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COME GIOIELLI 

​Una donna indossa le sue lacrime come gioielli.

(anonimo)

https://t.co/f560ToYyA

🎨Richard S. Johnson© #contemporaryart #NottiESussurri@CasaLettori 


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VENNERO A PRENDERE ME, E NON C’ERA RIMASTO NESSUNO A PROTESTARE

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”. (Cit. fonte controversa *)

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<< When they came for the Jews 
and the blacks,
I turned away
When they came for the writers 
and the thinkers and the radicals 
and the protestors,
I turned away
When they came for the gays, 
and the minorities, and the utopians, 
and the dancers,
I turned away
And when they came for me, 
I turned around and around, 
and there was nobody left...»

 

<< Quando vennero per gli ebrei 
e i neri, 
distolsi gli occhi.
Quando vennero per gli scrittori 
e i pensatori e i radicali 
e i dimostranti, 
distolsi gli occhi.
Quando vennero per gli omosessuali, 
per le minoranze, gli utopisti, 
i ballerini, 
distolsi gli occhi
E poi quando vennero per me 
mi voltai e mi guardai intorno, 
non era rimasto più nessuno...»
 
(Hue and Cry, Yellow Triangle)
  • Nei paesi di lingua spagnola la poesia – già propagandata ampiamente da attivisti sociali negli Stati Uniti almeno dagli anni sessanta in sostegno dei diritti civili e in opposizione alla Guerra del Vietnam – è stata spesso erroneamente attribuita a Bertolt Brecht sin dagli anni settanta. Ma il drammaturgo ne cambiò solo la parte iniziale. Brecht iniziava con il passaggio sui rom: «Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano»[senza fonte]. E prosegue con gli ebrei, gli omosessuali e i comunisti. Il finale, laconico, recita: «Un giorno vennero a prendere me e non c’era nessuno a protestare». I versi originari di Martin Niemöller dicevano invece: «Quando i nazisti presero i comunisti,/ io non dissi nulla/ perché non ero comunista./ Quando rinchiusero i socialdemocratici/ io non dissi nulla/ perché non ero socialdemocratico./ Quando presero i sindacalisti,/ io non dissi nulla/ perché non ero sindacalista./ Poi presero gli ebrei,/ e io non dissi nulla/ perché non ero ebreo./ Poi vennero a prendere me./ E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa»[1].

  • Altre ricerche hanno fatto risalire la poesia a discorsi tenuti da Niemöller nel 1946.In ogni caso, il testo della poesia rimane controverso: ci sono molte varianti, che si differenziano sia per le persone citate (comunisti, socialisti, ebrei, cattolici, testimoni di Geova, malati incurabili etc), sia per l’ordine in cui sono citate. Come afferma Richard John Neuhaus nel numero di novembre 2001 del suo diario online First Things, quando nel 1971 gli fu chiesta la corretta versione da riportare, Niemöller disse che non era molto sicuro di aver detto le famose parole ma, se la gente insisteva nel citarlo, lui avrebbe preferito questa versione che parla di comunisti, socialdemocratici, sindacalisti, me.

Fonte: Wikipedia


IL MARE ANNEGA I MIEI PENSIERI ANSIOSI E LI PURIFICA

Quando i miei pensieri sono ansiosi,
inquieti e cattivi,
vado in riva al mare…

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…e il mare li annega e li manda via
con i suoi grandi suoni larghi,
li purifica con il suo rumore,
e impone un ritmo
su tutto ciò che in me
è disorientato e confuso.

Rainer Maria Rilke

Foto di Monica Iacopini – Spiaggia di Principina a Mare (Gr)


PER FAR PARTE DELLA LUCE

Lorella di luce mod

“Se non vuoi temere la luce devi farne parte”

Cit. Daniele Del Casino

 

Daniele Del Casino, giovane, intelligente creativo e comunicativo, sia con la scrittura che con la fotografia. Esperto blogger e recensionista, ha la passione per il vintage e la ricerca storica.

La  biografia sul suo blog, INFORMAZIONE è  EVOLUZIONE:

“Affronta in giovane età il lavoro nei cantieri edili, alternandolo con una lunga esperienza nel volontariato sociale e di soccorso insieme alla passione per la lettura e lo studio della storia contemporanea.

Si cimenta presto con il giornalismo scrivendo saltuariamente articoli non firmati che invia a cronisti locali e redazioni su notizie di cronaca, denuncia o eventi legati alla Protezione Civile nazionale .

Al termine di un lungo passaggio lavorativo nella vigilanza privata riprende il suo interesse per il giornalismo che lo porta a collaborare con la rete Cittanet, prima con il blog giornalistico locale Grosseto Oggi e poi con la testata Notizie Nazionali 

Attualmente svolge le funzioni di press agent e assistente personale, fornendo servizi d’informazione e social marketing nonché assistenza di prossimità per eventi.”

 


MI PIACCIONO GLI ARTISTI, I FOLLI, I POETI, I DISABILI, I GAY…LE PERSONE DIFFERENTI

Mi piacciono le persone diverse, fuori dagli schemi.
Luminose dentro e senza addobbi fuori.

Agostino Degas

2015-10-26 23.29.53


L’ARCOBALENO? UN SORRISO TRA UNA LACRIMA ED UN PIANTO

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“Nella profondità dell’inverno, ho imparato alla fine che dentro di me c’è un’estate invincibile. “
Albert Camus

Scritto con WordPress per Android da © Lorella Ronconi


IL SAGGIO SA CAPIRE E COLTIVARE LA FELICITA’ QUI, ORA, SENZA VAGAR LIDI LONTANI

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Lo stolto cerca la felicità lontano, il saggio la coltiva sotto i propri piedi. ”
James Oppenheim

Scritto con WordPress per Android da © Lorella Ronconi


DI PICCOLE COSE E’ LASTRICATA LA STRADA CHE PORTA AL PARADISO

La bellezza della vita: “Di piccole cose è lastricata la strada che porta al paradiso.”

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Piccole cose”

La bellezza del mondo,
della vita,
è nascosta dietro piccole cose,
quasi impercettibili all’occhio umano,
soprattutto quando questo è troppo preso dagli accadimenti,
dal proprio futuro
oppure troppo, dal proprio passato.
Chi mai noterebbe una formica su un fiore, in mezzo ad un prato fiorito?
L’occhio attento,
l’occhio che non vuole perdere nemmeno un momento
di questa fantastica avventura dal nome vita.
La felicità risiede nelle piccole cose che ci circondano,
che già sono in mezzo a noi
e che si materializzeranno quando lasceremo correre gli accadimenti e impareremo a vivere,
apprezzando anche il canto degli uccelli che ci svegliano al mattino.”

Stephen Littleword

Da Les Petites Folies

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▶Foto del web


IL PRIMO LIVELLO DI SAPIENZA E’ SAPER TACERE: HERNAN HUARACHE MAMANI

“Il primo livello di sapienza è saper tacere,

il secondo è saper esprimere molte idee con poche parole,

il terzo è saper parlare senza dire troppo e male…

Si deve parlare solo quando si ha qualcosa da dire, che valga veramente la pena,

o, perlomeno, che valga più del silenzio”.

{La donna della luce di Hernàn Huarache Mamani}
http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__la_donna_della_luce.php?pn=750

donna-della-luce

Questo libro è la storia romanzata di una mitica civiltà di semidei chiamati “gli Immortali”. Secondo alcune leggende antichissime, abitano nelle viscere della terra, godono di ottima salute e vivono in eterno. In Sudamerica, soprattutto in Perù, tra i popoli Quechua, Aymara e le numerose tribù amazzoniche, si tramandano di generazione in generazionestorie di città costruite nel sottosuolo o di gallerie che collegano tra loro lontani abitati…

L’autore  ha letto le testimonianze di uomini che dicono di aver incontrato gli abitatori delle città sotterranee. Affermano che presto entreremo in contatto con loro…

Questa è anche la storia romanzata di Javier, un uomo che vincendo la paura, con coraggio e tenacia ha raggiunto una di quelle città. La sua vicenda può aiutarci a credere in un mondo migliore.

Javier ha conosciuto il successo e la fama, l’amore e il dolore, ma il giorno della pensione si avvicina e lui sa di poter finalmente dedicare tutto se stesso a realizzare il suo sogno. Creare una scuola aperta a tutte le giovani menti, dove ragazzi e ragazze possano apprendere non solo le più avanzate tecnologie, approfondire gli studi in ogni campo del sapere, ma possano crescere riscoprendo i valori più profondi, ritrovare la via dello spirito e della consapevolezza.

È un sogno che ha accarezzato per tutta la vita, rimandandolo di giorno in giorno per i tanti impegni di studio, di famiglia, di lavoro. Quello che Javier non sa è che la morte è pronta a tendergli un agguato. Per distruggere le sue speranze, per annientare la sua volontà. Ma lui non è disposto ad arrendersi. Condannato dalla medicina ufficiale, si avvicina a saperi antichi e scopre un mondo a lui quasi sconosciuto.

Comprende allora che l’unica possibilità per lui è partire alla ricerca di Wiñay Marka, la città degli Immortali, dove sorge la fonte della salute e della vita. È un viaggio pericoloso e difficile, un viaggio nelle viscere della terra, durante il quale potrà godere della compagnia di Celestino, il suo amico d’infanzia, l’unico che conosce l’ingresso alle grotte, solo per una breve parte del tragitto.

Poi dovrà affrontare da solo le sue paure, i lunghi, assordanti silenzi, la stanchezza, la fatica. Un percorso nel buio della terra e nel segreto del suo cuore, per ritrovare la luce che tutto può illuminare e scoprire un mondo possibile di pace e d’armonia. E accanto a donne in cui risplende la luce della conoscenza, ritrovare la forza e l’energia per realizzare i suoi sogni.

Hernàn Huarache Mamani

Hernàn Huarache MamaniHernàn Huarache Mamani è laureato in economia. Dopo una malattia è diventato un curandero, ultimo erede di un’antica generazione di guaritori andini, nato in Perù in un villaggio della Cordigliera delle Ande. Come professore dell’Università di Arequipa si occupa di diffondere la lingua e la cultura inca al mondo occidentale. Grazie all’ampia conoscenza delle lingue indigene, è riuscito a porsi in contatto con sapienti che vivono nell’anonimato, sulle Ande. Il risultato di queste esperienze si è tradotto in libri dallo straordinario successo.

 


LO SPLENDORE DELL’AMICIZIA NON E’ LA MANO TESA

“Lo splendore dell’amicizia

non è la mano tesa

né il sorriso gentile

né la gioia della compagnia:

è l’ispirazione spirituale

quando scopriamo che qualcuno crede in noi

ed è disposto a fidarsi di noi.”

R.W. Emerson
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