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BASEBALL E INTEGRAZIONE, 500 BAMBINI COLORANO LO STADIO A GROSSETO

La carica dei 500 colora lo stadio di baseball di Grosseto Torneo 4 Basi, festa grande con i bimbi targata Bsc Grosseto 1952

From ilgiunco.net: “Allo Jannella una vera festa del baseball giovanile che ha visto la partecipazione di 500 ragazzi delle scuole elementari accompagnati dai loro insegnanti Baseball Bsc festa allo Jannellae dai familiari. Il prato è stato trasformato in un tripudio di colori da tutti questi ragazzi entusiasti , suddivisi in 39 squadre in rappresentanza delle relative classi di cinque scuole elementari del di Grosseto (via Anco Marzio, via Einaudi , viale Giotto, via Montebianco e Roselle).

 

“Un ringraziamento particolare – scrive la società – ad Olga Ciaramella, rappresentante dell’amministrazione provinciale di Grosseto in qualità di delegato al sociale alle politiche giovanili e sport, che ha aperto la manifestazione, portando il saluto del sindaco Vivarelli Colonna. La manifestazione si è potuta svolgere grazie alla disponibilità dei dirigenti scolastici, del corpo insegnante e del Provveditorato di Grosseto che ringraziamo per aver dato l’opportunità a questi ragazzi di giocare allo Jannella, gentilmente concesso dalla società Jolly Roger Grosseto. Nella mattinata hanno dato contributo con la loro presenza, della quale siamo onorati – prosegue il Bsc – Alessandro Cappuccini , in rappresentanza della Fibs, Silvia Maraffon, per il  comitato regionale Toscano Fibs, Vladimiro Capecchi, per il comitato provinciale Fibs, Daniele Giannini, delegato provinciale del Coni, Cinzia Machetti, dirigente scolastico ed ex consigliere federale, Stefano Pannini, come rappresentante dell’assessorato allo Sport del Comune di Grosseto. Un ringraziamento particolare a Lorella Ronconi supertifosa del baseball e da sempre amica dei nostri tecnici “.


IL BASEBALL? NEL SUO STADIO, TRA TIFOSI E GIOCATORI, HO IMPARATO LA VERA INTEGRAZIONE

“Negli spalti, tra i tifosi di baseball, per i tifosi, per i giocatori, per i manager, ero Lorella e basta. Non c’erano offese al mio corpo ma solo tifo, abbracci e generosità: il baseball anno dopo anno, mi ha insegnato a non vergognarmi e mi ha seguito, sempre, permettendomi di essere me stessa, donna intera.”

Il “Grazie al baseball e al softball” di Lorella Ronconi

Tratto dal sito della Federazione Italiana Baseball e Softball

Nata nel 1962 a Grosseto, dal 1991 vive in carrozzella. Ma non ha rinunciato a una vita attiva e dal 2006 è Cavaliere della Repubblica. La sua lettera ci commuove e ci rende orgogliosi di far parte di questo mondo

 

Lorella Ronconi è nata a Grosseto nel 1962. E’ affetta da una gravissima malattia genetica ossea: la pseudoacondroplasia poliepifisaria. Dal 1991, dopo un’ischemia midollare, vive parte della sua giornata a letto, parte in carrozzella. Ma ha una vita comunque molto attiva e dal 2006 è Cavaliere della Repubblica. Ci ha indirizzato questa bellissima lettera, che volentieri pubblichiamo.

collage_baseballLEGGI LA BIOGRAFIA di LORELLA

“A distanza di tanti anni, ora che sono grande, diciamo, comunque più coraggiosa e forte, vorrei dire olanciare il mio GRAZIE al baseball e al softball, per tutto quello che mi hanno permesso di essere. Sono una donna di 53anni, affetta da una rara e gravissima malattia progressiva alle ossa che mi costringe a passare gran parte della mia giornata a letto con poche ore d’ariavissute in carrozzella. Ormai non posso più viaggiare né utilizzare mezzi di trasporto, a causa di 2 barre nella colonna vertebrale e uno scatafascio di ossa rotte che si infiammano con molta facilità.
Non viaggio più, ma ho una vita movimentata grazie alla mia voglia di comunicare, grazie a internet e ai miei molteplici impegni: sono tra i membri fondatori di una associazione Onlus (Fondazione il Sole) che si occupa del dopo di noi per le persone diversamente abili, sono stata Commissario della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Grosseto, blogger,content manager e lavoro allo sportello info-handicap dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Comune di Grosseto. In un certo senso, però, continuo a viaggiare e lo faccio attraverso le poesie che scrivo, nelle quali raccolgo emozioni belle di vita, per dare emozioni belle di vita, in un mondo in cui esse sembrano inutili. Perché senza le emozioni belle, l’essere umano perde la sua umanità.

Tutta la mia esistenza è stata legata alla sofferenza, alla disabilità, all’ignoranza umana che spesso mi ha fatto sentire trasparente, se non inutile. Ho avuto però la fortuna di conoscere un mondo diverso, oltre a a quello condiviso con la mia famiglia e gli amici, un mondo in cui crescere senza discriminazionioffese, un grande mondo: lo stadio di baseball.
Il baseball mi fece innamorare nell’adolescenza, quando fui per caso invitata da un’amica ad assistere a una partita. A quei tempi camminavo ancora un pochino, ma essendo piccola e già in difficoltà con le ossa, mi muovevo con una minuscola biciclettina rosa. Ero emozionata e vergognosa di andare allo stadio e salire sulle gradinate portandomi dietro la biciclettina, quel primo giorno, non conoscendo per nulla quello sport. Fu un amore immediato, un coup de foudre: i giocatori visti dall’alto sembravano piccoli soldatini,principi che andavano a conquistare il castello e correndo segnavano il punto con grande gioia e calore dei tifosi. Una scacchiera strana, quel pentagono storto, ma un piacere per gli occhi stare a guardare il bel verde brillante che circondava la terra rossa. L’odore di erba tagliata era come una carezza per i miei sensi. Il rumore del guantone quando riceveva il lancio mi faceva da richiamo, come lo stesso rumore della mazza quando toccava la pallina. E sì, questi erano i rumori più belli e furono i suoni di vita, i miei suoni vitali per ogni mia stagione che cominciava: l’arrivo della primavera e del caldo placava i dolori alle mie ossa e i primi rumori del baseball in allenamento mi ricordavano che presto sarei entrata dentro lo stadio a seguire le partite, e sarei stata normale. Normale, che grande parola! Ora è una parola ovvia per me, ma l’ho imparata tra le tribune: lì ogni volta non ero la Lorellina piccina (sono alta un metro e venti), poverina, guarda come è concia, ma ero una tifosa, una come tanti, una persona intera; normale, appunto. Tra gli spalti, tra i tifosi di baseball, per i tifosi, per i giocatori, per i manager, ero Lorella e basta. Non c’erano offese al mio corpo ma solo tifo, abbracci e generosità: il baseball anno dopo anno, mi ha insegnato a non vergognarmi e mi ha seguito, sempre, permettendomi di essere me stessa, donna intera.

Nel dicembre 2014, alla presentazione della ristampa del mio primo libro di poesie, sono stati mieitestimonial dei grandi amici che rappresentano la mia vita: l’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta, il critico cinematografico e letterario Fabio Canessa e il grande lanciatore del mio amato sport Roberto Cabalisti. Questo a dimostrare e ufficialmente a dire a tutti che è merito di un grande sport, dei suoi tifosi ma anche dei suoi giocatori, che Lorella Ronconi è arrivata ad essere quello che è. Quel giorno emozionante, davanti ad una platea di intellettuali, parenti, amici, c’erano anche i volti di molti grandi: Vic Luciani, Lucio Tirri, Beppe Massellucci… A proposito di Beppe Massellucci, il mitico #44, vorrei aprire una parentesi anche sull’etica che questo sport trasmette a chi lo gioca: forse è un caso, non so, ma quanti sanno che la mia vita, soprattutto dopo la grande operazione alla colonna vertebrale, è stata coloratadall’affetto silenzioso di tanti giocatori di baseball? Molti altri giocatori sono rimasti in contatto con diverse persone diversamente abili, nonostante gli anni passati. Per discrezione non faccio i nomi, ma posso parlare di coloro che mi hanno regalato cure di affetto e sostegno nei vari momenti della mia vita, in umiltà e senza scalpori mediatici. Beppe Massellucci (adesso lo posso dire) mi donò la divisa, il famoso #44 con il quale vinse lo scudetto a Rimini. Scelse me e mi trasformò in Regina, un dono e un ricordo che ancora mi fanno emozionare. Mi fermò un giorno e mi disse che avrebbe avuto piacere di regalare la sua divisa a me, poiché da sempre mi aveva vista presente alle partite con la mia biciclettina per ore ed ore senza mai abbandonare lo stadio, e che avrebbe voluto lasciare lo sport agonistico sapendo che la sua divisa l’avevo io. Quel gesto mi fece sentire la più famosa delle famose, alta un metro e novanta!

Sì, Giuseppe Massellucci mi aveva incoronata Regina dello stadio e io, comprendendo la suariservatezza, non l’ho mai raccontato prima di adesso: sapevo che era un gesto che non voleva essere spettacolarizzato o strumentalizzato.
Stefano Cappuccini, infermiere, in uno dei miei tanti ricoveri, un mattino di Natale mi fece trovare a sorpresa accanto al letto la sua mazza da baseball firmata. Fu il regalo dei regali, tra flebo e dolori capii che il baseball era sempre accanto a me….non mi avrebbe mai lasciata.
Roberto Cabalisti, che da molto tempo mi affianca aiutandomi, rincuorandomi, incoraggiandomi, facendomi compagnia con le sue telefonate.
Beppe Carelli, che mi aiuta a distanza, con la sua grande capacità informatica, sempre pronto a rispondere ai miei problemi telematici.
Francesco Casolari, Lucio Tirri, Vic Luciani, Claudio Sabatini, Gabriele Ermini…tanti sono i nomi di giocatori e tecnici che continuano a sostenermi nella vita. Sì, qualcuno dice che il baseball rende eterni bambini…. forse, ma anche grandi persone di cuore e coraggio, perché non ne fanno uso mediatico, ma solo cura e passione. Questo gioco ha incontrato la mia vita, col baseball ho avuto la fortuna di trovare uno spazio nel quale la mia esistenza era completamente considerata nella suainterezza. Ancora oggi mi sento a casa in quel luogo dove l’erba è tagliata di fresco, la terra rossa e il pentagono sono un tutt’uno con i suoi Cavalieri.

Grazie al baseball italiano, grazie al baseball, grazie ancora a quei tifosi che mi hanno incoraggiata, a tutti quei giocatori che mi hanno donato sorrisi e ancora silenziosamente mi stanno vicino con tanto rispetto. Il baseball, una grande filosofia di vita, un grande sport in cui esistere, che tutti noi appassionati possiamo adoperarci per non cancellarlo dalla storia e farlo fiorire ancora di più nel futuro, per le future vite.  Lorella Ronconi”    

Da F.I.B.S: http://www.fibs.it/it/news/nazionali-baseball/38344-il-grazie-al-baseball-e-al-softball-di-lorella-ronconi.html


GUARDAMI NEGLI OCCHI, PLEASE!

POSIZIONATE LO SGUARDO NEI MIEI OCCHI INVECE CHE SULLA CARROZZELLA

IO SONO PERSONA, PERSONA DIFFERENTE, DIVERSA DA CHIUNQUE ALTRO, COME CHIUNQUE ALTRO.
QUANDO COMINCEREMO AD INQUADRARE LA PERSONA E RICALCOLARE I PARAMETRI POPULISTICI DEI TARGET IN MERITO?

Sono una persona diversamente abile dalla nascita, da oltre venti anni lavoro e mi impegno per il superamento delle barriere architettoniche e culturali, per i diritti delle persone disabili, per migliorare la qualità della vita.
Questi scatti regalati e montati da una amica, Maria Vittoria, abile fotografa, per dimostrare che la disabilità NON E’ SOLO TRISTEZZA, ASESSUALITA’, BRUTTEZZA, PIETA’ o roba simile, come stereotipo vuole.
La disabilità è DIVERSITA’, CIOE’ DIFFERENZA!
Nella differenza si può anche puntare l’obiettivo anche sulla bellezza!
I media puntano spesso il dito sulla “parte differente”, quella “brutta”… strumentalizzando una difficoltà, provocando sensi di colpa, aumentando la lontananza tra le persone “normali” da quelle “non normali”.
IO SONO PERSONA. PERSONA DIFFERENTE…DIVERSA DA CHIUNQUE ALTRO.
Sono Lorella e desidero che si COMINCI AD INQUADRARE LA BELLEZZA, ciò che ho di “uguale” con gli esseri umani della terra.
Credo che ogni persona debba impegnarsi, attraverso le proprie specificità, i propri doni, nel miglioramento della qualità del mondo intero.
Vivere per migliorare, l’ambiente, per aiutare le persone… salvaguardare i loro diritti, non può (nè deve) essere solo prerogativa di chi ha il problema, o solo di chi è stato eletto a ciò.
Ognuno con il suo operato, pacifico e civile, deve sentirsi chiamato ad essere fattivo!
Credo nella goccia del mare… nella luce di una candela che, se unita ad altre deboli infinità…possa riuscire ad accendere tutte le notti buie, delle anime sofferenti, del mondo.
Lorella Ronconi

Foto e video di Maria Vittoria Peccatori


GIOIA INFINITA! PUBBLICATA DAL CORRIERE DELLO SPORT LA MIA STORIA CON IL BASEBALL SCRITTA PER F.I.B.S.

Con grande sorpresa, dopo la pubblicazione sul sito FIBS, è stato riportato in altre riviste tecniche ed anche dal Corriere dello Sport: wow!

Mesi fa presa da improvvisa determinazione e gratitudine verso il baseball italiano, telefonai al Presidente nazionale della Federazione Italiana Baseball e Softball, Riccardo Fraccari per dire “grazie” ad uno sport che amo tantissimo.

Mi emozionai e mi si incrino’ la voce durante la chiacchierata generosa offertami dal Presidente e, giunti ai saluti, mi chiese di scriverla e raccontare la mia particolare “storia con il baseball”, la mia testimonianza di vita con uno sport che mi ha accettata come tifosa e mai discriminata, uno sport poco conosciuto in Italia, ma assai “avanti” per quello che riguarda l’integrazione sociale.

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La lettera di Lorella Ronconi, affetta da una gravissima malattia genetica ossea

ROMA – Lorella Ronconi è nata a Grosseto nel 1962. E’ affetta da una gravissima malattia genetica ossea: la pseudoacondroplasia poliepifisaria. Dal 1991, dopo un’ischemia midollare, vive parte della sua giornata a letto, parte in carrozzella. Ma ha una vita comunque molto attiva e dal 2006 è Cavaliere della Repubblica. Ecco la sua bellissima lettera indirizzata alla Federazione Italiana Baseball Softball, che abbiamo pubblicato sul sito:
 
 
“A distanza di tanti anni, ora che sono grande, diciamo, comunque più coraggiosa e forte, vorrei dire o meglio lanciare il mio GRAZIE al baseball e al softball, per tutto quello che mi hanno permesso di essere. Sono una donna di 53 anni, affetta da una rara e gravissima malattia progressiva alle ossa che mi costringe a passare gran parte della mia giornata a letto con poche ore d’aria vissute in carrozzella. Ormai non posso più viaggiare né utilizzare mezzi di trasporto, a causa di 2 barre nella colonna vertebrale e uno scatafascio di ossa rotte che si infiammano con molta facilità. 
Non viaggio più, ma ho una vita movimentata grazie alla mia voglia di comunicare, grazie a internet e ai miei molteplici impegni: sono tra i membri fondatori di una associazione Onlus (Fondazione il Sole) che si occupa del dopo di noi per le persone diversamente abili, sono stata Commissario della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Grosseto, blogger, content manager e lavoro allo sportello info-handicap dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Comune di Grosseto. In un certo senso, però, continuo a viaggiare e lo faccio attraverso le poesie che scrivo, nelle quali raccolgo emozioni belle di vita, per dare emozioni belle di vita, in un mondo in cui esse sembrano inutili. Perché senza le emozioni belle, l’essere umano perde la sua umanità.
 
Tutta la mia esistenza è stata legata alla sofferenza, alla disabilità, all’ignoranza umana che spesso mi ha fatto sentire trasparente, se non inutile. Ho avuto però la fortuna di conoscere un mondo diverso, oltre a a quello condiviso con la mia famiglia e gli amici, un mondo in cui crescere senza discriminazioni e offese, un grande mondo: lo stadio di baseball. 
Il baseball mi fece innamorare nell’adolescenza, quando fui per caso invitata da un’amica ad assistere a una partita. A quei tempi camminavo ancora un pochino, ma essendo piccola e già in difficoltà con le ossa, mi muovevo con una minuscola biciclettina rosa. Ero emozionata e vergognosa di andare allo stadio e salire sulle gradinate portandomi dietro la biciclettina, quel primo giorno, non conoscendo per nulla quello sport. Fu un amore immediato, un coup de foudre: i giocatori visti dall’alto sembravano piccoli soldatini, principi che andavano a conquistare il castello e correndo segnavano il punto con grande gioia e calore dei tifosi. Una scacchiera strana, quel pentagono storto, ma un piacere per gli occhi stare a guardare il bel verde brillante che circondava la terra rossa. L’odore di erba tagliata era come una carezza per i miei sensi. Il rumore del guantone quando riceveva il lancio mi faceva da richiamo, come lo stesso rumore della mazza quando toccava la pallina. E sì, questi erano i rumori più belli e furono i suoni di vita, i miei suoni vitali per ogni mia stagione che cominciava: l’arrivo della primavera e del caldo placava i dolori alle mie ossa e i primi rumori del baseball in allenamento mi ricordavano che presto sarei entrata dentro lo stadio a seguire le partite, e sarei stata normale. Normale, che grande parola! Ora è una parola ovvia per me, ma l’ho imparata tra le tribune: lì ogni volta non ero la Lorellina piccina (sono alta un metro e venti), poverina, guarda come è concia, ma ero una tifosa, una come tanti, una persona intera; normale, appunto. Tra gli spalti, tra i tifosi di baseball, per i tifosi, per i giocatori, per i manager, ero Lorella e basta. Non c’erano offese al mio corpo ma solo tifo, abbracci e generosità: il baseball anno dopo anno, mi ha insegnato a non vergognarmi e mi ha seguito, sempre, permettendomi di essere me stessa, donna intera.
 
Nel dicembre 2014, alla presentazione della ristampa del mio primo libro di poesie, sono stati miei testimonial dei grandi amici che rappresentano la mia vita: l’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta, il critico cinematografico e letterario Fabio Canessa e il grande lanciatore del mio amato sport Roberto Cabalisti. Questo a dimostrare e ufficialmente a dire a tutti che è merito di un grande sport, dei suoi tifosi ma anche dei suoi giocatori, che Lorella Ronconi è arrivata ad essere quello che è. Quel giorno emozionante, davanti ad una platea di intellettuali, parenti, amici, c’erano anche i volti di molti grandi: Vic Luciani, Lucio Tirri, Beppe Massellucci… A proposito di Beppe Massellucci, il mitico #44, vorrei aprire una parentesi anche sull’etica che questo sport trasmette a chi lo gioca: forse è un caso, non so, ma quanti sanno che la mia vita, soprattutto dopo la grande operazione alla colonna vertebrale, è stata colorata dall’affetto silenzioso di tanti giocatori di baseball? Molti altri giocatori sono rimasti in contatto con diverse persone diversamente abili, nonostante gli anni passati. Per discrezione non faccio i nomi, ma posso parlare di coloro che mi hanno regalato cure di affetto e sostegno nei vari momenti della mia vita, in umiltà e senza scalpori mediatici. Beppe Massellucci (adesso lo posso dire) mi donò la divisa, il famoso #44 con il quale vinse lo scudetto a Rimini. Scelse me e mi trasformò in Regina, un dono e un ricordo che ancora mi fanno emozionare. Mi fermò un giorno e mi disse che avrebbe avuto piacere di regalare la sua divisa a me, poiché da sempre mi aveva vista presente alle partite con la mia biciclettina per ore ed ore senza mai abbandonare lo stadio, e che avrebbe voluto lasciare lo sport agonistico sapendo che la sua divisa l’avevo io. Quel gesto mi fece sentire la più famosa delle famose, alta un metro e novanta! 
 
Sì, Giuseppe Massellucci mi aveva incoronata Regina dello stadio e io, comprendendo la sua riservatezza, non l’ho mai raccontato prima di adesso: sapevo che era un gesto che non voleva essere spettacolarizzato o strumentalizzato. 
Stefano Cappuccini, infermiere, in uno dei miei tanti ricoveri, un mattino di Natale mi fece trovare a sorpresa accanto al letto la sua mazza da baseball firmata. Fu il regalo dei regali, tra flebo e dolori capii che il baseball era sempre accanto a me….non mi avrebbe mai lasciata. 
Roberto Cabalisti, che da molto tempo mi affianca aiutandomi, rincuorandomi, incoraggiandomi, facendomi compagnia con le sue telefonate. 
Beppe Carelli, che mi aiuta a distanza, con la sua grande capacità informatica, sempre pronto a rispondere ai miei problemi telematici. 
Francesco Casolari, Lucio Tirri, Vic Luciani, Claudio Sabatini, Ermini…tanti sono i nomi di giocatori e tecnici che continuano a sostenermi nella vita., Sì, qualcuno dice che il baseball rende eterni bambini…. forse, ma anche grandi persone di cuore e coraggio, perché non ne fanno uso mediatico, ma solo cura e passione. Questo gioco ha incontrato la mia vita, col baseball ho avuto la fortuna di trovare uno spazio nel quale la mia esistenza era completamente considerata nella sua interezza. Ancora oggi mi sento a casa in quel luogo dove l’erba è tagliata di fresco, la terra rossa e il pentagono sono un tutt’uno con i suoi Cavalieri.
 
Grazie al baseball italiano, grazie al baseball, grazie ancora a quei tifosi che mi hanno incoraggiata, a tutti quei giocatori che mi hanno donato sorrisi e ancora silenziosamente mi stanno vicino con tanto rispetto. Il baseball, una grande filosofia di vita, un grande sport in cui esistere, che tutti noi appassionati possiamo adoperarci per non cancellarlo dalla storia e farlo fiorire ancora di più nel futuro, per le future vite.”
 

POESIA & GIOIELLO, UN CONNUBIO DI PURE EMOZIONI DI AUTORE

Et voilà, una “sirena” in carrozzella  vicina ad un “marinaio” del battiecorri. Quasi un miracolo, poesie e baseball, qualcuno non riuscira’ ad immaginare quale sia il legame, eppure è solo… pura emozione.

La poesia che da’ e riceve dall’altro e, a sua volta dona. Tra il baseball e la poesie dei libri di Lorella Ronconi, Je roule e Sirena Guerriglia, un segno fatto a sua volta di emozionante poesia: l’anello di Roberto Cabalisti, un anello speciale, l’Italian Doughnut registrato da L.C.D.B. creato da specialisti orafi vicentini.

Un anello di congiunzione che contiene in se’ emozioni, come poesie, un gioiello che, assieme ai libri, lancia le sue emozioni da un video, che li presenta. 

Je Roule, Sirena Guerriglia, Italian Doughnut ® L.C.D.B. insieme, “la Fine” è solo un Preludio per l’Inizio, l’Infinito che accoglie e sostiene.

Lorella Ronconi


LA VITA E I SOGNI SONO FOGLI DI UNO STESSO LIBRO

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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.”
Arthur Schopenhauer

Scritto con WordPress per Android da © Lorella Ronconi


INCREDIBILMENTE ASSIEME! LORELLA, SIRENA GUERRIGLIA, ROBY IL “BATTIECORRI”, CLAUDIO, LE #CASACCHE E L’ANELLO: MAI SMETTERE DI SOGNARE

10920109_906477499364794_8312392835942252686_oFoto da: Casacche che Passione

Lorella e le sue splendide poesie, Roberto Cabalisti il battiecorri,

l’anello Italian Doughnut # 28,

Claudio e la sua follia per le casacche….. anche questo è Baseball!

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Qualcuno avrebbe mai immaginato che una “Sirena Guerriglia” potesse essere vicina ad un “marinaio” del battiecorri? Poesie e Baseball, qualcuno non riuscira’ ad immaginare quale sia il legame, eppure è solo… pura emozione. La poesia che ognuno da e riceve dall’altro e dona. Tra il baseball e la poesia un altro segno: l’anello, un anello speciale, l’Italian Doughnut che unisce in modo che “la Fine” non sia il Preludio per l’Inizio, l’Infinito che ci accoglie e sostiene.

SIRENA GUERRIGLIA

 

 Sulla roccia

un’onda sboccia

languidante scivola

voluttuosa.

E’ lontano laggiù

l’orizzonte di terra.

Frenetici piedi guerrigli

correnti orologi sudati

indaffarati.

Sbadiglio l’umano che é in me

e guizza il pesce che sono.

 

 

Lorella Ronconi  – 2013 – (c) Sirena Guerriglia

 

 

 

 


ROBERTO CABALISTI: UNO STRIKE PER LA POESIA A GROSSETO IL BASEBALL TESTIMONIAL PER “JE ROULE” ASSIEME A ENRICO LETTA E FABIO CANESSA

Il grande lanciatore italiano recordman ed eletto atleta del secolo, testimonial a Grosseto per le poesie di Lorella Ronconi: “Si tratta di un evento molto importante – ribadisce il mitico “Cabalisti” – al quale sono orgoglioso di partecipare. Ho avuto il piacere di conoscere Lorella tanti anni fa, quando con i Pirati andavamo a giocare a Grosseto e lei si metteva in un angolo a guardare la partita con la sua biciclettina.

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(c) Di Cristiano Cerbara

RIMINI – Quando il baseball e la voglia di combattere contro tutto per vivere si intrecciano in una cosa sola. Roberto Cabalisti, il grande ex capitano e bandiera dei Pirati per venti anni di straordinaria carriera riminese, il prossimo 12 dicembre sarà testimonial a Grosseto della presentazione del libro “Je roule”, nuova edizione della raccolta di versi scritti da Lorella Ronconi, poetessa grossetana (ma anche cavaliere della Repubblica, membro di varie associazioni per l’abbattimento di barriere architettoniche e culturali e fondatore della “Fondazione Il Sole Onlus”) affetta da una rarissima malattia genetica ossea chiamata pseudoacondroplasia emersa, che da anni la costringe in carrozzella.

Metà della raccolta dei fondi per la vendita del libro andrà in beneficienza proprio alla Fondazione Il Sole, all’evento parteciperanno anche l’ex presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta e il critico letterario Fabio Caressa. Cabalisti non sarà solo testimonial ma è anche l’immaginario protagonista dell’ultima poesia di Lorella Ronconi “Centauri”: “Si tratta di un evento molto importante – ribadisce il mitico “Caba” – al quale sono orgoglioso di partecipare. Ho avuto il piacere di conoscere Lorella tanti anni fa, quando con i Pirati andavamo a giocare a Grosseto e lei si metteva in un angolo a guardare la partita con la sua biciclettina, e da quel momento sono diventato il suo lanciatore preferito. Ed è un onore per me essere visto da lei come il guerriero che trionfa con il sorriso”.

“Il centauro è un mito sospeso tra cielo e terra – dice Lorella Ronconi – soprattutto per noi disabili. Ed è grazie al baseball che per la prima volta mi sono sentita integrata, era quello l’unico luogo in cui ero uguale agli altri. Perciò non potevo non chiamare Roberto, che del baseball italiano è l’ambasciatore”. Cabalisti è stato un simbolo per il baseball riminese e azzurro, ma “Hall of fame” a parte, meriterebbe riconoscimenti ben più tangibili. Ecco il perché delle sue parole amare a commento del fatto del giorno (e dell’inverno), ovvero il passaggio di Mario Chiarini a San Marino. Da bandiera a bandiera: “Probabilmente avrebbe potuto farlo anche prima. Spesso ci si ricorda soltanto delle ultime cose ma non di tutte le cose belle fatte in carriera, come tante prese straordinarie in tuffo con cui Mario salvò diverse partite. Se un problema ha avuto negli ultimi anni a Rimini, la colpa è di chi lo ha allenato. Sono certo che a San Marino Chiarini si rigenererà e farà dei danni. Purtroppo la riconoscenza non esiste e io ne so qualcosa”.

La Cronaca del Nuovo Quotidiano www.NQnews.it

Immagine il nuovo quotidiano

http://ww8.virtualnewspaper.it/rimini/books/141203rimini/index.html#/23/


ENRICO LETTA, ROBERTO CABALISTI, FABIO CANESSA TESTIMONIAL PER LE POESIE DI LORELLA CONTRO LE BARRIERE CULTURALI SULLE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI

Nuova edizione per “Je roule”, le poesie di Lorella Ronconi

In Toscana la presentazione della raccolta poetica con tre testimonial d’eccezione

02/12/2014, 18:01 | ARTE E CULTURA

Je roule”, la raccolta più famosa della poetessa toscana Lorella Ronconi, che vide la luce nel 2008 con la prima edizione si appresta ad una seconda uscita con la casa editrice ETS di Pisa, per incontrare le esigenze e le richieste del numeroso pubblico che nel tempo ha rivolto attenzione al volume di poesie. La nuova edizione dell’opera poetica sarà presentata a Grosseto nel pomeriggio di venerdì 12 dicembre al palazzo Aldobrandeschi, sede dell’Amministrazione provinciale grossetana. “Centauri”, questo il nome dato all’evento dal nome di una delle sue poesie più famose, vedrà la partecipazione di tre testimonial d’eccezione, tre amici della poetessa toscana del calibro di Enrico Letta, già Presidente del Consiglio, il campione internazionale di baseballRoberto Cabalisti e il critico cinematografico Fabio Canessa, che accompagneranno Lorella Ronconi nella presentazione della sua opera.“ Confesso di essere alquanto orgogliosa del mio libro – racconta Lorella Ronconi –  che alla sua prima edizione ha venduto moltissime copie nelle librerie  italiane, e sono un pò  orgogliosa anche di me stessa,  dato che  come donna disabile, con grandissime difficolta’  fisiche e motorie, sono riuscita, per quanto la poesia e le emozioni non sembrino andare più tanto di moda, a farmi apprezzare. Questa presentazione è merito anche della Fondazione Grosseto Cultura – continua –  che con “Grosseto Scrive” mi ha dato la possibilità di realizzarla in modo migliore attraverso il  premio vinto lo scorso anno.” L’autrice maremmana ha davvero buone ragioni per dirsi orgogliosa: i suoi versi sono risultati vincenti in moltissime rassegne con premi nazionali ed internazionali, da Recanati ad Abano Terme, da Acerra a Roma, da Novi Ligure a Cattolica, con gli awards della poesia. “Je roule”, la lirica dalla quale prende nome il libro, è stata inserita nelle antologie scolastiche edite da Zanichelli per la scuola media e frequenti sono gli inviti che  provengono alla poetessa dalle scuole di ogni ordine, interessate a lei per la poesia contemporanea.  L’anno scorso poi il libro  ha varcato i confini nazionali, arrivando a Las Vegas, dove è stato tradotto in lingua inglese  ed edito per gli States con il titolo  I role along.

“Portare avanti la poesia – continua la Ronconi – è una cosa molto difficile: scommettere sulle emozioni allo stato puro è un gioco rischioso, che può comportare incomprensione o, peggio, indifferenza, ma ciò che mi spinge a continuare, oltre l’amore per la scrittura, è l’impegno che da oltre 20 anni investo per l’abbattimento di barriere architettoniche e culturali; la mia lotta contro pregiudizi e insensibilità io la combatto anche attraverso  la comunicazione, la poesia, appunto. Il mio intento è far conoscere i problemi, le difficoltà che vivono le persone come me, ma anche aiutare a comprendere che le emozioni agiscono negli esseri umani, disabili e non, allo stesso modo.   Quella dei “centauri” è una metafora della quale mi sono servita per dare un’immagine delle persone diversamente abili, di questi esseri  talvolta “a metà”, per una parte umani, per l’altra alieni, con le ruote di una carrozzella al posto delle ali. Ma questa è anche la nostra bellezza, che condividiamo con quegli affascinanti personaggi che appartengono al mito e che popolano l’immaginario di tutti; come questi, noi “ruotiamo”, voliamo con le nostre ruote tra il cielo e la terra, tra il nostro strano mondo fatto di sofferenza, infezioni, dolori,  medici,  scale,  porte strette, rinunce, offese, invisibilità affettiva e sociale, e quello “umano” in cui lavoriamo, studiamo, abbiamo famiglia, cerchiamo di costruire il nostro futuro.”
Il nuovo lavoro di Lorella Ronconi non è solo  occasione preziosa per godere di un appuntamento con la poesia, ma anche per riflettere e fare il punto sulla nostra coscienza di esseri umani, spesso nascosta dal protagonismo dilagante tramite la tecnologia o dalla “crisi” che non accenna a finire ma che, grazie alle sue poesie può avere occasione di essere destata e interessata, con l’opportunità di evolversi.

Daniele Del Casino

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copertina_Lorella_04_fronteJe roule 

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“EHHH… OPLA’ ! ” RISPONDERE E’ VIVERE. IN QUESTO MONDO E’ NECESSARIO IMPEGNARSI, SCHIERARSI PER GLI ALTRI…

…GUAI A CHI SI NASCONDE DICENDO CHE NON HA LE FORZE. BUGIE. LE FORZE LE HANNO TUTTI, NON ESISTE INDIVIDUO SENZA VOLONTA’. 
Lorella Ronconi

Una foto ed un grande commento da Claudio Coppini, che condivido e rilancio volentieri a tutti.   Da una Lorella ammalata da giorni, chiusa in casa, un messaggio a non mollare e a ridonare agli altri il ricevuto bene.

Claudio Coppini:  “Rispondere è Vivere.
In questo mondo è necessario schierarsi.
Chi ha ricevuto tanto non può restare insensibile a chi ha ricevuto tanto meno o nulla. La povertà non è mancanza di risorse ma di fraternità”

ehhhhhh...oplà!

 

 

 

(c) Lorella Ronconi


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