Archivi categoria: Maremma Toscana

Quando la gente passa spesso mi guarda, in 55 anni mi sono, quasi, abituata a certi sguardi. 

Da bambina invece erano molto dolorosi  sentivo gli occhi che cadevano sulla mia pelle, sulla  faccia, sul corpo, sguardi appiccicosi, umidi… come un chewing gum usato e poi spiaccicato addosso. Sembrava non poterli più togliere, quegli sguardi dalla pelle. Li portavo a casa, la notte, e piangevo  pensando di essere sbagliata: un mostro da nascondere in casa. Ma la forza della mia vita sono stati i miei genitori, i miei amici, grandi motori di forza, che mi hanno difesa, sostenuta. Mi hanno aiutato a capire, credere,  che sono bella.  Maturando infatti, dopo 30 anni, ho cominciato a guardarmi allo specchio osservando i particolari di tutto il mio corpo e li trovavo normali, particolari di donna. 

Se ne vedono di donne e di uomini passare al mare,  e, volendo essere guardoni, si può affermare che non tutti sono grandi specialità, anzi alcuni potrebbero anche evitare di guardare me e cominciare a guardare se stessi. Uomini donne ragazzi non vergognatevi del vostro corpo non vergognatevi di esistere né di essere, abbiate il coraggio di voler vivere che, ve lo dico, è il coraggio più difficile: amare se, accettare se. Non mettersi il costume 👙 rinunciare alla spiaggia, non farsi fotografie : sono vere violenze a noi stessi, sono offese al nostro corpo. DIFENDERE la nostra dignità a testa alta. 

L’altro giorno è passata una signora, qui accanto al mio ombrellone più volte ed ogni volta mi guardava con gli occhi di stupore, dall’alto al basso, rallentando per guardarmi meglio. Alla terza volta le ho detto (con voce forte) : “Signora? Ha visto bene? No, perché se non ha visto bene, le do un santino mio, così lo mette in borsa e mi può guardare a comodo!” 😂😂 lei silenziosa, ha abbassato lo sguardo è andata avanti senza dire nulla, e che cavolo! 😍😍😍 Sono così orgogliosa di me! 

© Lorella Ronconi 


UNA APPLICAZIONE CHE MAPPA L’ACCESSIBILITA’ NEL MONDO

Una ragazza grossetana nel 2012 fu la prima a tradurre in Italiano “Wheelmap.org” l’app di origine tedesca che mappa online i luoghi accessibili alle persone con disabilità

Tania Polidoro, studentessa in scienza delle comunicaioni, ha importato l’esperienza tedesca lavorando negli uffici Informagiovani del Comune di Grosseto.  “

C’è lo zampino di due donne grossetane con disablilità nella traduzione in Italiano del sito internet tedesco “www.wheelmap.org”; la prima guida online sull’accessibilità realizzata direttamente dalle persone disabili, che in giro per il mondo attribuiscono un giudizio sull’accessibilità dei lughi che visitano. Dai musei ai negoozi, dalle spiagge ai ristoranti, dai monumenti alle metropolitane. Insomma una specie di trip advisor dei percorsi turistici accessibili.

Si tratta di Tania Polidoro, studentessa poco più che ventenne della Facoltà di scienze della comunicazione a Siena, e di Lorella Ronconi, attivista dei diritti per le persone con disabilità e membro del Cda della Fondazione Il Sole. Lorella ha scoperto il sito tedesco navigando sulla rete, e lo ha segnalato a Tania, che ha avuto l’idea di tradurlo in Italiano e di iniziare la mappaturadella città di Grosseto. Che ha trovato sponda del Centro elborazione dati del Comune di Grosseto, dove il 30 aprile 2012 ha concluso uno stage di formazione universitaria.

“Wheelmap.org” è una realtà già esistente, nata nel 2010 in Germania attraverso la collaborazione tra un’associazione di volontariato e Google, che consente ad ogni cittadino di inserire dati riguardanti l’accessibilità dei luoghi della città. Il servizio, adesso tradotto in lingua italiana, è disponibile per le pricipali piattaforme operative di computer, tablet e smartphone.

«Ad esempio – spiega Tania – un commerciante può segnalare il proprio negozio come accessibile o una Pubblica Amministrazione può indicare un proprio ufficio come accessibile, parzialmente o interamente, secondo un sistema di segnalazione simbolicamente rappresentato dai tre colori del semaforo.

Obiettivo dell’iniziativa quello del coinvolgimento di cittadini e isitituzioni nel “popolare” di segnalazioni questo sito (www.wheelmap.org) che è appena diventato una realtà non solo grossetana ma anche italiana, proprio grazie all’impegno del Comune di Grosseto».

«Un passo avanti nella battaglia, questa si di civiltà – commentò l’assessore alle Politiche Sociali e all’Informatizzazione dell’Ente, Luca Ceccarelli (2012) -, per rendere più amica di tutti la città. Oggi, grazie all’impegno di Tania, siamo in grado di fornire un servizio utile a tanti nostri concittadini. Possono sembrare piccole cose – concluse Ceccarelli – ma solo agli occhi di chi tutti i giorni può vivere senza ostacoli mentre noi lavoriamo per abbatterli o, quanto meno, per sensibilizzare l’opinione pubblica».

From, Fondazione il Sole  onlus (News)


PAOLO MARI: SABBIA, UNA CANZONE PER CHI COMBATTE CONTRO LA MALATTIA

“Sabbia”, di Paolo Mari, una canzone dedicata a tutte le donne e gli uomini che ogni giorno combattono contro la malattia.

Il testo della canzone, “Sabbia” è stato ispirato dalle poesie e dalle lettere scritte da Patrizia Paoni durante la sua malattia, parole raccolte dal suo compagno, Bruno Solimeno, nel libro “Un sogno: il nostro amore bellissimo”.
Paolo Mari ha scritto e arrangiato la musica, ha suonato e registrato la chitarra, le percussioni e ha adattato il testo per la canzone. La voce è di Giulia Solimeno, la tromba di Giulio Mari. L’audio è stato mixato da Matteo Breschi,  il video è stato realizzato da Dalia Mari. Alla scrittura della canzone ha partecipato Laura Gosi.
Una canzone meravigliosa che vi invito ad ascoltare, una canzone che dedico anche io a me stessa e della quale ringrazio Paolo per avermela fatta ascoltare.

L.R.


IL MARE ANNEGA I MIEI PENSIERI ANSIOSI E LI PURIFICA

Quando i miei pensieri sono ansiosi,
inquieti e cattivi,
vado in riva al mare…

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…e il mare li annega e li manda via
con i suoi grandi suoni larghi,
li purifica con il suo rumore,
e impone un ritmo
su tutto ciò che in me
è disorientato e confuso.

Rainer Maria Rilke

Foto di Monica Iacopini – Spiaggia di Principina a Mare (Gr)


LIBERO, COME L’AZZURRO NEL CIELO

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Come l’azzurro nel cielo

Libero come l’azzurro che si staglia nel cielo.
Libero come un soffio di fiato nel gelo.
Libero come un pensiero in gabbia prigioniero .
Libero come un sogno che ti avvolge leggero.

 

Lorella Ronconi

www.lorellaronconi.it Foto di Angelo AzziOasi del WWF Laguna di Orbetello


GOCCE DI LUNA TI ACCOMPAGNINO STASERA 

 

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Gocce di luna in questa sera ti accompagnano
stellina cadente che tracci la tua scia luminosa
prima di precipitare per sempre nel nero abisso
splendente sei stata testimone di tanti amori
nati o finiti sotto la tua luce e il tuo fascino.  
Termina il tuo percorso brillando fino alla fine. 
(Jalesh)


“NEGLI OCCHI HO IL SOLE FRESCO DEL PRIMO MATTINO”

Quest’odore marino

Questo odore marino

che mi rammenta tanto

i tuoi capelli, al primo

chiareggiato mattino.

Negli occhi ho il sole fresco 

del primo mattino.  

Il sale del mare…

Insieme

come fumo d’un vino,

ci inebriava, questo

odore marino

Sul petto ho ancora il sale

d’ostrica del primo mattino.

 

GIORGIO CAPRONI 

 


IL CAMBIAMENTO PARTE DA TE 

Penso che spesso siamo noi diversamente abili a frenare il cambiamento di cultura nei nostri confronti. A volte non ci accettiamo, non accettiamo che la nostra vita sia differente o cambiata. Dobbiamo capire che siamo noi il primo cambiamento: accettare noi stessi, sentirsi interi, liberi, nuovi, abili cittadini del mondo, avere il coraggio di accettare ciò che siamo e guardarci veramente. Il cambiamento di cultura nei nostri confronti parte da noi,  fondamentale amarci, avere lo sguardo sulla nostra esistenza, bella e vera comunque. Senza l’accettazione di sé nessuna battaglia può essere utile contro stereotipi e luoghi comuni,  senza il nostro essere presenti non si può pretendere che l’altro ci conosca o ci accetti. Se non ti ami per quello che  sei tu,  ora, non puoi certo aspettarti che lo facciano gli altri. Il cambiamento parte da noi, il cambiamento parte da te.


… COSÌ UN GIORNO POTRAI DIRE DI ESSERE STATO L’UNICO 

“Cerca di essere sempre te stesso, così  un giorno potrai dire di essere stato l’unico. ” 

Jim Morrison


#RIFLESSIONIDALLETTO #LUOGHI COMUNI: UN DISABILE QUANDO ESCE PUO’ ANDARE ANCHE A LAVORARE

#riflessionidalletto. Quando sei fuori, cioè, quando una persona disabile esce fuori per i suoi mille motivi, molte delle persone che lo/ti incontrano gli/ti dicono : “Vai a fare una giratina, eh?!? ”

Ma..? ‘Sti soggetti, abbiano mai il sospetto che la persona disabile possa andare a lavorare, a fare spese, abbia impegni, attività? Mai.

Chiunque si sente in dovere di dire qualcosa: “Ma sarà troppo caldo?“; “Con questo freddo lascia perde la passaggiata, vai a casa!”.

Si, grazie. Ma…? Io vengo a confonderti con i miei consigli e pareri? No. Appunto. Se sono fuori (come te, del resto) ho come te dei motivi validi.
Un disabile quando esce va per forza a girello. Mah?!??!!

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