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MATERNITY BLUES, IL BLUES DELLA MATERNITA’

Educare, dal latino “e-ducere”, tirare fuori, condurre. Non è semplice tirare fuori il meglio di una persona. Condurre/aiutare un figlio a sviluppare le sue potenzialità e a diventare indipendente vuol dire adoperarsi per far emergere la sua personalità, il suo meglio. Fondamentale ricordare che non deve essere mai per il nostro ^_= Ma, come? Impariamo da questa simpatica filastrocca.

C’era una mamma, una madre madrona,

la mano a saetta, la voce che tuona.
Più che un bambino voleva un soldato
Ma poi crebbe un hippie tutto arruffato.

C’era una mamma, un po’ mamma e un po’ chioccia,
di libertà ne lasciava una goccia,
le nacque una bimba paracadutista
adesso è una stuntman professionista.

C’era una mamma vegana e pittrice,
viveva di tofu col figlio, felice.
“quanti bei posti dipingerai?”
Ma invece il suo Adolfo guidò il Terzo Reich.

Filastrocca del figlio perfetto
Scolpito, pensato come un angioletto
Tu lo volevi un po’ simile a te
e invece “sorpresa!” decide da sé.

C’era una mamma, femminista di razza,
mutande bruciate e tette giù in piazza,
ma ebbe una figlia, un clone di barbie
che va da Intimissimi e spende i miliardi.

C’era una mamma ingessata e ingegnera
sinapsi a quadretti, compita ed austera,
ma il figlio non legge ogni giorno i listini
compila gli oroscopi, descrive destini.

C’era una mamma Bocca di Rosa,
si dice puttana, io dico sciantosa,
il figlio giurò per la castità,
un frate trappista, in povertà.

C’era una mamma, una santa, una suora,
conosce l’amore, ma il piacere lo ignora,
crebbe un bambino, un chierichetto,
fa il pornoattore, un artista del letto.

Filastrocca del figlio perfetto
Scolpito, pensato come un angioletto
Tu lo volevi un po’ simile a te
e invece “sorpresa!” decide da sé.

Filastrocca della mamma imperfetta.
La mamma perfetta un figlio lo accetta.

Enrica Tesio
Maternity blues ovvero il blues della maternità.

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“NONNO NATALE: «In che altro modo avrei potuto avervi qui tutti e stare insieme?»

Dovremmo goderci i nostri cari finché sono in vita, ma, secondo me, non solo per Natale.

Non amo fare pubblicità ma quando essa comunica messaggi educativi, sociali, civili importanti è giusto sottolinearne la valenza. Uno spot pubblicitario della catena di supermercati tedeschi EDEKA. Spot meraviglioso e azzeccatissimo ci  ci narra con grande verità, la realtà triste di solitudine che molti nonni vivono nel quotidiano e, con forza, nel periodo delle feste.

Uno spot che ben narra la condizione di molti genitori, di molte famiglie, di molti figli, in questo mondo “globalizzato” anche la famiglia è “sparsa” allontanata  oggettivamente e soggettivamente. Il padre nello spot si inventa un modo estremo per poter rivedere i figli tutti assieme nel giorno di Natale.  

L’idea? La difficoltà di un padre anziano (e di molti genitori purtroppo) a raccogliere intorno a sé figli e nipoti per il giorno di Natale. Il protagonista di questa pubblicità non demorde, mette in atto uno stratagemma per riuscire nel suo intento. Come andrà a finire? Non è il caso di rovinare la sorpresa, vale la pena vederlo.
«In che altro modo avrei potuto avervi qui tutti e stare insieme?» dice il padre ai suoi figli e nipoti.

Vale la pena stare insieme per davvero, non bastano i messaggini virtuali, non possiamo rimandare il presente, potrebbe non tornare mai piu’.


PER BARBIE THOMAS LA SUA DISABILITA’ E’ UN “OPTIONAL”

Barbie Thomas, modella, culturista, 37 anni, due figli e tanta voglia di vincere nelle gare di bodybuilding.

Non è bellissima?!! Affascinante, geniale, forte, allegra, campionessa e tenera mamma, cosa volete di più da una donna? Eppure, i maschi preferiscono le donne “tradizionali” Un uomo mi ha detto questo tempo fa, ma secondo voi, le donne non sono tutte stupendamente differenti?!!

Non ha mai permesso alla sua menomazione alle braccia di ostacolarla e, ancora oggi, pare procedere verso i suoi obiettivi aprendo le porte con i piedi e aiutandosi con la bocca per allacciare le scarpe.
Barbie Thomas

Barbie Thomas


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Non ha avuto di certo una vita facile, ma può senza dubbio essere vista come una donna forte e determinata, un modello per chi verte nelle sue stesse condizioni. Stiamo parlando di Barbie Thomas, la modella e bodybuilder 37enne, che vive a Phoenix con i suoi due figli e gareggia regolarmente come culturista nei vari concorsi. Non ha le braccia ormai da molto tempo, le sono state amputate quando aveva solo due anni: “Erano come carbone, totalmente morte e hanno dovuto amputarle”. Stando ai suoi racconti, l’incidente accadde mentre si stava arrampicando su un trasformatore di corrente elettrica e i fili fecero contatto, bruciandole le braccia. Quando tutti la davano ormai per defunta, i medici riuscirono a salvarle togliendole però entrambi gli arti superiori.

Barbie Thomas modella e culturista, senza braccia ma con tanti sogni (FOTO/VIDEO). “I medici dissero che ero riuscita a sopravvivere grazie alla suola di gomma delle mie scarpe da tennis, ma io invece credo che sono sopravvissuta grazie a Dio e ai progetti che aveva per me. Non mi hanno insegnato ad essere negativa, mi è stato sempre insegnato a concentrarsi su quello che posso fare e non su quello che non posso. Probabilmente la mia grinta dipende molto dalla mia personalità, non ce la faccio proprio a immaginarmi una persona negativa che si piange addosso.”

Nonostante la mancanza di due arti fondamentali, Barbie Thomas è riuscita anche a vincere delle gare di bodybuilding e a partecipare a qualche concorso di bellezza. Durante l’intervista telefonica rilasciata alla ABC News,  ha precisato di essere al telefono tenendo la cornetta tra l’orecchio e la spalla destra. Ha dichiarato, inoltre, di usare i piedi per aprire le porte, mettere buona musica, tenere la borsa e aiutarsi con la bocca per allacciare le scarpe.

 


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