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CORPO D’AMORE

Alda Merini, la poetessa che preferisco, una donna meravigliosa. Voglio ricordarla con una sua #poesia, come #preghiera, dieci anni dalla sua scomparsa.

“Gesù, forse è per paura delle tue immonde spine
ch’io non ti credo,
per quel dorso chino sotto la croce
ch’io non voglio imitarti.
Forse, come fece San Pietro,
io ti rinnego per paura del pianto.
Però io ti percorro ad ogni ora
e sono lì in un angolo di strada
e aspetto che tu passi.
E ho un fazzoletto, amore,
che nessuno ha mai toccato,
per tergerti la faccia.

Alda Merini.

Dalla raccolta «Corpo d’amore. Un incontro con Gesù».

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#poetry, #AldaMerini, #memory, #suffering, #Christ, #abbicuradime, #JeRouleAvecToi, #IosonoRARA


PROFUGA INVISIBILE, VAGO CANTANDO, LA NOTTE

Sono talmente rara che mi faccio paura da sola.

Il mio scheletro, con le articolazioni staccate, la scoliosi che lo ruota e le due pesanti barre d’acciaio, è più simile ad un’aliena, ad un pesce, fa’ design . Preferisco pensarmi come un’affascinante sirena, rarissima, in precoce estinzione.

Una sirena, come Lorelay, la mitologica sirena narrata nelle antiche novelle fiamminghe. Una ‘donnapesce’ arenata in Maremma, a Grosseto, felice di essere e di fare, nonostante la sua evidente diversità … Ora però sono sperduta, disorientata dalla situazione fisica, dal dolore crudo, dal dover rinunciare, cambiare, perdersi e ritrovarsi per cercare sorrisi.

Sfiancata dalla malattia che si evolve, dalle sue evoluzioni sempre più dolorose… ma anche dai retaggi, stereotipi, dalle barriere culturali e architettoniche, dalla rassegnazione, dall’opulentismo.

Indifferenza altrui? No, solo paura.

Sono consapevole, come scrivo in questi versi, dell’inconsapevolezza (ovviamente) che le persone hanno di me. Nemmeno io ho idea della mia genetica così fuori dalla norma. Ho paura, si. Ho paura di non farcela. Ho bisogno di sorridere, del buongiorno della gente, di sorrisi e verità, di coraggio e partecipazione e strade lisce che non mi facciano più prendere pasticche doppia razione e intelligenza umana .

Ho bisogno di carrozzelle anche per chi è un metro e 20. Di auto attrezzate senza vibrazioni, di miracoli, di Fede, di fratelli e sorelle, di generi, nipoti e sogni… e baseball e battaglie, ancora da inseguire.

© Lorella Ronconi

#ilviziodivivere #ilovemyland #illussodelladifferenza #senzabarriere #JeRouleAvecToi
#solounminuto perché  #Iosonorarissima

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SI, CE L’HO FATTA, SONO ARRIVATA QUI. PERÒ…

#riflessionidalletto. Finalmente, questo anno pensavo davvero di non riuscire ad arrivare esattamente qui, a vedere il tramonto sul mare.

Ne ho passate davvero tante, ero quasi convinta di non riuscire a ritornare dal mio amato mare. Invece eccomi, beata, di fronte alla brezza di luglio, all’arancio, a tutte le sfumature del rosa, Eccomi qui, di fronte al profumo di salsedine, al canto delle onde, alle sagome delle isole dell’arcipelago toscano. Un sogno esaudito. Uno sballo!!!

Vorrei essere bipede solo per correre a schizzare i piedi lì tra la sabbia e il mare, sentire le onde scivolarmi con la sabbia sotto i piedi. Che meraviglia!

Vorrei essere qui esattamente oggi dove sono, per tutta la vita. Vorrei essere qui come punto di partenza e come punto di arrivo. Vorrei che questa sensazione di gioia perfetta non finisse mai. Vorrei che questa passerella non terminasse qui ma potesse portarmi fino a sfiorare gli schizzi delle onde…🌊

Ogni volta che c’è una passerella che si interrompe la sirena che me torna ad essere guerriglia, mi sale sù la voglia di non arrendermi, di resistere ed insistere contro le disparità ed ingiustizie.

L’indifferenza degli ‘umani’a volte è davvero una spaventosa violenza. Io ne parlo poi arrivano i like ma tutto finisce lì. Perché non posso arrivare fino alla battigia? Talvolta penso che questa punizione inflittami dai miei simili sia per far sì che rimanga a distanza, per comprendere meglio l’aridità umana, per osservarla nella sua totale assenza di empatia collaborativa (e fattiva).

🧜‍♀️Lorella Ronconi

“Sulla roccia un’onda sboccia, è lontano laggiù l’orizzonte di terra. Frenetici piedi guerrigli, correnti orologi sudati, indaffarati. Sbadiglio l’umano che è in me e guizza il pesce che sono”

Sirena Guerriglia, 2013.

💡
#SirenaGuerriglia, #Xriflettere, #senzabarriere #illussodelladifferenza #mare, #amoremio, #accessibilità, #GrifoMareBeach, #estate2019, #iononmivergogno, #senzabarriere, #determined, #Ilovemyland #partecipazione


E POI CI SONO I CURIOSI

“Scusi? Lei…si, lei. Mi sta fissando, mi conosce? No!? Allora cosa ha da guardare, vuole una mia foto ? Così se la mette in borsa e potrà farlo quanto vuole! “

Spesso le persone mi guardano, in 56 anni mi sono (quasi) abituata a certi sguardi. Da bambina erano molto dolorosi, sentivo gli occhi  delle persone che cadevano sulla mia pelle, sulla faccia, sul corpo, sguardi appiccicosi, umidi, come chewing gum usato e poi spiaccicato addosso. Quegli sguardi sembrava non poterli più togliere neanche lavandosi . La notte piangevo  ripensandoci credendo di essere sbagliata: un mostro da nascondere in casa.

La vera sostanza della mia vita sono stati i miei genitori, i miei amici, grandi motori di forza, mi hanno difesa, sostenuta; mi hanno aiutato a capire, con consapevolezza, la mia bellezza.
Con la maturità dei 30 anni ho cominciato a guardarmi meglio allo specchio, osservando i particolari di tutto il mio corpo: li trovavo normali, veri particolari di donna e non mostro.

Se ne vedono di donne e di uomini passare al mare e, volendo essere guardoni, si può affermare che non tutti sono grandi specialità, anzi alcuni potrebbero anche evitare di guardare me e cominciare a guardare se stessi.
↪ Uomini donne ragazzi non vergognatevi del vostro corpo, non vergognatevi di esistere né di essere, abbiate il coraggio di voler vivere che, ve lo dico, è il coraggio più difficile: amare se stessi, accettare se stessi.
Non mettersi il costume,  rinunciare alla spiaggia, non farsi fotografie: sono vere violenze a noi stessi, sono offese al nostro corpo. Fondamentale difendere la nostra dignità a testa alta.

➡ L’altro giorno è passata una signora più volte, accanto al mio ombrellone, ogni volta mi guardava con gli occhi  di stupore, dall’alto al basso, rallentando per guardarmi meglio. Alla terza volta le ho detto (con voce alta):  “Signora? Ha visto bene? No, perché se non ha visto bene, le do’ un santino mio, così lo mette in borsa e mi può guardare a comodo!”
lei silenziosa, ha abbassato lo sguardo è andata avanti senza dire nulla, e che cavolo! Sono così orgogliosa di me!


IL 1968, L’ITALIA, GROSSETO ED BIMBA ‘ANORMALE’ IN UNA SCUOLA NORMALE.

“LEI VA CONTRO OGNI BUONSENSO” DISSE UN “CAPOCCIONE” ALLA MADRE INTESTARDITA, “SE NE PENTIRÀ!”

I maestri elementari sono veri eroi!

#riflessionidalletto. In un momento estremamente difficile e triste, un ri-incontro magico, uno dei due maestri delle elementari, Francesco Prunai 😱🌹🙂.

QUANTI ANNI FA? Nel 1968 la mia prima 1⃣° elementare, nel 1973 la 5°, per cui… Ne ho 56, quanti sono? #CAPITE?! Io ho fatto la prima elementare nell’anno domini in cui il movimento del ’68 fece eco in Italia 🇮🇹!!! Fui la prima bimba ‘piccina’ ad essere inserita a #Grosseto, in una scuola normale, che mi volle ed in una classe “sperimentale normale” (si diceva così) composta solo da #femmine ♀, con la mia maestra Pezzi che mi accettò (❤️ la mia fata ) con grande responsabilità e coraggio.

➡️ GRAZIE A MIA MAMMA PER IL GRAN BATTERSI PER IL MIO INSERIMENTO ‘IN UNA CLASSE NORMALE’.

NEL 1968 ESSERE IN PRIMA ELEMENTARE CONTRO OGNI BUON SENSO

Mia #mamma Andreina pianse, bussó porte e camminò chilometri a piedi per uffici, le dettero della sciagurata e incapace di crescermi. Girò per tutte le scuole elementari ‘normali’ della città ma non volevano responsabilità i direttori. Infine la svolta, in via Brigate Partigiane, il SI con la maestra Maria Elena Pezzi che accettò con gioia, ed ebbi il primo giorno di elementari anche io. Queste cose non le ho sapute che da grande, nessun insegnante o persona mi ha mai fatto sentire fuori luogo o #straniera.

➡️ Grazie alla MIA maestra PEZZI che mi accettò e il maestro PRUNAI. Lavoravano in step e mai hanno dubitato sulla scelta fatta.

Queste cose non le ho sapute che da grande, nessun insegnante dell’epoca mi aveva mai fatto sentire fuori luogo o #straniera. L’#Italia è stato uno dei primi stati in Europa a superare le scuole “differenziali”; sino alla prima metà degli anni Sessanta i disabili nel nostro paese venivano educati negli “Istituti speciali”, come nel resto d’Europa e del mondo. In un modo veramente straordinario l’ondata sessantottina s’abbatté anche sulle nostre scuole speciali, tacciandole di rappresentare un sistema chiuso, senza un libro uguale per tutti, accusandole di essere un vero e proprio ghetto.

Fu’ così che il 30 marzo 1971, con l’approvazione della legge n. 118, si stabilì per legge che anche gli #alunni #disabili dovessero adempiere l’obbligo scolastico nelle scuole comuni, ad eccezione di quelli più gravi. Naturale e scontata conseguenza della ventata rivoluzionaria fu la chiusura degli Istituti speciali, disposta con la Legge 360 dell’11 Maggio del 1976, cui seguì l’anno dopo la legge 517 che introdusse in Italia il principio dell’inclusione per tutti gli alunni disabili della scuola elementare e media dai 6 ai 14 anni. Infine, la sentenza della #Consulta n. 215/87 sancì il riconoscimento del pieno ed incondizionato diritto allo studio per tutti gli alunni/studenti con disabilità, anche in condizioni di gravità, nelle scuole secondarie superiori. A Grosseto, in quel fatidico 1968 furono create due classi sperimentali e i due maestri si trovarono uniti ‘del movimento sessantottino in insegnamento #instep. Il maestro Prunai aveva tutti i #maschi ♂, la Pezzi le bimbe. Che eccellenze, ecco dei #VERIEROI🎖️Insieme mi crebbero senza paura, con rispetto, dolcezza, fermezza ma grande dedicazione, come una figlia (tutti eravamo figli), insegnando anche agli altri bambini il #valore della #differenza.

GRAZIE MAESTRI 🙏 ! A nome di tutti quei bimbi che hanno avuto l’#opportunità di crescere in condizioni di #uguaglianza. La nostra #scuolamigliore 🏫 è fatta anche da tutti i maestri elementari così dediti, indomiti verso l’insegnamento di quella #cultura (che non è diventare famosi, avere titoli per sé stessi) impastata di #amore, #educazione e interesse per bene di ogni bambino che hanno sotto le ali.

Grazie maestro Prunai, grazie maestra Pezzi, ❤️ mi avete regalato tanta vita 🌱 capacità e… normalità. Dopo i miei genitori e nonni, siete le mie radici 🌱 🌈!

#6febbraio2019 #movimento1968 #elementari #disabilità #senzabarriere #illussodelladifferenza

© Lorella Ronconi 2019


EPPURE CI PROVO

Eppure ci provo

Cerco di essere consapevole dell’inconsapevolezza altrui.

Profuga invisibile, vago cantando, nella notte.
Ce la posso fare.

© Lorella Ronconi


OFFESA PER UN CARTONE, DOVE È FINITA L’UMANITÀ?

#riflessionidalletto. La cattiveria non ha limiti. #Offesa stasera da due donne. Non è sempre tutto semplice e comodo, ma credevo che di fronte ad una carrozzella un pizzico di scintilla umana guizzasse nei cervelli. Invece no. Stasera tornando a casa da una passeggiata con due persone che mi accompagnavano, ci hanno gridato una bella frase “di cuore” . Non me l’aspettavo, questo “pezzo” mancava nella vita 😤. Una delle due persone che erano con me aveva raccolto dei cartoni per fare degli addobbi natalizi. Era freddo, tornavamo di fretta a casa ❄ ed eravamo bene cariche di piumini, sciarpe e cappelli di lana. Da dietro sentiamo un’auto alle spalle, un Suv blu ci si è avvicinato, rallenta… io mi sono voltata con un bel sorriso , convinta che qualche amico, o amica, si sia affiancato per salutarci. E invece , abbassando il finestrino appaiono due donne sconosciute, quella alla guida ci urla una coltellata: “Andate, andate nei cartoni che ci dormite meglio!”. 😲 Shock 🤯! Poi è ripartita a razzo, ho fatto solo in tempo ad urlare loro : “Certo, vai, vaiii !”. Avrei voluto scendere dalla carrozzella e camminare solo per rincorrerle!!! Ma ci rendiamo conto?!? Che schifo 🤮 di soggetti esistono? Ci ha dato delle barbone perché avevamo un cartone e cappelli e sciarpe
Perché? Ma la gente non sta bene ultimamente!! E se fossimo state davvero tre donne costrette a dormire per strada in un cartone? Dove sta l’#umanità? Invece di una frase in soccorso, assistenza, “Hai bisogno di qualcosa? Hai freddo? Hai fame?” 😢😭 Ma questi sono i tempi del Natale????? 😱 Queste sono le persone di buona volontà?
Hei. Diamoci una calmata mondo, le persone, tutte, sono persone prima di tutto. Siate umani.
🌸
#stopracism #nobarriers #besensible #takingcare #behuman

© Lorella Ronconi


AUGURI A NOI, DONNE.

🌹Auguri a noi, donne violentate, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto… Dicono che sia per amore o ignoranza 🤷‍♂️ prepotenza o corruzione, non lo sappiamo noi il perché, ma conosciamo bene la i boia della nostra sofferenza. Donne rosa pink , blu, fucsia e non solo. Donne azzurre come il cielo, come il figlio che avrebbero voluto, curato, sognato, o perduto, amato dal loro pancione avventizio.
🌹Alle donne nere come le notti, buie, ad aspettare, speranze viaggianti, su stazioni in arrivo/partenze, “plin-plon 🎶 …l’aereo in arrivo da…”.
🌹Auguri alle donne arancio tramonto del futuro che at-tende un altro giorno: domani sarà migliore?
🌹Auguri alle donne che respirano nel giallo delle luci al neon, schiave e padrone di vite non scelte.
🌹Auguri a quelle che guardano oltre il soffitto che non hanno più, ma non era il soffritto?
🌹Auguri alle donne dei soffitti crollati, dei soffitti da costruire con amori passati, in arrivo, alle donne, piaganti di rosso d’amore.
🌹 Auguri a noi donne “a rotelle”, in movimento agitato, determinato, seppur con i bastoni bianchi o con un foglietto ed una penna, per essere comprese.
🌹Auguri alle donne che non si rassegnano, come me, violentata invisibile dalla violenza che non conosce di esserlo. Eppure fa male. Le mie cicatrici capite solo da sorelle (e fratelli) con container colmi di segni da mostrare, a testa alta. Noi sopravvissuti e portatori di non violenza che è color arcobaleno, come la pace che non smetterò mai di cercare! 🌈

© Lorella Ronconi

❤️🧡💛💚💙💜🖤💝

#giornatainternazionalecontrolaviolenzaalledonne, #noicisiamo, #vocealsilenzio #25novembre

#senzabarriere


LE PERSONE CHE CI RENDONO FELICI…

Lasciateci essere grati
verso le persone che ci rendono felici.
Sono come affascinanti giardinieri
che fanno fiorire la nostra anima.

Marcel Proust


MORIRE QUANDO NECESSARIO, RINASCERE QUANDO OCCORRE

… In caso di pericolo, l’oloturia (o cetriolo di mare) si divide in due: dà un sé in pasto al mondo, e con l’altro fugge. Si scinde in un colpo in rovina e salvezza, in ammenda e premio, in ciò che è stato e ciò che sarà. Nel mezzo del suo corpo si apre un abisso con due sponde subito estranee. Su una la morte, sull’altra la vita. Qui la disperazione, là la fiducia. Se esiste una bilancia, ha piatti immobili. Se c’è giustizia, eccola. Morire quanto necessario, senza eccedere. Rinascere quanto occorre da ciò che si è salvato.

Wislawa Szymborska

LA POESIA INTERA È :

Autotomia

In caso di pericolo, l’oloturia si divide in due:

dà un sé in pasto al mondo,

con l’altro fugge.

Si scinde d’un colpo in rovina e salvezza,

in ammenda e premio, in ciò che è stato e ciò che sarà.

Nel mezzo del suo corpo si apre un abisso

con due sponde subito estranee.

Su una la morte, sull’altra la vita.

Qui la disperazione, là la fiducia.

Se esiste una bilancia, ha piatti immobili.

Se c’è una giustizia, eccola.

Morire quanto necessario, senza eccedere.

Rinascere quanto occorre da ciò che si è salvato.

Già, anche noi sappiamo dividerci in due.

Ma solo in corpo e sussurro spezzato.

In corpo e poesia.

Da un lato la gola, dall’altro il riso,

leggero, presto soffocato.

Qui il cuore pesante, là non omnis moriar,

tre parole piccole, soltanto, tre piume d’un volo.

L’abisso non ci divide.

L’abisso ci circonda.

~ Wisława Szymborska ~


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