Archivi tag: felicità

NON OFFENDERTI SE OGGI NON SONO COSI’ “BUONA” COME IL MARKETING VORREBBE, IL NATALE PER ME NON SI ESPRIME CON LE EMOTICONS, IO VORREI DIRE BUON NATALE DOMANI E DOPO E DOPO ANCORA

Non credo nel “natalismo”, nel periodo materialistico che ci bombarda di alberi, lucine, panettoni che fan rima con “buoni”. Non farmi gli auguri oggi se per tutto l’anno non ci sono stata, non fare gli auguri oggi se non hai capito che a Natale, Dio si fa uomo per stare con gli uomini tutta la vita.

2Natale 2015

Non offenderti se oggi non sono così buona come il marketing vorrebbe, il Natale per me non si esprime con le emoticons, non riempie i social di questo giorno peggio della spam, no tag, no inoltra, io vorrei dire “buon Natale!” domani, e dopo, e dopo ancora, buon Natale a te che corri a cercare l’ultimo pacchetto e non sai ancora a chi lo darai, buon Natale a te che le feste le usi per lavorare, buon Natale a te che parli di amore e poi critichi i tuoi compagni di classe, buon Natale a te che fai fatica ad abbracciare la tua bambina disabile, buon Natale a te che cerchi una casa per i tuoi figli, buon Natale a te che hai riempito la casa di figli e non accogli i loro cuori. Buon Natale da domani a tutti quelli che vivono nella povertà, agli ammalati, agli anziani, alle persone sole, a chi non ha luci nell’anima, Gesu’ nasce, nel buio, nel silenzio, nella povertà più grande, nella sofferenza il Bene si incarna.

Buona Nascita Amore!

Annunci

“NONNO NATALE: «In che altro modo avrei potuto avervi qui tutti e stare insieme?»

Dovremmo goderci i nostri cari finché sono in vita, ma, secondo me, non solo per Natale.

Non amo fare pubblicità ma quando essa comunica messaggi educativi, sociali, civili importanti è giusto sottolinearne la valenza. Uno spot pubblicitario della catena di supermercati tedeschi EDEKA. Spot meraviglioso e azzeccatissimo ci  ci narra con grande verità, la realtà triste di solitudine che molti nonni vivono nel quotidiano e, con forza, nel periodo delle feste.

Uno spot che ben narra la condizione di molti genitori, di molte famiglie, di molti figli, in questo mondo “globalizzato” anche la famiglia è “sparsa” allontanata  oggettivamente e soggettivamente. Il padre nello spot si inventa un modo estremo per poter rivedere i figli tutti assieme nel giorno di Natale.  

L’idea? La difficoltà di un padre anziano (e di molti genitori purtroppo) a raccogliere intorno a sé figli e nipoti per il giorno di Natale. Il protagonista di questa pubblicità non demorde, mette in atto uno stratagemma per riuscire nel suo intento. Come andrà a finire? Non è il caso di rovinare la sorpresa, vale la pena vederlo.
«In che altro modo avrei potuto avervi qui tutti e stare insieme?» dice il padre ai suoi figli e nipoti.

Vale la pena stare insieme per davvero, non bastano i messaggini virtuali, non possiamo rimandare il presente, potrebbe non tornare mai piu’.


PER APRIRSI AL SORRISO BISOGNA AVER MATURATO NEL CUORE UNA PROFONDA RICONCILIAZIONE CON LA PROPRIA VITA

“CHI SOFFRE RIESCE A SORRIDERE NELLA MISURA IN CUI HA ACCETTATO PROFONDAMENTE LA SOFFERENZA”

jeRoule

L’autoironia: un angelo che sa dove correre e dove esitare…

Parafrasando il Calvino delle Lezioni Americane, possiamo dire che l’autoironia è una delle qualità che ci rende «leggeri» a noi stessi e «leggeri» anche per gli altri. Chi si prende in giro ha un passo lieve, cadenzato, non si ostina e non si attarda su ciò che non lo merita: come l’angelo del proverbio americano, sa dove correre e dove esitare. Molti ingredienti compongono la freschezza e la valenza ‘terapeutica’ dell’autoironia, questo sguardo sapiente e divertito su sé stessi. Il sano prendersi in giro esprime, innanzitutto, un atteggiamento disteso, riconciliato. Non si può sorridere di sé stessi con pienezza se si è preoccupati o agitati: per aprirsi al sorriso (perché di apertura si tratta) bisogna aver maturato nel cuore una profonda riconciliazione con la propria realtà e con la vita. Anche chi soffre riesce a sorridere nella misura in cui ha accettato profondamente la sofferenza. Nell’ autoironia, inoltre, si manifesta la capacità di porre tra noi e le cose una distanza ottimale, che rivela il superamento dell’egocentrismo e un’acquisita saggezza di vita.

Giovanni Salonia.

Tratto da: Sulla Felicità e dintorni. Tra corpo, parola e tempo, Ed. Il Pozzo di Giacobbe, p. 96


LA DIFFERENZA STA NELLA CLASSE DI CHI LE INDOSSA NON NELLA FORMA DELLE “SCARPE”

Da dove inizia il giudizio? Dal pre-giudizio?

28GIUGNO2014 je roule_n

“E poi ci troveremo come le Star

A bere del whisky al  Roxy Bar

O forse non c’incontreremo mai

Ognuno a rincorrere i suoi guai

Ognuno col suo viaggio ognuno diverso

Ognuno in fondo perso dentro i fatti suoi”

Tratta da “Vita Spericolata” di Vasco Rossi


Brillina Fatata

Brilla brillante ballante
Natura fatata creatura tu sei
Di creazione sublime
incantatata e incantato il Creatore di te.
Ti amo brillina magia
Che nei profumi di campi
di Giugno calore
Di grano maturo
Paillettato svolazzo dorato
Tu indori e le notti di Giugno
Son favole di vero scintillante
Umile grande maestoso incanto.
Ti amo
Lucciola, mia santa
gioiosa poesia.

Lorella Ronconi
10 Giugno 2014
image


LA VERA INTEGRAZIONE E’ RICONOSCERE IL VALORE DELLA DIFFERENZA NELL’UGUAGLIANZA E VICEVERSA

Be Happy Grosseto

Be Happy Grosseto

Eppure ancora molti dicono: “Queste persone, ci aiutano a vivere.” …”Queste persone, sono sempre allegre”… “Queste persone….”

N0! Che siamo medicine?

Non siamo altri, diversi, alieni, ma solo differenti, come tutti. A me suona strano quando mi indicano e mi dicono: “QUESTE PERSONE” … mi fa male, mi fanno sentire davvero “separata” dal mondo “normale”.

La vera integrazione è il VALORE DELL’UGUAGLIANZA NELLA DIFFERENZA e VICEVERSA.

La grande integrazione è saper dire “Noi” .

Lorella Ronconi

http://www.lorellaronconi.it
@lorellaronconi
https://www.facebook.com/lorellaronconietor?ref=hl
https://lorellaronconi.wordpress.com/


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: