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TASSA SUGLI ASCENSORI? PENALIZZATI COME SEMPRE I DISABILI

Un nuovo decreto di governo sulla sicurezza per gli ascensori verrà applicato, se si, sarà una grande ingiustizia sociale per tutti gli italiani che vivono in condomini con ascensori, che hanno un ascensore in casa, non si tratta di pensare a chi ha più possibilità economiche o meno, ma si tratta di autonomia!

Tutte le persone diversamente abili, gli anziani che abitano in case con ascensore o in condomini potranno pagare? E chi avra’ bisogno di un ascensore…? Certamente gli altri condomini non saranno motivati ad autorizzare, visti i costi improponibili che lieviteranno se il decreto verrà attuato.

 ascensore

Tassa sugli ascensori, il botta e risposta tra Confediliza e Mise

Secondo l’associazione, una nuova norma sugli obblighi di verifiche straordinari sugli ascensori esistenti rischia di costare il doppio della Tasi. Ma il Mise cerca di gettare acqua sul fuoco

MILANO – Un botta e risposta tra Confedilizia e Ministero dello Sviluppo economico ha agitato le ultime ore di costruttori e condomini. L’associazione ha denunciato, con l’intento di stopparlo sul nascere, un provvedimento del Mise in attesa di definizione. Ieri, rivolgendosi direttamente al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, Confedilizia ha chiesto di eliminare la “tassa sull’ascensore” spiegando che il dicastero guidato da Federica Guidi avrebbe licenziato “uno schema di dpr (decreto del Presidente della Repubblica) che impone una verifica straordinaria degli ascensori esistenti, attribuendo ai soggetti verificatori la facoltà di prescrivere una serie di costosi interventi a carico dei proprietari di casa”.

Un obbligo che – aggiunge – “non è in alcun modo previsto dalla direttiva europea di cui il dpr costituisce attuazione”. A detta di Confedilizia, un simile provvedimento sarebbe in grado di annullare in un sol colpo l’abolizione della Tasi, tanto da generare “esborsi pari al doppio del gettito della Tasi stessa. La sicurezza è un mero pretesto, perché cela interessi di alcune categorie che intendono lucrare a spese di condomini e proprietari di casa”. Significa, con un conteggio rapido, che Confedilizia stima un costo di circa 7 miliardi.

Il Mise ha quindi voluto chiarire la sua posizione: “La proposta del Ministero dello Sviluppo Economico in materia di ascensori, al contrario di quanto affermato da Confedilizia, non prevede verifiche straordinarie, bensì controlli di sicurezza da svolgersi nell’ambito della prima verifica ordinaria utile. Maggiore attenzione è prevista solo per gli ascensori installati anteriormente al 1999, cioè prima dell’applicazione delle relative direttive europee in materia che hanno aumentato i requisiti di sicurezza per gli impianti”. Ma non è un automatismo: “Tali ascensori, ove la proposta sia condivisa e approvata dal Governo, saranno verificati non solo con riferimento ai requisiti vigenti all’epoca, ma anche con riferimento ai più importanti requisiti di sicurezza introdotti successivamente, ad esempio per la precisione della fermata e il livellamento fra cabina dell’ascensore e piano, ovvero per la protezione dai rischi di schiacciamento delle porte motorizzate”. Il Mise precisa inoltre che “i requisiti da verificare e che potrebbero essere quindi oggetto di intervento sono stati inoltre individuati in modo proporzionato e selettivo e, quindi, non possono determinare spese eccessive, soprattutto se, come afferma Confedilizia, le normali norme già oggi previste dovrebbero aver già

indotto molti proprietari ad effettuare comunque tali verifiche”.

Ma Confedilizia non ci sta e replica: “Ribadiamo allora il nostro appello al Presidente Renzi affinché disponga l’eliminazione dalla bozza di provvedimento di questo ‘corpo estraneo'”.

Da Repubblica.it


“Ascensori e scale mobili sono per nani, zoppi e handicappati”. Parola di Sgarbi

“Ascensori e scale mobili sono per nani, zoppi e handicappati”. Parola di Sgarbi

Il critico d’arte, candidato sindaco di Urbino, in un’intervista dichiara: “Una città civile non ha né ascensori né scale mobili”.

Argentin: “Pover’uomo. Si sa come si nasce, non si sa come si muore”

www.agenzia.redattoresociale.it Da Redattore Sociale – 17 marzo 2014

ROMA – “Una città civile non ha né ascensori né scale mobili. Solo quelle abitate da nani, zoppi e handicappati hanno le scale mobili. Se le devono mettere nel culo”: le dichiarazioni di Vittorio Sgarbi, in qualità di candidato sindaco della città di Urbino con i Verdi, lasciano quanto meno interdetti. In un’intervista rilasciata a Maria Gabriella Lanza su “il Ducato”, il critico d’arte sbaraglia in un colpo tutti i principi, le ragioni e le battaglie per l’accessibilità universale, o “design for all”.Scale e ascensori sono liquidati semplicemente come brutti, addirittura “incivili”.

Ileana Argentin replica con una risata alle parole di Sgarbi: “Si sa come si nasce ma non si sa come si muore, ecco cosa rispondo a Sgarbi, pover’uomo. Non gli auguro certo di aver bisogno anche lui, prima o poi, di scale ed ascensori. Ma certo la sua ignoranza mi lascia senza parole e mi stupisce ogni giorno di più”. Intanto, anche sui social network le parole di Sgarbi suscitano indignazione generale: c’è chi propone “una bella denuncia per razzismo” e chi fa notare che “per un disabile la scala mobile è una iattura”. C’è anche chi suggerisce un paragone con “la frase di Paolo Villaggio sulle paraolimpiadi”, mentre qualcuno resta stretto sul tema dell’accessibilità e osserva: “con un gruppo di disabili anche fisici siamo stati a Urbino e non vi dico la fatica che si è fatto. Bellissima città che vale la pena far vivere anche agli handicappati e quindi bisogna che si attrezzi in merito”. (cl)

Ileana Argentin

© Copyright Redattore Sociale

 

Da Redattore Sociale – 17 marzo 2014
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