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FIABA DAY, UN POMERIGGIO CON RAI 1 PER PARLARE DI ACCESSIBILITÀ 

Faccio la vip e il centro di Grosseto, la mia città, diventa set per un pomeriggio con Laura Cason e la troupe della RAI.

Assieme a Paola Borracelli, con  il progetto del ‘Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Grosseto’, nella mia città  siamo riusciti non solo a progettare con le scuole (vedi progetto “Adeguiamo via Galilei”), ma anche a parlare di accessibilità in modo forte.  

Guardateci Domenica 1 ottobre, alle ore 13,30 al Tg1 ^_^  in occasione della 15° “Giornata nazionale sulle  Barriere Architettoniche”, cioè la giornata “Fiaba Day”, promossa da  FIABA Onlus

La Rampa nella cattedrale, del 2005,  ci abbiamo messo 13 anni ma siamo riusciti rendendo  accessibile il duomo, con una struttura così bella che è stata decretata  “opera d’arte”  vera e propria dalla Presidenza del Consiglio per i Beni Culturali. Il percorso tattile nelle strade, cioè negli scivoli in prossimità delle strisce pedonali. Musei,  con percorsi tattili, il progetto “Mare per Tutti”, spettacoli gratuiti della rassegna teatrale “Teatro per Tutti”… Una sinergia trentennale tra associazioni, istituzioni, media locali e tanta buona volontà che hanno permesso di rendere Grosseto, un po’ piu’ accessibile.

Una città, che,  tra  limiti e barriere, offre una buona autonomia. 

A Grosseto, ovviamente non tutto splende, solo due alberghi a norma, ci sono le buche, gli scalini nei negozi, i tombini messi male,  le macchine parcheggiate sulle strisce pedonali (a breve il nuovo progetto #SOLOUNMINUTO), le scalinate dentro i locali, ma Grosseto anche  luogo che fu  modello,  nel 2010,  risultando prima nella  classifica del Sole 24 Ore come “città più felice” per  gioia di vita 🌱 .

Abbiamo perso molti punti ma c’è la mettiamo tutta per migliorare, questa grande, meravigliosa collaborazione con Paola Borracelli,  presidente del Collegio dei Geometri di Grosseto,  è proprio la fattiva  speranza! 

Domenica, 1 ottobre 2017, tutti a guardare il Tg1 delle 13,30  🔝👍😀

Un grazie speciale alla giornalista Laura Cason per la sua tenerezza, intelligenza e professionalità: fa bene al cuore incontrare persone che operano nel mondo della comunicazione, così meravigliose. Grazie a  Paola Borracelli per il suo fattivo impegno per e sull’abbattimento di barriere architettoniche e culturali. 

Con Paola Borracelli, durante la realizzazione del servizio,  ho trovato, abbiamo trovato,  ascolto e attenzione per raccontare, parlare dell’autonomia e problematiche sull’accessibilità.

Non dimentico il mio grazie alla troupe (Fernando ed Alessandro), per la loro disponibile pazienza e a Carlotta Menchicchi per la sua preziosa assistenza! 🙂 

 

#FIABADAY, #BARRIEREARCHITETTONICHE #SENZABARRIERE #BARRIERECULTURALI #FONDAZIONEILSOLEONLUS , #STOPALLOSCALINO #viaGalileiACCESSIBILE

 

 

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ACCESSIBILITA’, IN ITALIA LEGGI E LINEE GUIDA DALLA CAMERA. SONO OTTEMPERATE?

NEL 2008  DAL MINISTERO LE LINEE GUIDA PER ACCESSIBILITA’ NEI LUOGHI DI INTERESSE CULTURALE, UNO SFORZO IMPORTANTE, EPPURE ANCORA NON ESISTE IL CONCETTO DI AUTONOMIA, NON ESISTE PERO’ NEMMENO LA VOGLIA DI CONTROLLARE E SANZIONARE.

A distanza di quasi 10 anni, nonostante le normative, gli indirizzi, le convenzioni, le linee guida (anche nei luoghi Barriere architettoniche, il punto sulla normativa vigente e l’attività parlamentare, dal sito del Ministero stesso si legge che siamo ancora a punto fermo, date un’occhiata qui:

“Si segnala, inoltre, che una Commissione di studio, istituita presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, negli anni scorsi, aveva predisposto una relazione e aveva lavorato alla predisposizione di un nuovo regolamento al fine di superare le sovrapposizioni esistenti tra i regolamenti vigenti, aggiornarne i contenuti all’evoluzione tecnica, rendere omogenee le disposizioni tra edifici e spazi pubblici e privati.  Tale regolamento non è mai stato emanato.”

Il 21 aprile 2016 il Ministero per i beni e le attività culturali creò una pagina all’interno del sito della Camera in cui si fa il riassunto delle normative, indirizzi, linee guida sull’abbattimento di barriere architettoniche nonchè sulla loro definizione. Ma credo che siamo sempre a “capo pillonzi”, come si dice in Maremma.
Per onore di verità riporto la pagina della Camera in cui si possono trovare le normative e scaricare le leggi in materia di abbattimento di barriere architettoniche, comprese le linee guida per i luoghi di interesse ambientale, culturale, archeologico.

La normativa vigente

La normativa nazionale prevede una serie di disposizioni di rango primario, al fine di favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, pubblici e privati aperti al pubblico. Tali disposizioni hanno demandato la disciplina di attuazione a norme di rango secondario, che attualmente regolano anche con una serie di prescrizioni tecniche la materia dell’abbattimento delle barriere architettoniche.

Relativamente alle disposizioni di rango primario si ricordano in particolare gli artt. da 77 ad 82 del D.P.R. 380/2001 (T.U. in materia edilizia), volti a favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, pubblici e privati aperti al pubblico. Nei citati articoli sono confluiti, in particolare, gli artt. da 1 a 3, 6 e 8 della L. 13/1989 (che ha dettato disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati) e l’art. 24 della L. 104/1992 (che ha disposto in materia di opere edilizie riguardanti edifici pubblici e privati aperti al pubblico).

Per quel che ci interessa da vicino, il suddetto provvedimento ha provveduto ad unificare in un solo testo le disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, pubblici e aperti al pubblico: infatti, nella parte II (normativa tecnica per l’edilizia) al capo III di tale testo, vi sono due sezioni, di cui la prima era dedicata agli interventi nel settore “privato” e la seconda a quelli del settore “pubblico”; più nel dettaglio, gli articoli della prima sezione (artt. 77- 81) si limitano, in buona sostanza, a riportare le disposizioni già contenute nella legge n. 13/1989, salvo alcuni coordinamenti ed aggiornamenti necessari, mentre l’art. 82 da solo costituiva la seconda sezione, riproducendo l’art. 24 della legge quadro n. 104/19992, con i dovuti adattamenti normativi.

Si deve ricordare inoltre che la citata legge n. 13 del 1989, nel dettare “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”, ha disciplinato, agli articoli 4 e 5, anche il caso in cui i relativi interventi riguardino i beni sottoposti a disposizioni di tutela per il loro valore paesaggistico o per l’esistenza di un vincolo di natura storico ed artistico.

La definizione normativa di barriere architettoniche è contenuta nell’articolo 1, comma 2, del D.P.R. 503/1996, che definisce le “barriere architettoniche”come:

a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;

b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti;

c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.

Per quanto riguarda gli edifici, gli spazi e i servizi pubblici la disciplina vigente (contenuta nel D.P.R. 503/1996) prevede determinati requisiti per la costruzione degli edifici e l’accessibilità agli spazi. In particolare, i requisiti e le caratteristiche riguardano: i parcheggi, l’arredo urbano, la costruzione di scale e rampe, gli attraversamenti pedonali e i semafori, nonché i marciapiedi. Specifiche disposizioni sono, altresì, previste per la definizione di spazi riservati e la fruizione dei servizi di pubblica utilità (treni, stazioni, servizi di navigazione, ecc…).

Con specifico riferimento agli edifici scolastici le caratteristiche e i requisiti necessari per l’eliminazione delle barriere architettoniche devono interessare non solamente le strutture interne ed esterne, ma anche l’arredamento, i sussidi e le attrezzature necessarie per assicurare lo svolgimento delle attività didattiche, che devono avere caratteristiche particolari per ogni caso di invalidità (banchi, sedie, macchine da scrivere, materiale Braille, spogliatoi, ecc..); specifiche previsioni vengono dettate per edifici a più piani non dotati di ascensori, che devono necessariamente disporre di aule al pianterreno raggiungibili mediante un percorso continuo orizzontale o raccordato con rampe (art. 23 del D.P.R. 503/96).

Tutte le opere realizzate negli edifici pubblici e privati aperti al pubblico in difformità dalle disposizioni vigenti in materia di accessibilità e di eliminazione delle barriere architettoniche, nelle quali le difformità siano tali da rendere impossibile l’utilizzazione dell’opera da parte delle persone handicappate, sono dichiarate inagibili (art. 82, comma 6, del T.U. in materia edilizia di cui al D.P.R. 380/2001).

Anche per gli edifici privati sono previste norme per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche (legge 13/1989 e relativo regolamento di attuazione approvato con D.M. 14 giugno 1989, n. 236; tale decreto è richiamato anche nelle prescrizioni tecniche riguardanti gli edifici pubblici).

I comuni devono adeguare i propri regolamenti edilizi alla normativa vigente precedentemente richiamata.

Allo scopo di promuovere l’abbattimento delle barriere architettoniche, la maggior parte delle regioni ha stanziato risorse nel quadro di specifiche leggi regionali, nel cui campo di applicazione rientrano – oltre agli edifici di uso residenziale abitativo realizzati da soggetti pubblici e privati, agli spazi urbani ed alle infrastrutture di trasporto pubblico – anche gli edifici e locali destinati ad attività produttive e commerciali di qualunque tipo (industriale, agricolo, artigianale, nonché ad attività commerciali e del settore terziario). A livello regionale, inoltre, sono state adottate disposizioni che, in taluni casi, rinviano ai provvedimenti precedentemente citati.

Si segnala, inoltre, che una Commissione di studio, istituita presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, negli anni scorsi, aveva predisposto una relazione e aveva lavorato alla predisposizione di un nuovo regolamento al fine di superare le sovrapposizioni esistenti tra i regolamenti vigenti, aggiornarne i contenuti all’evoluzione tecnica, rendere omogenee le disposizioni tra edifici e spazi pubblici e privati. Tale regolamento non è mai stato emanato.

Si ricorda anche che il Ministero per i beni e le attività culturali ha messo a punto le Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 16 maggio 2008. Nel medesimo documento è disponibile una rassegna delle principali disposizioni normative in materia di barriere architettoniche.

L’attività parlamentare

E’ in corso di esame presso l’VIII Commissione (Ambiente) della Camera dei deputati una proposta di legge volta a coordinare la disciplina in materia di abbattimento delle barriere architettoniche (A.C. 1013 abbinata con A.C. 1577).

Un’analisi della citata proposta di legge è contenuta nel dossier n. 67/0.

Documenti e risorse web

La relazione della Corte dei conti n. 10/2014 intitolata “La gestione degli interventi di ristrutturazione e di adeguamento delle strutture pubbliche per l’eliminazione delle barriere architettoniche” (24 settembre 2014)

Le barriere architettoniche nel condominio

A. Celeste, Alzata irragionevolmente l’asticella per … il superamento delle barriere architettoniche, in “Immobili e proprietà” n. 7/2013

Le barriere architettoniche nelle scuole (dati statistici)

ISTAT, L’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado statali e non statali (16 dicembre 2013)

Agevolazioni fiscali per l’eliminazione delle barriere architettoniche

Agenzia delle entrate, Detrazione per le spese di eliminazione delle barriere architettoniche

Servizio Studi della Camera dei deputati

La documentazione dei servizi e degli uffici della Camera è destinata alle esigenze di documentazione interna per l’attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. La Camera dei deputati declina ogni responsabilità per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge.
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GROSSETO, BANCOMAT IRRANGIUNGIBILE PER DISABILI, E I MIEI RISPARMI?

Scoppia il caso, ma non troppo, mi rendo conto che abbiamo doveri ma non diritti, fa davvero male, chiedo aiuto al web.

Mps chiude una sede (a norma) trasferendo i correntisti in una filiale in un palazzo storico inaccessibile, in zona ZTL della città, con un bancomat impossibile e l’entrata “garantita” da piattaforma elevatrice mal funzionante. Purtroppo tra i correntisti ci sono io, disabile  con i miei risparmi.
Mi sento sola in questa battaglia, il sostenere le spese di gestione e conto ma non avere la possibilità di usufruire dei miei soldi è un sopruso. Esiste una sentenza di Cassazione Civile, la n.18762 del 2016,  in cui la Corte ha dato ragione a un disabile fiorentino impossibilitato ad accedere al bancomat del suo istituto di credito perché non a norma. Perchè? Perchè non posso accedere ai miei risparmi? Perchè gli istituti non si sono regolarizzati? Perchè tanta indifferenza?  Mi fa davvero arrabbiare, chiedo aiuto al web!

La paladina dei diritti Lorella Ronconi protesta: lo sportello di Mps a cui è stata dirottata è inaccessibile a chi è in carrozzina di Sara Landi

Il 17 marzo (oggi) chiude l’agenzia 3 della banca Monte dei Paschi di via Santorre di Santarosa, a Grosseto. Tutti i suoi correntisti e clienti vengono trasferiti all’agenzia 8 di via Manin in centro storico. Tra loro c’è anche Lorella Ronconi, paladina grossetana delle battaglie per i diritti delle persone diversamente abili, condizione che vive in prima persona essendo costretta da tanti anni sulla sedia a rotelle.

“Lo spostamento alla sede di via Manin lo vivo come un incubo e una privazione dei miei diritti – si sfoga Lorella accanto alla sua avvocata, Elisabetta Calabria – Nell’agenzia di via Santorre di Santarosa che è vicino a casa c’è un bancomat a norma per i disabili e posso prelevare in autonomia oltre a poter entrare e fare delle normali operazioni bancarie. Tutto ciò in via Manin mi sarà precluso perché per arrivare al bancomat ci sono due scalini mentre l’agenzia è accessibile per un disabile solo con un montascale o dalla porta di emergenza, quindi non in autonomia”.

collage banche

Lorella Ronconi si è rivolta all’avvocata Calabria perché non si rassegna a vedere negati i propri diritti. “Voglio precisare – dice Lorella – che ho trovato piena sensibilità e disponibilità a venirmi incontro da parte dei dipendenti e delle direttrici delle due agenzie interessate. La mia non è un’azione contro di loro ma affinché la banca si faccia carico di questa situazione. Del resto il problema dei bancomat non a norma esiste nella maggioranza delle banche”.

“Ho scritto una lettera alla banca Mps – dice l’avvocata Elisabetta Calabria – per far presente il disagio e la discriminazione patiti da Lorella. Informalmente abbiamo già avuto un riscontro (una telefonata dalla direttrice dell’agenzia di via Manin) ma attendiamo un impegno formale: intanto per il mantenimento dello sportello bancomat che si trova su via Tito Speri e poi per rendere accessibile la sede di via Manin. È una questione di civiltà che riguarda tutti, disabili ma anche persone con ridotta mobilità, dagli anziani alle mamme con la carrozzina”.

Ronconi e Calabria mostrano insieme una sentenza storica emessa dalla Cassazione lo scorso anno. “Parliamo della sentenza 18762 del 2016 – dice Calabria – in cui la Cassazione ha dato ragione a un disabile fiorentino impossibilitato ad accedere al bancomat del suo istituto di credito perché non a norma. Si riconosce in modo netto che non solo i disabili ma anche le persone con ridotta mobilità devono poter accedere in autonomia al bancomat”.

In seguito al caso sollevato da Lorella Ronconi interviene il direttore territoriale mercato Mps di Grosseto Marco Sargentoni. “La chiusura dell’agenzia 3 di via Santorre di Santarosa – sottolinea in una nota Sargentoni – rientra in un piano di razionalizzazione della banca Mps che riguarda tutto il territorio nazionale. In relazione al bancomat Mps farà tutto quello che è nelle sue possibilità per garantirne il mantenimento e venire

così incontro alle esigenze di tutti i clienti. In città, inoltre, sono attive filiali che non presentano barriere architettoniche e dalle quali è possibile prelevare contante. Tutti i colleghi stanno lavorando per garantire la continuità operativa e minimizzare i disagi per la clientela”.

 

From Il Tirreno, Grosseto

La norma di riferimento è sempre la celeberrima legge n.13 del 1989 (“Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”), ai sensi della quale anche le banche sono tenute a rendere fruibili i propri uffici e i servizi connessi alle persone portatrici di handicap.

Per di più, tale obbligo è rafforzato dall’articolo 24 della legge 104 del 1992, per cui tutte le opere edilizie riguardanti edifici pubblici e privati aperti al pubblico devono essere prive di barriere architettoniche.

Ed è chiaro che, in questo contesto, rientrano, come detto, anche gli sportelli Bancomat e nel corso degli anni sono state persino diffuse delle linee guida ( la fonte: Superabile.it ) per progettarli “a misura di disabile”.

In estrema sintesi, sarebbe necessario che la tastiere (con pulsanti grandi per essere leggibili anche dagli ipovedenti) e lo schermo siano posti a un’altezza tale che permetta ai disabili di poterne usufruire (ovvero tra i 90 e i 120 centimetri), e che il bancomat consenta un approccio frontale in modo tale da garantire l’accostamento della sedia a rotelle (senza dimenticare la regolarità della strada che conduce allo sportello, per cui è essenziale, ad esempio, la presenza dello scivolo).

bancomat

In tal senso l’Unione Europea si è mossa con il progetto APSIS4all , lanciato nel 2011 con lo scopo di rendere i servizi pubblici accessibili per tutti: tra i suoi obiettivi, per restare nell’ambito dei bancomat, l’installazione in Spagna di oltre 1300 sportelli, a partire dall’anno scorso, dotati di avatar con interazioni nella lingua dei segni per i non udenti, nonché schermate di testo ad alto contrasto e pulsanti più grandi e ben visibili.

Fonte: lavocedeltrentino


UNA APPLICAZIONE CHE MAPPA L’ACCESSIBILITA’ NEL MONDO

Una ragazza grossetana nel 2012 fu la prima a tradurre in Italiano “Wheelmap.org” l’app di origine tedesca che mappa online i luoghi accessibili alle persone con disabilità

Tania Polidoro, studentessa in scienza delle comunicaioni, ha importato l’esperienza tedesca lavorando negli uffici Informagiovani del Comune di Grosseto.  “

C’è lo zampino di due donne grossetane con disablilità nella traduzione in Italiano del sito internet tedesco “www.wheelmap.org”; la prima guida online sull’accessibilità realizzata direttamente dalle persone disabili, che in giro per il mondo attribuiscono un giudizio sull’accessibilità dei lughi che visitano. Dai musei ai negoozi, dalle spiagge ai ristoranti, dai monumenti alle metropolitane. Insomma una specie di trip advisor dei percorsi turistici accessibili.

Si tratta di Tania Polidoro, studentessa poco più che ventenne della Facoltà di scienze della comunicazione a Siena, e di Lorella Ronconi, attivista dei diritti per le persone con disabilità e membro del Cda della Fondazione Il Sole. Lorella ha scoperto il sito tedesco navigando sulla rete, e lo ha segnalato a Tania, che ha avuto l’idea di tradurlo in Italiano e di iniziare la mappaturadella città di Grosseto. Che ha trovato sponda del Centro elborazione dati del Comune di Grosseto, dove il 30 aprile 2012 ha concluso uno stage di formazione universitaria.

“Wheelmap.org” è una realtà già esistente, nata nel 2010 in Germania attraverso la collaborazione tra un’associazione di volontariato e Google, che consente ad ogni cittadino di inserire dati riguardanti l’accessibilità dei luoghi della città. Il servizio, adesso tradotto in lingua italiana, è disponibile per le pricipali piattaforme operative di computer, tablet e smartphone.

«Ad esempio – spiega Tania – un commerciante può segnalare il proprio negozio come accessibile o una Pubblica Amministrazione può indicare un proprio ufficio come accessibile, parzialmente o interamente, secondo un sistema di segnalazione simbolicamente rappresentato dai tre colori del semaforo.

Obiettivo dell’iniziativa quello del coinvolgimento di cittadini e isitituzioni nel “popolare” di segnalazioni questo sito (www.wheelmap.org) che è appena diventato una realtà non solo grossetana ma anche italiana, proprio grazie all’impegno del Comune di Grosseto».

«Un passo avanti nella battaglia, questa si di civiltà – commentò l’assessore alle Politiche Sociali e all’Informatizzazione dell’Ente, Luca Ceccarelli (2012) -, per rendere più amica di tutti la città. Oggi, grazie all’impegno di Tania, siamo in grado di fornire un servizio utile a tanti nostri concittadini. Possono sembrare piccole cose – concluse Ceccarelli – ma solo agli occhi di chi tutti i giorni può vivere senza ostacoli mentre noi lavoriamo per abbatterli o, quanto meno, per sensibilizzare l’opinione pubblica».

From, Fondazione il Sole  onlus (News)


TASSA SUGLI ASCENSORI? PENALIZZATI COME SEMPRE I DISABILI

Un nuovo decreto di governo sulla sicurezza per gli ascensori verrà applicato, se si, sarà una grande ingiustizia sociale per tutti gli italiani che vivono in condomini con ascensori, che hanno un ascensore in casa, non si tratta di pensare a chi ha più possibilità economiche o meno, ma si tratta di autonomia!

Tutte le persone diversamente abili, gli anziani che abitano in case con ascensore o in condomini potranno pagare? E chi avra’ bisogno di un ascensore…? Certamente gli altri condomini non saranno motivati ad autorizzare, visti i costi improponibili che lieviteranno se il decreto verrà attuato.

 ascensore

Tassa sugli ascensori, il botta e risposta tra Confediliza e Mise

Secondo l’associazione, una nuova norma sugli obblighi di verifiche straordinari sugli ascensori esistenti rischia di costare il doppio della Tasi. Ma il Mise cerca di gettare acqua sul fuoco

MILANO – Un botta e risposta tra Confedilizia e Ministero dello Sviluppo economico ha agitato le ultime ore di costruttori e condomini. L’associazione ha denunciato, con l’intento di stopparlo sul nascere, un provvedimento del Mise in attesa di definizione. Ieri, rivolgendosi direttamente al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, Confedilizia ha chiesto di eliminare la “tassa sull’ascensore” spiegando che il dicastero guidato da Federica Guidi avrebbe licenziato “uno schema di dpr (decreto del Presidente della Repubblica) che impone una verifica straordinaria degli ascensori esistenti, attribuendo ai soggetti verificatori la facoltà di prescrivere una serie di costosi interventi a carico dei proprietari di casa”.

Un obbligo che – aggiunge – “non è in alcun modo previsto dalla direttiva europea di cui il dpr costituisce attuazione”. A detta di Confedilizia, un simile provvedimento sarebbe in grado di annullare in un sol colpo l’abolizione della Tasi, tanto da generare “esborsi pari al doppio del gettito della Tasi stessa. La sicurezza è un mero pretesto, perché cela interessi di alcune categorie che intendono lucrare a spese di condomini e proprietari di casa”. Significa, con un conteggio rapido, che Confedilizia stima un costo di circa 7 miliardi.

Il Mise ha quindi voluto chiarire la sua posizione: “La proposta del Ministero dello Sviluppo Economico in materia di ascensori, al contrario di quanto affermato da Confedilizia, non prevede verifiche straordinarie, bensì controlli di sicurezza da svolgersi nell’ambito della prima verifica ordinaria utile. Maggiore attenzione è prevista solo per gli ascensori installati anteriormente al 1999, cioè prima dell’applicazione delle relative direttive europee in materia che hanno aumentato i requisiti di sicurezza per gli impianti”. Ma non è un automatismo: “Tali ascensori, ove la proposta sia condivisa e approvata dal Governo, saranno verificati non solo con riferimento ai requisiti vigenti all’epoca, ma anche con riferimento ai più importanti requisiti di sicurezza introdotti successivamente, ad esempio per la precisione della fermata e il livellamento fra cabina dell’ascensore e piano, ovvero per la protezione dai rischi di schiacciamento delle porte motorizzate”. Il Mise precisa inoltre che “i requisiti da verificare e che potrebbero essere quindi oggetto di intervento sono stati inoltre individuati in modo proporzionato e selettivo e, quindi, non possono determinare spese eccessive, soprattutto se, come afferma Confedilizia, le normali norme già oggi previste dovrebbero aver già

indotto molti proprietari ad effettuare comunque tali verifiche”.

Ma Confedilizia non ci sta e replica: “Ribadiamo allora il nostro appello al Presidente Renzi affinché disponga l’eliminazione dalla bozza di provvedimento di questo ‘corpo estraneo'”.

Da Repubblica.it


SIMONE NORIA,INGEGNERE DISABILE: “NON AVETE IDEA DELLE POTENZIALITA’ CHE PUO’ AVERE UNA PERSONA DISABILE

“Io, ingegnere disabile, con un software permetto a chi è come me di comunicare. La tecnologia cambia la vita”

Simone Soria ha 36 anni e dalla nascita non cammina, non usa le mani, “e per di più – dice – articolo le parole a fatica”. Ha creato FaceMouse – programma che consente di scrivere al pc grazie a una webcam – e nel 2005 ha fondato Aida, l’unica realtà italiana che si preoccupa di ideare, realizzare e proporre soluzioni efficaci per i disabili motori gravi. E le sue idee sono arrivate fino in Giappone e Ucraina.

“Non avete idea delle potenzialità che può avere un disabile”.

Capelli scuri, occhi vispi, e il sogno di cambiare il mondo. Simone Soria ha 36 anni e nella vita fa l’ingegnere. Dalla nascita è affetto da disabilità motoria grave: non cammina, non usa le mani, “e per di più – dice – articolo le parole a fatica”. Nulla di tutto questo lo ha fermato. Da più di dieci anni, infatti, Simone sviluppa software per migliorare la vita deidisabili nella sua stessa situazione. E insieme alla sua cooperativa, Aida, gira l’Italia in lungo e in largo per assisterli. Spingendosi fino in Ucraina, Isole Mauritius e Giappone. “Grazie alla tecnologia possiamo cambiare la vita di tantissime persone”, spiega.

Tutto ha inizio in terza elementare, quando un operatore dell’Asl gli propone di utilizzare il computer in classe. “Fu l’inizio di una splendida avventura”, ricorda. Grazie ad un caschetto particolare, Simone riesce infatti a utilizzare la tastiera in maniera efficiente. Alla maturità si presenta con una tesina sulla Casa intelligente, quando la domotica era agli albori. Da lì la decisione di iscriversi al corso di laurea inIngegneria Informatica.

“Ero il primo disabile motorio grave a intraprendere questo percorso – racconta –. Le barriere istituzionali erano molte, e a volte erano azioni di ostruzionismo”. Come tesi di laurea, invece, Simone presenta FaceMouse, un programma ideato e realizzato di propria mano, che permette di utilizzare ilcomputer e di scrivere muovendo una qualunque parte del corpo davanti ad una comunissima webcam. L’elemento piùinnovativo è rappresentato dal fatto che si può interfacciare con qualunque movimento della persona, un po’ come l’acqua che prende la forma del contenitore che la raccoglie.

Nel 2005, la svolta. Simone decide di mettere le sue competenze a disposizione dei disabili e delle lorofamiglie. È lì che nasce la cooperativa sociale onlus Aida, acronimo di “ausili ed informatica per disabili e anziani”, l’unica realtà italiana che propone e realizza soluzioni efficaci per i disabili motori gravi. Da Aosta a Trapani, Simone e le 5 persone del suo team incontrano disabili e le loro famiglie in giro per l’Italia. “Il nostro obiettivo è proprio quello di permettere anche ai disabili gravi di essere inclusi nellasocietà, nella scuola e nel lavoro”. Ad oggi, dopo 10 anni di attività, sono stati aiutati più di 400 persone, “ma potremmo raggiungerne molte altre”, aggiunge.

E non è tutto. La tecnologia sviluppata da Simone è arrivata fino in Giappone. I primi contatti ci sono stati nel 2005, quando un ricercatore dell’istituto governativo Nise (National Institute for Special Education) lo ha invitato a Yokosuka per sperimentare FaceMouse con alcuni bambini disabili gravi. Il software, inoltre, ha ricevuto diversi riconoscimenti relativi a innovazione e utilità sociale, tra cui il brevetto internazionale, il marchio in Cina, Giappone ed Europa. “All’estero stiamo lavorando soprattutto in Giappone, con l’aiuto di mia moglie come interprete. Ma siamo stati anche a Shanghai e Pechino in occasione di Expo 2010, abbiamo aiutato ragazzi in Ucraina, nelle Isole Mauritius e in Francia. Stiamo preparando un sito internet multilingue per proporci in modo più sistematico”.

L’ostacolo più difficile da superare rimane ancora la “diffidenza di molti genitori di bambini disabili”, inclusi medici e professionisti dell’handicap in genere. C’è poi da fare i conti con l’indifferenza e lanegligenza: “Quanti problemi si risolverebbero – dice – se, ad esempio, ogni insegnante ed educatorescolastico mettesse un po’ di impegno e spirito d’iniziativa nel lavorare con lo studente disabile”.

“Sogno di formare educatori ed insegnanti di sostegno pronti a valorizzare le capacità del proprio studente”

Dopo la laurea (con lode), il matrimonio, una battaglia vinta contro il cancro, Simone ha ancora voglia di lottare. E i suoi progetti non si fermano: oltre a FaceMouse ora c’è da testare EasyMath, un software di matematica che permette di scrivere formule in modo semplice ed intuitivo. Ma anche Fabula, una tastiera virtuale utilizzabile con un dito che permette di comunicare, scrivere e giocare con il pc. “Spesso nelle scuole i disabili sono solo parcheggiati in classe e abbandonati a se stessi –  racconta – Io sogno di formare educatori ed insegnanti di sostegno pronti a valorizzare le capacità del proprio studente”. Prossima fermata? Simone sorride: “Andiamo fino ai confini del mondo”.

TRATTO DA www.ilfattoquotidiano.it


REBECCA KING, GIOVANE SORDA, DALLA SUA MACCHINA ORDINA AL DRIVE-THROUGH DI STARBUKS E LE RISPONDE LA CAMERIERA CON IL L.I.S.

E’ successo a S. Augustine, in Florida, una ragazza non ordina il cibo dalla sua auto da Starbuks e con sorpresa la cameriera le risponde con il linguaggio dei segni.  

“Ciao. Benvenuto a Starbucks. Cosa possiamo fare per voi per iniziare la giornata?”. Rebecca King, nonudente, rimane in silenzio, seduta nella sua macchina, all’interno del drive-through, dove è possibile essere serviti senza scendere dall’auto. Non può rispondere a quella voce che la invita ad ordinare. Poi qualcosa di inaspettato accade: sullo schermo di fronte a lei, dove sono posizionati gli altoparlanti, appare una dipendente che le parla con il linguaggio dei segni.giovane-sordo-muta-ordina-da-starbucks-la-sorprendente-risposta-della-dipendente-video

St. Augustine, in Florida, Rebecca King, giovane , ordina al drive-through di Starbucks e riceve una grande sorpresa. Non potendo parlare di fronte alla ragazza che appariva sullo schermo e che le chiedeva cosa potessero fare per lei si è iniziata ad esprimere a gesti, e con grande stupore per Rebecca la cameriera le ha risposto con il linguaggio dei segni.
Rebecca pronta ha fatto un video con il suo cellulare di quella insperata conversazione e lo ha postato su Facebook, dove in poco tempo ha raggiunto più di otto milioni di visualizzazioni.
La dipendente del locale, Katie Wyble, ha 22 anni e una forte passione per il linguaggio dei segni: «Sono così felice di aver aiutato la comunità dei Sordi ad esporsi e sono contenta di poter utilizzare la mia seconda lingua per aiutarli».
La speranza ora è che il successo di questo gesto possa portare le grandi aziende a offrire un servizio simile per tutti i loro clienti, senza barriere, di qualunque genere.

Ilaria Betti, L’Huffington Post

“Starbucks! Ecco di cosa sto parlando! Condividete. Possiamo cambiare il mondo!”: con queste parole la giovane ha condiviso il filmato sulla pagina del social network.
Katie si augura che altre aziende seguano l’esempio di Starbucks: “Facciamo tutto questo per portare il servizio ai clienti su un altro livello – ha affermato all’Action News Jax -. Spero che il successo di questo gesto possa invitare le persone a pensare a cosa potrebbero fare davvero per aiutare gli altri”.

GLI OSPEDALI SONO SOLO PER MALATI ‘NORMODOTATI’, LUOGHI DI ‘TORTURA’ PER PERSONE DIVERSAMENTE ABILI NON LUOGHI DI CURA PRIMARI

Sono a casa!

Sfinita, curata, arrabbiata, malata, provata, stremata , liberata ma non vincente: il ‘sistema ospedaliero regionale’ prevede “linee guida” sull’accessibilità per persone diversamente abili  (Wayfinding in ospedale_LINEE GUIDA REGIONE TOSCANA )  ma di fatto rarissime applicazioni e nessun controllo.

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Sono a casa ma ho vinto solo una piccola battaglia, le barriere architettoniche e di accessi telematici ospedalieri non sono stati debellati!

Allora non dobbiamo mollare, io a costo di sembrare folle, cercherò di portare la mia testimonianza senza paura della verità e con fiera e regale  determinazione, con amore per la mia vita e soprattutto per il bene degli altri!
Il mio ricovero è stato per dei grandi dolori alla colonna vertebrale causati dalle due barre di acciaio con le quali essa è “stabilizzata”, dolori infiammatori radicolari, terribili. Ma nonostante l’amore e la buona cura dei medici, essi sono aumentati e peggiorati a causa delle barriere architettoniche nella camera, nell’ospedale, dovuti alla cattiva accessibilità delle camere, bagni, letti, lavandini, docce, ascensori, corrimano mancanti, segnaletiche!
Come Presidente del Comitato Provinciale per l’Accesso e uno dei membri fondatori della Fondazione Il Sole, dato il mio impegno a 360° da oltre 20 anni sul e per l’abbattimento delle barriere architettoniche e culturali, sono sconvolta, basita, ogni volta che devo andare in ospedale, in ospedale, capite? Il luogo creato per la cura!
Dopo tutti gli incontri, relazioni, progetti e integrazioni alle normative, linee guida e rassicurazioni istituzionali, mi sento estremamente triste nel costatare che se sei disabile in ospedale la cacca la fai a letto…. basterebbe un water rialzato di 10 cm in tutti i bagni. E poi? Appoggia braccia accanto al Water per i trasferimenti e per evitare cadute, docce senza gradini, seggiolini per la doccia,  lavandini rialzati,  campanelli con fili più lunghi, interruttori per spegnere la luce in autonomia, interruttori altezza giusta, segnaletiche e indicazioni per gli ipovedenti, corrimano nei corridoi, qualche carrozzella nei setting,  oltre, oltre…. ad una buona formazione/preparazione nei corsi di laurea infiermeristica in merito all’ “accudimento” di un paziente grave (cognitivo o motorio) con diversa abilità.
“1.15 –  Accessibilità per le persone diversamente abili I siti e gli edifici devono essere accessibili a tutte le persone, in particolare le strutture sanitarie, che per natura accolgono una grande percentuale di persone con disabilità temporanee o permanenti. Se la struttura non è accessibile a tutti, le persone vengono discriminate e possono sentirsi escluse. Allo stesso modo se le informazioni di orientamento non sono leggibili per le persone con deficit sensoriali, i segnali sono di scarsa utilità. Se durante il percorso ci sono scale, significa che alcuni utenti su sedia a rotelle, passeggini o persone con mobilità limitata , dovranno essere avvertite precedentemente e dovrà essergli proposta una soluzione alternativa. Le informazioni necessarie circa i percorsi alternativi da seguire, gli ostacoli in cui può imbattersi l’utente, devono essere comunicati con il dovuto anticipo, così da dar modo a chi ha delle difficoltà di potersi preparare prima della visita e poter pianificare il percorso.” 

Un paziente con 104 IN STATO DI GRAVITA’ DOVREBBE  avere un percorso assistito riconosciuto,  accessi protetti riconoscibili dalla tessera sanitaria nazionale, basta inserire nel chip un codice che riconosca priorità, “corridoi semplificativi” su prenotazioni Cup, per trasferimenti da reparti, diagnostica, visite specialistiche, controlli, prestazioni in generale, ecc.

Un paziente disabile non è un malato “a norma”, senza percorsi di accessibilità si aggrava mettendo la vita a rischio.
E’ terribile sapere che non posso essere curata in reparto come dovrei.

FONDAMENTALE PORTARE AVANTI LA VERITA’, IL NOSTRO ESSERE TESTIMONI CORAGGIOSI PUO’ CAMBIARE IL MONDO.

GRAZIE INFINITE AGLI AMICI, CONOSCENTI, SCONOSCIUTI E PARENTI CHE MI HANNO COCCOLATO CON LA LORO STIMA ED AFFETTO, siete davvero la forza del mio cammino, ma non mollatemi, eh?!???

© Lorella Ronconi


PER UN MONDO MIGLIORE: ACCESSIBILITA’ CULTURALE #perunmondomigliore

Il mondo che vorrei, UN MONDO MIGLIORE! #ilmondochevorrei #unmondomigliore !

CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE PER IL SUPERAMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE E CULTURALI PER LE PERSONE CON DIVERSA ABILITA’, PER IL CAMBIAMENTO E L’AUTONOMIA PER UN MONDO MIGLIORE PER LA VITA DI TUTTI.10897992_10204168699470366_1516162074192917447_n

Cosa fare per rendere il mondo migliore?
Cosa va cambiato?
Cosa, invece, andrebbe rivoluzionato secondo te per superare le barriere architettoniche e culturali?
Il cambiamento è un coraggioso passo da compiere per porre fine a pregiudizi e paure.
Vogliamo introdurre una riflessione, uno slancio alla speranza alla difficile ‘lotta’ e farlo insieme, vogliamo cambiare questo mondo troppo banale ed anche superficiale?
Aiutaci anche tu a dare espressione e forma ai tuoi pensieri, mandaci uno slogan, una proposta, una frase, una tua idea assieme alla tua foto.
Noi ci impegneremo a racchiudere tutte le proposte/frasi che ci arriveranno, tutte le foto e/o riflessioni in un video, dove cercheremo di dare il giusto valore ad ogni sfumatura.
Per adesso siamo tre ragazze che crediamo fortemente che il mondo può cambiare, migliorare, e proprio da questo nasce l’idea di questo progetto..ma speriamo che a noi se ne uniscano altre, altre donne ed altri uomini che abbiano compreso il valore ed il DIRITTO (che già è sancito dalla legge) a vivere in un mondo migliore, più accessibile, più umano, che sa vivere e convivere con ogni persona: insieme.
Dai partecipa alla nostra campagna: è gratuito!
Carme, Roberta, Lorella.

 

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COME PARTECIPARE?
Invia il tuo pensiero, la tua idea con un messaggio e una tua foto a:
– carmen.nicita@libero.it oppure su Facebook a Carmen Nicita: (https://www.facebook.com/carmen.nicita)
– roberta163@libero.it oppure scrivi su Facebook a Roberta Tota (https://www.facebook.com/roberta.tota.1) oppure invia un messaggio privato sulla pagina facebook dedicata alla disabilità (https://www.facebook.com/…/Diciamo-NO-ad-og…/130886746940430)
– Lorella Ronconi: su  messaggio privato sulla pagina pubblica <<Lorella Ronconi >>(https://www.facebook.com/lorellaronconietor?ref=hl)
Descrivi con una breve frase/slogan/idea o progetto il mondo che vorresti, allega una tua foto con buona definizione,tutto questo entro il 30 Gennaio.
NOI CREDIAMO CHE UNA GOCCIA POSSA FORMARE UN OCEANO, E TU?
Carmen, Roberta, Lorella

GROSSETO: TIRO CON L’ARCO INTEGRATO, IL PRIMO IMPIANTO IN CUI SIA “ABILI” CHE “DISABILI” POSSONO GAREGGIARE E/O ALLENARSI ASSIEME

A Grosseto ecco una  struttura realizzata dal Comune,  in collaborazione con la “Compagnia maremmana arcieri”, un impianto sportivo per la pratica del tiro con l’arco, che si arricchisce di una percorso dedicato ai diversabili.

Percorso di tiro con l'arco accessibile a Grosseto

Uno dei rari impianti in Italia, se non l’unico, totalmente accessibile per atleti disabili. Un impianto che consente a tutte le persone che desiderano praticare questa disciplina, anche in carrozzina, di farlo in piena autonomia, potendo gestire senza aiuto alcuno la verifica dei punteggi o il recupero delle frecce.

“L’impianto fu realizzato alla fine degli anni settanta e non prevedeva strutture per l’abbattimento delle barriere architettoniche nel campo di tiro all’aperto – spiegano il sindaco Emilio Bonifazi e il vice sindaco e assessore allo Sport, Paolo Borghi -; con questo intervento abbiamo voluto dare la possibilità a tutti di accedere a questa disciplina sportiva, senza alcun tipo di impedimento. Grazie a questa opera, il campo di tiro con l’arco di Grosseto è l’unico in Toscana e uno dei pochi se non l’unico anche in Italia a essersi dotato di un percorso per arcieri disabili.  Cosa questa che ci rende orgogliosi perché è la testimonianza del connubio perfetto tra la pratica sportiva e la solidarietà, dello stretto legame che esiste tra l’attività fisica e il senso civico e sociale”.
La struttura, che ha un percorso lungo 104,95 metri ha un costo di circa 16 mila euro ed è stata realizzata in cemento armato idrorepellente è corredata delle necessarie racchette di ritorno, verifica e recupero delle frecce, protetto da un’apposita verniciatura antiusura e idrorepellente oltre che dotata di impianto elettrico.
da www.ilgiunco.net

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