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PARCHEGGI RISERVATI PER DISABILI, UN PADRE MANDO’ ESPOSTO AL SINDACO DI SAN GIOVANNI ROTONDO: “CARTELLO SUI PARCHEGGI RISERVATI E’ UNA MINACCIA DISCRIMINATORIA”

CENTINAIA DI COMUNI ITALIANI SI STANNO ATTIVANDO PER SENSIBILIZZARE  SUI PARCHEGGI RISERVATI AI PORTATORI DI HANDICAP RICORDANDO LE SANZIONI PREVISTE DA CODICE

EPPURE NEL 2010, UN SIGNORE DI ROMA, PADRE DI UN RAGAZZO DISABILE MANDO’  UN ESPOSTO AL SINDACO DI SAN GIOVANNI ROTONDO PER “MINACCIA DISCRIMINATORIA”

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Io credo che i sindaci, gli assessori competenti siano da “tutti davvero ben accetti, soprattutto da “noi” portatori di handicap per le loro iniziative di sensibilizzazione, oltretutto sapendo quanto sia difficile farci rientrare i costi di tutto cio’ nelle casse comunali. Sempre bene accetti i cartelloni dei comuni e bene accetta la multa, la rimozione, i due punti via dalla patente…un signore romano, padre di un ragazzo diversamente abile si  sentì offeso e mandò un esposto al sindaco di San Giovanni Rotondo per discriminazione…e… non ho parole!

Ecco l’articolo da Repubblica.it  Bari del 2010

SAN GIOVANNI ROTONDO – “Vuoi il mio posto? Prendi il mio handicap”. Questo cartello, che da sei anni compare per le strade di San Giovanni Rotondo, fu adottato dal Comune (ma anche da numerose altre città italiane) come deterrente per chi occupava i parcheggi destinati ai disabili. Ma un cittadino romano di 50 anni, padre di un ragazzo disabile, non ha gradito lo slogan e ha deciso di presentare un esposto al sindaco della città di San Pio, Luigi Pompilio, tramite i suoi legali Lorenzo Amore e Giacinto Canzona. “Quella scritta beffarda che si vorrebbe mettere in bocca a un disabile e che probabilmente nemmeno un insensato e rozzo feudatario del ‘300 avrebbe adottato per tutelare le sue terre – hanno detto gli avvocati –  suona come una minaccia discriminatoria, come a dire che lo stato di una persona con disabilità è quasi una maledizione del cielo, anzi, è come la peggiore condanna che si possa paventare o infliggere al trasgressore, peggio della multa, peggio della perdita dei due punti sulla patente e persino peggio della rimozione dell’auto”. Su Facebook, inoltre, è presente da tempo un gruppo intitolato proprio “Vuoi il mio posto? Prendi il mio handicap!” e conta migliaia di iscritti. L’intento di questa community però è quello di diffondere il più possibile il messaggio, che gli internauti considerano un ottimo deterrente. “Abbiamo fatto installare questi cartelli per sensibilizzare l’opinione pubblica da diversi anni – ha detto il sindaco di San Giovanni Rotondo – e siamo convinti della bontà dell’iniziativa. Se abbiamo offeso qualcuno, come il padre del ragazzo disabile, ci dispiace ma non possiamo farci nulla”.

Nelle immagini, i cartelli per i ladri di posti riservati di PIERO RUSSO


CONTRASSEGNI PARCHEGGI RISERVATI ALLE PERSONE DISABILI – Nel Comune di Grosseto ben 177 su 1710 rilasciati sono risultati intestati a persone decedute.

Tesserini invalidi: 177 intestati a defunti

La polizia municipale scopre che circolano ancora tantissime autorizzazioni fantasma. E le revoca immediatamente.

di Sara Landi

GROSSETO. Su 1710 contrassegni per invalidi residenti nel Comune di Grosseto ben 177 (quindi più del 10 per cento) sono risultati intestati a persone decedute.

È questo il risultato di una verifica, la prima a tappeto di questo genere, fatta dalla polizia municipale incrociando i nominativi dei titolari dei permessi con l’anagrafe comunale.

«Quando un proprio congiunto che è titolare di un contrassegno per invalidi muore _ osserva il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi _ i familiari dovrebbero riconsegnare il contrassegno, ma non sempre questo accade. Ovviamente ciò può succedere per tante ragioni, cioè che uno non lo sappia o si dimentichi di farlo. Ma ci sono anche casi in cui purtroppo il permesso viene utilizzato al posto della persona scomparsa, l’unica che aveva titolo a farlo».

Se siano più i furbetti o gli smemorati, se prevalga la buona fede o l’astuzia, la verifica compiuta dalla Municipale non lo può certo dire. Ma le cifre sono precise e parlano da sole.

Dal comando di piazza La Marmora spiegano che dal sistema di gestione informatizzato sono stati estrapolati tutti i contrassegni in corso di validità a una certa data per verificare la legittimità del titolo. I contrassegni, che consentono l’accesso in zone a traffico limitato e danno diritto alla sosta negli stalli gialli riservati, possono essere di due tipi: quelli permanenti hanno validità di cinque anni e per ottenerli serve la certificazione dell’Asl; quelli temporanei vengono invece riconosciuti, sempre con certificazione medica, a persone con un infortunio e hanno durata più breve.

Tramite il Sed (il servizio informatico del Comune, ndc.) l’elenco di tutti i contrassegni intestati a invalidi residenti nel Comune di Grosseto è stato incrociato con l’archivio anagrafico comunale che ha dato la sua risposta: 177 contrassegni sono risultati appartenere a persone nel frattempo scomparse e saranno quindi cancellati dal sistema. Ciò significa che saranno rimossi non solo i dati relativi al contrassegno ma anche tutte le targhe dei veicoli associate al permesso.

Dunque se una persona verrà trovata ad utilizzare in modo improprio il contrassegno che è stato cancellato perché intestato a un familiare scomparso, sarà passibile di denuncia e sanzioni.

L’operazione, spiega il sindaco (che dopo il recente rimpasto di giunta ha tenuto per sé la delega alla Polizia municipale), è collegata a un’azione più ampia di revisione generale degli accessi alla Ztl del centro storico.

«Stiamo ragionando su come ridurre l’accesso di macchine nel centro storico e liberare parcheggi _ dice Bonifazi _ L’operazione fatta dalla polizia municipale rientra in questa logica». E tutela, oltretutto, le tante persone che il contrassegno lo utilizzano nella piena legittimità e per un reale bisogno.

L’azione di controllo portata avanti dalla Municipale ha permesso inoltre di individuare una ventina di titolari di contrassegno che si sono trasferiti in un altro Comune. Ma qui il peccato è veniale.

«In questo caso _ spiegano ancora dagli uffici della Municipale _ sarebbe preferibile che il cittadino riconsegnasse il contrassegno al vecchio Comune e ne chiedesse uno nuovo al Comune dove si trasferisce. Più spesso succede che chi si trasferisce in un altro Comune usa il vecchio contrassegno fino alla data di validità e poi quando si accorge che è scaduto ne chiede uno nuovo nel Comune dove ha preso la residenza».

Questo è possibile perché i contrassegni vecchi (quelli arancioni) hanno validità nel territorio nazionale, mentre i nuovi contrassegni azzurri in formato europeo _ recepiti soltanto l’anno scorso nel nostro Paese _ valgono in tutta l’Unione Europea.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

02 aprile 2014

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