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AUGURI A NOI, DONNE.

🌹Auguri a noi, donne violentate, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto… Dicono che sia per amore o ignoranza 🤷‍♂️ prepotenza o corruzione, non lo sappiamo noi il perché, ma conosciamo bene la i boia della nostra sofferenza. Donne rosa pink , blu, fucsia e non solo. Donne azzurre come il cielo, come il figlio che avrebbero voluto, curato, sognato, o perduto, amato dal loro pancione avventizio.
🌹Alle donne nere come le notti, buie, ad aspettare, speranze viaggianti, su stazioni in arrivo/partenze, “plin-plon 🎶 …l’aereo in arrivo da…”.
🌹Auguri alle donne arancio tramonto del futuro che at-tende un altro giorno: domani sarà migliore?
🌹Auguri alle donne che respirano nel giallo delle luci al neon, schiave e padrone di vite non scelte.
🌹Auguri a quelle che guardano oltre il soffitto che non hanno più, ma non era il soffritto?
🌹Auguri alle donne dei soffitti crollati, dei soffitti da costruire con amori passati, in arrivo, alle donne, piaganti di rosso d’amore.
🌹 Auguri a noi donne “a rotelle”, in movimento agitato, determinato, seppur con i bastoni bianchi o con un foglietto ed una penna, per essere comprese.
🌹Auguri alle donne che non si rassegnano, come me, violentata invisibile dalla violenza che non conosce di esserlo. Eppure fa male. Le mie cicatrici capite solo da sorelle (e fratelli) con container colmi di segni da mostrare, a testa alta. Noi sopravvissuti e portatori di non violenza che è color arcobaleno, come la pace che non smetterò mai di cercare! 🌈

© Lorella Ronconi

❤️🧡💛💚💙💜🖤💝

#giornatainternazionalecontrolaviolenzaalledonne, #noicisiamo, #vocealsilenzio #25novembre

#senzabarriere

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ESISTE IN TE

“La vita è un eco.
Quello che mandi fuori ritorna a te.
Quello che vedi lo cogli. Quello che tu dai già lo hai. Quello che vedi in altri esiste in te.

– Zig Ziglar –


CICOGNA VOLA 13.000 KM OGNI ANNO PER TORNARE DALLA SUA COMPAGNA DISABILE

Una storia d’amore che da anni si celebra in primavera, una storia di ali, unica. In Croazia, Klepetan, una cicogna, vola ogni anno per 13.000 km per raggiungere la sua compagna disabile, la cicogna Malena.

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Voglio rilanciare una vera storia di amore e di ali. Una notizia data da un’amica, articolo di Salvatore Giannella, del 2015, che mi ha fatto commuovere. Come staranno le due cicogne oggi?

A Brodski Varos, in Croazia, una cicogna di nome Klepetan viaggia ogni anno 13 mila chilometri tra l’Africa del sud e la Croazia per trovare la sua bella Malena. E lo fa da 13 anni.

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Ogni anno per me l’inizio della primavera coincide non solo con la giornata mondiale della poesia ma anche con il rinnovarsi di una vera storia d’amore che sembra una favola: nei primi giorni di primavera arriva infatti dal Sudafrica in Croazia, dopo un volo di 13 mila chilometri, Klepetan, un maschio di cicogna, per raggiungere Malena, che non può volare da quando i cacciatori l’hanno ferita. Una love story senza confini lunga 12 anni, che si è ripetuta anche quest’anno (“E’ arrivato con dodici ore di anticipo rispetto al solito, e anticipando di cinque-sei giorni le altre cicogne”, ha detto il “badante” di Malena al giornale Jutarnji list). Una storia che ho avuto il piacere di ricostruire, per Oggi, nella primavera del 2010.

Qual è la più grande storia romantica del mondo? Se siete ancora tra quelli che, a questa domanda, rispondono con «Giulietta e Romeo» o con la Love story interpretata al cinema da Ali MacGraw e Ryan O’Neal, siete su una strada sbagliata. Ascoltate la più straordinaria storia romantica dei giorni nostri. Un amore senza confini, intriso di aspetti scientifici, che ha come protagonisti due cicogne. Sì, due di quegli uccelli che tutti i popoli ritengono propiziatori delle nascite, e che amano nidificare con grande frequenza al centro dei villaggi e delle città, un’abitudine che ha inevitabilmente tributato grande popolarità a questi volatili. Lui, il maschio, l’hanno ribattezzato Klepetan: ogni anno, quando arrivai era già il quinto, percorre, spinto dall’amore, più di 13 mila chilometri per raggiungere la compagna, Malena («piccola»), una cicogna femmina che, a causa di una vecchia ferita all’ala, ha smesso da anni di affrontare lunghe traversate e sta ferma nel nido, in eterna attesa.

È una storia d’amore e fedeltà in tempi caratterizzati, tra gli esseri umani, da amori spesso rapidi.

In principio fu una fucilata. Il ferimento di Malena avviene nella primavera del 1993: nelle campagne che circondano Slavonski Brod, una città di 60 mila abitanti che è anche un porto sul fiume Sava, in Croazia, un cacciatore mira a una femmina di cicogna. Non la uccide. La rosa di pallini, però, la ferisce a un’ala e l’uccello riesce a raggiungere il nido costruito sul camino di uno dei tetti della città uscita semidistrutta dalla guerra che ha insanguinato i Balcani negli anni Novanta. Da allora Malena viene presa in cura da un bidello in pensione trasformatosi in biologo-badante, Stjepan Vokic, che riuscirà a salvarle la vita ma non a restituirle la possibilità di tornare a compiere grandi voli. La ferita all’ala, infatti, le impedirà di tornare a volare per le lunghe peregrinazioni tipiche della loro specie. Qualche piccola escursione, sì, ma poi il rientro nel proprio nido, destinato a diventare la sua eterna casa.

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Lui insegna ai piccoli a volare. Dodici anni fa Malena incontra Klepetan ed è subito amore. Lui arriva in Croazia reduce da un lunghissimo volo che l’ha portato dal Sudafrica (habitat preferito per lo svernamento) prima a sorvolare la valle del Nilo, poi lo Stretto del Bosforo e infine la Croazia, la regione preferita degli accoppiamenti suoi e di tanti altri maschi di cicogne. Tredicimila chilometri di distanza ricoperti da un uccello migratore possono sembrare una distanza infinita, ma per gli zoologi non è così: il percorso compiuto in un anno dalla Cicogna bianca (Ciconia ciconia) può arrivare a 20 mila km, quello della Rondine di mare artica, che è l’uccello che supera la distanza maggiore, è compreso tra i 35 mila e i 40 mila chilometri (per i più curiosi, il primato di resistenza senza scalo è della Pluvialis dominica, sottospecie che migra dall’Alaska alle Hawaii solcando gli oceani).

Klepetan e Malena si accoppiano e lei depone quattro uova. I genitori covano entrambi la nidiata per circa 33 giorni. Poi, in questa moderna famiglia con i doveri condivisi, tocca al padre insegnare ai piccoli a volare. La cura del dinamico Klepetan e della stanziale Malena sarà estesa fino ai giorni in cui i piccoli possono nutrirsi da soli, scovando minuscole prede nelle zone acquitrinose vicine al nido (prediletti sono lombrichi e lucertole).

L’attesa della partner. Poi i giovanotti prendono la loro strada, chi scegliendo di seguire le orme del padre, chi di diventare libero in Europa. Klepetan saluta alla sua maniera (battendo il becco, come fa questa specie) la compagna Malena prima di ripartire dalla regione degli amori verso il suo habitat di svernamento, il Sudafrica. L’amata Malena resterà ad attendere, speranzosa, l’arrivo della primavera e del suo fugace compagno di una stagione. Lei non lo sa, ma gli etologi indicano che la fedeltà tra le cicogne può essere monogama per una sola stagione; dopo la migrazione, si cambia pagina e partner. Invece stavolta è amore vero. Il miracolo dell’arrivo di Klepetan presso la paziente Malena si ripropone, puntuale a ogni inizio di primavera, per tutti gli anni successivi.

Il tifo degli abitanti. Siamo nel mese di marzo 2010. Una piccola folla si raduna da qualche giorno sotto la casa eterna di Malena. Il badante Vokic ha deciso di rendere nota la vicenda delle due cicogne, fino ad allora di sua esclusiva conoscenza, e sono in molti a voler assistere all’ottavo ritorno di Klepetan dalla sua amata. Il gruppetto scruta il cielo già da una settimana, ma a vuoto. «Vedrai che quest’anno non arriva», si comincia a vociferare. «In genere, Klepetan è puntuale, ma nell’ultima settimana ci sono stati furiosi temporali e le cicogne sono uccelli meteoropatici», fa notare un ornitologo. «Non a caso tarda ad arrivare Klepetan, ma anche le altre cicogne».

Malena se ne sta lì: batte il becco in un richiamo lungo. In un’attesa piena di sofferenza. Anche l’equinozio di primavera, il 21 marzo, è passato a vuoto nonostante l’atmosfera sia già colma dei profumi degli alberi fioriti. Il 24 marzo, quando lo scetticismo va ormai impadronendosi dei presenti, ecco l’urlo di Stjepan: «Eccolo! Sì: è Klepetan!». Il profilo del maschio di cicogna, innamorato, stremato dai 13 mila chilometri ma felice per il ritorno a casa, si fa sempre più distinto. Anche lei, Malena, che manifestava segni d’impazienza, si solleva dal nido di sterpi e scruta l’orizzonte. Vorrebbe alzarsi in volo, ma l’istinto le consiglia d’aspettare lì, nel caldo del suo nido, destinata a diventare di nuovo alcova d’amore. Il cronista si ferma qui, sulla soglia, potremmo dire, della camera da letto… Ma, con l’aiuto dell’esperto Marco Gustin, responsabile Ricerca per la Lipu (la Lega italiana protezione uccelli), è facile prevedere che cosa succederà: «Per l’ennesimo anno tornerà a sbocciare l’amore. Klepetan e Malena si accoppieranno e, in un paio di mesi, nel nido ci saranno 4 o 5 baby-cicogne alle quali Klepetan insegnerà a volare, dato che Malena non è in grado di farlo».

I piccoli se ne andranno con lui in Africa, all’inizio dell’inverno. Malena resterà in Croazia ad attendere la prossima primavera e il ritorno dell’amato. E noi umani aspetteremo con lei, con gli occhi e il cuore pieni di questo amore sconfinato.

Salvatore Giannella

Giannella Channel: il blog di Salvatore Giannella  Salvatore Giannella

Dove ammirare le coppie d’Italia:

    1. Nei centri di riproduzione e nelle stazioni d’ambientamento
      • Racconigi (Cuneo) – Centro cicogne e anatidi, federato alla Lipu (la Lega italiana protezione uccelli: tel. 0521-27.30.43).
      • Castiglione d’Adda (Lodi) – Parco Adda Sud.
      • Zibido San Giacomo (Milano) – Parco Agricolo Sud Milano.
      • Zerbolò (Pavia) – Cascina Venara. Il Consorzio Parco Lombardo della Valle del Ticino ha attivato un Centro di riproduzione della Cicogna bianca.
      • Sant’Elena di Silea (Treviso) – Centro cicogne della Lipu.
  1. Nelle oasi naturali
    • Lago di Varese – A cura della Lipu Varese.
    • Biella – Vercelli – A cura della Lipu Vercelli. Dodici-tredici coppie tra le province di Biella e Vercelli. Vengono utilizzate piattaforme installate dall’Enel con la Lipu tra le risaie di Lombardia e Piemonte.
    • Rende (Cosenza) – A cura Lipu Rende. Molte coppie si sono riprodotte con successo. Il progetto «Cicogna bianca» per favorire il ritorno di questa specie in Calabria usa piattaforme circolari in legno su tralicci, realizzate con Enel. Grazie a queste strutture, la Calabria rappresenta, dopo la Sicilia, la regione centro-meridionale col maggior numero di coppie nidificanti.

La belle leçon d’amour d’une cigogne

 

A l’heure où les métros sont placardés d’affiches du type  “www.trompetonmari/femme.com”et où les relations disparaissent aussi vite qu’une petite culotte dans une soirée de Larry Flint, les animaux peuvent parfois nous donner à apprendre.

En Croatie, cela fait maintenant 13 printemps que le village de Brodsky Varos est le théâtre d’une véritable histoire d’amour entre deux cigognes blanches, Klepetan et Malena.

La monogamie est de mise chez la plupart des couples de cigognes blanches et dure toute la vie. Mais cette longévité n’était pas gagnée d’avance pour nos deux tourtereaux (oui je sais, des tourtereaux cigognes, ça fait drôle). En effet, il y a vingt ans, Malena fut blessée par des chasseurs. Depuis, son aile brisée à cause d’une balle l’empêche de voler et de suivre ses congénères lors de la grande migration annuelle des cigognes et la condamne à rester dans le village.

Slavonski Brod, 17.03.2015 - Klepetan je ove godine svojoj Malenoj dosao tjedan dana ranije nego obicnoSlavonski Brod, 17.03.2015 - Klepetan je ove godine svojoj Malenoj dosao tjedan dana ranije nego obicno

Elle fut heureusement retrouvée par l’ancien gardien de l’école primaire, Stjepan Vokic.  Celui-ci la soigna et lui sauva donc la vie. Depuis, il veille sur elle et la protège, sur la cheminée de l’école où elle a installé son nid.

Cet handicap ne perturbe pas la fidélité de son amoureux. Klepetan, depuis toutes ces années, revient inlassablement la voir. Il effectue chaque année les 13000 kilomètres qui les séparent lors des grandes migrations annuelles, pour être auprès d’elle en mars. Cette année il est même arrivé un peu plus tôt.

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Leurs retrouvailles ont déjà donné naissance à de nombreux petits, qui apprennent à voler grâce à leur père.

Lorsque l’hiver arrive, Klepetan repart, accompagné de ses petits alors devenus grands, et laisse sa douce et tendre aux bons soins de Stjepan.

Quand on vous dit que l’amour donne des ailes !

Source : http://www.quoidenews.fr/2015/03/18/histoire-amour-cigognes/


QUALCOSA DI NUOVO

Quando la vita ti suggerisce di arrenderti, vuol dire che ti chiede di conservare le forze per qualcosa di nuovo . (Ejay Ivan Lac)

(c)_lorella_ronconi_2018


CARICHI SOSPESI IN EQUILIBRIO

#riflessionidalletto. Guardare oltre la finestra e immaginare che il tempo non sia mai passato; il melograno sta mettendo ancora le foglie 🍃, il tempo non è passato, i ricordi sono quelli di pochi anni fa. Il sole, la luce, la pioggia, il vento sono gli stessi, come le primavere sulla mia fronte: sono tutte in fila, tutte attese, tutte sudate; conquistate con tanta forza, con le unghie, con la folle tenacia di chi si arrampica a mani nude strisciando verso l’alto, contro la gravità.
Guardo fuori dalla finestra, sono beata adesso. Osservo il signor Mel con le sue piccole foglioline rosse e la sua prorompente voglia di essere ancora in fiore 🌺, mi sembra lo stesso di ogni anno, niente è cambiato. Le stesse foglie, forse allora son la stessa anche io? Ancora giovane, ancora uguale?Viaggio con il pensiero e il peso delle primavere, quasi… si cancella per un po’, dentro son sempre la bambina spensierata che cantava alle albe. Dimentico gli anni fino a quando non torno a guardarmi allo specchio, davanti a me si aprono i cassetti della mia esistenza: bagagli impegnativi, voci e colori, suoni e profumi con la stessa presente intensità: mistero!
Comincio a immaginare cosa provano le persone anziane… sono dei carichi sospesi un equilibrio tra il loro meraviglioso passato e il futuro incerto breve che rimane. 💬🍃☔🌱🎈🌺

© Lorella Ronconi 

Foto Fabiola Allegri

#LorellaRonconi #SirenaGuerriglia #senzabarriere #setedisapere #determined

Acquista le mie opere, clicca su:  http://lorellaronconi.it/poesie/pubblicazioni/


21 FEBBRAIO – PRIMAVERA A MARE

Primavera sul mare.

Soltanto i vostri occhi giocondi
potrebbero tutto specchiare
l’azzurro, onde avvien ch’oggi inondi
primavera dolce il mio mare,
È sul mare una ridda vaga
di gai serpentelli di fuoco,
che sui vivi flutti dilaga
tra il gemito dell’onde roco.
Passan l’ore sul mare in danza
chiare nella fresca mattina
e recano un’acre fragranza
d’alghe nella chioma azzurrina.
Ed io sotto l’ora imminente,
guardando il colore nel mare
come luce in drappo lucente
col mutar dei flutti mutare,
penso un altro cielo men grande,
che ride nei vostri occhi intenti,
e un mare ove un mio legno spande
la vela (ala azzurra) nei venti.

Quel cielo è qual nappo riverso
che al sogno mio trepido incomba,
e squilli con tìntino terso
se l’ape captiva vi romba.
Quel mare non vuol nave vasta,
che veleggi a segno di stella :
un guscio di noce gli basta
col sereno e con la procella.
E a un guscio il mio sogno commetto,
e un gnomo gli dò per piloto:
tentenna il minuto legnetto
sui flutti colore di loto.
Per dove? il folletto già salpa,
da poppa sedendo egli fuma,
la florida barba si palpa,
interroga il cirro e la spuma.
Ma i cirri son nembi di rose,
fiorite isolette lontane,
e l’onde accorrendo festose
in bocca han di perle collane.

A fior d’acque palpita il vanno
com’ala di presa farfalla:
attratti dal pendulo inganno
grandi pesci salgono a galla.
Per dove? Lontano è una terra,
che nel sogno il cuore intravide:
il mare d’intorno la serra,
un cielo di perla l’arride :
col vento freschissimi aneliti
ne giungon di chiusi orticelli:
vi migrano a stormi pei cieli
i miei versi, garruli augelli.
Ma lungo è il viaggio, o Malia,
e la terra è lontana ancora:
un’ombra di melanconia
affligge di brame l’aurora.
A voi per il mar che s’inciela
l’alato burchiel si commette:
date, date all’azzurra vela
venticello di parolette.

ANTONIO AUGUSTO RUBINO da VERSI A “MALIA”

 


PER AVERE GIORNI MIGLIORI

Per ottenere i giorni migliori della tua vita dovrai lottare attraverso i tuoi giorni più duri, non farti spaventare, ne uscirai; ogni volta sarà nuova pasqua e tu rigenerato e nuovo sarai come bruco che diventa farfalla.”

© Lorella Ronconi


AIUTATEMI AD ABBATTERE LE BARRIERE CULTURALI

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Stanca, ma felice ☺ di vivere. Sicuramente per colpa dell’ottusità, della cultura, della mancanza di buon senso; per questo inarrestabile “scianguinìo” della civiltà, rimango, rimaniamo ancora persone a metà.

Ringrazio tutte le persone che mi hanno scritto e ringrazio tutte quelle che non rimarranno indifferenti, le persone che non sono come quelle “tanto non mi riguarda”.

Ringrazio le persone che vorranno essere artefici del cambiamento di marcia, le persone che non vogliono più ignorare ma abbattere le barriere della cultura, le persone che vorranno darmi un aiuto in tal senso.

Abbattere le barriere della cultura significa anche cambiare modo di pensare, di progettare, di costruire e formare. Per un etica che riconosce nelle persone diversamente abili l’ <essere> persona, sotto tutti i punti di vista. Per una dottrina, un comportamento che ritorni all’imparare, conoscere, apprendere INSIEME, gli uni dagli altri.

Facciamolo non diciamolo e basta.
#senzabarriere #setedisapere #insiemeperimparare #emarginazione #discriminazione #disabilità
www.lorellaronconi.it


GLI AUGURI  “DI BEFANA” OFFENDONO TUTTE LE DONNE 

Il 6 gennaio è la festa della Befana è una festa per i bambini, l’Epifania del Signore ai Magi, e noi donne? Ci divertiamo ad inviarci auguri copia e incolla per darci delle befane, non li accetto, offendono l’impegno contro le violenze.

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Quando ci si avvicina al giorno dell’Epifania, ecco che arrivano i messaggi di “auguri” di “buona befana”. Sbucano da tutti i social: Facebook, WhatsApp, Messenger, Viber, le amiche/amici non hanno freni; messaggi in tutti i formati: immagini, frasi, audio, gif, ovviamente da inoltrare almeno a 10 amiche. Tutto questo a me fa arrabbiare, non lo trovo giusto , mette anche un grande senso di tristezza. Mi direte che in me c’è una punta di stizzosa insistenza, forse sarò esagerata? Certamente, ma trovo che farci gli auguri di buona befana, soprattutto tra noi donne, è un tradimento intellettuale, uno stereotipo che va contromano a tutte le nostre azioni sul rispetto, sul valore della donna. Un augurio “retaggio” culturale di cui non ci rendiamo conto, un messaggio negativo travestito da “tanto  per ridere”.

No, no, no, io non ci sto. Non mi capaciterò mai di questa squallida “tradizione” . Mi dicono: “E vabbè, dai, è un modo per scherzare tra noi, prendila con ironia”.

Dire ad ad una donna befana, non è fare ironia; abbiamo fatto molta strada, partecipiamo a movimenti, comitati, flash mob, scriviamo frasi sui social per essere ancora più vicine/i alle donne, soprattutto a quelle maltrattate e poi ci perdiamo con la befana? Le scarpette rosse hanno un simbolo  serio, non possiamo offenderci tra noi se vogliamo il rispetto dagli altri.

Come!?!!? Per scherzare tra donne ci diamo della befana in modo aziendale come gli auguri di Natale? E questo è ironico? Un po’ di ironia? Sulle donne? Perché guardate, dire befana è dire brutta, vecchia, senza denti, racchia, cenciosa, antipatica, insopportabile e via via. Non ci permetteremo  mai di dirlo a nessuno durante l’anno, invece… il 6 gennaio, infamiamoci pure, ma dentro una barzelletta, è meno evidente l’offesa.

Ma la befana è una festa per bambini, lo abbiamo dimenticato?

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Eppure per il 6 gennaio ci dimentichiamo il punto focale, siamo donne, persone, siamo quelle che vorremmo essere rispettate, non maltrattate, mai più scarpette rosse. Vorrei domandare a tutte noi: dicendoci : “Prepara la scopa che domattina ti aspetto”, dove sono finiti tutti i nostri discorsi, convegni sul corpo delle donne, sul rispetto alla persona, sull’ugualianza di genere, le nostre commissioni per le pari opportunità contro tutti i tabù di genere ? Dove sono finite le nostre marce per l’8 marzo ? Il 25 novembre? Ed eccoci, siamo a celebrare l’Epifania del Signore con “messaggini catene” per dare della befana alle nostre amicizie: “Invialo agli altri, se tornerà indietro anche a me, ne sarò felice” , roba incredibile!

PENSIAMOCI. Noi donne siamo persone meravigliose, con tutte le nostre difficoltà, amiamoci, rispettiamoci, facciamoci delle carezze. Siamo fate, mai befane. Cominciamo a non darci delle befane, interrompiamo questa orrenda catena contro noi stesse, anche da questo piccolo, piccolo gesto passa la nostra battaglia del 25 novembre.

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L’essere donna non significa essere Befana. Pari opportunità, quando ci saranno gli auguri anche per gli uomini, allora li gradirò e li ricambierò volentieri: vogliamoci bene, diamoci  delle supereroine!

Scusatemi, perdonatemi, ma non lo accetto……ed ogni anno lo ripeterò.

Buona festa dell’Epifania a tutti!

Dal vocabolario Garzanti. “befana” pl. -e
1. personaggio fantastico raffigurato come una vecchia brutta ma benefica che porta doni ai bambini la notte dell’Epifania |credere (ancora) alla befana, (fig.) essere ingenuo come un bimbo
2. (fam.) (anche con iniziale maiuscola) la festa dell’Epifania: sono in ferie fino alla Befana | i regali fatti alla festa dell’Epifania: fare, ricevere la befana
3. donna brutta e vecchia o, anche, antipatica, insopportabile accr. befanona, befanone (m.), pegg. befanaccia
Etimologia: ← lat. epiphanĭa(m); cfr. epifania.
Dal vocabolario Treccani: “befana s. f. [lat. *epiphanĭa per epiphanīa: v. epifania]. – 
1. Nome pop. dell’Epifania: la festa della b. (o, con iniziale maiuscola, della B.); per la b. (o la B) andremo a sciare; le vacanze durano fino alla b. (o alla B); è tradizione, a ricordo dei re Magi, fare in quel giorno regali ai bambini (e, in tempi recenti, anche agli adulti): i bambini aspettavano con impazienza la b.; la zia le aveva promesso una bambola per la befana; per la befana il marito le ha fatto trovare un anello. 
2. a.Personificazione dell’Epifania: la vecchia, bruttissima ma benefica, che di notte, scendendo per la cappa del camino, lascia nelle scarpe, o più spesso nelle calze, dei bambini buoni, doni e dolciumi (ai cattivi, pezzi di carbone). b. fig. Donna brutta: s’è sposato quella b. (molto raro il masch. befano, uomo brutto). 

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LADY “MISSENSO c.1576fG>T (p.Val526Phe) ” 

C’est moi, mi presento al gentil 2018, I’m  Lady “MISSENSO c.1576fG>T (p.Val526Phe) “

Donna rarissimissima, affetta da  Pseudoacondroplasia contenente una mutazione unica al mondo,  in eterozigosi a livello dell’esone 14 del gene COMP. 🌸

#riflessionidalletto – Beh, certo, è cambiata la mia vita in un anno, sono molto più fragile, dolorante, mi affatico con nulla, ho paura la notte. Nel 2017 ho conosciuto nuove sofferenze e sconfitte che mai mi sarei immaginata, amicizie, ma anche scoperte. Il DNA, mio e dei miei genitori ha confermato una certezza, di avere una malattia rarissima, la pseudoacondroplasia con una nuova mutazione: <<E’ stata accertata la presenza della mutazione germinale, ex-novo, MISSENSO c.1576fG>T (p.Val526Phe) in eterozigoti a livello dell’esone 14 del gene COMP. >>

Sono una donna rarissima, la pseudoacondoplasia in me ha una mutazione ex-novo; probabilmente, sicuramente, è una delle centinaia di mutazioni passive che ognuno di noi ha negli spermatozoi e/o ovuli, nell’ESONE 14 del gene COMP, non in testa o in coda (che sarebbe stata meno aggravante) ma intorno alla metà.

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Il mio corpo sta cambiando progressivamente e non so’ con quanta progressiva velocità cambierà, quali malattie mi porterà, cosa mi toglierà ancora. Ho una malattia rarissima ossea ma anche una paralisi in D8, con la menopausa il delirio. La progressività mi fa vivere in equilibrio, da funambola, attaccata al tubo della vita. Sono molto più grave, mi dicono che sono più stanca e si vede…

26166373_778321215696321_5910706645595628679_nMa, ogni tanto, la sera, quando vado a letto, mi guardo allo specchio e mi vedo affascinante, bella, una donna fiera, orgogliosa di sè. Una donna fiera di essere femmina ♀. E sono felice dei miei capelli, dei miei occhi, delle mie labbra, del mio seno; il mio corpo, anche se per gli altri può essere “marziano”, da non apprezzare come tale, considerato corpo di femmina da non toccare da non abbracciare, ve lo dico, il mio corpo, mi piace. Basta con questa storia di un “corpo da voltarsi scioccati quando mi incontrate”, un corpo da guardare con ribrezzo, pietà… io non vedo tutto questo, io vedo Lorella vedo una donna di quasi 55 anni ancora felice di essere ancora innamorata della vita. Il buon proposito di lady “MISSENSO c.1576fG>T (p.Val526Phe) ” per sè stessa in questo 2018 è quello di farsi conoscere e far rispettare il suo corpo, di farlo rispettare agli altri soprattutto come persona, donna, rara. Sono ancora speranzosa di sostituire la Rossellini come testimonial ^_= un sogno che si avvererà nel 2018? Rarissima, Lorella, #rarissimame.  Aspetto il vostro parere e aiuto. #auguri2018!

#revisione #buonannonuovo #nonvogliomollare #JeRouleAvecToi #SirenaGuerriglia #capodanno2018 


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