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GLI AUGURI  “DI BEFANA” OFFENDONO TUTTE LE DONNE 

Il 6 gennaio è la festa della Befana è una festa per i bambini, l’Epifania del Signore ai Magi, e noi donne? Ci divertiamo ad inviarci auguri copia e incolla per darci delle befane, non li accetto, offendono l’impegno contro le violenze.

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Quando ci si avvicina al giorno dell’Epifania, ecco che arrivano i messaggi di “auguri” di “buona befana”. Sbucano da tutti i social: Facebook, WhatsApp, Messenger, Viber, le amiche/amici non hanno freni; messaggi in tutti i formati: immagini, frasi, audio, gif, ovviamente da inoltrare almeno a 10 amiche. Tutto questo a me fa arrabbiare, non lo trovo giusto , mette anche un grande senso di tristezza. Mi direte che in me c’è una punta di stizzosa insistenza, forse sarò esagerata? Certamente, ma trovo che farci gli auguri di buona befana, soprattutto tra noi donne, è un tradimento intellettuale, uno stereotipo che va contromano a tutte le nostre azioni sul rispetto, sul valore della donna. Un augurio “retaggio” culturale di cui non ci rendiamo conto, un messaggio negativo travestito da “tanto  per ridere”.

No, no, no, io non ci sto. Non mi capaciterò mai di questa squallida “tradizione” . Mi dicono: “E vabbè, dai, è un modo per scherzare tra noi, prendila con ironia”.

Dire ad ad una donna befana, non è fare ironia; abbiamo fatto molta strada, partecipiamo a movimenti, comitati, flash mob, scriviamo frasi sui social per essere ancora più vicine/i alle donne, soprattutto a quelle maltrattate e poi ci perdiamo con la befana? Le scarpette rosse hanno un simbolo  serio, non possiamo offenderci tra noi se vogliamo il rispetto dagli altri.

Come!?!!? Per scherzare tra donne ci diamo della befana in modo aziendale come gli auguri di Natale? E questo è ironico? Un po’ di ironia? Sulle donne? Perché guardate, dire befana è dire brutta, vecchia, senza denti, racchia, cenciosa, antipatica, insopportabile e via via. Non ci permetteremo  mai di dirlo a nessuno durante l’anno, invece… il 6 gennaio, infamiamoci pure, ma dentro una barzelletta, è meno evidente l’offesa.

Ma la befana è una festa per bambini, lo abbiamo dimenticato?

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Eppure per il 6 gennaio ci dimentichiamo il punto focale, siamo donne, persone, siamo quelle che vorremmo essere rispettate, non maltrattate, mai più scarpette rosse. Vorrei domandare a tutte noi: dicendoci : “Prepara la scopa che domattina ti aspetto”, dove sono finiti tutti i nostri discorsi, convegni sul corpo delle donne, sul rispetto alla persona, sull’ugualianza di genere, le nostre commissioni per le pari opportunità contro tutti i tabù di genere ? Dove sono finite le nostre marce per l’8 marzo ? Il 25 novembre? Ed eccoci, siamo a celebrare l’Epifania del Signore con “messaggini catene” per dare della befana alle nostre amicizie: “Invialo agli altri, se tornerà indietro anche a me, ne sarò felice” , roba incredibile!

PENSIAMOCI. Noi donne siamo persone meravigliose, con tutte le nostre difficoltà, amiamoci, rispettiamoci, facciamoci delle carezze. Siamo fate, mai befane. Cominciamo a non darci delle befane, interrompiamo questa orrenda catena contro noi stesse, anche da questo piccolo, piccolo gesto passa la nostra battaglia del 25 novembre.

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L’essere donna non significa essere Befana. Pari opportunità, quando ci saranno gli auguri anche per gli uomini, allora li gradirò e li ricambierò volentieri: vogliamoci bene, diamoci  delle supereroine!

Scusatemi, perdonatemi, ma non lo accetto……ed ogni anno lo ripeterò.

Buona festa dell’Epifania a tutti!

Dal vocabolario Garzanti. “befana” pl. -e
1. personaggio fantastico raffigurato come una vecchia brutta ma benefica che porta doni ai bambini la notte dell’Epifania |credere (ancora) alla befana, (fig.) essere ingenuo come un bimbo
2. (fam.) (anche con iniziale maiuscola) la festa dell’Epifania: sono in ferie fino alla Befana | i regali fatti alla festa dell’Epifania: fare, ricevere la befana
3. donna brutta e vecchia o, anche, antipatica, insopportabile accr. befanona, befanone (m.), pegg. befanaccia
Etimologia: ← lat. epiphanĭa(m); cfr. epifania.
Dal vocabolario Treccani: “befana s. f. [lat. *epiphanĭa per epiphanīa: v. epifania]. – 
1. Nome pop. dell’Epifania: la festa della b. (o, con iniziale maiuscola, della B.); per la b. (o la Bandremo a sciarele vacanze durano fino alla b. (o alla B); è tradizione, a ricordo dei re Magi, fare in quel giorno regali ai bambini (e, in tempi recenti, anche agli adulti): i bambini aspettavano con impazienza la b.; la zia le aveva promesso una bambola per la befana; per la befana il marito le ha fatto trovare un anello
2. a.Personificazione dell’Epifania: la vecchia, bruttissima ma benefica, che di notte, scendendo per la cappa del camino, lascia nelle scarpe, o più spesso nelle calze, dei bambini buoni, doni e dolciumi (ai cattivi, pezzi di carbone). b. fig. Donna brutta: s’è sposato quella b. (molto raro il masch. befano, uomo brutto). 

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“TU NON SEI UNA BEFANA VERA!”: I BIMBI DELLA MATERNA SMASCHERANO LE STREGHE DI HALLOWEEN SUI SOCIAL

  • Non bisogna confondere la Befana con le streghe di Halloween. Una Befana vera non ha il cappello a punta, come spesso appare su molti siti, blog, e persino in alcune pubblicità televisive.

    Due maestre di una scuola d’infanzia della provincia di Grosseto, Tindara Rasi e Maria Emma Ristori, assieme ai loro alunni, dai 3 ai 5 anni, hanno sviluppato una ricerca del tutto unica: scoprire dalle immagini pubblicate sui social sulla “Befana” quale è vera e quale è falsa. I bambini sono stati fantastici ed in poco tempo, grazie alle maestre che hanno fatto un percorso di studio didattico dedicato, hanno saputo riconoscere la vera dalla falsa (strega di tradizione Halloweeniana). Il lavoro delle maestre non si è fermato, e Tindara,  nel raccontarmi il loro percorso afferma: ” Su alcuni siti scolastici abbiamo fatto delle rettifiche e sono state accettate!
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    Uno dei bambini notò che la Befana era…una strega di Halloween – continua l’insegnante – mentre insieme  guardavamo le immagini della Befana. I bimbi infatti cercavano di individuare quelle corrette e quelle “sbagliate” in base alle “caratteristiche” della Befana vera che avevamo studiato, cioè: la calza, la gonnona lunga, il fazzolettone e non il cappello a punta, le scarpe normali e non scarpe a punta da strega. Loro si guardavano le immagini, e dicevano se si trattava di quella giusta o quella sbagliata in base a ciò che ne avevamo ricavato dalle letture fatte in classe su questa vecchina, dopo qualche settimana, a gennaio, erano diventati bravissimi ad individuare quelle “corrette” e scartare quelle “sbagliate”. 

    Navigando in rete, si riscontrano continuamente degli errori di effigie relative a questo conosciutissimo personaggio popolare, ma ad adulti, bambini e insegnanti, così come a chiunque si occupa di eventi sociali relativi al giorno dell’Epifania o di creare grafiche nuove della sua figura, l’invito è quello di avere sempre l’accortezza di veicolare l’immagine corretta della Befana, tenendo conto delle sue effettive caratteristiche, e cernendo il resto. 

     “La Befana è un… TIPO”, ecco tutta la storia di questa singolare progetto didattico.

    Nella scuola d’infanzia di Montieri (Gr), nel 2016, è stata promossa e portata avanti una ricerca sulla diffusone di immagini della Befana nei social. In particolare, evidenziando come spesso l’effigie della Befana sia travisata e “miscelata” ad altro, gli alunni, bambini di età variabile tra i tre e i cinque anni di una sezione eterogenea, hanno studiato, con la supervisione delle insegnanti Tindara Rasi e Maria Emma Ristori, il “tipo” riguardante la “vera” Befana, cioè le sue caratteristiche specifiche fisiche e accessorie. Gli alunni hanno avuto modo di visionare diversi disegni sul computer in dotazione nella sezione e sulla L.I.M. stampando poi solo quelli effettivamente rispecchianti una Befana e cestinando gli altri, riconosciuti come “falsati”.

    Ma quali sono le caratteristiche specifiche dunque di questo personaggio della tradizione italiana? Non bisogna confondere la Befana con le streghe, di matrice prettamente Halloweeniana. Una Befana vera, infatti, non ha il cappello a punta, come spesso appare su molti siti, blog, e persino in alcune pubblicità televisive. Ha una scopa, usata spesso per appoggiarsi o per volare brevemente. Talvolta può servirsi anche di un bastone al posto della scopa di saggina, e questo perchè non si tratta di una bella donna, giovane e accattivante, ma, al contrario, di una vecchina rattrappita dagli acciacchi dell’età e dal freddo, con pochi denti e il volto grinzoso. Per ripararsi adeguatamente usa infatti gonnoni lunghi, lisi e spesso rattoppati in maniera allegra; usa inoltre calzettoni pesanti antifreddo e scarpe comode, ma non stivali alla guascone molto più adatti alle streghe delle fiabe. Sulle spalle ha sempre uno scialle di lana pesante e colorata e non un mantello svolazzante come capita di trovare in alcune immagini nella rete. Inoltre usa esclusivamente un fazzolettone annodato sotto il mento e non il cappello a punta da streghina. Altro frequente errore di “immagine” della Befana è quello relativo al sacco dei doni: in realtà la vera Befana porta i suoi regali o il suo carbone in calzettoni enormi o al massimo nelle gerle, dipende dalla territorialità e dalla tradizione del luogo dove si festeggia.  In qualche modo la Befana richiama la tradizione religiosa di Santa Lucia, che dispensava doni ai bambini prima di lei, come faceva San Nicola prima dell’avvento di Babbo Natale. Non è cattiva, è solo scocciata con gli adulti e scorbutica con chi non le aggrada perchè tenta di fare il furbo; ma con i bambini si mostra indulgente e comprensiva, una nonnina piena di attenzioni e dolcetti.

    Gli alunni hanno dunque studiato gli elementi “tipo” di questa anziana signora tramite l’uso del computer e in breve tempo sono stati in grado di selezionare sulla rete, con la supervisione delle insegnanti, le immagini corrette di lei e non quelle commistionate dalla sovrapposizione alle streghe di Halloween. Hanno inoltre avuto modo di entrare in contatto con storie tradizionali italiane, come quelle della “Freccia azzurra” di Gianni Rodari, e hanno scoperto che un luogo famoso dove si nasconde spesso questo personaggio popolare è Urbania, dove si celebra la sua festa nazionale


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