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BUTTERO’ QUESTO MIO CUORE TRA LE STELLE

… un giorno, giuro che lo farò…

Quando l’amore è prigioniero, quando l’amore è solo. Quando l’amore è vergogna e additato. Quando l’amore è immaginato.

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E oltre l’azzurro della tenda
nell’azzurro io volerò…

E in faccia ai maligni e ai superbi
il mio nome scintillerà,
Dalle porte della notte
il giorno si bloccherà…

E con le mani amore,
per le mani ti prenderò
E senza dire parole
nel mio cuore ti porterò
E non avrò paura
se non sarò bella come dici tu…

E senza fame e senza sete
E senza ali e senza rete
voleremo via.
(Tratto da La donna cannone di Francesco De Gregori)


		
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TU NON SEI DIVERSA, SEI UNICA, NEL BENE E NEL MALE, LA TUA VITA E’ UN MIRACOLO

“Non sentirti diversa. Tu non sei diversa. Sei unica. Nel bene e nel male. Coccola il tuo bene, sopporta il tuo male. E ringrazia sempre di essere come sei. Persino quando esserlo significherà soffrire con un’intensità superiore a quella di qualcun altro.” Massimo Gramellini

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Il dolore vinto con la tua determinazione risplenderà fulgido, dandoti nuova linfa, come ferro battuto sotto il fuoco concente. Non cedere allo sconforto, sei bellissima, sei unica e irripetibile, vincente, anche tra le lacrime. Amati, abbraccia la tua vita con dignità, alza la testa, sorriditi, solo tu conosci nel profondo la tua sofferenza e il tuo cammini, sei differente tu, abbi cura di te! 
© Lorella Ronconi

 

 


CIERA SWARINGEN, 19 ANNI, REAGISCE AI BULLI CHE LA PRENDONO IN GIRO PER LA SUA CONDIZIONE INVIANDO FOTO DI SE A TUTTO IL MONDO CON GRANDE ORGOGLIO DELLA SUA DIVERSITA’

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“Orgogliosa di essere diversa”

Adolescente con macchie su tutto il corpo risponde ai suoi bulli

Di Stefania  Leo
A soli 19 anni Ciera Swaringen ha avuto la forza di rispondere ai bulli che la prendono in giro per la sua rarissima condizione. Ciera infatti ha delle voglie su tutto il corpo. Ma, invece di provare imbarazzo per questa condizione, ha imparato ad amare la sua pelle e ad essere fiera di essere diversa.
La condizione di Ciera è molto rara ed è conosciuta come nevo melanocito congenito gigante che, anche se frammentato, ricopre il 70% della sua pelle. Un nascituro su 500.000 nasce con questa condizione: spesso possono essere rimossi, ma nel caso di Ciera è impossibile per la grande quantità di punti presenti sul suo corpo.
La teenager di Richfield, vicino Charlotte (North Carolina), ha subito vessazioni di tutti i tipi, vedendosi affibbiata nomignoli fastidiosi relativi alla sua condizione. Ma, invece di farsi sopraffare da questa situazione, Ciera ne ha tratto ispirazione e ha iniziato a fotografarsi per mostrare il suo corpo al mondo.
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“Un giorno ero sullo scuola bus e ho sentito un ragazzo ridere di me e chiamarmi cane macchiato”, ha raccontato Ciera al Mirror. “I ragazzi di solito sono i primi a commentare quando mi vedono. Dicono cose tipo “Sei tutta sporca, datti una lavata!”“.
“Col tempo ho imparato a farmi scivolare addosso questi commenti negativi, ricordandomi che la maggior parte della gente mi guarda e dice cose crudeli perché non sono abituati a vedere qualcuno nella mia condizione. Sono così fiera di essere diversa e, alla fine delal giornata, sappiamo tutti di avere qualcosa di strano, si esso dentro o fuori”, racconta Ciera.
“Tutti siamo nati differenti e dovremmo sentirci belli nella nostra pelle”. E queste foto lo dimostrano.
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Da yahoo.com


SUI SOCIAL IN 5 MINUTI UNA RAGAZZA NUDA RICEVE 5000 VISITE, QUANTI VEDRANNO QUESTI INNAMORATI?

Una ragazza nuda in 5 minuti può essere vista da 5000 persone, quante persone vedranno questa coppia?

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Perché continuiamo ad essere complici silenti? Anche noi contribuiamo, inconsapevoli, a far si che i modelli di bellezza da emulare siano quelli dettati dal marketing bieco,  quello che sfrutta il corpo delle donne e degli uomini solo per fare incassi. Questi corpi non sono altrettanto belli, hanno la bellezza dell’amore vero, cosa applaudire di più?

© Lorella Ronconi


QUELLA DIVERSITA’ CI SPAVENTA PERCHE’ ANCORA NON SAPPIAMO CREARE I LEGAMI

 

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Da ContatSrl.com

“Una riflessione di Valentina Usala sul tema della diversità e su quanto potremmo fare, con minimo sforzo, per migliorare la società in cui viviamo.

Il diverso fa paura. Fa paura perché in fondo non siamo così bravi a creare legami: un legame implica l’utilizzo di un elemento innato e archetipo, che seppur tale, non si concede alla così autonomamente e priva di ostacoli, conoscenza del diverso. Siamo il popolo dell’orologio facile, dei connessi con un solo click, e al tempo stesso di coloro che schivano e si disinteressano dell’elemento amore, inteso nel senso più semplice del suo significato.
Vorrei tornare indietro nel tempo, all’11 giugno 1982, quando nelle sale cinematografiche statunitensi approdava il film scalpore di Spielberg: E.T. Senza citarne la trama, vorrei focalizzarmi su alcune scene di forte rilevanza sociale che Spielberg ha saputo egregiamente mettere in scena: tolleranza, accoglienza, crescita e rispetto.
Per sottolineare poi la tematica sacra del legame.
Elliott ed E.T (da notare il fatto che la prima e ultima lettera del primo nome, compongano il nome dell’extraterrestre) si ritrovano in un giardino, l’uno più intimorito dell’altro: chi fa più paura a chi? Ci abbiamo mai riflettuto? Fanno conoscenza, e per mezzo di un escamotage Elliott riesce a condurre nella sua camera l’amico extraterrestre. Da lì inizia la conoscenza vera e propria, ovvero entrambi stanno applicando un effetto di protezione e affetto nei confronti l’uno dell’altro. Sino alla tragica scena in cui E.T decede, ma rianimato post mortem dall’amore di Elliott. E.T insegna il concetto di comunicazione, il valore dell’amicizia e che è sufficiente un cuore rosso pulsante a trasmettere il proprio amore.
Senza una sola parola. Ad ognuno il proprio talento, innato in ogni essere vivente, dal cuore pulsante.
Se in E.T. la bicicletta con cui Elliott gironzola e salva E.T da un laboratorio vivisezionista vuole in realtà simboleggiare il progresso, con le sue ruote simbolo di evoluzione, ai giorni nostri chi le ruote di una carrozzina è costretto ad utilizzarle – non di certo per scelta –  è più comodo tenerlo in un ghetto della mente e vincolare ogni sorta di contatto, legame e amore. disabile-diversita-usala-et
Come Elliott ed E.T. hanno saputo volare nel cielo, così potremmo immaginarci in una società amalgamata.
Si vola! Basta crederci. Assieme, senza condonare e far scorrere posizioni inaccettabili, senza permettere che ognuno diventi alieno di se stesso.
Tanti i metodi applicabili e possibili se solo si prestasse un occhio più acuto e vispo a date circostanze. Come diceva Beppe Dell’Acqua: “Occorrono laboratori, non ambulatori”. Laboratori che chiunque con un briciolo di umanità saprebbe creare, veramente con molto poco.
Quanta insipienza ancora?

– See more at: http://www.contactsrl.it/blog/2014/10/29/et-diversita-usala/#sthash.ndUNa0pA.dpuf


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