Archivi categoria: Tecnologia

QUELLA DIVERSITA’ CI SPAVENTA PERCHE’ ANCORA NON SAPPIAMO CREARE I LEGAMI

 

et-diversita-usala-disabilita

Da ContatSrl.com

“Una riflessione di Valentina Usala sul tema della diversità e su quanto potremmo fare, con minimo sforzo, per migliorare la società in cui viviamo.

Il diverso fa paura. Fa paura perché in fondo non siamo così bravi a creare legami: un legame implica l’utilizzo di un elemento innato e archetipo, che seppur tale, non si concede alla così autonomamente e priva di ostacoli, conoscenza del diverso. Siamo il popolo dell’orologio facile, dei connessi con un solo click, e al tempo stesso di coloro che schivano e si disinteressano dell’elemento amore, inteso nel senso più semplice del suo significato.
Vorrei tornare indietro nel tempo, all’11 giugno 1982, quando nelle sale cinematografiche statunitensi approdava il film scalpore di Spielberg: E.T. Senza citarne la trama, vorrei focalizzarmi su alcune scene di forte rilevanza sociale che Spielberg ha saputo egregiamente mettere in scena: tolleranza, accoglienza, crescita e rispetto.
Per sottolineare poi la tematica sacra del legame.
Elliott ed E.T (da notare il fatto che la prima e ultima lettera del primo nome, compongano il nome dell’extraterrestre) si ritrovano in un giardino, l’uno più intimorito dell’altro: chi fa più paura a chi? Ci abbiamo mai riflettuto? Fanno conoscenza, e per mezzo di un escamotage Elliott riesce a condurre nella sua camera l’amico extraterrestre. Da lì inizia la conoscenza vera e propria, ovvero entrambi stanno applicando un effetto di protezione e affetto nei confronti l’uno dell’altro. Sino alla tragica scena in cui E.T decede, ma rianimato post mortem dall’amore di Elliott. E.T insegna il concetto di comunicazione, il valore dell’amicizia e che è sufficiente un cuore rosso pulsante a trasmettere il proprio amore.
Senza una sola parola. Ad ognuno il proprio talento, innato in ogni essere vivente, dal cuore pulsante.
Se in E.T. la bicicletta con cui Elliott gironzola e salva E.T da un laboratorio vivisezionista vuole in realtà simboleggiare il progresso, con le sue ruote simbolo di evoluzione, ai giorni nostri chi le ruote di una carrozzina è costretto ad utilizzarle – non di certo per scelta –  è più comodo tenerlo in un ghetto della mente e vincolare ogni sorta di contatto, legame e amore. disabile-diversita-usala-et
Come Elliott ed E.T. hanno saputo volare nel cielo, così potremmo immaginarci in una società amalgamata.
Si vola! Basta crederci. Assieme, senza condonare e far scorrere posizioni inaccettabili, senza permettere che ognuno diventi alieno di se stesso.
Tanti i metodi applicabili e possibili se solo si prestasse un occhio più acuto e vispo a date circostanze. Come diceva Beppe Dell’Acqua: “Occorrono laboratori, non ambulatori”. Laboratori che chiunque con un briciolo di umanità saprebbe creare, veramente con molto poco.
Quanta insipienza ancora?

– See more at: http://www.contactsrl.it/blog/2014/10/29/et-diversita-usala/#sthash.ndUNa0pA.dpuf


UN BRACCIO CHE SI MUOVE CON LA “FORZA DEL PENSIERO” ED UN INNOVATIVO BASTONE PER I NON VEDENTI AL MAKE FAIRE A ROMA: QUANDO LA TECNOLOGIA E LA CREATIVITA’ RENDONO MIGLIORE LA QUALITA’ DELLA VITA DELLE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI

A Roma 2° Edizione del Maker Faire, dal 3 al 5 Ottobre in mostra,  assieme ad altre 500 invenzioni,  ci saranno anche due progetti pensati e realizzati per abbattere le alcune difficolta’ alle persone diversamente abili:

 “The Brain arm”, un braccio robotico realizzato con una stampante 3D che si muove con la “forza del pensiero”

“My Way”, un innovativo bastone per non vedenti.


      TMNEWS

17 scuole selezionate nell’evento di MIUR e MakerFaire

Roma, 20 set. (TMNews) – “The Brain arm”, un braccio robotico realizzato con una stampante 3D che si muove con la “forza del pensiero”; “My Way”, un innovativo bastone per non vedenti; “Ricordati di me”, il seggiolino salvabimbi collegato all’auto e al cellulare che permette di evitare “qualsiasi dimenticanza”. Sono questi alcuni dei progetti delle scuole che hanno vinto la selezione della Call4School organizzata in collaborazione con il MIUR per la seconda edizione della MakerFaire – The European Edition. “C’è un luogo dove formazione e progettualità si incontrano in maniera naturale, dove la lotta alla dispersione scolastica è più efficace, dove si costruisce il futuro lavorativo dei nostri ragazzi e quello produttivo della nostra economia. Sono i laboratori che caratterizzano in particolare, ma non solo, i nostri Istituti Tecnici e Professionali”, ha spiegato il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini.

I progetti saranno in mostra insieme ad oltre 500 invenzioni provenienti da tutto il mondo dal 3 al 5 ottobre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, che per l’occasione si trasformerà nel più grande villaggio mai realizzato dedicato all’innovazione, alla creatività e al digital manifacturing, grazie allo spettacolare evento promosso dalla Camera di Commercio di Roma, organizzato da Asset-Camera e curato da Riccardo Luna e Massimo Banzi.

Diciassette gli istituti superiori selezionati dalla giuria: l’I.P.S.I.A. “Galilei” di Castelfranco – l’I.T.T. “Galileo Ferraris” di Verona – l’I.I.S. “Belluzzi-Fioravanti” di Bologna – l’I.T.S. “Meccatronico” di Vicenza – l’I.I.S. “Enrico Fermi” di Bibbiena – l’ Istituto Superiore “Carlo Anti” di Villafranca di Verona – l’I.I.S. “Petrucci-Ferraris- Maresca” di Catanzaro – l’I.I.S. “Tito Sarrocchi” di Siena – il Liceo di Scienze Applicate “Rainerum” di Bolzano – il Liceo Scientifico Statale “Enrico Fermi” di Padova – l’I.T.T.B. Pascale di Cesena – l’I.I.S. “Enrico Mattei” di Recanati – l’I.T.I.-L.S. “Francesco Giordani” di Caserta – l’I.I.S. “Rosatelli” di Rieti – l’I.T.S.T. “Primo Levi” di Quartu San’Elena – l’I.I.S. “Augusto Righi” di Cassino – l’I.I.S. “Alberto Castigliano” di Asti.

Articolo da tmnews.it:

http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/braccio-robotico-seggiolino-smart-i-vincitori-del-call4school-PN_20140920_00045.shtml

 


IN ITALIA UN VOCABOLARIO ONLINE PER LA LINGUA INTERNAZIONALE DEI SEGNI: APPRENDIMENTO E INTEGRAZIONE

Apprendiamo  le lingue dei segni di tutto il mondo.  Finalmente è anche in lingua italiana e disponibile online nel nostro paese, il dizionario di lingue dei segni più grande al mondo. Con oltre 200.000 segni in video è anche in apps per cellulari smartphone Android, Iphone e Ipad.

spread-the-sign-dictionary

Impariamo anche noi la lingua dei segni americana, ceca, inglese, indiana, estone, francese, tedesca, austriaco, islandese, italiana, giapponese, lettone, lituana, polacca, portoghese, brasiliana, rumena, russa, spagnola, svedese e turca.

Abbattiamo le barriere architettoniche sensoriali che ci dividono dal “mondo del silenzio” delle persone non udenti.

 

Da Enable.me: “Affonda le radici nel 2008 il primo videodizionario online della lingua dei segni. Da allora Spread the sign ha coinvolto sempre più Paesi e altrettanti vocaboli. Arrivato di recente in Italia, lo strumento accoglie più di 24 lingue dei segni diverse da tutto il mondo e oltre 100mila lemmi, un supporto gratuito fruibile non solo attraverso il computer ma anche da tablet e smarthphone. Spread the sign prende il via grazie al progetto internazionale “Leonardo da Vinci” legato al trasferimento tecnologico, ed è supportato dalla Commissione Europea tramite l’ufficio per il Programma internazionale svedese di educazione e formazione. Con l’aiuto del team italiano composto da esperti linguisti delDipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ed il contributo del team di sordi madrelingua LIS è stata inserita la lingua dei segni italiana.

linguaggio_segni-770x470Il video – vocabolario contiene oltre 200mila filmati con segni di parole, frasi e numeri, ed è un supporto davvero intuitivo: basta digitare la parola sulla tastiera e avviare la ricerca, compariranno a quel punto le bandiere delle 24 lingue disponibili per la traduzione e basterà scegliere la lingua che interessa per ottenere la traduzione. Spread the sign permetterà in sintesi agli stranieri che giungono in visita presso il nostro Paese di capire la lingua, e ai madrelingua LIS di usufruire di una nuova opportunità di apprendimento. Il progetto inoltre assume enorme valore nell’ambito della necessità di riconoscimento della LIS in quanto lingua di minoranza per il contributo che offre alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica. 

Articolo da Henable.me

Photo credits: arquitecturaaccesible.wordpress.com/

 

 

 

(c) Lorella Ronconi


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: