia esistenza è stata legata alla sofferenza, alla disabilità, all’ignoranza umana che spesso mi ha fatto sentire trasparente, se non inutile. Ho avuto però la fortuna di conoscere un mondo diverso, oltre a a quello condiviso con la mia famiglia e gli amici, un mondo in cui crescere senza discriminazioni e offese, un grande mondo: lo stadio di baseball. 
Il baseball mi fece innamorare nell’adolescenza, quando fui per caso invitata da un’amica ad assistere a una partita. A quei tempi camminavo ancora un pochino, ma essendo piccola e già in difficoltà con le ossa, mi muovevo con una minuscola biciclettina rosa. Ero emozionata e vergognosa di andare allo stadio e salire sulle gradinate portandomi dietro la biciclettina, quel primo giorno, non conoscendo per nulla quello sport. Fu un amore immediato, un coup de foudre: i giocatori visti dall’alto sembravano piccoli soldatini, principi che andavano a conquistare il castello e correndo segnavano il punto con grande gioia e calore dei tifosi. Una scacchiera strana, quel pentagono storto, ma un piacere per gli occhi stare a guardare il bel verde brillante che circondava la terra rossa. L’odore di erba tagliata era come una carezza per i miei sensi. Il rumore del guantone quando riceveva il lancio mi faceva da richiamo, come lo stesso rumore della mazza quando toccava la pallina. E sì, questi erano i rumori più belli e furono i suoni di vita, i miei suoni vitali per ogni mia stagione che cominciava: l’arrivo della primavera e del caldo placava i dolori alle mie ossa e i primi rumori del baseball in allenamento mi ricordavano che presto sarei entrata dentro lo stadio a seguire le partite, e sarei stata normale. Normale, che grande parola! Ora è una parola ovvia per me, ma l’ho imparata tra le tribune: lì ogni volta non ero la Lorellina piccina (sono alta un metro e venti), poverina, guarda come è concia, ma ero una tifosa, una come tanti, una persona intera; normale, appunto. Tra gli spalti, tra i tifosi di baseball, per i tifosi, per i giocatori, per i manager, ero Lorella e basta. Non c’erano offese al mio corpo ma solo tifo, abbracci e generosità: il baseball anno dopo anno, mi ha insegnato a non vergognarmi e mi ha seguito, sempre, permettendomi di essere me stessa, donna intera.
 
Nel dicembre 2014, alla presentazione della ristampa del mio primo libro di poesie, sono stati miei testimonial dei grandi amici che rappresentano la mia vita: l’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta, il critico cinematografico e letterario Fabio Canessa e il grande lanciatore del mio amato sport Roberto Cabalisti. Questo a dimostrare e ufficialmente a dire a tutti che è merito di un grande sport, dei suoi tifosi ma anche dei suoi giocatori, che Lorella Ronconi è arrivata ad essere quello che è. Quel giorno emozionante, davanti ad una platea di intellettuali, parenti, amici, c’erano anche i volti di molti grandi: Vic Luciani, Lucio Tirri, Beppe Massellucci… A proposito di Beppe Massellucci, il mitico #44, vorrei aprire una parentesi anche sull’etica che questo sport trasmette a chi lo gioca: forse è un caso, non so, ma quanti sanno che la mia vita, soprattutto dopo la grande operazione alla colonna vertebrale, è stata colorata dall’affetto silenzioso di tanti giocatori di baseball? Molti altri giocatori sono rimasti in contatto con diverse persone diversamente abili, nonostante gli anni passati. Per discrezione non faccio i nomi, ma posso parlare di coloro che mi hanno regalato cure di affetto e sostegno nei vari momenti della mia vita, in umiltà e senza scalpori mediatici. Beppe Massellucci (adesso lo posso dire) mi donò la divisa, il famoso #44 con il quale vinse lo scudetto a Rimini. Scelse me e mi trasformò in Regina, un dono e un ricordo che ancora mi fanno emozionare. Mi fermò un giorno e mi disse che avrebbe avuto piacere di regalare la sua divisa a me, poiché da sempre mi aveva vista presente alle partite con la mia biciclettina per ore ed ore senza mai abbandonare lo stadio, e che avrebbe voluto lasciare lo sport agonistico sapendo che la sua divisa l’avevo io. Quel gesto mi fece sentire la più famosa delle famose, alta un metro e novanta! 
 
Sì, Giuseppe Massellucci mi aveva incoronata Regina dello stadio e io, comprendendo la sua riservatezza, non l’ho mai raccontato prima di adesso: sapevo che era un gesto che non voleva essere spettacolarizzato o strumentalizzato. 
Stefano Cappuccini, infermiere, in uno dei miei tanti ricoveri, un mattino di Natale mi fece trovare a sorpresa accanto al letto la sua mazza da baseball firmata. Fu il regalo dei regali, tra flebo e dolori capii che il baseball era sempre accanto a me….non mi avrebbe mai lasciata. 
Roberto Cabalisti, che da molto tempo mi affianca aiutandomi, rincuorandomi, incoraggiandomi, facendomi compagnia con le sue telefonate. 
Beppe Carelli, che mi aiuta a distanza, con la sua grande capacità informatica, sempre pronto a rispondere ai miei problemi telematici. 
Francesco Casolari, Lucio Tirri, Vic Luciani, Claudio Sabatini, Ermini…tanti sono i nomi di giocatori e tecnici che continuano a sostenermi nella vita., Sì, qualcuno dice che il baseball rende eterni bambini…. forse, ma anche grandi persone di cuore e coraggio, perché non ne fanno uso mediatico, ma solo cura e passione. Questo gioco ha incontrato la mia vita, col baseball ho avuto la fortuna di trovare uno spazio nel quale la mia esistenza era completamente considerata nella sua interezza. Ancora oggi mi sento a casa in quel luogo dove l’erba è tagliata di fresco, la terra rossa e il pentagono sono un tutt’uno con i suoi Cavalieri.
 
Grazie al baseball italiano, grazie al baseball, grazie ancora a quei tifosi che mi hanno incoraggiata, a tutti quei giocatori che mi hanno donato sorrisi e ancora silenziosamente mi stanno vicino con tanto rispetto. Il baseball, una grande filosofia di vita, un grande sport in cui esistere, che tutti noi appassionati possiamo adoperarci per non cancellarlo dalla storia e farlo fiorire ancora di più nel futuro, per le future vite.”
 

POESIA & GIOIELLO, UN CONNUBIO DI PURE EMOZIONI DI AUTORE

Et voilà, una “sirena” in carrozzella  vicina ad un “marinaio” del battiecorri. Quasi un miracolo, poesie e baseball, qualcuno non riuscira’ ad immaginare quale sia il legame, eppure è solo… pura emozione.

La poesia che da’ e riceve dall’altro e, a sua volta dona. Tra il baseball e la poesie dei libri di Lorella Ronconi, Je roule e Sirena Guerriglia, un segno fatto a sua volta di emozionante poesia: l’anello di Roberto Cabalisti, un anello speciale, l’Italian Doughnut registrato da L.C.D.B. creato da specialisti orafi vicentini.

Un anello di congiunzione che contiene in se’ emozioni, come poesie, un gioiello che, assieme ai libri, lancia le sue emozioni da un video, che li presenta. 

Je Roule, Sirena Guerriglia, Italian Doughnut ® L.C.D.B. insieme, “la Fine” è solo un Preludio per l’Inizio, l’Infinito che accoglie e sostiene.

Lorella Ronconi


LA VITA E I SOGNI SONO FOGLI DI UNO STESSO LIBRO

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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.”
Arthur Schopenhauer

Scritto con WordPress per Android da © Lorella Ronconi


INCREDIBILMENTE ASSIEME! LORELLA, SIRENA GUERRIGLIA, ROBY IL “BATTIECORRI”, CLAUDIO, LE #CASACCHE E L’ANELLO: MAI SMETTERE DI SOGNARE

10920109_906477499364794_8312392835942252686_oFoto da: Casacche che Passione

Lorella e le sue splendide poesie, Roberto Cabalisti il battiecorri,

l’anello Italian Doughnut # 28,

Claudio e la sua follia per le casacche….. anche questo è Baseball!

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Qualcuno avrebbe mai immaginato che una “Sirena Guerriglia” potesse essere vicina ad un “marinaio” del battiecorri? Poesie e Baseball, qualcuno non riuscira’ ad immaginare quale sia il legame, eppure è solo… pura emozione. La poesia che ognuno da e riceve dall’altro e dona. Tra il baseball e la poesia un altro segno: l’anello, un anello speciale, l’Italian Doughnut che unisce in modo che “la Fine” non sia il Preludio per l’Inizio, l’Infinito che ci accoglie e sostiene.

SIRENA GUERRIGLIA

 

 Sulla roccia

un’onda sboccia

languidante scivola

voluttuosa.

E’ lontano laggiù

l’orizzonte di terra.

Frenetici piedi guerrigli

correnti orologi sudati

indaffarati.

Sbadiglio l’umano che é in me

e guizza il pesce che sono.

 

 

Lorella Ronconi  – 2013 – (c) Sirena Guerriglia

 

 

 

 


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