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COME ELENA MARIA CHIARA, VIVO SIMILE ESISTENZA. ESSENZIALE LEGGERE IL LORO APPELLO

Le due famose “Witty Girls”, Elena e Maria Chiara Paolini, autrici della geniale pagina Witty Wheels, hanno scritto una lettera spettacolare al Presidente del Consiglio e ai Ministri.

La loro lettera è aperta alle nostre istituzioni ma anche a tutti noi, il loro appello riguarda la loro vita, la vita indipendente di tutti i disabili in situazione di solitudine, ma anche la mia, io sono sola con due genitori molto anziani, malati. Come Elena e Maria Chiara non cerco pietà ma vita, come loro combatto anche per la vita di tutti quelli che hanno bisogno di mani, di dedizione e di tempo altrui per alzarsi la mattina, per vestirsi, per lavarsi, per spostarsi e per tutte le cosiddette azioni necessarie al vivere, o meglio che del vivere sono premessa primaria.

Ringrazio Elena e Maria Chiara con tutto il cuore, mi unisco, nel mio piccolo, condividendo con gioia questa lettera e chiedo a voi di leggerla, di farla vostra e  di farla girare il più possibile.

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Caro Presidente del Consiglio e cari Ministri,

Come butta? 

Siamo due sorelle, Elena (quella con la maglia bianca) e Maria Chiara (quella con la maglia gialla).

Siamo disabili. Più precisamente, da sole, non riusciamo a fare quelle cose che la gente di solito fa se vuole restare viva. Quindi mangiamo, ci laviamo, puliamo casa e abbiamo una vita sociale innanzitutto grazie a delle assistenti personali.
Le nostre assistenti agiscono al posto delle nostre gambe e braccia, e questo ci permette di “fare cose vedere gente” e in generale vivere come c***o ci pare.
Le paghiamo grazie a due cose: i fondi ridicoli che lo Stato ci dà e gli enormi sforzi economici della nostra famiglia.

Ma questi soldi finiranno presto, e allora dovremo limitare seriamente la nostra vita, e indipendenza, e felicità. La nostra libertà ha una data di scadenza.

È molto semplice. Senza assistenti, non potremo più uscire liberamente. Magari perché non avremo qualcuno che guidi la nostra macchina per andare dagli amici. O magari non potremo fare la doccia quando vogliamo. O non avremo nessuno che cucini al posto nostro.
Farsi un toast, arrivare a uno scaffale alto, scostare le coperte e scendere dal letto, fare la doccia, mettere il reggiseno, caricare il cellulare, depilarsi. Sono funzioni basilari, eppure c’è una categoria di cittadini che per soddisfarle deve tirare fuori i soldi e pagare, oppure rinunciare.

Sì, perché i contributi statali attuali, di entità diversa di regione in regione, sono niente più che un’elemosina, una presa per i fondelli neanche tanto sottile.
“Non c’è budget”, e intanto una persona non esce di casa da un mese. “Hanno tagliato i fondi”, e intanto qualcun altro non si può lavare da una settimana. “Non ci sono i soldi”, e intanto un ragazzino non può uscire con gli amici.
Eppure paghiamo le tasse, e ci aspettiamo che ci tornino.

I fondi che ogni tanto vi vantate di stanziare per i disabili in realtà vengono destinati in gran parte alle case di cura, perché dietro alla case di cura – diciamolo ad alta voce – ci sono lucrosi interessi.
È lì che va chi non ha parenti, partner o amici che possano lasciare il loro lavoro per assisterlo. Ma cosa succede in una struttura residenziale per disabili?
Immaginate di non poter uscire, non poter vivere con chi vi pare, non poter compiere scelte e non avere libertà di movimento. Che tutto questo sia legale, solo perché sei disabile. Che tutto questo sia sconosciuto e sotterraneo, perché i reporter là dentro non ci arrivano.

Siamo assolutamente pronte – e con noi tanti altri – a lottare fino a che sarà necessario contro una vita di costrizioni e di rinunce.

Lo Stato ha il dovere di intervenire: proteggere le persone più vulnerabili e oppresse è proprio la sua funzione primaria. Andate a ripassarvi la Costituzione la Carta dei diritti ONU del 2009, e le leggi specifiche. Poi applicatele.
È imbarazzante, sembrate un bambino che non ascolta la maestra e poi si fa male o sporca dappertutto, e piange. Adesso però non frignate, potete ancora pulire questo gran casino.

Abbiamo bisogno di assistenza ora, per vivere le nostre vite adesso. Al momento ce la caviamo alla meno peggio e perdiamo opportunità, facendo con quel che c’è e rimanendo schiacciati: molti di noi stanno in pratica morendo, sprecando la vita.
Spesso non possiamo neanche fare una cosa normale come cercare lavoro, perché semplicemente non possiamo permetterci una persona che ci vesta tutte le mattine, e lo spiegate voi al mio capo che non dispongo pienamente del mio tempo?

Diciamo chiara una cosa. La tragedia non è il non essere autosufficienti: la tragedia è vivere in un paese che pensa di essere ancora nel Medioevo.

Siamo qui per assicurarvi questo, semmai ce ne fosse bisogno: non siamo passivi oggetti di cura da rabbonire e lisciare con promesse di cartapesta o briciole di diritti. Abbiamo una lunga lista di ambizioni e aspirazioni, e nessuna intenzione di lasciar perdere.

Siamo stanchi di sacrifici, fondi insufficienti e in ritardo, continue attese, contentini temporanei e rimbalzi di responsabilità. La clessidra della nostra sopportazione sta finendo, e siamo pronti a scendere in piazza se non vediamo risposte concrete.

Vogliamo che venga dato a ciascuno secondo il proprio bisogno di assistenza. Sappiamo che quando volete vi muovete veloci, quindi aspettiamo azioni, e in fretta. Siamo qui, e non ce ne andiamo.

Maria Chiara e Elena

A te che stai leggendo: abbiamo bisogno di te. Abbiamo bisogno del supporto di tutti.
Saremo più ascoltati se tante persone conoscono il problema: per cominciare, per favore aiutaci a diffondere questa lettera.

#liberidifare

 

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Cerchiamo di diffondere anche questo appello:

Stiamo cercando persone volenterose per realizzare qualcosa di concreto a seguito della nostra lettera aperta.
Stiamo programmando da qualche tempo delle manifestazioni/ cortei sincronizzati in tutte le regioni per sollecitare gli amministratori a stanziare più fondi per l’assistenza. È in gran parte una questione di visibilità, per mostrare unità e dimostrare che queste richieste sono supportate da molti.
Abbiamo fissato come date il 3, 4 e 5 NOVEMBRE (venerdì, sabato e domenica).

Chi è interessato a partecipare all’organizzazione a livello pratico ci può contattare a:
wittywheels.blog@gmail.com e risponderemo con tutte le informazioni necessarie.

Chi invece è interessato a partecipare alle manifestazioni, 7-10 giorni prima delle date verranno creati gli eventi su Facebook da far girare, quindi stay tuned. 🙂

Elena e Maria Chiara #liberidifare

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PRESUNTUOSI SONO I MIEI SOGNI…

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I MIEI SOGNI

Lucciole danzanti
fiaccole e torce
piroettanti
tra mani giocoliere
sono i miei sogni.
Scintille,
faville sfavillanti
brillanti,
presuntuosi, pretenziosi
i miei sogni.
Da sempre compagni
delle mie aguzzine notti
senza quiete.


Lorella Ronconi Attimi, tra meridiani e paralleli
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FRANCIS ALLENBY, UNA GRAFICA ALLA MEMORIA DI GIOVANNI E FRANCESCA FALCONE

Pubblico volentieri e sottoscrivo la capacità artistica di Francis Allenby, artista pugliese che amo in particolar modo. Allenby si contraddistingue per il suo grande impegno civile e sociale, come persona, romanziere e artista. Francesco, questo il suo nome, è un pittore eccellente che ha realizzato pitture e grafiche veramente di qualità. In questa sua ultima opera, dedicata al giudice Falcone e a sua moglie, il magistrato Francesca Morvillo, è sottolineato l’amore (sotto tutti i suoi significati) che illumina i due innamorati. L’amore come impegno e progetto di vita, di giustizia sociale che fa risplendere i loro sorrisi. Francesca e Giovanni operavano con forza ed onestà, nella grafica risplende, appunto, come una sorta di gloria, nei loro volti felici, ciò a cui si dedicavano con intelligente onestà, la giustizia, la pace e il loro amore.

Francis Allenby: “Questa grafica mi è stata, gentilmente e garbatamente, richiesta dalla bravissima Preside dell’Istituto Comprensivo “Luigi Pirandello” di Taranto, in occasione della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 18 settembre 2017. È stata una cosa che ho fatto con entusiasmo, un dono fatto, da me alla scuola, con tanta passione e senso di partecipazione sociale. Ringrazio la Preside per aver pensato a me e per avermi concesso di poter contribuire anche io con questo mio personale regalo la cui realizzazione ha coinciso coi miei ideali.”

GIOVANNI E FRANCESCA

Il testo di Francis Allenby che accompagna il dipinto.

GIOVANNI E FRANCESCA

Il 23 maggio del 1992, sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci , a pochi chilometri da Palermo l’auto in cui viaggiava il giudice Giovanni Falcone con sua moglie Francesca Morvillo fu dilaniata da una esplosione. Fu la conseguenza di un feroce attentato pianificato da cosa nostra, il cui capo indiscusso era, allora, Totò Riina. Nell’atto terroristico furono colpiti anche gli uomini della scorta del magistrato. Il giudice, sua moglie e quasi tutti i poliziotti rimasero uccisi. Gli unici a sopravvivere furono gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza.

Nel 1993, un anno dopo il tragico evento, venne piantato un maestoso albero di carrubo proprio nel terreno a ridosso della A29, nel punto preciso in cui era avvenuta la deflagrazione che aveva fatto perdere la vita a coloro i quali avevano dedicato la loro esistenza alla lotta alla mafia. L’albero fu piantato accanto ad un altro carrubo, che era stato colpito, ma non distrutto dalla detonazione.

Come un tacito passaparola, da allora in poi, tanti altri alberi di carrubo sono stati piantati in Sicilia, come un simbolo concreto, tangibile, visibile della lotta alla mafia: una lotta che tutti i siciliani veri hanno intrapreso, con coraggio, con fede.

L’albero di carrubo è divenuto, in tal modo, l’emblema di chi si oppone, di chi non accetta le regole devianti della mafia. E sono degli alberi di carrubo che sono rappresentati accanto all’immagine di Francesca Morvillo.

L’albero di Falcone, quello che ormai è divenuto l’albero di Falcone e Borsellino, per tutti, si trova nella città di Palermo. L’albero crebbe dinnanzi alla casa del giudice Falcone e, subito dopo la strage di Capaci, la gente prese ad apporvi tanti messaggi, tante lettere, tanti disegni: erano parole struggenti ed accorate di partecipazione, di presenza. L’albero si riempì di testimonianze: la gente voleva far sentire quanto le cose stavano cambiando, quanto erano già cambiate.

L’albero di Falcone è lì, accanto all’immagine del giudice.

Francesca Morvillo e Giovanni Falcone sono stati immaginati insieme, sorridenti, l’uno accanto all’altra, mentre lei posa la mano sulla spalla di lui con amore: due anime belle immerse nella luce.

Francis Allenby

– Francis Allenby è nato a Taranto nel 1960.
Ha conseguito il Diploma di Maturità Magistrale, ma non ha mai esercitato l’insegnamento, preferendo guadagnarsi da vivere con ogni altro tipo di lavoro. Non è un pittore e neppure un artista, ma soltanto un attivista, impegnato nella politica e nel sociale, guadagnandosi da vivere con ogni tipo di lavoro.
Ha iniziato a dipingere come ragazzo e ha raffinato la sua tecnica in uno studio d’arte.
Scrive articoli, come commenti gratuiti e romanzi, blogger e recensionista.
Francis Allenby ha pubblicato una collezione di storie gotiche corte,
THE TALES OF THE STORM e un romanzo in italiano: LO STOLTO DI CARDIZZINI.

Puoi vedere i suoi scritti su Francis Allenby

Puoi vedere i suoi dipinti su Francis Allenby, GIGARTE.com


MIYAGI, MAREMMA.  

Ho scoperto una poesia meravigliosa che riguarda la mia terra, come non ringraziare questo blogger che ha scritto questi versi così veri e così emozionanti?

#Miyagi #Maremma #poesia 

La pagina di Myagi 


Quando la gente passa spesso mi guarda, in 55 anni mi sono, quasi, abituata a certi sguardi. 

Da bambina invece erano molto dolorosi  sentivo gli occhi che cadevano sulla mia pelle, sulla  faccia, sul corpo, sguardi appiccicosi, umidi… come un chewing gum usato e poi spiaccicato addosso. Sembrava non poterli più togliere, quegli sguardi dalla pelle. Li portavo a casa, la notte, e piangevo  pensando di essere sbagliata: un mostro da nascondere in casa. Ma la forza della mia vita sono stati i miei genitori, i miei amici, grandi motori di forza, che mi hanno difesa, sostenuta. Mi hanno aiutato a capire, credere,  che sono bella.  Maturando infatti, dopo 30 anni, ho cominciato a guardarmi allo specchio osservando i particolari di tutto il mio corpo e li trovavo normali, particolari di donna. 

Se ne vedono di donne e di uomini passare al mare,  e, volendo essere guardoni, si può affermare che non tutti sono grandi specialità, anzi alcuni potrebbero anche evitare di guardare me e cominciare a guardare se stessi. Uomini donne ragazzi non vergognatevi del vostro corpo non vergognatevi di esistere né di essere, abbiate il coraggio di voler vivere che, ve lo dico, è il coraggio più difficile: amare se, accettare se. Non mettersi il costume 👙 rinunciare alla spiaggia, non farsi fotografie : sono vere violenze a noi stessi, sono offese al nostro corpo. DIFENDERE la nostra dignità a testa alta. 

L’altro giorno è passata una signora, qui accanto al mio ombrellone più volte ed ogni volta mi guardava con gli occhi di stupore, dall’alto al basso, rallentando per guardarmi meglio. Alla terza volta le ho detto (con voce forte) : “Signora? Ha visto bene? No, perché se non ha visto bene, le do un santino mio, così lo mette in borsa e mi può guardare a comodo!” 😂😂 lei silenziosa, ha abbassato lo sguardo è andata avanti senza dire nulla, e che cavolo! 😍😍😍 Sono così orgogliosa di me! 

© Lorella Ronconi 


ISTAT – IN ITALIA 13 MILIONI DI PERSONE DISABILI. ECCO TUTTI DELLA DISABILITA’ NEL NOSTRO PAESE

From www.inchieste.repubblica.it

SONO UNA PERSONA ALTERNATIVA 

Io sono diversa, per fortuna 🍀, altrimenti, non mi sarei riconosciuta in mezzo a tanta gente tutta uguale.

Oggi mi sento di dire che sono veramente felice di essere una donna diversa, una tipa alternativa di pensiero ma anche di fatto ✅ : ⌚3 ore sdraiata 😷, completamente orizzontale, ⌚ 3 ore in carrozzella, non è facile, capperola 😣 Sono orgogliosa di me. Si, io sono alternativa, non sono convenzionale, non mi adeguo alla cattiveria, sono diversa perché non mi voglio appiccicare il pensiero già confezionato dagli altri. Please, “no sold out”. 💹 Si, sono ALTERNATIVA , DIVERSA  perché voglio pensare con la mia testa. Sono diversa perché non rinnego la mia dignità, né vendo il mio pensiero 💭 al miglior offerente 💲. Sono diversa perché non ho mai digerito il grasso epulone e voglio passare per la cruna di un ago. Sono diversa perché sono alta 1 metro e 25, perché la mia malattia non esiste. Io sono diversa, per fortuna 🍀, altrimenti, non mi sarei riconosciuta in mezzo a tanta gente tutta uguale. 😱😂🙅🙆🙇  

Voglio dedicare al piccolo grande Davide questa mia riflessione perché mi ha ispirata,  grazie Davide! 

#iosonoalternativa #iosonodiversa #iononmivergogno #Iosonorara #senzabarriere #determined  

www.lorellaronconi.it

@lorellaronconi 


MISSAGLIA (LC), CONDANNATO IL COMUNE PER DISCRIMINAZIONE

SENTENZA STORICA: Missaglia (LC) Condannato il comune: non aveva accettato un bambino disabile al centro estivo.

Una sentenza importante e che farà giurisprudenza. Per l’avvocato De Luca “potrà essere usata in futuro dalle famiglie laddove gli Enti Locali pongano restrizioni o limiti alla frequenza di questi luoghi” Purtroppo, nonostante le insistenze della mamma, il piccolo Marco non ha potuto frequentare il centro estivo. Ma a distanza di un anno ha avuto almeno giustizia. Il Comune di Missaglia è stato condannato dalla prima sezione del Tribunale di Lecco per discriminazione per averlo escluso dal Centro estivo nell’estate del 2016. Marco è un bambino con un ritardo psicomotorio globale ed è riconosciuto invalido al 100%. Il Comune non aveva accettato la sua iscrizione “perché erano in corso lavori di ristrutturazione”, ricorda la madre Romina Polone. Il giudice però ha riconosciuto la condotta discriminatoria del Comune di Missaglia, accogliendo il ricorso presentato dalla famiglia e dalla Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha) ed evidenziando come in questa vicenda si sia “integrata la condotta discriminatoria (…) sulla base del disposto dell’articolo 2 della legge 67/2006”. Il Comune dovrà anche pagare un risarcimento danni di mille euro ai genitori del bimbo oltre alle spese

From www.superabile.it


BASEBALL E INTEGRAZIONE, 500 BAMBINI COLORANO LO STADIO A GROSSETO

La carica dei 500 colora lo stadio di baseball di Grosseto Torneo 4 Basi, festa grande con i bimbi targata Bsc Grosseto 1952

From ilgiunco.net: “Allo Jannella una vera festa del baseball giovanile che ha visto la partecipazione di 500 ragazzi delle scuole elementari accompagnati dai loro insegnanti Baseball Bsc festa allo Jannellae dai familiari. Il prato è stato trasformato in un tripudio di colori da tutti questi ragazzi entusiasti , suddivisi in 39 squadre in rappresentanza delle relative classi di cinque scuole elementari del di Grosseto (via Anco Marzio, via Einaudi , viale Giotto, via Montebianco e Roselle).

 

“Un ringraziamento particolare – scrive la società – ad Olga Ciaramella, rappresentante dell’amministrazione provinciale di Grosseto in qualità di delegato al sociale alle politiche giovanili e sport, che ha aperto la manifestazione, portando il saluto del sindaco Vivarelli Colonna. La manifestazione si è potuta svolgere grazie alla disponibilità dei dirigenti scolastici, del corpo insegnante e del Provveditorato di Grosseto che ringraziamo per aver dato l’opportunità a questi ragazzi di giocare allo Jannella, gentilmente concesso dalla società Jolly Roger Grosseto. Nella mattinata hanno dato contributo con la loro presenza, della quale siamo onorati – prosegue il Bsc – Alessandro Cappuccini , in rappresentanza della Fibs, Silvia Maraffon, per il  comitato regionale Toscano Fibs, Vladimiro Capecchi, per il comitato provinciale Fibs, Daniele Giannini, delegato provinciale del Coni, Cinzia Machetti, dirigente scolastico ed ex consigliere federale, Stefano Pannini, come rappresentante dell’assessorato allo Sport del Comune di Grosseto. Un ringraziamento particolare a Lorella Ronconi supertifosa del baseball e da sempre amica dei nostri tecnici “.


ANCHE QUANDO LA PERSONA CHE CI HA AMATO NON C’È PIÙ 

“Essere stati amati profondamente ci protegge per sempre, anche quando la persona che ci ha amato non c’è più. È  una cosa che ti resta dentro, nella pelle…❤” 

J.k. Rowling


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