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3 DICEMBRE 2014: 12° GIORNATA MONDIALE DELLE PERSONE CON DIVERSA ABILITA’, PIU’ DI UN MILIARDO IN TUTTO IL MONDO E OLTRE 4 MLN IN ITALIA, ANCORA OGGI INVISIBILI? LA TECNOLOGIA COME RISORSA PER UN FUTURO DI MIGLIORE AUTONOMIA

Giornata della disabilità

5 novità del 2014 da non perdere

Più di un miliardo in tutto il mondo, circa 4,1 milioni in Italia (stima Censis). Per questo si celebra il 3 dicembre l’International Day of Persons with Disabilities dal 1992. Stiamo parlando dei persone con diversa abilità, che, nonostante siano il più grande “gruppo di minoranza” del mondo, rimangono ancora oggi ignorati dai processi di sviluppo della società. Proprio per promuovere la comprensione e l’integrazione delle persone con handicap, sensibilizzando l’opinione pubblica, nel 1992 le Nazioni Unite hanno proclamato la Giornata internazionale della disabilità.

Il tema di quest’anno è “Sustainable Development: The promise of technology” (Sviluppo sostenibile: la promessa della tecnologia). E proprio quest’anno sono state numerose le invenzioni che stanno provando a migliorare la vita quotidiana dei disabili: da Upsee, la speciale imbracatura che aiuta i bambini a camminare insieme ai genitori, fino alla “S.m.a.r.t. Home” – un’abitazione costruita su misura per chi si muove su una sedia a rotelle – passando per l’avveniristica mano bionica realizzata dagli scienziati del progetto NEBIAS. Nella top-five 2014 delle iniziative per l’integrazione, poi, bisogna includere Geox for Valemour, un progetto di moda sviluppato da persone con Sindrome di Down, e il ristorante Dans le Noir, dove si cena al buio e si viene serviti da camerieri non vedenti.

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CREDO CHE PIPERITA PATTY SIA STATA DISEGNATA PER SOMIGLIARE A ME: FORSE IL SUO CREATORE MI CONOSCEVA GIA’? :-)

“Sa cosa diceva Oscar Wilde, signora? Diceva: ‘Nulla d’importante può essere insegnato’. Niente di personale, signora. Continui pure.”

© Peanuts Worldwide LLC/distributed by Universal Uclick/ILPA

CREDO CHE PIPERITA PATTY SIA STATA DISEGNATA PER SOMIGLIARE A ME :D

Piperita Patty – Peanuts, 1950-2000 -Charles Monroe Schulz – (Saint Paul 1922 – Santa Rosa 2000)

Io Lorella Ronconi, nata con una malattia rarissima alle ossa, emersa all’età di due anni ma datata dalla scienza da pochi decenni: la pseudoacondroplasia nella sua forma più grave, mi sono spesso fatta coraggio spesso, da bambina, identificandomi con un personaggio dei fumetti: Piperita Patty.

Sono nata il 26 Maggio del 1962, 50 anni fa – adesso ne ho 52 – i miei genitori non capivano perchè lamentassi tanto dolore essendo una bimba visibilmente normale, così cominciarono a girare per medici per capire la causa di ciò. Iniziarono le visite, i ricoveri, e… sono “cresciuta” negli ospedali, tra corsie e sale d’attesa mediche, ho dovuto resistere a molte difficoltà per una bimba di pochi anni, in quegli anni imparai e capii che dovevo essere sveglia, vispa, attenta per sconfiggere i “mostri” che abitavano in quelle notti buie, spesso da sola perchè la mamma non la facevano stare con me.

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I medici non capivano che malattia avessi e perchè lamentassi così tanto dolore alle ossa, così mi facevano esperimenti strani, dolorosissimi per la mia piccola età, notti insonni, sguardi strani tra loro; ho dovuto sviluppare le mie antenne e la mia “forza” interiore per resistere e non farmi schiacciare da quelle lunghe sofferenze e dalla mia poca altezza, i bambini diventavano alti ed io rimanevo piccola… Mi guardavo allo specchio e vedevo una bimba brutta, una chioma di capelli corti e arruffati, le lentiggini in bella vista, come i miei ragionamenti e le domande che facevo.

Per non rimanere indietro con i bambini, i miei amici, inventavo giochi, proponevo idee, cercavo soluzioni e battute “intelligenti”, pian piano la mia inventiva (grande amica) mi ha permesso di trovare soluzione al mio esistere, una collocazione, nell’universo, la pace interiore anche con questo stato di sofferenza forte, dolorosa, con cui convivere.

Negli anni ho scoperto, quasi come “un miracolo” che esisteva un fumetto che mi somigliava: Piperita Patty, lei, come me, era atipica, come me dinamica e determinata, non convenzionale, una “maschiaccia” sempre pronta a difendere i più deboli, insicura di se talvolta…sempre alla ricerca di conferme per la sua “invisibile femminilità” e oltretutto, come me, amava il baseball! Io ne vado pazza, quando guardavo le partite, tra gli spalti, osservavo il gioco, mi facevano sognare quei giocatori, li immaginavo come supereroi che, come per incanto, liberavano la fanciulla dalla strega cattiva, battendo pallina dopo pallina, per conquistare le basi ed arrivare “a casa” a segnare il punto. In quei momenti, come Piperita Patty, sognavo di avere una squadra di baseball tutta mia.

I love Baseball https://www.youtube.com/watch?v=oCqgTbodXMs
Si, Piperita Patty è il concentrato di Lorella Ronconi, ringrazio infinitamente Charles Monroe Schulz per aver pensato a questa tipologia di donna, è stata davvero provvidenziale per non farmi sentire “caso raro” :

grazie mia eroina “fumetta”!

Lorella Ronconi

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“Piperita Patty (Peppermint Patty nell’originale) è il soprannome di Patricia Reichardt, uno dei personaggi del fumetto Peanuts di Charles M. Schulz. È capitano di una squadra di baseball che incontra quella di Charlie Brown, sconfiggendola regolarmente.

La sua immagine di “maschiaccio” è piuttosto atipica per una ragazza nei fumetti dell’epoca. Piperita Patty è decisa, atletica, dinamica, poco portata per lo studio e per la scuola (anche a causa della sua tendenza ad addormentarsi in classe), dove colleziona immancabilmente brutti voti nonostante l’aiuto di Marcie – la sua amica “secchiona” – e di Franklin. Si scontra inoltre con le autorità scolastiche per via del suo rifiuto di indossare un vestito consono al regolamento della scuola e di abbandonare i suoi sandali.

Nonostante questa scorza apparentemente dura, spesso si rivolge a Charlie Brown – che chiama “Ciccio” (Chuck nell’originale) – per cercare rassicurazioni sulla sua femminilità. Inoltre, la stessa Piperita Patty ha una piccola cotta per Charlie. Inutile dire che Charlie Brown, maldestro come sempre, non la rassicura affatto e la delude ulteriormente.

È inoltre rimasta convinta per molto tempo che Snoopy non fosse un cane, ma un “buffo bambino col nasone”, l’unico giocatore di baseball decente – a detta sua – della squadra di Charlie Brown. E come un buffo bambino lo ha trattato, invitandolo a feste da ballo o sulla spiaggia tra la sorpresa e lo scherno degli altri bambini, che lei zittisce in modo rapido e manesco.

Piperita Patty, suo malgrado, viene chiamata “capo” (sir nell’originale) da Marcie ed entrambe hanno una cotta per Charlie Brown sebbene in sua presenza non lo ammettano mai.

Si ritiene che Schulz scelse il nome di questo personaggio traendolo da quello di una caramella, la York Peppermint Pattie, prodotta da uno degli sponsor degli special a cartoni animati che la rete televisiva statunitense CBS dedicò ai Peanuts negli anni settanta, tuttavia l’autore stesso dichiarò più volte di essersi ispirato per il nome a delle caramelle alla menta piperita che si trovavano nel suo ufficio.”

http://it.wikipedia.org/wiki/Piperita_Patty

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Peanuts sono la striscia a fumetti più famosa del mondo, pubblicata quotidianamente tra il 1950 e il 2000, quando morì a 77 anni il suo autore Charles Schulz. Ancora oggi le repliche delle strisce sono distribuite e pubblicate ogni giorno sui quotidiani di decine di paesi del mondo: in Italia, dal Post. La popolarità e l’influenza della striscia – e dei suoi personaggi più famosi, soprattutto Charlie Brown, Snoopy, Linus – si è estesa nel tempo a tutti i media e alla vita quotidiana di mezzo mondo, attraverso i loro caratteri, le loro battute, il radicamento delle loro consuetudini, e una quantità straordinaria di efficacissimi aforismi e citazioni. Le frustrazioni, insicurezze, illusioni, ansie, dei personaggi bambini hanno sempre rispecchiato quelle dei lettori adulti aggiungendovi tenerezze infantili che hanno sempre appassionato i lettori bambini: costruendo nel tempo un successo presso generazioni diversissime. Il nome Peanuts venne scelto dal distributore della striscia citando quello di un pubblico di bambini in uno show televisivo dell’epoca, e si è sempre detto che a Schulz non piacesse. Ma come dice Lucy Van Pelt, «più si invecchia, meno si è sicuri rispetto a un sacco di cose».
http://www.ilpost.it/2014/04/29/peanuts-2014-aprile-29/


CONTRASSEGNI PARCHEGGI RISERVATI ALLE PERSONE DISABILI – Nel Comune di Grosseto ben 177 su 1710 rilasciati sono risultati intestati a persone decedute.

Tesserini invalidi: 177 intestati a defunti

La polizia municipale scopre che circolano ancora tantissime autorizzazioni fantasma. E le revoca immediatamente.

di Sara Landi

GROSSETO. Su 1710 contrassegni per invalidi residenti nel Comune di Grosseto ben 177 (quindi più del 10 per cento) sono risultati intestati a persone decedute.

È questo il risultato di una verifica, la prima a tappeto di questo genere, fatta dalla polizia municipale incrociando i nominativi dei titolari dei permessi con l’anagrafe comunale.

«Quando un proprio congiunto che è titolare di un contrassegno per invalidi muore _ osserva il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi _ i familiari dovrebbero riconsegnare il contrassegno, ma non sempre questo accade. Ovviamente ciò può succedere per tante ragioni, cioè che uno non lo sappia o si dimentichi di farlo. Ma ci sono anche casi in cui purtroppo il permesso viene utilizzato al posto della persona scomparsa, l’unica che aveva titolo a farlo».

Se siano più i furbetti o gli smemorati, se prevalga la buona fede o l’astuzia, la verifica compiuta dalla Municipale non lo può certo dire. Ma le cifre sono precise e parlano da sole.

Dal comando di piazza La Marmora spiegano che dal sistema di gestione informatizzato sono stati estrapolati tutti i contrassegni in corso di validità a una certa data per verificare la legittimità del titolo. I contrassegni, che consentono l’accesso in zone a traffico limitato e danno diritto alla sosta negli stalli gialli riservati, possono essere di due tipi: quelli permanenti hanno validità di cinque anni e per ottenerli serve la certificazione dell’Asl; quelli temporanei vengono invece riconosciuti, sempre con certificazione medica, a persone con un infortunio e hanno durata più breve.

Tramite il Sed (il servizio informatico del Comune, ndc.) l’elenco di tutti i contrassegni intestati a invalidi residenti nel Comune di Grosseto è stato incrociato con l’archivio anagrafico comunale che ha dato la sua risposta: 177 contrassegni sono risultati appartenere a persone nel frattempo scomparse e saranno quindi cancellati dal sistema. Ciò significa che saranno rimossi non solo i dati relativi al contrassegno ma anche tutte le targhe dei veicoli associate al permesso.

Dunque se una persona verrà trovata ad utilizzare in modo improprio il contrassegno che è stato cancellato perché intestato a un familiare scomparso, sarà passibile di denuncia e sanzioni.

L’operazione, spiega il sindaco (che dopo il recente rimpasto di giunta ha tenuto per sé la delega alla Polizia municipale), è collegata a un’azione più ampia di revisione generale degli accessi alla Ztl del centro storico.

«Stiamo ragionando su come ridurre l’accesso di macchine nel centro storico e liberare parcheggi _ dice Bonifazi _ L’operazione fatta dalla polizia municipale rientra in questa logica». E tutela, oltretutto, le tante persone che il contrassegno lo utilizzano nella piena legittimità e per un reale bisogno.

L’azione di controllo portata avanti dalla Municipale ha permesso inoltre di individuare una ventina di titolari di contrassegno che si sono trasferiti in un altro Comune. Ma qui il peccato è veniale.

«In questo caso _ spiegano ancora dagli uffici della Municipale _ sarebbe preferibile che il cittadino riconsegnasse il contrassegno al vecchio Comune e ne chiedesse uno nuovo al Comune dove si trasferisce. Più spesso succede che chi si trasferisce in un altro Comune usa il vecchio contrassegno fino alla data di validità e poi quando si accorge che è scaduto ne chiede uno nuovo nel Comune dove ha preso la residenza».

Questo è possibile perché i contrassegni vecchi (quelli arancioni) hanno validità nel territorio nazionale, mentre i nuovi contrassegni azzurri in formato europeo _ recepiti soltanto l’anno scorso nel nostro Paese _ valgono in tutta l’Unione Europea.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

02 aprile 2014

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