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PAOLO MARI: SABBIA, UNA CANZONE PER CHI COMBATTE CONTRO LA MALATTIA

“Sabbia”, di Paolo Mari, una canzone dedicata a tutte le donne e gli uomini che ogni giorno combattono contro la malattia.

Il testo della canzone, “Sabbia” è stato ispirato dalle poesie e dalle lettere scritte da Patrizia Paoni durante la sua malattia, parole raccolte dal suo compagno, Bruno Solimeno, nel libro “Un sogno: il nostro amore bellissimo”.
Paolo Mari ha scritto e arrangiato la musica, ha suonato e registrato la chitarra, le percussioni e ha adattato il testo per la canzone. La voce è di Giulia Solimeno, la tromba di Giulio Mari. L’audio è stato mixato da Matteo Breschi,  il video è stato realizzato da Dalia Mari. Alla scrittura della canzone ha partecipato Laura Gosi.
Una canzone meravigliosa che vi invito ad ascoltare, una canzone che dedico anche io a me stessa e della quale ringrazio Paolo per avermela fatta ascoltare.

L.R.

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NUNZIO GARANTI, BACKSTAGE: LORELLA RONCONI

 

“La Forza della Poesia”

Ho sempre pensato al poeta come a un omaccione, con barba e occhialini, seduto su un comodo divano al centro di una immensa stanza zeppa di libri. Ora che mi trovo realmente di fronte ad un poeta mi rendo conto che può essere una meravigliosa donna dagli occhi azzurri e i biondi capelli, seduta al centro di una piccola stanza, circondata da un mondo di oggetti…il “suo mondo”.

Il pomeriggio passato con Lorella è volato via con la leggerezza tipica dell’incontro tra amici. Sono stato subito colpito da questo aspetto e nei suoi occhi ho visto la luce del sogno.

Probabilmente perché per Lorella i sogni sono veri tanto quanto la realtà .

E con lei hai spesso la sensazione che la nostra realtà non sia  così perfetta quanto i sogni.

Nunzio

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LORELLA RONCONI, ATTIMI, TRA MERIDIANI E PARALLELI, PRESENTATO A PRINCIPINA A MARE (GR)

 

Martedi 19 Luglio 2016 l’evento nel litorale della Maremma Toscana.
Con Lorella, hanno partecipano all’evento, il critico Fabio Canessa, Paola Salvestroni, Esther Giuggioli, Bruno Crucitti e Alessandro Zanaboni

Un nuovo viaggio della poetessa maremmana, fatto di “attimi” che scorrono immaginari, immaginati, tra i meridiani e i paralleli di un planisfero; il viaggio di una donna che sceglie la poesia come veicolo di comunicazione perché crede che essa, arte povera, sia il mezzo migliore per trasmettere le emozioni belle, le emozioni buone. “Gli uomini senza le emozioni belle”- afferma Lorella – “Perdono la loro umanità” e così lei, nonostante le sue grandi difficoltà, continua a scriverle. Ecco dunque la sua nuovissima raccolta di poesie: Attimi, tra meridiani e paralleli.

    Video della serata.
Dopo la presentazione ufficiale nella sala Pegaso del palazzo Aldobrandeschi il 20 maggio 2016, la nuova raccolta di poesie è stata proposta in un contesto ricco di emozioni: il mare.
Questo volume è il terzo in uscita per pubblicazione, ma il quinto per impegno, infatti sia Je roule che Sirena Guerriglia hanno avuto entrambi una nuova edizione rivisitata in grafica e contenuti.
Fabio Canessa, che ha scritto la prefazione, scrive di Lorella:
“Le sue grida di passione, a volte dolorose a volte gioiose, hanno il potere di squarciare il grigiore abitudinario dei nostri borbottii. La sua piena accettazione della vita, restituita con vitale lucidità, senza abbellirla ipocritamente o aduggiarla con lamentoso vittimismo, ha il potere di scuotere la pusillanime routine delle nostre giornate. Che sono fatte di attimi, da riempire con lo stupore che lo sguardo di Lorella riesce a trasmetterci. L’importante è riempirla di senso, di vita, di immaginazione creativa: un talento di cui Lorella si dimostra maestra esemplare, per il coraggio, il gusto e la curiosità da esploratrice instancabile con i quali sonda tutto quello che avviene fuori e dentro di lei.”Diceva Roman Jakobson che la differenza tra la comunicazione quotidiana e quella poetica è la medesima che c’è tra un vetro trasparente, la cui presenza quasi inavvertita ci permette di vedere nitidamente il panorama esterno e un vetro opaco che ci fa intravedere qualcosa di quello che c’è fuori, ma attraverso l’ottica di una mediazione che ne deforma e ne altera l’immagine.
La poesia di Lorella Ronconi agisce invece come un panno che ripulisce l’opacità del vetro che ci ostacola la visione dello “spettacolo” del “teatro della vita”. Poco importa che il vetro sia quello della finestra accanto al letto di Lorella o quello di casa nostra o del nostro luogo di lavoro: ogni finestra rivela una porzione limitata di mondo. “
Lorella ha vinto tantissimi premi nella sua decennale carriera, molti riconoscimenti, da Recanati a Roma, da Acerra a Cattolica; la sua Je roule è nelle antologie scolastiche di seconda media della Zanichelli – Altra Città, accanto a poesie di famosi poeti contemporanei, come Alda Merini e Pablo Neruda.
Je roule, il volume che prende il titolo dalla poesia più premiata, è stato tradotto anche in U.S.A. con il titolo “I roll along”, ed è stato presentato nella sua nuova edizione da Enrico Letta, Preside della Paris School of International Affairs presso Sciences-Po (PSIA) in Francia ed ex Presidente del Consiglio, e da Roberto Cabalisti, recordman del baseball italiano. Il 14 maggio scorso, una poesia dell’autrice è stata scelta e letta in uno dei reading del Festival Internazionale della Poesia di Milano.
Hanno partecipato:
Fabio Canessa (critico letterario e cinematografico che ha curato la prefazione del libro).
Paola Salvestroni, scrittrice, arrangiatrice di testi teatrali
Bruno Crucitti (noto attore teatrale e televisivo)
Esther Giuggioli, doppiatrice “Accademia Doppiaggio di Roma”
Alessandro Zanaboni, musicista

LAS VOCES DE LA MEMORIA, UN CORO DI MALATI DI ALZHEIMER, CANTA LA MEMORIA, RAGGIUNGE LA FAMA COMMUOVENDO LA SPAGNA

Las voces de la memoria è un gruppo vocale di Valencia che riunisce una cinquantina di malati dai 55 al 92 anni di età, e dopo aver ottenuto la notorietà grazie a un documentario tv si è esibito davanti alla regina e sta per iniziare il tour 2015. L’idea è partita da uno studente che aveva osservato come gli anziani non avessero dimenticato neppure una parola delle canzoni della loro giovinezza.

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Ha commosso ed entusiasmato in Spagna la storia del coro Las voces de la memoria, il primo ensamble vocale composto esclusivamente da malati di Alzheimer, che trovano nella musica e soprattutto nel canto una importante risorsa terapeutica. Il coro, sorto nel 2010 e formato allora da una trentina di anziani, ha raggiunto la fama grazie a un bellissimo documentario tv che ha registrato il debutto al teatro  Palau de la Musica di Valencia davanti a centinaia di persone, e da allora non si è più fermato: ha cantato lo scorso febbraio per la prima volta a Madrid davanti alla regina Sofia e ora andrà in tour, esibendosi anche nel corso delle Fallas, le famose feste che ogni anno si svolgono nella città spagnola. La loro esibizione è in programma il prossimo 16 marzo.

L’iniziativa è partita dall’Asociación de Familiares de Enfermos de Alzheimer de Valencia (AFAV), composta dai parenti dei malati che frequentano il Centro Alzheimer, dando seguito all’idea di uno studente che frequentava il centro, che aveva osservato come gli anziani non ricordassero molte informazioni o parole, ma sapessero benissimo cantare le canzoni della loro giovinezza, senza perdere neppure una sillaba. Di qui il potenziamento dell’attività di musicoterapia e la creazione del coro, che nel tempo ha spaziato dalle canzoni popolari a quelle gospel, riuscendo a cantare anche in inglese e a più voci.

Ma l’obiettivo più complesso da raggiungere era sicuramente quello delle esibizioni pubbliche, centrato dopo due anni di prove, fino alla decisione di portare il gruppo in tour. Las voces de la memoria ha oggi dato oltre 20 concerti, di cui tre al Palau de la Musica di Valencia, riscuotendo notevole successo. Oggi il coro, diretto dai maestri Salvador Fito e Soledad Corachán, è composto da 48 pazienti di età compresa tra i 55 e i 92 anni, oltre a 10 voci-ombra (volontari coinvolti come supporto). La musica, si legge nel sito dell’ensamble, permette di rallentare la progressione della malattia e favorisce il recupero dell’identità e delle emozioni, che si perdono per colpa della malattia, e aiuta a far sopravvivere in qualche modo il ricordo collegato alla musica, al canto, al ritmo e alla danza.

www.vita.it


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