Archivi tag: Baseball

BASEBALL E INTEGRAZIONE, 500 BAMBINI COLORANO LO STADIO A GROSSETO

La carica dei 500 colora lo stadio di baseball di Grosseto Torneo 4 Basi, festa grande con i bimbi targata Bsc Grosseto 1952

From ilgiunco.net: “Allo Jannella una vera festa del baseball giovanile che ha visto la partecipazione di 500 ragazzi delle scuole elementari accompagnati dai loro insegnanti Baseball Bsc festa allo Jannellae dai familiari. Il prato è stato trasformato in un tripudio di colori da tutti questi ragazzi entusiasti , suddivisi in 39 squadre in rappresentanza delle relative classi di cinque scuole elementari del di Grosseto (via Anco Marzio, via Einaudi , viale Giotto, via Montebianco e Roselle).

 

“Un ringraziamento particolare – scrive la società – ad Olga Ciaramella, rappresentante dell’amministrazione provinciale di Grosseto in qualità di delegato al sociale alle politiche giovanili e sport, che ha aperto la manifestazione, portando il saluto del sindaco Vivarelli Colonna. La manifestazione si è potuta svolgere grazie alla disponibilità dei dirigenti scolastici, del corpo insegnante e del Provveditorato di Grosseto che ringraziamo per aver dato l’opportunità a questi ragazzi di giocare allo Jannella, gentilmente concesso dalla società Jolly Roger Grosseto. Nella mattinata hanno dato contributo con la loro presenza, della quale siamo onorati – prosegue il Bsc – Alessandro Cappuccini , in rappresentanza della Fibs, Silvia Maraffon, per il  comitato regionale Toscano Fibs, Vladimiro Capecchi, per il comitato provinciale Fibs, Daniele Giannini, delegato provinciale del Coni, Cinzia Machetti, dirigente scolastico ed ex consigliere federale, Stefano Pannini, come rappresentante dell’assessorato allo Sport del Comune di Grosseto. Un ringraziamento particolare a Lorella Ronconi supertifosa del baseball e da sempre amica dei nostri tecnici “.


IL BASEBALL? NEL SUO STADIO, TRA TIFOSI E GIOCATORI, HO IMPARATO LA VERA INTEGRAZIONE

“Negli spalti, tra i tifosi di baseball, per i tifosi, per i giocatori, per i manager, ero Lorella e basta. Non c’erano offese al mio corpo ma solo tifo, abbracci e generosità: il baseball anno dopo anno, mi ha insegnato a non vergognarmi e mi ha seguito, sempre, permettendomi di essere me stessa, donna intera.”

Il “Grazie al baseball e al softball” di Lorella Ronconi

Tratto dal sito della Federazione Italiana Baseball e Softball

Nata nel 1962 a Grosseto, dal 1991 vive in carrozzella. Ma non ha rinunciato a una vita attiva e dal 2006 è Cavaliere della Repubblica. La sua lettera ci commuove e ci rende orgogliosi di far parte di questo mondo

 

Lorella Ronconi è nata a Grosseto nel 1962. E’ affetta da una gravissima malattia genetica ossea: la pseudoacondroplasia poliepifisaria. Dal 1991, dopo un’ischemia midollare, vive parte della sua giornata a letto, parte in carrozzella. Ma ha una vita comunque molto attiva e dal 2006 è Cavaliere della Repubblica. Ci ha indirizzato questa bellissima lettera, che volentieri pubblichiamo.

collage_baseballLEGGI LA BIOGRAFIA di LORELLA

“A distanza di tanti anni, ora che sono grande, diciamo, comunque più coraggiosa e forte, vorrei dire olanciare il mio GRAZIE al baseball e al softball, per tutto quello che mi hanno permesso di essere. Sono una donna di 53anni, affetta da una rara e gravissima malattia progressiva alle ossa che mi costringe a passare gran parte della mia giornata a letto con poche ore d’ariavissute in carrozzella. Ormai non posso più viaggiare né utilizzare mezzi di trasporto, a causa di 2 barre nella colonna vertebrale e uno scatafascio di ossa rotte che si infiammano con molta facilità.
Non viaggio più, ma ho una vita movimentata grazie alla mia voglia di comunicare, grazie a internet e ai miei molteplici impegni: sono tra i membri fondatori di una associazione Onlus (Fondazione il Sole) che si occupa del dopo di noi per le persone diversamente abili, sono stata Commissario della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Grosseto, blogger,content manager e lavoro allo sportello info-handicap dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Comune di Grosseto. In un certo senso, però, continuo a viaggiare e lo faccio attraverso le poesie che scrivo, nelle quali raccolgo emozioni belle di vita, per dare emozioni belle di vita, in un mondo in cui esse sembrano inutili. Perché senza le emozioni belle, l’essere umano perde la sua umanità.

Tutta la mia esistenza è stata legata alla sofferenza, alla disabilità, all’ignoranza umana che spesso mi ha fatto sentire trasparente, se non inutile. Ho avuto però la fortuna di conoscere un mondo diverso, oltre a a quello condiviso con la mia famiglia e gli amici, un mondo in cui crescere senza discriminazionioffese, un grande mondo: lo stadio di baseball.
Il baseball mi fece innamorare nell’adolescenza, quando fui per caso invitata da un’amica ad assistere a una partita. A quei tempi camminavo ancora un pochino, ma essendo piccola e già in difficoltà con le ossa, mi muovevo con una minuscola biciclettina rosa. Ero emozionata e vergognosa di andare allo stadio e salire sulle gradinate portandomi dietro la biciclettina, quel primo giorno, non conoscendo per nulla quello sport. Fu un amore immediato, un coup de foudre: i giocatori visti dall’alto sembravano piccoli soldatini,principi che andavano a conquistare il castello e correndo segnavano il punto con grande gioia e calore dei tifosi. Una scacchiera strana, quel pentagono storto, ma un piacere per gli occhi stare a guardare il bel verde brillante che circondava la terra rossa. L’odore di erba tagliata era come una carezza per i miei sensi. Il rumore del guantone quando riceveva il lancio mi faceva da richiamo, come lo stesso rumore della mazza quando toccava la pallina. E sì, questi erano i rumori più belli e furono i suoni di vita, i miei suoni vitali per ogni mia stagione che cominciava: l’arrivo della primavera e del caldo placava i dolori alle mie ossa e i primi rumori del baseball in allenamento mi ricordavano che presto sarei entrata dentro lo stadio a seguire le partite, e sarei stata normale. Normale, che grande parola! Ora è una parola ovvia per me, ma l’ho imparata tra le tribune: lì ogni volta non ero la Lorellina piccina (sono alta un metro e venti), poverina, guarda come è concia, ma ero una tifosa, una come tanti, una persona intera; normale, appunto. Tra gli spalti, tra i tifosi di baseball, per i tifosi, per i giocatori, per i manager, ero Lorella e basta. Non c’erano offese al mio corpo ma solo tifo, abbracci e generosità: il baseball anno dopo anno, mi ha insegnato a non vergognarmi e mi ha seguito, sempre, permettendomi di essere me stessa, donna intera.

Nel dicembre 2014, alla presentazione della ristampa del mio primo libro di poesie, sono stati mieitestimonial dei grandi amici che rappresentano la mia vita: l’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta, il critico cinematografico e letterario Fabio Canessa e il grande lanciatore del mio amato sport Roberto Cabalisti. Questo a dimostrare e ufficialmente a dire a tutti che è merito di un grande sport, dei suoi tifosi ma anche dei suoi giocatori, che Lorella Ronconi è arrivata ad essere quello che è. Quel giorno emozionante, davanti ad una platea di intellettuali, parenti, amici, c’erano anche i volti di molti grandi: Vic Luciani, Lucio Tirri, Beppe Massellucci… A proposito di Beppe Massellucci, il mitico #44, vorrei aprire una parentesi anche sull’etica che questo sport trasmette a chi lo gioca: forse è un caso, non so, ma quanti sanno che la mia vita, soprattutto dopo la grande operazione alla colonna vertebrale, è stata coloratadall’affetto silenzioso di tanti giocatori di baseball? Molti altri giocatori sono rimasti in contatto con diverse persone diversamente abili, nonostante gli anni passati. Per discrezione non faccio i nomi, ma posso parlare di coloro che mi hanno regalato cure di affetto e sostegno nei vari momenti della mia vita, in umiltà e senza scalpori mediatici. Beppe Massellucci (adesso lo posso dire) mi donò la divisa, il famoso #44 con il quale vinse lo scudetto a Rimini. Scelse me e mi trasformò in Regina, un dono e un ricordo che ancora mi fanno emozionare. Mi fermò un giorno e mi disse che avrebbe avuto piacere di regalare la sua divisa a me, poiché da sempre mi aveva vista presente alle partite con la mia biciclettina per ore ed ore senza mai abbandonare lo stadio, e che avrebbe voluto lasciare lo sport agonistico sapendo che la sua divisa l’avevo io. Quel gesto mi fece sentire la più famosa delle famose, alta un metro e novanta!

Sì, Giuseppe Massellucci mi aveva incoronata Regina dello stadio e io, comprendendo la suariservatezza, non l’ho mai raccontato prima di adesso: sapevo che era un gesto che non voleva essere spettacolarizzato o strumentalizzato.
Stefano Cappuccini, infermiere, in uno dei miei tanti ricoveri, un mattino di Natale mi fece trovare a sorpresa accanto al letto la sua mazza da baseball firmata. Fu il regalo dei regali, tra flebo e dolori capii che il baseball era sempre accanto a me….non mi avrebbe mai lasciata.
Roberto Cabalisti, che da molto tempo mi affianca aiutandomi, rincuorandomi, incoraggiandomi, facendomi compagnia con le sue telefonate.
Beppe Carelli, che mi aiuta a distanza, con la sua grande capacità informatica, sempre pronto a rispondere ai miei problemi telematici.
Francesco Casolari, Lucio Tirri, Vic Luciani, Claudio Sabatini, Gabriele Ermini…tanti sono i nomi di giocatori e tecnici che continuano a sostenermi nella vita. Sì, qualcuno dice che il baseball rende eterni bambini…. forse, ma anche grandi persone di cuore e coraggio, perché non ne fanno uso mediatico, ma solo cura e passione. Questo gioco ha incontrato la mia vita, col baseball ho avuto la fortuna di trovare uno spazio nel quale la mia esistenza era completamente considerata nella suainterezza. Ancora oggi mi sento a casa in quel luogo dove l’erba è tagliata di fresco, la terra rossa e il pentagono sono un tutt’uno con i suoi Cavalieri.

Grazie al baseball italiano, grazie al baseball, grazie ancora a quei tifosi che mi hanno incoraggiata, a tutti quei giocatori che mi hanno donato sorrisi e ancora silenziosamente mi stanno vicino con tanto rispetto. Il baseball, una grande filosofia di vita, un grande sport in cui esistere, che tutti noi appassionati possiamo adoperarci per non cancellarlo dalla storia e farlo fiorire ancora di più nel futuro, per le future vite.  Lorella Ronconi”    

Da F.I.B.S: http://www.fibs.it/it/news/nazionali-baseball/38344-il-grazie-al-baseball-e-al-softball-di-lorella-ronconi.html


GIOIA INFINITA! PUBBLICATA DAL CORRIERE DELLO SPORT LA MIA STORIA CON IL BASEBALL SCRITTA PER F.I.B.S.

Con grande sorpresa, dopo la pubblicazione sul sito FIBS, è stato riportato in altre riviste tecniche ed anche dal Corriere dello Sport: wow!

Mesi fa presa da improvvisa determinazione e gratitudine verso il baseball italiano, telefonai al Presidente nazionale della Federazione Italiana Baseball e Softball, Riccardo Fraccari per dire “grazie” ad uno sport che amo tantissimo.

Mi emozionai e mi si incrino’ la voce durante la chiacchierata generosa offertami dal Presidente e, giunti ai saluti, mi chiese di scriverla e raccontare la mia particolare “storia con il baseball”, la mia testimonianza di vita con uno sport che mi ha accettata come tifosa e mai discriminata, uno sport poco conosciuto in Italia, ma assai “avanti” per quello che riguarda l’integrazione sociale.

collage_baseball

La lettera di Lorella Ronconi, affetta da una gravissima malattia genetica ossea

ROMA – Lorella Ronconi è nata a Grosseto nel 1962. E’ affetta da una gravissima malattia genetica ossea: la pseudoacondroplasia poliepifisaria. Dal 1991, dopo un’ischemia midollare, vive parte della sua giornata a letto, parte in carrozzella. Ma ha una vita comunque molto attiva e dal 2006 è Cavaliere della Repubblica. Ecco la sua bellissima lettera indirizzata alla Federazione Italiana Baseball Softball, che abbiamo pubblicato sul sito:
 
 
“A distanza di tanti anni, ora che sono grande, diciamo, comunque più coraggiosa e forte, vorrei dire o meglio lanciare il mio GRAZIE al baseball e al softball, per tutto quello che mi hanno permesso di essere. Sono una donna di 53 anni, affetta da una rara e gravissima malattia progressiva alle ossa che mi costringe a passare gran parte della mia giornata a letto con poche ore d’aria vissute in carrozzella. Ormai non posso più viaggiare né utilizzare mezzi di trasporto, a causa di 2 barre nella colonna vertebrale e uno scatafascio di ossa rotte che si infiammano con molta facilità. 
Non viaggio più, ma ho una vita movimentata grazie alla mia voglia di comunicare, grazie a internet e ai miei molteplici impegni: sono tra i membri fondatori di una associazione Onlus (Fondazione il Sole) che si occupa del dopo di noi per le persone diversamente abili, sono stata Commissario della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Grosseto, blogger, content manager e lavoro allo sportello info-handicap dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Comune di Grosseto. In un certo senso, però, continuo a viaggiare e lo faccio attraverso le poesie che scrivo, nelle quali raccolgo emozioni belle di vita, per dare emozioni belle di vita, in un mondo in cui esse sembrano inutili. Perché senza le emozioni belle, l’essere umano perde la sua umanità.
 
Tutta la mia esistenza è stata legata alla sofferenza, alla disabilità, all’ignoranza umana che spesso mi ha fatto sentire trasparente, se non inutile. Ho avuto però la fortuna di conoscere un mondo diverso, oltre a a quello condiviso con la mia famiglia e gli amici, un mondo in cui crescere senza discriminazioni e offese, un grande mondo: lo stadio di baseball. 
Il baseball mi fece innamorare nell’adolescenza, quando fui per caso invitata da un’amica ad assistere a una partita. A quei tempi camminavo ancora un pochino, ma essendo piccola e già in difficoltà con le ossa, mi muovevo con una minuscola biciclettina rosa. Ero emozionata e vergognosa di andare allo stadio e salire sulle gradinate portandomi dietro la biciclettina, quel primo giorno, non conoscendo per nulla quello sport. Fu un amore immediato, un coup de foudre: i giocatori visti dall’alto sembravano piccoli soldatini, principi che andavano a conquistare il castello e correndo segnavano il punto con grande gioia e calore dei tifosi. Una scacchiera strana, quel pentagono storto, ma un piacere per gli occhi stare a guardare il bel verde brillante che circondava la terra rossa. L’odore di erba tagliata era come una carezza per i miei sensi. Il rumore del guantone quando riceveva il lancio mi faceva da richiamo, come lo stesso rumore della mazza quando toccava la pallina. E sì, questi erano i rumori più belli e furono i suoni di vita, i miei suoni vitali per ogni mia stagione che cominciava: l’arrivo della primavera e del caldo placava i dolori alle mie ossa e i primi rumori del baseball in allenamento mi ricordavano che presto sarei entrata dentro lo stadio a seguire le partite, e sarei stata normale. Normale, che grande parola! Ora è una parola ovvia per me, ma l’ho imparata tra le tribune: lì ogni volta non ero la Lorellina piccina (sono alta un metro e venti), poverina, guarda come è concia, ma ero una tifosa, una come tanti, una persona intera; normale, appunto. Tra gli spalti, tra i tifosi di baseball, per i tifosi, per i giocatori, per i manager, ero Lorella e basta. Non c’erano offese al mio corpo ma solo tifo, abbracci e generosità: il baseball anno dopo anno, mi ha insegnato a non vergognarmi e mi ha seguito, sempre, permettendomi di essere me stessa, donna intera.
 
Nel dicembre 2014, alla presentazione della ristampa del mio primo libro di poesie, sono stati miei testimonial dei grandi amici che rappresentano la mia vita: l’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta, il critico cinematografico e letterario Fabio Canessa e il grande lanciatore del mio amato sport Roberto Cabalisti. Questo a dimostrare e ufficialmente a dire a tutti che è merito di un grande sport, dei suoi tifosi ma anche dei suoi giocatori, che Lorella Ronconi è arrivata ad essere quello che è. Quel giorno emozionante, davanti ad una platea di intellettuali, parenti, amici, c’erano anche i volti di molti grandi: Vic Luciani, Lucio Tirri, Beppe Massellucci… A proposito di Beppe Massellucci, il mitico #44, vorrei aprire una parentesi anche sull’etica che questo sport trasmette a chi lo gioca: forse è un caso, non so, ma quanti sanno che la mia vita, soprattutto dopo la grande operazione alla colonna vertebrale, è stata colorata dall’affetto silenzioso di tanti giocatori di baseball? Molti altri giocatori sono rimasti in contatto con diverse persone diversamente abili, nonostante gli anni passati. Per discrezione non faccio i nomi, ma posso parlare di coloro che mi hanno regalato cure di affetto e sostegno nei vari momenti della mia vita, in umiltà e senza scalpori mediatici. Beppe Massellucci (adesso lo posso dire) mi donò la divisa, il famoso #44 con il quale vinse lo scudetto a Rimini. Scelse me e mi trasformò in Regina, un dono e un ricordo che ancora mi fanno emozionare. Mi fermò un giorno e mi disse che avrebbe avuto piacere di regalare la sua divisa a me, poiché da sempre mi aveva vista presente alle partite con la mia biciclettina per ore ed ore senza mai abbandonare lo stadio, e che avrebbe voluto lasciare lo sport agonistico sapendo che la sua divisa l’avevo io. Quel gesto mi fece sentire la più famosa delle famose, alta un metro e novanta! 
 
Sì, Giuseppe Massellucci mi aveva incoronata Regina dello stadio e io, comprendendo la sua riservatezza, non l’ho mai raccontato prima di adesso: sapevo che era un gesto che non voleva essere spettacolarizzato o strumentalizzato. 
Stefano Cappuccini, infermiere, in uno dei miei tanti ricoveri, un mattino di Natale mi fece trovare a sorpresa accanto al letto la sua mazza da baseball firmata. Fu il regalo dei regali, tra flebo e dolori capii che il baseball era sempre accanto a me….non mi avrebbe mai lasciata. 
Roberto Cabalisti, che da molto tempo mi affianca aiutandomi, rincuorandomi, incoraggiandomi, facendomi compagnia con le sue telefonate. 
Beppe Carelli, che mi aiuta a distanza, con la sua grande capacità informatica, sempre pronto a rispondere ai miei problemi telematici. 
Francesco Casolari, Lucio Tirri, Vic Luciani, Claudio Sabatini, Ermini…tanti sono i nomi di giocatori e tecnici che continuano a sostenermi nella vita., Sì, qualcuno dice che il baseball rende eterni bambini…. forse, ma anche grandi persone di cuore e coraggio, perché non ne fanno uso mediatico, ma solo cura e passione. Questo gioco ha incontrato la mia vita, col baseball ho avuto la fortuna di trovare uno spazio nel quale la mia esistenza era completamente considerata nella sua interezza. Ancora oggi mi sento a casa in quel luogo dove l’erba è tagliata di fresco, la terra rossa e il pentagono sono un tutt’uno con i suoi Cavalieri.
 
Grazie al baseball italiano, grazie al baseball, grazie ancora a quei tifosi che mi hanno incoraggiata, a tutti quei giocatori che mi hanno donato sorrisi e ancora silenziosamente mi stanno vicino con tanto rispetto. Il baseball, una grande filosofia di vita, un grande sport in cui esistere, che tutti noi appassionati possiamo adoperarci per non cancellarlo dalla storia e farlo fiorire ancora di più nel futuro, per le future vite.”
 

POESIA & GIOIELLO, UN CONNUBIO DI PURE EMOZIONI DI AUTORE

Et voilà, una “sirena” in carrozzella  vicina ad un “marinaio” del battiecorri. Quasi un miracolo, poesie e baseball, qualcuno non riuscira’ ad immaginare quale sia il legame, eppure è solo… pura emozione.

La poesia che da’ e riceve dall’altro e, a sua volta dona. Tra il baseball e la poesie dei libri di Lorella Ronconi, Je roule e Sirena Guerriglia, un segno fatto a sua volta di emozionante poesia: l’anello di Roberto Cabalisti, un anello speciale, l’Italian Doughnut registrato da L.C.D.B. creato da specialisti orafi vicentini.

Un anello di congiunzione che contiene in se’ emozioni, come poesie, un gioiello che, assieme ai libri, lancia le sue emozioni da un video, che li presenta. 

Je Roule, Sirena Guerriglia, Italian Doughnut ® L.C.D.B. insieme, “la Fine” è solo un Preludio per l’Inizio, l’Infinito che accoglie e sostiene.

Lorella Ronconi


E LA VITA VOLA OLTRE LE NUVOLE

“E la vita vola
oltre le nuvole e respira di te,

libera,
svolazzando di gioia amorosa.

Incontra un raggio di sole
che la illumina d’oro,
poi si inchina alle stelle
attendendo il mattino
e gli sorride sublime:

‘Sei impastata di amore, vita mia !”
canta ai colori del cielo,
abbracciando
un vellutato arcobaleno. “

©Lorella Ronconi.
10393742_307262776135503_680540943777196534_nSirena Guerriglia – Feltrinelli.it

Un grazie alla Confraternita del Battiecorri per la stupenda foto e all’ Italian Doughnut ® L. C. D. B. Per la gentile concessione dell’anello per la foto realizzata da Roberto Cabalisti.

http://www.ebay.it/itm/Anello-Baseball-Doughnut-in-Argento-925-Rodiato-Oro-Bianco-con-Stelline-Oro-18kt/141369197648?_trksid=p2047675.c100011.m1850&_trkparms=aid%3D222007%26algo

%3DSIC.MBE%26ao%3D1%26asc%3D20140620074313%26meid%3

Dc9c21c0a6e9245c39f9c1ed992b9e67c%26pid%3D100011%26prg%3

D20140620074313%26rk%3D6%26rkt%3D10%26sd%3D141332148371


REALIZZATO IN ITALIA UN GIOIELLO PER IL BASEBALL: “ITALIAN DOUGHNUT ® L.C.D.B.” DALLA LAVORAZIONE DI SAPIENTI ORAFI VICENTINI LA CONGIUNZIONE D’AMORE TRA IL BASEBALL E CHI DESIDERA IL PIACERE DI UN SEGNO D’AMORE

L’anello che unisce l’amore

tra il diamante

e una mazza da baseball.

– Baseball… Play Ball –

Le squadre fanno il saluto al pubblico, rientrano nel dugout, si battono “il cinque” mentre il primo battitore si accinge ad entrare in gioco: tutto si concentra in quel cerchio disegnato al di fuori delle righe.

Il primo battitore si prepara ad affrontare quello che sarà l’avversario lanciatore. Entra nel cerchio, si piega e prende tra le mani un piccolo oggetto tra la polvere rossa, la sua mente a pensare quale sarà il lancio da battere,  come gesto istintivo prende  quell’oggetto a forma di grande anello di acciaio e lo infila nella mazza,  come fosse una tradizione  e  inizia a rotearlo con la mazza per il riscaldamento. Cos’è quel piccolo oggetto? Il “Dougnout” è una “ciambella”, tradotto in modo letterale, di acciaio che si infila alla mazza per aumentare il suo peso per migliorare il riscaldamento del braccio e la sua prestazione prima di andare in battuta.

From: Roberto Cabalisti 

robycaba28@alice.it 

Il DOUGHNUT: L’ANELLO CHE SPOSA IL DIAMANTE CON IL SUO PUBBLICO

$_12 ddd10479999_277277895816075_5711371170497823831_n

La Fede Nuziale in un Matrimonio immaginario 

Una parte insignificante agli occhi dello spettacolo, integrante nel pensiero del battitore, forse magia l’anello di congiunzione tra attesa e gioco. Noi lo abbiamo preso, pulito dalla polvere che lo copriva, lucidato, valorizzato, inciso e preparato in un’immagine vera, rendendolo gioiello. e dedicato allo sport al quale appartiene.

L’ “Italian Doughnut”©®

Doughnut
Il primo “Anello” che racchiude in se la tradizione italiana del “Baseball” e quella della alta oreficeria italiana,  è un  gioiello prezioso che ogni amante del Battiecorri, e non, potrà avere con se come simbolo dell’Amore per questo gioco e della unicita’ di un oggetto di raro valore.

Laconfraternita Del  Battiecorri

 Di ©® Roberto Cabalisti & Emiliano Freddolini

Questo marchio nasce dalla collaborazione tra la stella del baseball italiano Roberto Cabalisti ed Emiliano Freddolini, ragazzo giovane con la passione dell’informatica e dell’oreficeria . Il logo vuole riportare la mente al paese padre del Baseball. All’interno si può notare un guantone, una pallina e una mazza che forma un infinito (\infty) a significare un’eterna passione. 

10615999_282101518667046_2413519476586744028_n

  • Anello in Argento massiccio 925 Argentato e Rodiato Oro Bianco
  • Cucitura pallina baseball smalto colore Rosso
  • LCDB smalto colore Nero
  • Doppia Stellina in Oro Giallo 18 Kt con Zirconi
  • Immagine interna stilizzata di Roberto Cabalisti al lancio, numero 28  
  • PER  ACQUISTARE L’ANELLO O CHIEDERE INFORMAZIONI CLICCATE SUL SEGUENTE LINK OPPURE SCRIVETE A: robycaba28@alice.it 

http://www.ebay.it/itm/Anello-Baseball-Doughnut-in-Argento-925-Rodiato-Oro-Bianco-con-Stelline-Oro-18kt/141369197648?_trksid=p2047675.c100011.m1850&_trkparms=aid%3D222007%26algo

%3DSIC.MBE%26ao%3D1%26asc%3D20140620074313%26meid%3

Dc9c21c0a6e9245c39f9c1ed992b9e67c%26pid%3D100011%26prg%3

D20140620074313%26rk%3D6%26rkt%3D10%26sd%3D141332148371

Screenshot 2014-08-25 19 sss

LAVORAZIONE MADE IN ITALY

Per creare questo anello lavorano 4 aziende diverse!

 Roberto Cabalisti

Roberto Cabalisti grande atleta e grandissimo lanciatore del baseball italiano  con i suoi 5 titoli italiani, 1 Coppa dei Campioni nel 1989, 167 vittorie (3° posto in Italia). Oltre 2200 inning lanciati – E’ stato eletto personaggio sportivo del secolo, assieme a Roberto Baggio e Paolo Rossi.

10636318_277708362439695_6620638409097219693_n

Vicentino di nascita, Cabalisti ha iniziato la sua carriera nel capoluogo berico con le società San Paolo, ABS Vicenza e Valbruna Acciai, arrivando fino alla Serie A2. Il suo esordio nella massima serie lo ha fatto nel 1984 a Trieste. Quindi passa prima a Verona e poi a San Marino, fino a trasferirsi nel 1989 al Rimini Baseball, di cui diventerà un simbolo grazie ai 20 campionati trascorsi in neroarancio e grazie ai numerosi successi ottenuti con il sodalizio romagnolo. Ha chiuso la carriera in IBL a 50 anni compiuti, con il triennio ai North East Knights di Godo, in provincia di Ravenna.

È il lanciatore con il maggior numero di partite giocate (543) nel campionato italiano di baseball. È al secondo posto nella classifica delle salvezze in carriera (62), dietro a Ilo Bartolucci con 63, e al terzo posto per vittorie (167).

Cabalisti ha debuttato in Nazionale nel 1987, in occasione di Cuba-Italia 4-1 valevole per la Coppa intercontinentale. In totale ha collezionato 49 presenze in azzurro.

 

 

 

By (C) Lorella Ronconi #JeRoule


CENTAURI VINCE LA PRIMA EDIZIONE DE “L’ASTA DELLA POESIA” EVENTO CULTURALE DI MAGLIANO IN TOSCANA

Vincitrice della prima edizione de: “L’Asta della Poesia” organizzato dal Comune di Magliano in Toscana, premiazione il 19 Agosto 2014.

Centauri

Eccoci noi Centauri,

senza meta

a metà,

tra cielo e terra:

metà uomini,

metà carrozzella.

Corpi divisi,

immobili, che ruotano per le strade della vita:

asfalti sconnessi dove le ruote sobbalzano,

tra buche e sguardi pietosi.

Per i Centauri non c’è posto nei pensieri:

porte strette, scale infinite,

mura invalicabili,

coscienze negate.

 centauri immagini

Il tuo cuore è lassù, oltre quella rampa…

vorrei arrivarti!

Vorrei amarti!

Ma raggiungerti non mi è possibile,

Il tuo cuore è ostacolo inaccessibile,

barriera insormontabile.

I Centauri fanno strani sogni la notte,

quando il dolore li corteggia

non temono la sofferenza.

Il loro corpo,

acciaio infuocato,  straziato dai colpi,

si piega docile cercando nuova forma

Eccoci noi Centauri:

corpi fragili,

bruchi che muoiono,

sperando,

una farfalla, che si alza

e vola…!

(c) Lorella Ronconi


QUALCUNO AMA IL BASEBALL QUANTO ME? SAPEVATE CHE LE CUCITURE DI UNA PALLA DA BASEBALL SONO 108 COME I GRANI DEL ROSARIO?

NON E’ UN SEMPLICE SPORT, MA UNA SERIE DI REGOLE, DI MOMENTI, DI LIMITI E DI LANCI DI CORAGGIO, DI TECNICA E DI CUORE, DI SAPIENTI ATTESE E VELOCISSIME PRODEZZE.

Il baseball (e il softball) questo strano gioco, mi affascina, lo amo tantissimo. Ha molte regole, molte sfaccettature, molte cose da far sapere di se, per esempio le cuciture della pallina con il quale si gioca: sono tutte fatte a mano.

Tutte le palline con cui si gioca a baseball hanno cuciture fatte a mano ma… sapevate che sono 108?!! Esattamente 108, come i grani del rosario, come i 108 nomi delle divinità induiste, come il numero sacro di tante religioni…. 

CE LO SPIEGA  GIOVANNI DELNERI (EX MITICO ARBITRO DI TERZA BASE). ECCO IL SUO ARTICOLO:

Baseballs e i segreti delle 108 cuciture

FB_IMG_1426545966124

La cicala e la formica, dopo aver visto in diretta alla TV l’incontro “ALL STAR GAME 2014” con l’ausilio dell’antenna satellitare posta in opera da John Spaider, nell’attesa di riavere il tablet dal Bombo aggiornato, hanno pensato bene di usufruire della “ANISOPTERA AIRLINE” della libellula Kemir per raggiungere Santa Monica in California. Qui sotto i raggi cocenti del sole e le limpide acque, potranno trarre beneficio alla loro salute per il prossimo inverno del gelido Montana.

Ora però nell’attesa di leggere le storie di Kelli, ho pensato di scrivere per voi un fatto che coinvolge realtà e fantasia.

Sono seduto alla mia scrivania e davanti in un piccolo contenitore è posta una palla da baseball che è il ricordo dell’ultimo strike da me chiamato molti anni fa.

Quanti ricordi mi tornano alla mente in trentacinque anni dedicati al baseball!

Ho letto, rovistando nei più oscuri meandri di vecchie biblioteche ed emeroteche, una leggenda sulla creazione della palla da baseball.

Si dice che Manitu’, il Grande Spirito dei Pellerossa, per far divertire i piccoli Redskins, con una manciata di argilla, stringendola nel proprio pugno, abbia creato una piccola palla e con le sue dita impresso 108 segni che poi l’uomo con altro materiale trasformò in cuciture creando così definitivamente la magica ball.

La mia curiosità si è concentrata sul numero (108) delle cuciture e perché il Grande Spirito le aveva impresse nell’argilla. Ebbene ho scoperto che il numero 108 è un numero magico e vi elenco dei fatti reali che lo coinvolgono.

State a sentire.

108 è il numero sacro di diverse religioni come “l’Iduismo, Buddhismo, Sikhismo o Giainismo

108 è il numero di grani del Mala, il rosario indiano e del Aksamala Buddista’

Le divinità Induiste hanno 108 nomi. Recitare questi nomi spesso contando i 108 grani del Mala è considerato sacro ed è spesso ripetuto durante le cerimonie religiose.

Nello Srimad Bhàgavatam, Krishna è descritto mentre balla con 108 Gopi (pastorelle) nella città di Vrindavana per poi sposare 16.108 mogli nella città di Dwarka.

Nello Shivaismo, Shiva Nataraja è raffigurato mentre esegue la sua danza cosmica in 108karana (pose)

108 è il numero dei peccati nel Buddhismo tibetano

108 è il numero delle stelle considerate sacre nell’astrologia cinese

In Giappone alla fine dell’anno una campana è suonata 108 volte per salutare il nuovo anno. Ciascun rintocco rappresenta una delle 108 tentazioni materiali cui una persona deve resistere per raggiungere il Nirvana.

108 è il numero dell’ Al-Kawthar più corto tra i Sura del Corano.

Perciò un avviso ai lanciatori: trattate bene la vostra palla perché è come un oggetto sacro; non inumidirla con la vostra saliva (tra l’altro se fatto in pedana è un fallo che l’arbitro potrebbe chiamarvi) e quando la sfregate tra le mani pensate al Grande Spirito.

Ora sento squillare il mio cellulare. E’ un messaggio di Jenni che mi fa sapere che si tratterranno sino ai primi di settembre.

Pertanto cari amici vi saluto e a risentirci.

TERZABASE

http://www.baseballontheroad.com/2014/07/19/baseballs-e-i-segreti-delle-108-cuciture/

Condividi le storie di Giovanni Delneri

 IL GIOCO DEL BASEBALL:
Il baseball viene giocato su un campo a forma di quarto di cerchio, suddiviso in territorio buono e in territorio foul. Nel territorio buono sono poste, su un quadrato di mt. 27,43 di lato, le “basi”: i cuscini di 1^ 2^ e 3^ base ed un pentagono di gomma detto “casa base” o “piatto”. A mt. 18,44 dalla casa base, sulla diagonale della 2^ base, è posta la pedana del lanciatore.
Una partita si compone, normalmente, di 9 riprese o “innings”. Ogni ripresa è suddivisa in due fasi, “battuta” o attacco e “difesa”. Una ripresa termina quando una squadra si è alternata sia alla battuta sia alla difesa. Una fase ha termine quando tre giocatori dell’attacco vengono eliminati.
Ogni squadra è formata da 9 giocatori più le riserve che assumono, quando la squadra è in difesa, le posizioni di: lanciatore, ricevitore, prima base, seconda base, terza base, interbase, esterno sinistro, esterno centro ed esterno destro.
Solo la squadra che è alla battuta può segnare punti ed i suoi giocatori si presentano alla battuta uno per volta, secondo un ordine prestabilito, assumendo il nome di “battitori”.
Il battitore deve tentare di battere le palline lanciategli (dal lanciatore) che attraversano “l’area dello strike” o “area di battuta”, cioè quallo spazio sopra la casa base compreso tra la linea delle ginocchia e la linea delle ascelle. Se le lascia passare o tenta di batterle senza riuscirsi, l’arbitro gli chiamerà uno strike. Dopo tre strike il battitore è eliminato.
Sarà pure eliminato se la pallina da lui battuta verrà presa al volo o se verrà tirata da un difensore in 1^ base prima che lo stesso battitore raggiunga tale traguardo.
Se la pallina lanciatagli non attraversa l’area dello strike, l’arbitro chiamerà un ball a suo favore; dopo 4 ball il battitore acquisisce di diritto la prima base.
Riassumendo, compito del lanciatore è di ottenere o con tre strike o concedendo delle battute pessime, l’eliminazione dell’avversario. Compito del battitore è raggiungere salvo la prima base, o con una buona battuta o con una base per ball.
Il battitore, non appena batte la pallina, o non appena guadagna la 1^ base per ball, diventa “corridore” e da questo momento costituisce, per la squadra in difesa, il principale pericolo, poichè egli può segnare un punto. Infatti, approffitando o di una battuta di qualche suo compagno di squadra, o degli errori dei difensori, o “rubando” le basi successive, tenterà di raggiungere (dopo aver toccato tutte le basi nell’ordine), il piatto di casa base dove segnerà un punto.
La difesa può eliminare un corridore se riesce a toccarlo, mentre egli non è a contatto con una base, con la mano che tiene saldamente la pallina, oppure eliminandolo facendo arrivare la pallina al difensore a contatto con la base verso cui stà dirigendosi detto corridore, quando quest’ultimo è costretto ad andarci per liberare la base su cui si trova (gioco forzato).
Se un battitore colpisce la pallina in maniera da mandarla al di là della recinzione esterna del campo corrispondente al territorio buono, ottiene un “fuori campo”; nel qual caso a diritto a compiere l’intero giro delle basi conquistando egli un punto più gli eventuali punti dei compagni che si trovavano sulle basi (non potendo la difesa recuperare la pallina per tentare di eliminarli).
Vince la squadra che segna più punti in nove riprese.
Nel Baseball non esiste il pareggio. Se dopo nove riprese il punteggio è in parità si continua ad oltranza, fino a quando non si termina un inning completo con una delle due squadre in vantaggio.
A parte le partite delle squadre giovanili, nel Baseball non esiste limite di tempo. Mediamente una partita dura dalle due alle tre ore, arrivando anche alle quattro ore e mezzo.
Pezzo sintetizzato da Giustiziere della Notte in uno scambio di commenti con TERZABASE su : ariafritta.it

Giovanni Delneri 

Nato il 9 Settembre 1930 conosce una ragazza di nome Imelde su una pista da sci, se ne innamora e la sposa. Dopo qualche anno nasce l’unico figlio Andrea che si è sposato con Lucia. La loro unione porta a Giovanni la grande gioia del nipote Alessandro.

Giovanni è una persona speciale, coltiva molti hobby quali dipingere, ceramica, bricolage, filatelia, ma ciò che più ama è il baseball e la storia.

Giovanni, visto che sei un appassionato di baseball hai anche una squadra del cuore in MLB? <Si, adoro i Braves e il mio sogno è assistere ad una partita ad Atlanta.
Grande Giovanni! magari assieme a Baseball On The Road, organizziamo una squadra di ragazzi il prossimo anno! sai che bello, tutti con l’ascia dei Braves in mano!>Giovanni è un appassionato di Ennio Morricone, ma apprezza molto la buona canzone italiana. <Si Adriano Celentano e Lucio Dalla che purtroppo ci ha appena lasciati.>Il suo piatto preferito da buon milanese è il risotto, quello giallo allo zafferano naturalmente!
Entriamo però nelle sue passioni più nascoste:
Giovanni e la lettura? per te è importante nella vita? <Per me è stata fondamentale. Amo i libri scientifici, la storia americana, la storia medioevale e la storia delle religioni.> Caspita, sei una persona impegnata! <Sono queste le letture che mi appassionano.> Quindi possiamo dire che il tuo cuore è nel baseball, nella storia e nella letteratura? <Direi di si, passioni che ho condiviso con mia moglie e che mi ha supportato sia quando ero un “diavolo nero” (Black Devils) sia quando ho iniziato ad arbitrare andando su e giù per l’Italia.>
Giovanni, cosa ne pensi del sito “Baseball On The Road? <ottima impostazione del giornale, diciamo a ordine sparso, che alternando vari argomenti, rende la consultazione piacevole. Però ho notato che c’è carenza di commenti e il commento è importante, se c’è vuol dire partecipazione. Comunque complimenti state facendo un buon lavoro!>
Quando hai scoperto il piacere di scrivere?  <Quando sono andato in pensione.>Lui è Giovanni Delneri, ma per Baseball On The Road è TERZABASE.
Grazie Giovanni per le tue favole e i tuoi racconti che ci hai regalato.
From: baseballontheroad.com

CREDO CHE PIPERITA PATTY SIA STATA DISEGNATA PER SOMIGLIARE A ME: FORSE IL SUO CREATORE MI CONOSCEVA GIA’? :-)

“Sa cosa diceva Oscar Wilde, signora? Diceva: ‘Nulla d’importante può essere insegnato’. Niente di personale, signora. Continui pure.” 

© Peanuts Worldwide LLC/distributed by Universal Uclick/ILPA

CREDO CHE PIPERITA PATTY SIA STATA DISEGNATA PER SOMIGLIARE A ME :D

Piperita Patty – Peanuts, 1950-2000 -Charles Monroe Schulz – (Saint Paul 1922 – Santa Rosa 2000)

Io Lorella Ronconi, nata con una malattia rarissima alle ossa, emersa all’età di due anni ma datata dalla scienza da pochi decenni: la pseudoacondroplasia nella sua forma più grave, mi sono spesso fatta coraggio spesso, da bambina, identificandomi con un personaggio dei fumetti: Piperita Patty.

 

Sono nata il 26 Maggio del 1962, 50 anni fa – adesso ne ho 52 – i miei genitori non capivano perchè lamentassi tanto dolore essendo una bimba visibilmente normale, così cominciarono a girare per medici per capire la causa di ciò. Iniziarono le visite, i ricoveri, e… sono “cresciuta” negli ospedali, tra corsie e sale d’attesa mediche, ho dovuto resistere a molte difficoltà per una bimba di pochi anni, in quegli anni imparai e capii che dovevo  essere sveglia, vispa, attenta per sconfiggere i “mostri” che abitavano in quelle notti buie, spesso da sola perchè la mamma non la facevano stare con me.

10409748_513521545416671_1118942744248683454_n
I medici non capivano che malattia avessi e perchè lamentassi così tanto dolore alle ossa, così mi facevano esperimenti strani, dolorosissimi per la mia piccola età, notti insonni, sguardi strani tra loro; ho dovuto sviluppare le mie antenne e la mia “forza” interiore per resistere e non farmi schiacciare da quelle lunghe sofferenze e dalla mia poca altezza, i bambini diventavano alti ed io rimanevo piccola… Mi guardavo allo specchio e vedevo una bimba brutta, una chioma di capelli corti e arruffati, le lentiggini in bella vista, come i miei ragionamenti e le domande che facevo.

Per non rimanere indietro con i bambini, i miei amici, inventavo giochi, proponevo idee, cercavo soluzioni e battute “intelligenti”, pian piano la mia inventiva (grande amica) mi ha permesso di trovare soluzione al mio esistere, una collocazione, nell’universo, la pace interiore anche con questo stato di sofferenza forte, dolorosa, con cui convivere.

Negli anni ho scoperto, quasi come “un miracolo” che esisteva un fumetto che mi somigliava: Piperita Patty, lei, come me, era atipica, come me dinamica e determinata, non convenzionale, una “maschiaccia” sempre pronta a difendere i più deboli, insicura di se talvolta…sempre alla ricerca di conferme per la sua “invisibile femminilità” e oltretutto, come me, amava il baseball! Io ne vado pazza, quando guardavo le partite, tra gli spalti, osservavo il gioco, mi facevano sognare quei giocatori, li immaginavo come supereroi che, come per incanto, liberavano la fanciulla dalla strega cattiva, battendo pallina dopo pallina, per conquistare le basi ed arrivare “a casa”  a segnare il punto. In quei momenti, come Piperita Patty, sognavo di avere una squadra di baseball tutta mia.

I love Baseball https://www.youtube.com/watch?v=oCqgTbodXMs
Si, Piperita Patty è il concentrato di Lorella Ronconi, ringrazio infinitamente Charles Monroe Schulz per aver pensato a questa tipologia di donna, è stata davvero provvidenziale per non farmi sentire “caso raro” :

grazie mia eroina “fumetta”!

Lorella Ronconi

10806453_10205167518936915_116881917493991072_n

“Piperita Patty (Peppermint Patty nell’originale) è il soprannome di Patricia Reichardt, uno dei personaggi del fumetto Peanuts di Charles M. Schulz. È capitano di una squadra di baseball che incontra quella di Charlie Brown, sconfiggendola regolarmente.

La sua immagine di “maschiaccio” è piuttosto atipica per una ragazza nei fumetti dell’epoca. Piperita Patty è decisa, atletica, dinamica, poco portata per lo studio e per la scuola (anche a causa della sua tendenza ad addormentarsi in classe), dove colleziona immancabilmente brutti voti nonostante l’aiuto di Marcie – la sua amica “secchiona” – e di Franklin. Si scontra inoltre con le autorità scolastiche per via del suo rifiuto di indossare un vestito consono al regolamento della scuola e di abbandonare i suoi sandali.

Nonostante questa scorza apparentemente dura, spesso si rivolge a Charlie Brown – che chiama “Ciccio” (Chuck nell’originale) – per cercare rassicurazioni sulla sua femminilità. Inoltre, la stessa Piperita Patty ha una piccola cotta per Charlie. Inutile dire che Charlie Brown, maldestro come sempre, non la rassicura affatto e la delude ulteriormente.

È inoltre rimasta convinta per molto tempo che Snoopy non fosse un cane, ma un “buffo bambino col nasone”, l’unico giocatore di baseball decente – a detta sua – della squadra di Charlie Brown. E come un buffo bambino lo ha trattato, invitandolo a feste da ballo o sulla spiaggia tra la sorpresa e lo scherno degli altri bambini, che lei zittisce in modo rapido e manesco.

Piperita Patty, suo malgrado, viene chiamata “capo” (sir nell’originale) da Marcie ed entrambe hanno una cotta per Charlie Brown sebbene in sua presenza non lo ammettano mai.

Si ritiene che Schulz scelse il nome di questo personaggio traendolo da quello di una caramella, la York Peppermint Pattie, prodotta da uno degli sponsor degli special a cartoni animati che la rete televisiva statunitense CBS dedicò ai Peanuts negli anni settanta, tuttavia l’autore stesso dichiarò più volte di essersi ispirato per il nome a delle caramelle alla menta piperita che si trovavano nel suo ufficio.”

http://it.wikipedia.org/wiki/Piperita_Patty

1555397_452607658174727_1577855897_n

Peanuts sono la striscia a fumetti più famosa del mondo, pubblicata quotidianamente tra il 1950 e il 2000, quando morì a 77 anni il suo autore Charles Schulz. Ancora oggi le repliche delle strisce sono distribuite e pubblicate ogni giorno sui quotidiani di decine di paesi del mondo: in Italia, dal Post. La popolarità e l’influenza della striscia – e dei suoi personaggi più famosi, soprattutto Charlie Brown, Snoopy, Linus – si è estesa nel tempo a tutti i media e alla vita quotidiana di mezzo mondo, attraverso i loro caratteri, le loro battute, il radicamento delle loro consuetudini, e una quantità straordinaria di efficacissimi aforismi e citazioni. Le frustrazioni, insicurezze, illusioni, ansie, dei personaggi bambini hanno sempre rispecchiato quelle dei lettori adulti aggiungendovi tenerezze infantili che hanno sempre appassionato i lettori bambini: costruendo nel tempo un successo presso generazioni diversissime. Il nome Peanuts venne scelto dal distributore della striscia citando quello di un pubblico di bambini in uno show televisivo dell’epoca, e si è sempre detto che a Schulz non piacesse. Ma come dice Lucy Van Pelt, «più si invecchia, meno si è sicuri rispetto a un sacco di cose».
http://www.ilpost.it/2014/04/29/peanuts-2014-aprile-29/


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: