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SEI UNA NOTTE DI STELLE CHE STUZZICA IL CUORE   

E il mio cuore mi sussurra parole di coraggio e speranza. Ti amo amore mai avuto. Ti amo sogno mai esaudito. Sei la terra che mai canminero’? O il cuscino che attende i miei sogni? Sei Amore…. Non deludermi ancora.  

SUD AMERICA

Sei una notte di stelle 
che stuzzica il cuore. 

Immagine languida

sognata 

inventata. 


Una notte che ben conosce

il giorno passato 

che prepara il cuscino

per quello sperato.


Una notte che invoca

il profumo di mare

e col suo lieve tepore 

è ruffiana d’amore.


Lorella Ronconi  (Sirena Guerriglia) 

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IF « AND – WHICH IS MORE- YOU’LL BE A MAN, MY SON!»

Are losing theirs and blaming it on you;
If you can trust yourself when all men doubt you,
But make allowance for their doubting too:
If you can wait and not be tired by waiting,
Or being lied about, don’t deal in lies,
Or being hated, don’t give way to hating,
And yet don’t look too good, nor talk too wise;

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If you can dream—and not make dreams your master;
If you can think—and not make thoughts your aim,
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same:
If you can bear to hear the truth you’ve spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build ‘em up with worn-out tools;

If you can make one heap of all your winnings
And risk it on one turn of pitch-and-toss,
And lose, and start again at your beginnings
And never breathe a word about your loss:
If you can force your heart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on when there is nothing in you
Except the Will which says to them: “Hold on!”

If you can talk with crowds and keep your virtue,
Or walk with Kings—nor lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you,
If all men count with you, but none too much:
If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds’ worth of distance run,
Yours is the Earth and everything that’s in it,
And—which is more—you’ll be a Man, my son!

 » (Rudyard Kipling, If)

 If – Ascolta l’audio qui

Reading of the poem If-, by Rudyard Kipling – 1895

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Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

 » (Rudyard Kipling, Se)

– {{Information |Description=Reading of the poem If-, by Rudyard Kliping |Source=Own work by uploader |Date=Feb 9, 2009 |Author=Luis.imperator |Permission=public domain |other_versions= }} [[Category:Rudyard Klipin –

 

 

 


MANEGGIARE CON CURA, L’ABBRACCIANTE CREATURA 

FRAGILE  

Leggera delicatezza

spezzante limitatezza

dell’umana caducità:

Fragilità.

Povero, solo, essere,

che hai e non sei:

maneggiare con cura…

l’abbracciante creatura…

mareggiata dell’amore.

 

Maneggiare con cura

il fragile di me

che forse

vi appartiene.

L. R. “Sirena Guerriglia” www.lorellaronconi.it

 

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MADRE NATURA NON SMETTE MAI DI SPERARE

Nella grande serra di babbo Elio, Mamma Diamantino ha covato con passione, nonostante il freddo, e proprio nei giorni più freddi è nato Cippo, non è bellissimo? Madre Natura non smette mai di sperare.

Dobbiamo imparare da lei se vogliamo andare avanti. Guardare a lei per capire come amare e proteggere la Vita, come farci portatori di vita,  di cura, di rispetto e vera educazione,  per noi stessi, prima di tutto e per gli altri. Il nostro buon futuro dipende dal nostro amore per Madre Natura e da ciò che abbiamo appreso da lei.

60 ANNI INSIEME, UN ANNIVERSARIO SPECIALE, QUELLO DEI MIEI GENITORI, ELIO E ANDREINA

­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­Casal di Pari, 21 Ottobre 1956-Grosseto, 21 Ottobre 2016 : 60 anni insieme.

Nozze di Diamante per Elio Ronconi ed Andreina Savoi

Il 21 marzo del ‘53 si erano fidanzati e tre anni dopo si promettevano amore eterno davanti a Dio, sposandosi nella piccola, meravigliosa chiesa di S. Donato, a Casal di Pari. Giovani e innamorati, avevano il cuore pieno di speranza, ma probabilmente non immaginavano un futuro così speciale e lungo assieme. Venti anni lei, ventitrè lui, tanta incoscienza, ma una forte determinazione a mettere su famiglia.  

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Povertà e difficoltà non gli mancarono, ma la  solidarietà  e la complicità che li univa gli consentì sempre  di superare ogni ostacolo. Anche quando sembrava che non potessero avere figli, la speranza e l’amore reciproco non li abbandonò; si fecero forza e andarono avanti insieme, sempre fiduciosi, fino a quando sono arrivata io. Certamente a babbo e mamma sarà sembrato tutto perfetto: una bimba prodigiosa, bionda e vivace, una bambola tutta per loro, posso solo lontanamente immaginare la felicità che provarono: erano diventati genitori!

Nell’ occasione del loro 60° anniversario di matrimonio, voglio ringraziarli in modo ufficiale ed esprimergli tutta la mia riconoscenza per la sapienza, la forza, il coraggio, la pazienza che mi hanno trasmesso e per i sorrisi, le carezze, gli abbracci che mi hanno donato  fin  da quando sono nata.

Erano molto giovani, non erano preparati ad avere una bimba ‘differente’ con così tanto dolore alle gambe ed una malattia che nessuno conosceva. Ma loro non si sono mai arresi.

Ricordo i viaggi su e giù per l’Italia per raggiungere ospedali specializzati, ci si alzava all’alba per non perdere quei treni della speranza; ricordo dottori con le facce strane che mi misuravano. Il camminare mi provocava dolore e allora la mia salvezza era in braccio a babbo. Babbo Elio,il mio rifugio.

E mamma Andreina, la mia forza. Si battè con tutta la sua tenacia per mandarmi in una scuola “normale”; andava per uffici sostenendo che sua figlia doveva crescere in modo normale, come e con gli altri bambini. All’epoca esistevano ancora le scuole differenziali per  le persone “diverse”: disabili motori, psichici, sensoriali; la medicina e la ricerca annaspavano senza avere coscienza del gran numero di malattie rare esistenti. L’ ignoranza era dilagante,  giganteschi  i tabù e i pregiudizi; spesso i genitori di bambini disabili si vergognavano dei loro figli e relegavano la dimostrazione del loro amore per loro entro  convenzioni pelose e  l’ambito circoscritto delle mura domestiche.

Elio e Andreina, invece, i miei angeli che lasciavano il rosso dell’uovo a me e si dividevano il bianco, che lavoravano anche di notte per mettere insieme i soldi necessari per nuove cure, non hanno mai avuto né vergogna né paura di dire “sì” alla loro storia, di dire “sì” ad una bimba bionda che non riusciva crescere e a camminare, nessuno sapeva il perché.

Ai miei genitori, che non hanno mai disatteso un compleanno, né mai mortificato la mia entusiastica infanzia piena di curiosa, ingegnosa allegria, devo tutto ciò che ho e che sono: una persona viva, felice, realizzata.

Grazie babbo Elio, grazie mamma Andreina, buon anniversario di diamante!

Lorella Ronconi


QUANDO LA SOFFERENZA E’ PIU’ GRANDE DI TE, AGGRAPPATI AD UN PENSIERO DI SFIDA

#riflessionidalletto. La sofferenza, quando è terribilmente forte, spiazza, trascina via, porta via corpo, mente, psiche. Come un uragano, un terremoto. Ti aggrappi forte alla vita e sei sola.

A volte hai solo un pensiero, uno solo: “Come faccio?”. Aspetti in silenzio, cerchi con lo sguardo, nei bui che ti avvolgono, mani di cura che possano frenare il male. E’ di macerie il tuo corpo, talvolta le lacrime sono le uniche amiche che tutto sanno e tutto ben comprendono.

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Non mollare, non mollare mai, nasconditi in un anfratto di te e aspetta, attendi, aggrappati ad un pensiero di #sfida: “Mi ricostruirò, #iocelafaccio! .
Io sfido la morte fotografandomi. Vi è mai capitato di sentirla dentro? Io mi faccio le foto, voglio vederla in faccia. Qualcuno mi rimprovera: “Porta male, non ci si fotografa quando siamo malati; in ospedale, in pronto soccorso! “. Ma io fotografo me: voglio #vedere. Voglio #sfidare. Voglio #ricordare. Ricordarmi, soprattutto che… #iononmollo, io son #SirenaGuerriglia 😀
Lorella Ronconi

BISOGNA VOLERE L’IMPOSSIBILE… 

Bisogna volere l’impossibile, perché l’impossibile accada.  Eraclito


UNA METAFORA PER ABBATTERE I PRECONCETTI: LE DONNE DISABILI SONO COME SIRENE

Le donne disabili non sono altro che sirene, femmine, creature meravigliose che cantano e incantano, mitologica metafora per esprimere normale differenza e fascino di oggettive femminili personalità. Peccato che i preconcetti siano così colmi di povera, testarda ignoranza.
La grafica e il montaggio di @Maria Vittoria Peccatori per raccontare di una “sirena” che tenta di uscire dal mare per cercare di capire gli umani: “Verso l’orizzonte”.

Acquista ora libro per conoscere le emozioni della Sirena Guerriglia

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MAESTOSO MIRACOLO, SCALPITII DELL’ESTATE CHE ARRIVA, ANCORA UNA VOLTA, ANCORA GIALLO CALORE PER ME 

“Chiudo gli occhi e respiro

questo  profumo

di pace, di grano maturo 

di  rassicuranti,  canterine  cicale .

Nella tiepida brezza

color del meriglio  

maestoso miracolo:

scalpitii dell’estate che arriva

ancora una volta

ancora giallo calore, per me…  “

©Lorella Ronconi 


E RICORDA, PRIMA DI MORIRE, VIVI 

E ricorda: 

prima di discutere, respira; 

prima di parlare, ascolta; 

prima di criticare, esaminati; 

prima di scrivere, pensa; 

prima di far male, senti; 

prima di arrenderti, prova; 

prima di morire, vivi.


 William Shakespeare


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