Archivi categoria: Fede

#RIFLESSIONIDALLETTO,  I MIEI GMF 

Certamente l’anno passato ha portato grandi cambiamenti nella mia vita, non posso dire che è stato un anno da ricordare: la polmonite, le vacanze con l’orticaria, lo stress in casa, la conclusione amorosa, il dolore fisico, un vero cambiamento repentino della mia vita ed una nuova vita da imparare.

Avevo già vissuto da #disabile fin da bambina, poi, nel 91, l’operazione e la paralisi per imparare ancora un’altra disabilità e un’altra vita da un’altra prospettiva. Dall’anno scorso nuovo cammino, ho dovuto imparare a convivere con l’ossigeno, il glaucoma, abbandonare le mie care sigarette e scrivere meno per risparmiare il dolore ai polsi. Tutte le cose che amavo di più se ne vanno… piano piano. Non solo rinunce però, ringrazio questa  mia strana vita, ringrazio il Cielo per avermi  donato tantissime persone belle, tanti veri amici, sono loro i miei GMF 😀 !

I “Grandi Motori di Forza”, tutte quelle facce amiche nelle quali io mi specchio e mi trovo a casa, al sicuro; guardandolo da questa prospettiva il 2016 non sembra poi così male,  un anno bellissimo lo voglio ricordare con i volti degli amici.

© Lorella Ronconi 

#tivogliobene #amicizia #senzabarriere #setedisapere #determined

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SONO UNA PERSONA ALTERNATIVA 

Io sono diversa, per fortuna 🍀, altrimenti, non mi sarei riconosciuta in mezzo a tanta gente tutta uguale.

Oggi mi sento di dire che sono veramente felice di essere una donna diversa, una tipa alternativa di pensiero ma anche di fatto ✅ : ⌚3 ore sdraiata 😷, completamente orizzontale, ⌚ 3 ore in carrozzella, non è facile, capperola 😣 Sono orgogliosa di me. Si, io sono alternativa, non sono convenzionale, non mi adeguo alla cattiveria, sono diversa perché non mi voglio appiccicare il pensiero già confezionato dagli altri. Please, “no sold out”. 💹 Si, sono ALTERNATIVA , DIVERSA  perché voglio pensare con la mia testa. Sono diversa perché non rinnego la mia dignità, né vendo il mio pensiero 💭 al miglior offerente 💲. Sono diversa perché non ho mai digerito il grasso epulone e voglio passare per la cruna di un ago. Sono diversa perché sono alta 1 metro e 25, perché la mia malattia non esiste. Io sono diversa, per fortuna 🍀, altrimenti, non mi sarei riconosciuta in mezzo a tanta gente tutta uguale. 😱😂🙅🙆🙇  

Voglio dedicare al piccolo grande Davide questa mia riflessione perché mi ha ispirata,  grazie Davide! 

#iosonoalternativa #iosonodiversa #iononmivergogno #Iosonorara #senzabarriere #determined  

www.lorellaronconi.it

@lorellaronconi 


ANCHE QUANDO LA PERSONA CHE CI HA AMATO NON C’È PIÙ 

“Essere stati amati profondamente ci protegge per sempre, anche quando la persona che ci ha amato non c’è più. È  una cosa che ti resta dentro, nella pelle…❤” 

J.k. Rowling


IO RUOTO, IN UN MONDO FATTO DI PASSI

JE ROULERuoto, scivolo, piroetto
tra piedi frettolosi
non trovo le mie orme
sul calore della sabbia
solo i segni delle mie ruote
due strisce affondate dal peso della sofferenza.
Sofferenza gratuita
sofferenza che scivola lentamente
come la mia vita, sgrana goccia dopo goccia
attraverso il tubo della flebo.
Attendo, aspetto
cerco le mie orme
non le trovo: io ruoto
je roule.

 
Due linee sul grigio dell’asfalto
segnano l’inverno.
Aspetto al di là delle vetrine dei negozi
Io non entro, attendo fuori.
Scale fra me e la gente
porte troppo strette
barriere che strappano la libertà.
Mondi inesplorati
oltre quelle rampe, la vita si muove agitandosi
fra vanità e gambe frettolose
fra sogni che strappano l’anima e carezze dell’impossibile
ho perso le mie orme
ma io ruoto, si.
In un mondo fatto di passi
je roule.

Lorella Ronconi (Acquista da qui il libro: Je roule Ed. Ets Pisa)
Photo by Joanne Francine Joyce
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PAOLO MARI: SABBIA, UNA CANZONE PER CHI COMBATTE CONTRO LA MALATTIA

“Sabbia”, di Paolo Mari, una canzone dedicata a tutte le donne e gli uomini che ogni giorno combattono contro la malattia.

Il testo della canzone, “Sabbia” è stato ispirato dalle poesie e dalle lettere scritte da Patrizia Paoni durante la sua malattia, parole raccolte dal suo compagno, Bruno Solimeno, nel libro “Un sogno: il nostro amore bellissimo”.
Paolo Mari ha scritto e arrangiato la musica, ha suonato e registrato la chitarra, le percussioni e ha adattato il testo per la canzone. La voce è di Giulia Solimeno, la tromba di Giulio Mari. L’audio è stato mixato da Matteo Breschi,  il video è stato realizzato da Dalia Mari. Alla scrittura della canzone ha partecipato Laura Gosi.
Una canzone meravigliosa che vi invito ad ascoltare, una canzone che dedico anche io a me stessa e della quale ringrazio Paolo per avermela fatta ascoltare.

L.R.


SEI UNA NOTTE DI STELLE CHE STUZZICA IL CUORE   

E il mio cuore mi sussurra parole di coraggio e speranza. Ti amo amore mai avuto. Ti amo sogno mai esaudito. Sei la terra che mai canminero’? O il cuscino che attende i miei sogni? Sei Amore…. Non deludermi ancora.  

SUD AMERICA

Sei una notte di stelle 
che stuzzica il cuore. 

Immagine languida

sognata 

inventata. 


Una notte che ben conosce

il giorno passato 

che prepara il cuscino

per quello sperato.


Una notte che invoca

il profumo di mare

e col suo lieve tepore 

è ruffiana d’amore.


Lorella Ronconi  (Sirena Guerriglia) 


IF « AND – WHICH IS MORE- YOU’LL BE A MAN, MY SON!»

Are losing theirs and blaming it on you;
If you can trust yourself when all men doubt you,
But make allowance for their doubting too:
If you can wait and not be tired by waiting,
Or being lied about, don’t deal in lies,
Or being hated, don’t give way to hating,
And yet don’t look too good, nor talk too wise;

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If you can dream—and not make dreams your master;
If you can think—and not make thoughts your aim,
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same:
If you can bear to hear the truth you’ve spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build ‘em up with worn-out tools;

If you can make one heap of all your winnings
And risk it on one turn of pitch-and-toss,
And lose, and start again at your beginnings
And never breathe a word about your loss:
If you can force your heart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on when there is nothing in you
Except the Will which says to them: “Hold on!”

If you can talk with crowds and keep your virtue,
Or walk with Kings—nor lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you,
If all men count with you, but none too much:
If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds’ worth of distance run,
Yours is the Earth and everything that’s in it,
And—which is more—you’ll be a Man, my son!

 » (Rudyard Kipling, If)

 If – Ascolta l’audio qui

Reading of the poem If-, by Rudyard Kipling – 1895

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Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

 » (Rudyard Kipling, Se)

– {{Information |Description=Reading of the poem If-, by Rudyard Kliping |Source=Own work by uploader |Date=Feb 9, 2009 |Author=Luis.imperator |Permission=public domain |other_versions= }} [[Category:Rudyard Klipin –

 

 

 


MANEGGIARE CON CURA, L’ABBRACCIANTE CREATURA 

FRAGILE  

Leggera delicatezza

spezzante limitatezza

dell’umana caducità:

Fragilità.

Povero, solo, essere,

che hai e non sei:

maneggiare con cura…

l’abbracciante creatura…

mareggiata dell’amore.

 

Maneggiare con cura

il fragile di me

che forse

vi appartiene.

L. R. “Sirena Guerriglia” www.lorellaronconi.it

 

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MADRE NATURA NON SMETTE MAI DI SPERARE

Nella grande serra di babbo Elio, Mamma Diamantino ha covato con passione, nonostante il freddo, e proprio nei giorni più freddi è nato Cippo, non è bellissimo? Madre Natura non smette mai di sperare.

Dobbiamo imparare da lei se vogliamo andare avanti. Guardare a lei per capire come amare e proteggere la Vita, come farci portatori di vita,  di cura, di rispetto e vera educazione,  per noi stessi, prima di tutto e per gli altri. Il nostro buon futuro dipende dal nostro amore per Madre Natura e da ciò che abbiamo appreso da lei.

60 ANNI INSIEME, UN ANNIVERSARIO SPECIALE, QUELLO DEI MIEI GENITORI, ELIO E ANDREINA

­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­Casal di Pari, 21 Ottobre 1956-Grosseto, 21 Ottobre 2016 : 60 anni insieme.

Nozze di Diamante per Elio Ronconi ed Andreina Savoi

Il 21 marzo del ‘53 si erano fidanzati e tre anni dopo si promettevano amore eterno davanti a Dio, sposandosi nella piccola, meravigliosa chiesa di S. Donato, a Casal di Pari. Giovani e innamorati, avevano il cuore pieno di speranza, ma probabilmente non immaginavano un futuro così speciale e lungo assieme. Venti anni lei, ventitrè lui, tanta incoscienza, ma una forte determinazione a mettere su famiglia.  

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Povertà e difficoltà non gli mancarono, ma la  solidarietà  e la complicità che li univa gli consentì sempre  di superare ogni ostacolo. Anche quando sembrava che non potessero avere figli, la speranza e l’amore reciproco non li abbandonò; si fecero forza e andarono avanti insieme, sempre fiduciosi, fino a quando sono arrivata io. Certamente a babbo e mamma sarà sembrato tutto perfetto: una bimba prodigiosa, bionda e vivace, una bambola tutta per loro, posso solo lontanamente immaginare la felicità che provarono: erano diventati genitori!

Nell’ occasione del loro 60° anniversario di matrimonio, voglio ringraziarli in modo ufficiale ed esprimergli tutta la mia riconoscenza per la sapienza, la forza, il coraggio, la pazienza che mi hanno trasmesso e per i sorrisi, le carezze, gli abbracci che mi hanno donato  fin  da quando sono nata.

Erano molto giovani, non erano preparati ad avere una bimba ‘differente’ con così tanto dolore alle gambe ed una malattia che nessuno conosceva. Ma loro non si sono mai arresi.

Ricordo i viaggi su e giù per l’Italia per raggiungere ospedali specializzati, ci si alzava all’alba per non perdere quei treni della speranza; ricordo dottori con le facce strane che mi misuravano. Il camminare mi provocava dolore e allora la mia salvezza era in braccio a babbo. Babbo Elio,il mio rifugio.

E mamma Andreina, la mia forza. Si battè con tutta la sua tenacia per mandarmi in una scuola “normale”; andava per uffici sostenendo che sua figlia doveva crescere in modo normale, come e con gli altri bambini. All’epoca esistevano ancora le scuole differenziali per  le persone “diverse”: disabili motori, psichici, sensoriali; la medicina e la ricerca annaspavano senza avere coscienza del gran numero di malattie rare esistenti. L’ ignoranza era dilagante,  giganteschi  i tabù e i pregiudizi; spesso i genitori di bambini disabili si vergognavano dei loro figli e relegavano la dimostrazione del loro amore per loro entro  convenzioni pelose e  l’ambito circoscritto delle mura domestiche.

Elio e Andreina, invece, i miei angeli che lasciavano il rosso dell’uovo a me e si dividevano il bianco, che lavoravano anche di notte per mettere insieme i soldi necessari per nuove cure, non hanno mai avuto né vergogna né paura di dire “sì” alla loro storia, di dire “sì” ad una bimba bionda che non riusciva crescere e a camminare, nessuno sapeva il perché.

Ai miei genitori, che non hanno mai disatteso un compleanno, né mai mortificato la mia entusiastica infanzia piena di curiosa, ingegnosa allegria, devo tutto ciò che ho e che sono: una persona viva, felice, realizzata.

Grazie babbo Elio, grazie mamma Andreina, buon anniversario di diamante!

Lorella Ronconi


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