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COME IL 3 DICEMBRE, IL MIO 25° ANNIVERSARIO PER LA DISABILITA’

Forse è una città disabile la mia, forse vivo ancora in un’Italia disabile?

3 DICEMBRE 2017 – Come la giornata del 3 dicembre, istituita nel 1992, celebro i miei 25 anni di impegno civile per la disabilità, contro le barriere culturali e architettoniche, cominciai da #Grosseto, come iscritta  al mitico Comitato Provinciale per l’Accesso.

Il tema in questo 25° Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità è: “Trasformazione verso una società sostenibile e resiliente per tutti”, un vero e proprio manifesto di concretezza, che invita tutti – i Governi, le persone con disabilità e le loro organizzazioni rappresentative, le istituzioni accademiche e il settore privato – a lavorare come “squadra”, per far sì che i princìpi della Convenzione ONU vengano realmente attuati, giorno dopo giorno.

Un percorso in cui le persone con disabilità devono essere al tempo stesso beneficiari e protagonisti del cambiamento.

– A più di venticinque anni, ormai, da quella Risoluzione n. 47/3 delle Nazioni Unite che il 14 ottobre 1992 istituì per questa data la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, che nel 1993 – in base a un accordo tra la Commissione Europea e le stesse Nazioni Unite – sarebbe diventata anche Giornata Europea. 

– Nella mia città si “ricorderà” oppure si “celebrerà” questa giornata? Beh, se non fosse, effettivamente ci rimarrei male. Si, sarebbe per me una grande tristezza, come parte integrante di una comunità (associazioni, disabili, famiglie, amici) che opera, ed ha operato al miglioramento, alla cura, all’approccio e alla formazione/informazione verso – e con – le persone con diversa abilità da più di 25 anni. Wow, 25 anni esatti di battaglie e lotte in rete, talvolta solitarie, per rendere più vivibile la mia città, #unavita!

Beneficiari e allo stesso tempo protagonisti del cambiamento: forse è questo è degno di maggiore attenzione, tra gli altri princìpi, naturalmente del tutto validi anche in questo nuovo 3 Dicembre. Non ci siamo ancora riusciti, la mia città è tutt’ora inaccessibile per moltissimi aspetti, inaccessibile per vivere una vita “normale”. Forse è ancora una città disabile la mia, forse è ancora un’Italia disabile la mia.

Barriere strumentali, culturali, castelli arroccati con il ponte levatoio innalzato; interessi economici e marketing turistico/sociale lasciato in fondo al cassetto: ottusismi che non riescono ad accettare il diritto al cambiamento dell’uguaglianza dell’autonomia di ogni persona, fino in fondo, a partire dal proprio sé.

Non celebrare e non ricordare le diverse abilità, soprattutto da parte delle istituzioni è come sentirsi o già integrati, arrivati a meta, per cui già in assenza di bisogno… Oppure completamente trasparenti, invisibili, soli.

#GiornataInternazionalePersoneconDisabilità #senzabarriere #sosdisabilità #ionomivergogno #IosonoRARA #ConvenzioneOnuPersoneDisabili

© Lorella Ronconi – 2017 – All rights reserved

 

 

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80 MILIONI DI DISABILI NON ACCEDONO AI SITI WEB, IL PARLAMENTO EUROPEO VOTA PER UNA LEGGE

Nell’era “net”, dell'”e-commerce”, dell’ “home-banking” e del “selfpublishing”, 80 mln di cittadini europei disabili esclusi dai siti web di aziende e/o settori pubblici perchè questi non ancora accessibili.

Moltissimi servizi ormai vengono erogati solo su internet (bollette, pagelle scolastiche, dati Inps) ma persone disabili, per esempio: non vedenti, o persone che hanno difficoltà motorie importanti, come possono fare per  fruirne in privacy e autonomia?  

Il 26 Ottobre 2016 il Parlamento europeo ha votato per la realizzazione di una legge che obblighi le organizzazioni del settore pubblico a rendere accessibili a tutti i propri siti e i propri servizi, sarà la volta buona? 

web-disabilitaMaurizio Molinari, giornalista cieco dalla nascita, e addetto stampa per l’Italia al Parlamento Europeo, spiega i contenuti delle norme stabilite in un video
Ottanta milioni di cittadini europei con disabilita’ devono poter accedere ai siti web che offrono i servizi pubblici. Questo il tema su cui ha votato il 26 Ottobre 2016 il Parlamento europeo.
“Se non avessi avuto un computer dotato di tecnologia assistita – dice Molinari – non avrei potuto essere qui oggi a svolgere il lavoro che faccio, ne’ diventare giornalista”. Maurizio e’ infatti a Strasburgo per seguire la sessione plenaria. Purtroppo sono tanti i siti non ancora accessibili ai disabili o agli anziani e ancora molte le difficolta’ che incontrano. “Non posso nemmeno pagare una bolletta online- aggiunge il giornalista-, non riuscendo ad individuare il tasto che mi consentirebbe di selezionare il periodo di competenza dei consumi effettivi”.
Il Parlamento europeo vuole quindi una legge che obblighi le organizzazioni del settore pubblico a rendere accessibili a tutti i propri siti e i propri servizi. L’eurodeputata del Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa, Dita Charanzová, continua: “Porremmo fine ad una situazione bizzarra, come quella di chiedere ai cittadini di pagare le tasse online senza pero’ rendere accessibili a tutti i siti. La legge aiuterebbe anche i dipendenti sul posto di lavoro, rendendo accessibili le informazioni della rete interna. Lo stesso vale per le madri che vogliono seguire i siti delle scuole”. La legge potrebbe essere solo un primo passo per rendere poi accessibili anche i siti delle aziende private, e-commerce, assicurazioni e banche compresi. (DIRE)
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L’ARCOBALENO? UN SORRISO TRA UNA LACRIMA ED UN PIANTO

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“Nella profondità dell’inverno, ho imparato alla fine che dentro di me c’è un’estate invincibile. “
Albert Camus

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A TE CHE LEGGI, ADESSO, UN SORRISO, CHE POSSA ILLUMINARE UN PEZZETTINO DEL TUO DOMANI

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Se qualcuno non ti sorride, sii generoso e offrigli un sorriso. Nessuno ha più bisogno di un sorriso di chi non può sorridere agli altri.” Anonimo

A volte i giorni sono  molto lunghi per chi, come me,  è costretto a stare molto tempo a letto chiusa nella stanza, a volte da qui non si vede nemmeno la luce del sole, non si percepiscono il cielo, i profumi, gli odori, è difficile immaginare la vita che continua, si muove, si affanna.

Si, riconosco che è molto dura, piango per i dolori alle ossa, con il freddo e l’inverno poi non si può spiegare agli altri quanto sia difficile. ma un sorriso come si può cancellare? Fa parte di me, mai potrei farne a meno, cerco sempre di averlo di riserva perché penso io per prima ne ho bisogno, un sorriso a me, per me. Ognuno di noi è fatto di felicità, anche se non ne è consapevole, ognuno di noi necessita di un sorriso, ognuno di noi ha diritto a un sorriso.

In questa notte lunghissima ho tirato fuori dal cassetto anche il mio “buon domattina” a chiunque, a te, che leggi, adesso, regalo il mio sorriso, che possa illuminarti un pezzettino  del tuo domani.

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LEGO CAMBIA IDEA E REALIZZA IL PRIMO “LEGO DISABILI” DOPO ESSERE STATA ACCUSATA DI DISCRIMINAZIONE

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Il primo Lego su sedia a rotelle è stato esposto alla Nuremberg and London toy fairs, in Inghilterra. Lo rendono noto il blog Promobricks e il sito Bricksfans pubblicando alcune fotografie dell’evento. La compagnia danese nei mesi scorsi era stata accusata di non tutelare la diversità dei personaggi: la campagna #ToyLikeMe (giocattoli come me) aveva denunciato la mancanza di Lego disabili portando oltre 20mila persone a firmare una petizione online sul sito Change.org per invitare i vertici dell’azienda a cambiare rotta. “Il marchio esclude oltre 150 milioni di bambini disabili, che non si vedono così rappresentati. Si tratta di cambiare la percezione culturale della disabilità”, aveva detto a dicembre al Guardian Rebecca Atkinson, promotrice della campagna. La Lego inizialmente aveva cercato di resistere obiettando che la bellezza dei suoi mattoncini sta nel poter scegliere come assemblare i personaggi per costruire le proprie storie. Ma ora sembra averci ripensato

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http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/esteri/2016/01/28/foto/primo_lego_disabile-132212624?ref=fbpr

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FERRARA, MADRE RITIRA DALL’ASILO LA FIGLIA PERCHÈ L’INSEGNANTE È DISABILE E AFFERMA: “VOGLIO CHE MIA FIGLIA FREQUENTI L’ASILO NON UN CENTRO PER DISABILI!”

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LA STORIA DI CARLOTTA CHE DA CAGLIARI RISPONDE A QUELLA MADRE DI FERRARA CHE HA FATTO UN GESTO TERRIBILE CON PAROLE RAZZISTE, CARLOTTA LAVORA IN UN ASILO, È MOLTO PREPARATA ED È FELICE.

Carlotta, 20 anni, stupenda assistente ad una scuola per l’infanzia, affetta da sindrome di down, ma diplomata al liceo psicopedagogico , risponde dai media a quella madre che ha portato via dall’asilo sua figlia perché l’insegnante aveva la sua stessa patologia.

“Voglio che mia figlia frequenti un asilo, non un centro disabili”.
Una frase dura, perentoria, pronunciata di recente da una mamma di Ferrara che ha deciso di ritirare sua figlia da un asilo perché non venisse affidata a una maestra con la sindrome di Down, 36 anni, qualificata e impiegata in quell’istituto da 6 anni.

Carlotta Sanna, 20 anni, originaria di Quartu Sant’Elena, in provincia di Cagliari, a quella madre risponde così dalle pagine degli organi di informazione locali:
“Ogni mattina accolgo i bambini che arrivano e li aiuto a sistemare gli zaini negli armadietti. In sala mensa apparecchio, sparecchio e aiuto i più piccoli a mangiare, dopo averli assistiti nelle attività ricreative coi disegni e i colori. Due volte alla settimana mi occupo di attività di segreteria: rispondere al telefono, inviare email e fax, distribuire fotocopie nelle varie classi”.carlotta-sanna-maestra-down

Beh – ci si potrebbe chiedere – cosa c’è di eccezionale in tutto ciò?

Forse il fatto che Carlotta, proprio come quella maestra di Ferrara, è affetta dalla sindrome di Down.

Conseguita la maturità al liceo psicopedagogico di Cagliari con il massimo dei voti, la giovane -occhi azzurri, capelli biondo cenere, sorriso vispo e sguardo limpido -lavora da qualche tempo come assistente presso la scuola d’infanzia Sacro Cuore, dopo aver partecipato a un progetto regionale di inserimento professionale.

“Una assistente Down è perfettamente in grado di offrire ai bambini assistenza e affetto al pari di chiunque altro faccia questo mestiere”, spiega Carlotta Sanna.
“La mia collega di Ferrara è perfettamente in grado di svolgere i propri incarichi, e a quella madre dico solo che sta privando la figlia di una importante occasione di confronto e crescita“.

Tipa tosta, Carlotta, una che ha la competizione nel sangue, come ha dimostrato in occasione della medaglia d’oro nella ginnastica vinta ai Giochi Mondiali Special Olympics, andati in scena a Los Angeles lo scorso luglio.
carlotta-sanna-special-olympicsGinnasta dall’età di 8 anni, la ragazza racconta:

“Con mia madre, anche lei ex atleta, guardavamo assieme le gare internazionali in tv. Così ho iniziato ad allenarmi nella sua palestra di un tempo, con lo stesso allenatore. Essere arrivata fino in fondo ai Giochi Mondiali è stato come realizzare un sogno, ma anche vedere premiati anni di sacrificio e impegno. I miei risultati sono la prova che anche le persone con handicap possono dare un grande contributo alla società”.

Ma non finisce qui: l’attivissima Carlotta ha ancora altri sogni nel cassetto:

“Una mia grande passione è quella per il teatro. Ricordo l’emozione della prima volta sul palco, potrei decidere di studiare per diventare un’attrice”, rivela.
Ma la ginnastica resta il primo amore:

“Spero di affermarmi nel campo dello sport, per raggiungere una posizione che mi consenta di gestire al meglio la mia vita e quella dei miei familiari”.

Davvero una tipa tosta, questa Carlotta Sanna, non c’è che dire…

 

Fonte www.contactsrl.it


SONO I BAMBINI CHE CI INSEGNANO COME ABBATTERE LE BARRIERE ARCHITETTONICHE E CULTURALI

Per i bambini non ci sono differenze, siamo noi che creiamo le barriere, che costruiamo scale e porte strette, siamo noi che continuiamo a portare avanti gli stereotipi e tabù che separano e allontanano, siamo noi che condizioniamo la loro anima pura con le nostre barriere impostando la loro esistenza in base alle nostre paure.

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I bambini non hanno i nostri schemi e per loro non è un problema se sei grasso  o troppo alto, non è un problema se sei seduto in carrozzella; se c’è uno scalino ti domandano: “Perché c’è lo scalino?”,  “Perché hanno fatto quella porta stretta?”. 
I bambini chiedono solamente una spiegazione ma non si spaventano. In una sera d’estate Marco mi dice : ” Ti spingo io!” ed è felice con me.
Aiutiamo i nostri figli a crescere nell’accettazione e nella comprensione senza mettere loro le nostre difficoltà, senza trasmettere loro le nostre paure ei nostri stupidi luoghi comuni solo così potremmo aiutare a crescere il futuro per tutti, senza barriere.

© Lorella Ronconi


CULTURA NEGATA: ABBATTIMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE E ACCESSIBILITA’ NEI BENI CULTURALI BOCCIATO EMENDAMENTO DALLA CAMERA

Abbattimento barriere architettoniche negate: bocciato dalla camera l’emendamento di Bray per i beni culturali.

Nell’Italia di impuniti e impunibili, 50 cen tesimi danno scandalo.

Restano le barriere architettoniche nella cultura.

Bray non ce la fa. Nell’Italia di impuniti e impunibili, 50 centesimi danno scandalo. Restano le barriere architettoniche nella cultura
ROMA – Mancanza di copertura finanziaria. Questo il laconico commento degli Uffici della Camera dei deputati che hanno messo nel cestino dei rifiuti l’emendamento presentato dall’ex ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Massimo Bray, per eliminare le barriere architettoniche nei luoghi della cultura italiana. Ritirato. E non se ne parli più.
«La burocrazia avvelena tutto. Un grandissimo numero di beni storici e artistici – spiega il deputato pd, direttore editoriale della Treccani – ha barriere architettoniche che rendono impossibile l’accesso a chi è in condizione di disagio. Avevamo trovato la soluzione. Bastava aumentare di cinquanta centesimi il prezzo del biglietto per potere avere i fondi necessari ad aprire le porte a tutti. Sento forte l’amarezza per un diritto negato».
L’emendamento presentato alla conversione in legge del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, recante disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo, recitava così: “Dopo l’articolo 11 è aggiunto il seguente 11bis (Misure urgenti per assicurare l’accessibilità e la visitabilità nei luoghi della cultura.
Punto 1- Al fine di assicurare la possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di visitare i luoghi e gli istituti della cultura, fruendone degli spazi e delle attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo provvede alla rimozione delle barriere architettoniche così come definite dall’articolo 1, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1996 n. 503.
Punto 2 – Per le finalità di cui al comma precedente, presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo è istituito un apposito “Fondo per la rimozione delle barriere architettoniche” pari ad euro 2 milioni per l’anno 2014 e 4 milioni ciascuno per gli anni 2015 e 2016. Alla copertura del Fondo si provvede, per 1,5 milioni di euro per l’anno 2014 e per 3 milioni di euro ciascuno per gli anni 2015 e 2016 mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2014-2016, nell’ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle finanze per l’anno 2014, allo scopo utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo ministero. Il Ministro dell’Economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio; per 500 mila euro per l’anno 2014 e per 1 milione di euro ciascuno per gli anni 2015 e 2016 mediante incremento del prezzo del biglietto di ingresso nei luoghi e negli istituti di cultura per un valore pari a 0,50 centesimi“.
L’obiettivo, dunque, era quello di proseguire l’opera di abbattimento delle barriere architettoniche nei centri culturali.
«Il Ministero – continua Bray – nell’adozione del piano di rimozione delle barriere avrebbe potuto avvalersi delle “Linee guida per il superamento delle barriere architettoniche nei luoghi di interesse culturale” elaborate dalla commissione ministeriale per l’Analisi delle problematiche relative alla disabilità nello specifico settore dei Beni e delle Attività culturali».
Insomma, 50 centesimi e il gioco era fatto. Cinquanta centesimi in più per ogni biglietto e noi saremmo stati non solo solidali, ma anche e soprattutto il linea con le direttive europee. Mezzo euro e avremmo fatto quello che un Paese civile ha il dovere di fare: consentire a tutti le pari opportunità.
Nell’Italia del Mose, nell’Italia dell’Expo Milano, nell’Italia delle madonne che si “inchinano” davanti ai mafiosi, nell’Italia che brucia i rifiuti tossici nelle fertili campagne campane, nell’Italia degli impuniti e degli impunibili, 50 centesimi hanno dato scandalo. Così, le barriere architettoniche restano, l’emendamento viene ritirato e la disabilità resta un affare privato.
Questa è l’Italia che predica bene e razzola male!
di Nadia Verdile

GROSSETO IL PROGETTO MARE PER TUTTI VA AVANTI E IL VENERDI DI REPUBBLICA CITA LA NOSTRA INIZIATIVA

Comune di Grosseto: Progetto “MARE PER TUTTI 2014” Siamo sul “Venerdi” di Repubblica, viva la pazienza e la costanza di tutti coloro che si sono impegnati anche questo anno per realizzarlo! GRAZIE!  

Ricordo che CHIUNQUE abbia una disabilità totale con 104 in stato di gravità ha diritto ad UN OMBRELLONE  + DUE LETTINI/SDRAIO x UNA SETTIMANA AL MESE GRATIS tra i 28 STABILIMENTI BALNEARI ADERENTI, nelle spiagge del Comune di Grosseto.

il mare x tutti-page-001Mare per Tutti su Venerdì di Repubblica (1)

“Mare per tutti” fa il pienone È boom di prenotazioni

 Un giugno da record con “Mare per Tutti” 2014. Il numero di prenotazioni raccolte nel primo mese hanno infatti raggiunto quota 61, quasi triplicando il risultato dello stesso mese del 2013…

http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2014/07/02/news/mare-per-tutti-fa-il-pienone-e-boom-di-prenotazioni-1.9528175

GROSSETO. Un giugno da record con “Mare per Tutti” 2014. Il numero di prenotazioni raccolte nel primo mese hanno infatti raggiunto quota 61, quasi triplicando il risultato dello stesso mese del 2013 (22 prenotazioni). Quest’anno sono stati 28 gli stabilimenti aderenti all’iniziativa coordinata dalle Politiche Sociali del Comune grazie all’impegno dell’ufficio Urp X H e all’azione diretta degli stabilimenti di Marina e Principina con il sostegno della Pro Loco di Marina.

«Un risultato straordinario – ha detto l’assessore alle Politiche sociali, Antonella Goretti – e che ci conforta nel facile superamento del dato complessivo 2013 pari a circa 130 prenotazioni. Il merito di questo successo – ha proseguito l’assessore – va assegnato all’impegno dei nostri uffici e alla disponibilità crescente degli operatori balneari grossetani, uniti nella valorizzazione e in una rafforzata promozione di quello che è a tutti gli effetti una scelta di civiltà che ci distingue».

L’iniziativa “Mare per Tutti” mette i disabili di tutta Italia in condizione di vivere delle vacanze serene semplicemente compilando un modulo reperibile sul sito del Comune, allegando le certificazioni sanitarie e inviando o portando il tutto all’ufficio comunale Urp per H in corso Carducci. Le persone con invalidità possono quindi fruire gratuitamente di una settimana di soggiorno sulle spiagge di decine di stabilimenti balneari distribuiti tra le località di Marina di Grosseto e Principina a Mare. Ad ogni turista viene assegnata una postazione dotata di ombrellone e di due lettini (o sdraio), posta vicino a un camminamento in grado di garantire un facile accesso al mare. Ciascuna persona ammessa può inoltre avvalersi dell’aiuto di uno o due accompagnatori.”

PER OGNI INFORMAZIONE CHIAMARE LO SPORTELLO INFOHANDICAP dell’URP del COMUNE DI GROSSETO AL NUMERO

0564 488242 IL MARTEDI E GIOVEDI POMERIGGIO dalle 15.30 alle 17.30

O CONTATTARE PER EMAIL: infohandicap@comune.grosseto.it

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“MARE PER TUTTI 2014”: SI PARTE! DA OLTRE 10 ANNI PER LE PERSONE DISABILI UN OMBRELLONE E DUE LETTINI GRATUITI PER UNA SETTIMANA AL MESE NEGLI STABILIMENTI BALNEARI DI GROSSETO

Nelle spiagge del Comune di Grosseto dal 1° di Giugno è  ripartito “Mare per Tutti” un progetto in cui sono a disposizione per le persone diversamente abili in stato di gravità, una settimana gratuita al mese,  per tutta la stagione balneare. La postazione è composta da un ombrellone e due lettini/sdraio in tutti gli stabilimenti aderenti al progetto.

Gli stabilimenti Balneari aderenti in questo anno sono 28 e coprono le due località marine del Comune di Grosseto:  Principina a Mare e Marina di Grosseto.

Il progetto, ideato da alcuni stabilimenti,  è stato portato avanti negli anni dal Comune di Grosseto e coordinato dallo Sportello Disabilità dell’Urp comunale.

“Mare Per Tutti” pronto ad accogliere sulla spiaggia grossetana i suoi ospiti per la stagione estiva 2014 ha visto il suo “start”  Sabato 1° Giugno e si concluderà il  15  Settembre. Ad usufruirne saranno le persone con invalidità totale, residenti e/o turisti, a cui verrà assegnata una postazione dotata di ombrellone e due lettini (o sdraio), vicino a un camminamento in grado di garantire un facile accesso al mare.
Ciascuna persona ammessa potrà avvalersi dell’aiuto di un accompagnatore.

Il periodo  gratuito, avrà la durata di una settimana, per potersi prenotare e per avere maggiori informazioni ci si può rivolgere all’Ufficio relazioni con il pubblico, in corso Carducci 1, a Grosseto (tel. 0564/488242; fax 0564/488286), il martedì e il giovedì dalle 15.30 alle 17.30, oppure si può scrivere all’indirizzo: infohandicap@comune.grosseto.it

In questa iniziattiva sono già 20 le persone diversamente che hanno già aderito in pochi giorni e molte arrivano fuori dal territorio come Milano, Padova, Modena, Perugia, Siena, Arezzo e Firenze.

Il regolamento e modulo di partecipazione, con elenco di stabilimenti, scaricabili dal sito del Comune di Grosseto: http://web.comune.grosseto.it/comune/index.php?id=4036


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