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FONDAZIONE IL SOLE GROSSETO: L’AMORE GUARDO’ IL TEMPO E RISE…

“E l’amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno…

Sono tra i membri fondatori ed orgogliosa di ciò che la Fondazione il Sole riesce a dare ai ragazzi con diversa abilità: autonomia, gioia, inclusione sociale; la Fondazione inoltre, promuove l’abbattimento di barriere culturali e architettoniche.

Credo fermamente che sia possibile il connubio tra autonomia e serenità per ogni persona al mondo, basta trovare la soluzione con amore e perseveranza, coraggio e passione. Entra nel sito e vedi le nostre attività, i nostri ragazzi, educatori, psicologi, volontari, guarda tu stesso: l’amore non fugge, l’amore va d’accordo con l’autonomia.

www.fondazioneilsole.it  – Grosseto – Per il durante e dopo di noi

…Finse di morire per un giorno, e di rifiorire alla sera, senza leggi da rispettare.

Si addormentò in un angolo di cuore per un tempo che non esisteva.

Fuggì senza allontanarsi, ritornò senza essere partito, il tempo moriva e lui restava” 

Luigi Pirandello.

Progetto Il Sole, per l’autonomia e la qualità della vita delle persone con disabilità.

Il progetto della costituzione della ‘Fondazione il Sole’ nasce a Grosseto, quando i membri di due associazioni che si occupano di handicap cominciano a ragionare insieme sulla necessitа di realizzare una casa famiglia per ospitare persone con grave disabilitа’, che non possono più essere seguite dalle loro famiglie. I due sodalizi sono l’Associazione Grossetana Genitori Bambini Portatori di Handicap ed il Comitato Provinciale per l’Accesso – entrambi operanti da anni nel nostro territorio – che nel loro insieme rappresentano un centinaio di famiglie.

Il problema del futuro di un figlio o figlia disabile è vissuto con particolarmente angoscia dai genitori. La prospettiva della morte o dell’impossibilitа di accudire i propri figli per i limiti naturali connessi con il progredire dell’etа, infatti, coincide con un’assenza di risposte assistenziali di qualitа per le persone disabili non autosufficienti. Ad oggi, d’altra parte, nel caso in cui venga meno il sostegno della famiglia, le persone con grave disabilitа finiscono in ‘istituti’ oppure in ‘moduli dedicati’ all’interno delle cosiddette R.S.A. (Residenze Sanitarie Assistite, ovvero case di riposo), indipendentemente dalla loro etа anagrafica. In definitiva, il rischio concreto per questi soggetti, nel caso non ci siano familiari disposti a farsene carico, è quello di finire ‘sepolti vivi’.

Il Progetto Il Sole – che in estrema sintesi prevede la costituzione di una Fondazione ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilitа Sociale) finalizzata alla realizzazione ed alla gestione di una casa famiglia – nasce per dare una risposta qualitativamente elevata a questo tipo di esigenza e per far fronte a situazioni di reale emergenza familiare (si pensi, per esempio, all’eventualitа’ di un ricovero ospedaliero di un genitore o, addirittura, dell’unico genitore rimasto).

Per arrivare a costituire la Fondazione, e per realizzare la casa famiglia, i membri delle due associazioni hanno prima costituito il ‘Comitato promotore per la Fondazione il Sole – ONLUS’, che aveva l’obiettivo di raccogliere una parte dei fondi necessari, il quale poi è stato sciolto per costituire la “Fondazione il Sole – ONLUS”

La casa famiglia ‘Il Sole’

La nuova casa famiglia, inserita nel cuore di uno dei quartieri più vitali della città, è una struttura residenziale di piccole dimensioni, progettata, arredata e gestita come se fosse una vera e propria casa, nell’intento di riprodurre il più possibile le condizioni ed i ritmi di vita tipici di una qualunque famiglia.

La struttura – composta da due edifici ad un piano di 270mq ciascuno, collegati da un portico, e da un edificio separato, destinato a centro sociale e sede della Onlus – ospitа complessivamente 14 persone disabili (7 per edificio). Ogni blocco ha 3 camere da letto doppie ed una singola destinata alle emergenze per periodi di tempo limitati (ricoveri di sollievo). A questo, sempre per ogni edificio, si aggiungerа una cucina, un soggiorno, uno studio ed alcuni locali di servizio. In altre parole, si tratta semplicemente di una casa, non di una piccola casa di riposo (pur progettata per esigenze particolari).

La realizzazione della casa famiglia, del centro sociale e del parco, nonché l’acquisto degli arredi sono costati complessivamente 2,3 milioni di euro.

La Fondazione Il Sole persegue l’integrazione sociale delle persone diversamente abili. Ha realizzato una casa famiglia e un centro sociale a Grosseto.

RICORDATI DI SOSTENERE LA FONDAZIONE CON IL 5X1000, scrivi il codice fiscale 920.536.00.539

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TORINO, “CHI NON CAMMINA, VOLA!” ONLUS INTERVISTA LORELLA RONCONI

Un grande onore essere contattata e intervistata dalla Onlus,“Chi non cammina, vola!” di Torino, una associazione nata nel 2013 con l’obiettivo di promuovere l’integrazione sociale per le persone diversamente abili, bravi ragazzi, un piacere incontrarvi!

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Intervista a Lorella Ronconi, poetessa, artista, attivista in campo sociale, Lorella Ronconi si racconta in questa bellissima intervista.

Chi non cammina, vola –  Lei è affetta/o da… vuole dirci cosa comporta la sua patologia?

Lorella – Ho una patologia rarissima genetica ossea, pseudoacondroplasia, colpisce un bambino ogni 60 mila, si conclama intorno ai 18 mesi e consiste nel non avere il genoma che crea la cartilagine articolare. Tra l’altro, ho cinquantatré anni, nell’anno della prima sperimentazione del vaccino orale (Sebin) contro il vaiolo, mi fu somministrato con il morbillo e la febbre altissima, ma eravamo nel ’64 e nessuno sapeva nulla delle conseguenze, per farla breve,  la malattia è degenerata in modo forte. Essa inoltre, porta in età matura a una scoliosi, fratture dei femori, distaccamento di tutte le articolazioni, è molto dolorosa. Nel ’91 ho avuto una riduzione delle due scoliosi, stavo per morire per fuoriuscita di midollo spinale, mi hanno messo (a Marsiglia) due barre di acciaio attraverso un intervento sperimentale, nella colonna, ho avuto una paralisi (emiplegia) ma mi è stata salvata la vita.

Chi non cammina, vola – Come si convive con essa?

Lorella – Con esse direi, giacché adesso vivo in carrozzella per la paralisi, le ossa del bacino rotte e la malattia genetica, paradossalmente sono due disabilità, la malattia genetica e la paralisi e le doppie difficoltà di salute e di autonomia, che esse comportano. Ho avuto l’intervento nel ’91, fino a 29 anni vivevo con una altezza di 120 cm, psicologicamente forte, dati i retaggi culturali, oltre i dolori atroci che le ossa infiammate, con le fratture  spontanee improvvise mi provocavano. Dopo, in carrozzella, forse, a livello psicologico ho vissuto “una normalità”, ma è sempre difficile essere un metro e venti, anche in carrozzella, i protesici e i software strumentali medici non sono tarati per altezze come le mie.  Amo adesso la mia differenza e ciò che sono, ma non posso negare la sofferenza fisica che questa mia malattia comporta.

Chi non cammina, vola – Cosa o chi l’ha aiutata ad accettare la sua patologia?

Lorella – Domanda difficile, sono vissuta con essa “cresciuta” nelle corsie di ospedale, tra esperimenti medici, l’accettazione è venuta via via con l’età, comunque devo ringraziare i miei genitori che non mi hanno mai detto “poverina” spronandomi e scuotendomi, in merito alle istituzioni, la mia maestra che mi ha accettato in una classe di normodotati (faccio presente che sono stata una delle prime bambine a essere inserite in una  scuola “normale” nel ’68 quando ci fu la riforma e furono bandite le scuole differenziali per disabili), in ultimo … i miei amici che mi hanno difesa, cresciuta, trattata come persona e mai come disabile.

Chi non cammina, vola – Lei occupa un posto di rilievo in società, ha avuto difficoltà a raggiungere i suoi obiettivi? Di che tipo?

Lorella – Non so se occupo un posto di rilievo nella società, non credo, sono solo una persona molto malata, figlia unica con genitori anziani e disabili, vado avanti solo grazie ai contributi sociali della regione Toscana, Vita Indipendente, che mi permettono di pagare una tata che mi assista a casa. Il mio impegno civile e sociale per le persone diversamente abili è solo una parte del mio carattere, il metterci la faccia credo che sia un dovere primario di ogni persona verso chi ha bisogno. Sono tenace, testa dura, amo la vita e nonostante la malattia cerco di “volare” per cercare la libertà, per me e per gli altri.

Chi non cammina, vola – Cosa rappresenta per lei il suo lavoro?

Lorella – Il mio impegno, magari fosse un lavoro retribuito :D , è “la carota” che mi permette di resistere, andare avanti, che mi “libera” dalla prigionia che il mio stato mi impone.

Chi non cammina, vola –  Lei pensa che la condizione dei disabili in Italia sia migliorata negli anni?

Lorella – Ovviamente si, rispetto al 1968, appunto, anno in cui l’Italia si è avviata verso l’integrazione nelle scuole delle persone con disabilità molto è cambiato, ne sono testimone io stessa… ma… ma… se devo essere sincera, il cambiamento non è stato tanto quanto in questi (quasi) 50 anni avrebbe dovuto. Ci siamo evoluti in tanti campi nel nostro stato, ma le persone diversamente abili (e soprattutto le donne) ancora sono invisibili per certi versi. Stereotipi, tabù, luoghi comuni, ci vedono ancora eterni bambini, eterei, inconsistenti. Non v’è nell’immaginario collettivo la presa di coscienza che siamo pil, che consumiamo, che compriamo, che viaggiamo, che abbiamo sentimenti e magari aspiriamo anche alla famiglia, tanti impegni politici per le unioni civili, ma nelle agende di governo ci sono le voci “disabili”? Nessuno ha pensato che anche noi potremmo avere figli, o adottare… La vita indipendente, l’autonomia, le barriere architettoniche… i costruttori edilizi, gli architetti, i geometri, hanno idea che devono rispettare le normative? I controlli? Nulla di nulla. Abbiamo la Convenzione Onu sulle Persone con Disabilità. Del 2006 firmata, ratificata dall’Italia  nel 2009, come legge dello stato, mai applicata, su e per nulla. Si, ritengo che siamo ancora molto indietro.

Chi non cammina, vola –  Crede che ormai non ci sia più la paura del diverso o ancora persiste insieme al pregiudizio?

Lorella – Io credo che il pregiudizio esista eccome, soprattutto per le persone disabili, la paura è data dalla non conoscenza, non ci conoscono, per forza, siamo invisibili, prima di tutto allo Stato nel quale siamo cittadini, è scritto nella Costituzione! I retaggi, come dicevo prima, i tabù ci relegano dietro le tapparelle, come se fossimo scherzi della natura. Se si parla di affettività, di sessualità, anche senza arrivare lontani, basta pensare ai consultori, agli ambulatori ginecologici, mai a norma, mai che ci sia l’intelligenza di pensare alle donne disabili che hanno lo stesso bisogno di controlli sanitari o magari avere un figlio.  L’accompagnatore? Deve essere per “forza” un badante, una persona volontaria, il pre-giudizio fa si che non si arrivi a pensare che invece potrebbe essere un fidanzato, una fidanzata, un amico/a.

Chi non cammina, vola – Come sono cambiati i disabili secondo lei negli anni? Come si percepiscono e come percepiscono gli altri ovvero i “ normodotati “ ?

Lorella – Le persone diversamente abili certamente si sono evolute, grazie ad Intenet, noi qui ne siamo la prova, non ci siamo incontrati fisicamente eppure siamo arrivati a conoscere la nostra esistenza, scambiarci informazioni ed esperienze, questo è fantastico!!! Stiamo guardando i “normodotati” talvolta con invidia, altre con paura, con spirito di sottomissione, non ci mettiamo abbastanza la faccia, secondo me una piccola parte del nostro isolamento culturale è dato proprio da “noi” disabili  (non amo il “noi “ e “voi”) che preferiamo non farci coinvolgere in prima persona per paura di… perdere privilegi, la pensione, vergogna, essere ridicolizzati…? Non so, a volte sono stanca del mio impegno, perché mi ritrovo sola, senza altre persone come me , che credono, lottano e si impegnano… Pochi  capaci di lavorare in rete, guardiamo gli animalisti, ed io sono tra loro, sono riusciti a far entrare gli animali  nei ristoranti, noi ancora no… non siamo stati capaci di aggregarci tutti insieme per togliere gli scalini… e siamo 3 milioni in Italia, il 5% della popolazione, non è poco.

Chi non cammina, vola – Ai giovani disabili che come lei vogliono realizzarsi nel mondo dell’arte cosa consiglia di fare?

Lorella – Di sognare, credere, osare, mai mollare, i sogni si avverano talvolta se si perseguono con forza e determinazione, se ce l’ho fatta io che sono piccola, malatissima, vecchia e assai povera, perché non possono farcela dei giovani ? Osate!

Chi non cammina, vola –  Ha un consiglio da dare ai genitori di ragazzi disabili che hanno paura per il futuro dei loro figli?

Lorella – Prima di tutto di non vergognarsi né di sentirsi “in colpa” la colpa non è di nessuno, la vergogna? Sentimento ricorrente, dovrebbero avercela coloro che fanno del male. Genitori, non piangetevi addosso, aprite le finestre delle vostre case e siate orgogliosi della persona che avete generato, aiutatela, sostenetela, mai vizi e soprattutto andate a cercare associazioni di genitori che hanno bambini con diverse abilità, insieme per andare avanti, scoprire percorsi nuovi, creare il presente e vivere un futuro migliore.

Chi non cammina, vola –  Quale è il suo film tematico o no preferito?

Lorella – Amo il cinema non “da cassetta” stile apocalittico o cinepanettonistico… Il cinema d’essai, quello che fa pensare e ragionare, il mio film preferito è “Il viaggio della sposa” di Sergio Rubini.

Chi non cammina, vola – Quale è il suo libro tematico o no preferito?

Lorella – Il mio libro è Marcovaldo, di Italo Calvino, adoro letteralmente Calvino, un genio secondo me. Amo le poesie, la narrativa, la prosa, anche quella un po’ matta, ci deve essere l’ironia dentro, “I Cammellini” di Filippo Martinez ( scrittore, regista contemporaneo) è l’ultimo libro che ho letto.

Chi non cammina, vola –  Cosa non dovrebbe mai fare una persona disabile?

Lorella – Chiudersi in casa, compiangersi, non avvalersi dell’aiuto/sostegno di servizi sociali, psicologi, psichiatri, per crescere, vincere le “mancanze” oggettive, che la malattia/incidente causa, escludersi dal mondo, pensare che non ci sono soluzioni: una soluzione c’è sempre.

Chi non cammina, vola –  Cosa invece dovrebbe sempre fare una persona disabile?

Lorella – Esattamente il contrario di quello che ho scritto sopra, oltre che guardarsi allo specchio e dirsi: io mi voglio bene!

From: Chi non cammina, vola


ANNIVERSARIO 2005-2015: LA FONDAZIONE IL SOLE FESTEGGIA 10 ANNI DI ATTIVITA’. 10 ANNI DI IMPEGNO PER L’AUTONOMIA E L’INTEGRAZIONE PER LA QUALITA’ DELLA VITA DELLE PERSONE CON DIVERSA ABILITA’

In questo 2015 a Grosseto la Fondazione Il Sole – Onlus festeggia 10 anni della sua esistenza, proprio il 21 Gennaio 2005 fu firmato l’atto costitutivo davanti al notaio. Il Presidente Massimiliano Frascino ricorda:

“In quel lontano 21 gennaio 2005 fu firmato l’atto costitutivo davanti al notaio Usticano, fu un momento emozionante, ero felice,  preoccupato ma sereno di aver tagliato un traguardo importante per tante persone diversamente abili e le loro famiglie”

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II 21 gennaio 2005 era una tipica giornata invernale, fredda e piovosa. Mancava il Sole, ma ad accendere la luce in nome di tanti altrisiamo stati in cinque: il sottoscritto, Massimiliano Frascino, presidente del Comitato promotore per la Fondazione Il Sole, Alessandro Monaci, presidente dell’Associazione grossetana genitori bambini portatori di handicap, Maria Paola Tinti, presidente del futuro collegio dei revisori, il notaio Paola Maria Letizia Usticano e il dottor Alessandro Bianchini.

Io e Alessandro eravamo emozionati, ma non l’abbiamo dato troppo a vedere. In certe circostanze prevalgono un po’ l’etichetta, un po’ la scaramanzia e un bel po’ l’inconsapevolezza  di quel che ti attende. Ci siamo battuti una pacca sulle spalle, ci siamo detti “che dio ce la mandi buona” e abbiamo firmato atto costitutivo e statuto. Io ricordo che ero felice e allo stesso tempo preoccupato, ma rasserenato di aver tagliato un traguardo importante per tante persone, davvero tante: disabili e loro familiari, amici e sostenitori che nei tre anni precedenti ci avevano incoraggiato permettendoci attraverso il Comitato promotore per la Fondazione Il Sole di mettere insieme i 130.000 euro che costituivanoil fondo di dotazione della neocostituita Fondazione Il Sole.

Dieci anni dopo, senza retorica, l’impressione è di aver corso così velocemente da non aver avuto il tempo di godersi certi momenti, o di aver trascurato alcune persone. Tantissimi volti, tante situazioni, scadenze. Tanta gratitudine e riconoscenza. Alcune persone che non ci sono più. Insomma 10 anni di vita vissuti intensamente, con un impegno spesso totalizzante.

Quest’anno festeggeremo il decennale, probabilmente a settembre. Ancora dobbiamo decidere. Cercheremo di farlo evitando toni roboanti e comportamenti autoreferenziali. Ci piacerebbe fosse allo stesso tempo una festa allegra e un’occasione per riflettere su come dare nuove opportunità alle persone con disabilità. Speriamo di essere all’altezza dei tempi duri che ci attendono, per coltivare in concreto la nostra piccola utopia.

Grazie a tutti quanti ci sono stati e ci sono vicini. 

(c) Massimiliano Frascino

I soci fondatori del Comitato promotore della fondazione Il Sole (maggio 2002-gennaio 2005)
CASAGNI FRANCA, FRASCINO MASSIMILIANO, MARZOCCHI FRANCESCO, GUIDONI ANNA, RONCONI LORELLA, ANDREUCCI ALFREDO, GUERRI ROSANNA, MONACI ALESSANDRO, NORCINI MARIA GRAZIA, OLIVERO PAOLA, RUSTIGHI MARIA ELVIA, SCANDROGLIO MARCO, TARLATI BERNARDINA, VANNUCCINI ANDREA, BRANDOLINI MARINO, BOCCI ANDREA
Il primo Consiglio di amministrazione della Fondazione Il Sole (2005-2010)
FRASCINO MASSIMILIANO, MONACI ALESSANDRO, SCANDROGLIO MARCO, TARLATI BERNARDINA, GUERRI ROSANNA, CASAGNI FRANCA, VANNUCCINI ANDREA, CIANFERONI FLAVIA.
L’attuale consiglio d’amministrazione
ConsiglioGRUPPO PRIMA PIETRA-1

Novembre 2007 – posa della prima pietra della casa famiglia in viale Uranio


IRENE SCAMPORRINO: OGGI IL MIO 5° ANNIVERSARIO CON LA DISABILITA’, TANTI AUGURI A ME PER IL MIO 5°COMPLEANNO “DISABILE”.

Irene Scamporrino, neuropsicologa clinica, responsabile del progetto “Tempo Libero Non Tempo Vuoto” della Fondazione Il Sole Onlus di Grosseto, scrive un post particolare su Facebook: fa gli auguri a se stessa. Il 7 Gennaio, ricordando il giorno in cui iniziò il Servizio Civile Nazionale ed incontro’ “il mondo” delle diverse abilità e mi fa commuovere profondamente.  Irene scrive:

“Oggi tanti auguri a me per il mio 5° compleanno disabile, il mio 5° anno nella grande famiglia della Fondazione il Sole”

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Irene: “Il 7 gennaio 2010 è una data di grande svolta nella mia vita: il giorno in cui sono entrata nel mondo della disabilità. Una volta varcata alle 15 la soglia di casa di Lorella Ronconi, mi sono ritrovata nel bel mezzo di un vortice da cui non potevo uscire. Lei, come Virgilio con Dante, mi ha guidata alla scoperta di questo mondo trasmettendomi tutto quello che sapeva; non quelle nozioni che chiunque può leggere sui libri, ma le emozioni, il quotidiano, l’entusiasmo. Da lì è stata tutta una crescita, un affiatamento, un costruire relazioni. Oggi tanti auguri a me per il mio 5° compleanno disabile, il mio 5° anno nella grande famiglia della Fondazione il Sole”

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Il mio grazie è per te Irene, con il tuo entusiasmo, il tuo sorriso, la tua intelligente, ironica, determinazione mi hanno aiutata a crescere, ad essere e sentirmi più bella, forte; la tua stima e la mia erano abbracciate ed in crescita l’una per l’altra come doni scambiati senza che nessuna sapesse che stava cambiando la vita per l’altra, in modo indelebile e assolutamente migliore.

Irene Scamporrino  cominciò il suo cammino, appena laureata, grazie al Servizio Civile Nazionale ed al progetto “Arci Servizio Civile”, oggi è una psicologa esperta in neuropsicologia clinica, responsabile progetto Tempo Libero Non Tempo Vuoto, coordinatrice attività occupazionale ed esperta in programmi assistiti con la mediazione di animali (pet therapy ).

 FONDAZIONE IL SOLE

La Fondazione Il Sole persegue l’integrazione sociale delle persone diversamente abili. Ha realizzato una casa famiglia e un centro sociale a Grosseto. RICORDATI DI SOSTENERE LA FONDAZIONE CON IL 5X1000, scrivi il codice fiscale 920.536.00.539


UNO DEGLI ANGELI DELLA PASTA FRESCA RAGGI DI SOLE ADESSO CI SUGGERISCE LE RICETTE DEGLI IMPASTI DAL CIELO: SIMONE PELLEGRINI CI LASCIA A SOLI 33 ANNI

Il pastaio del Raggio di Sole muore

a 33 anni in ospedale.

Grande tristezza per noi della Fondazione, Simone per la sua bontà, gentilezza, dolcezza, empatia sapeva farsi benvolere immediatamente da tutti, era conosciuto in tutta la città.

“Simone Pellegrini aveva tenuto a battesimo il pastificio della Fondazione Il Sole a Grosseto, fin da piccolo soffriva di una cardiopatia congenita: i funerali a Roselle.

di Francesca Gori

GROSSETO.  Il cuore di Simone non ce l’ha fatta ad aspettare l’arrivo dell’anno nuovo. Ha battuto per l’ultima volta la notte tra sabato e domenica, nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Grosseto. Quel cuore ballerino che lo accompagnava da quando era nato, a causa di una grave malformazione, si è fermato per sempre. È morto cosìSimone Pellegrini, 33 anni, uno dei fondatori della cooperativa Raggio di Sole della Fondazione sul viale Uranio.

Simone viveva con la mamma Sonia a Roselle e sia nella frazione che in città lo conoscevano tutti. Per l’impegno con la Fondazione e con la cooperativa, alla quale si era dedicato per mesi prima che il suo cuore tornasse a fare le bizze un po’ più spesso del solito. Simone si muoveva con la sua piccola auto a tre ruote e non mancava occasione per fermarsi a fare due chiacchiere con chi trovava: tra Roselle e Grosseto, quella strada che congiunge la frazione al centro, gli aveva fatto conoscere tantissime persone poi diventate amiche. Persone con le quali alleggerire i momenti di dispiacere e consapevolezza di quel cuore che non se l’era mai inteso di battere il tempo come avrebbe dovuto.

Da qualche settimana le sue condizioni si erano aggravate. Era stato ricoverato in Rianimazione, poi, per qualche giorno era stato sottoposto a tutti gli accertamenti anche nel reparto Utic. Fino alle ultime ore, quando il battito del suo cuore è diventato più flebile.

La salma di Simone ieri è stata portata all’obitorio del Misericordia dove il via vai di gente è stato continuo. La mamma Sonia, che lo ha cresciuto e seguito ogni giorno con l’amore che si riserva a un figlio, ha voluto ringraziare tutte le persone che si sono affacciate a dare l’ultimo saluto a suo figlio.

Dopo l’esperienza alla Cooperativa Raggi di Sole, Simone aveva deciso di cimentarsi in un altro lavoro e stava seguendo l’iter per l’inserimento come bidello alla scuola elementare di via Sicilia.

Una novità, questa, che aveva riacceso le speranze del ragazzo. Poi però, la sua cardiopatia dilatativa, che lo accompagnava fin da piccino, si è aggravata e Simone è stato ricoverato.

Oggi, gli amici della Fondazione Il Sole e tutte le persone che lo hanno incontrato nella sua breve vita potranno dargli l’addio alla chiesa di Roselle dove alle 14,30 saranno celebrati i funerali di Pellegrini.

Francesca Gori”

Tratto da http://iltirreno.gelocal.it/


LA RETE ESCE FUORI DAL VIRTUALE E UNISCE: “LORELLIAMOCI!” SI INCONTRA A GROSSETO ANCORA UNA VOLTA

2° MEETING  INTERNAZIONALE  LORELLIAMOCI!®

Il Brand passa attraverso 715 Lorella iscritte ad un gruppo Facebook

ed è diventato “2° Meeting Internazionale”

a  Grosseto il 18 Maggio 2014

Oltre 85 donne di nome Lorella, alla “FONDAZIONE IL SOLE-Onlus” 

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LA RETE ESCE FUORI DAL VIRTUALE E UNISCE:

Una joint  tra socializzazione, gioia, solidarietà e promozione del territorio”

Esiste su Facebook un gruppo particolarissimo, che chiede una sola cosa ai suoi iscritti:  “Chiamarsi Lorella all’anagrafe” è da questo prima regola che il Gruppo “LORELLIAMOCI!®“ è stato fondato, solo allo scopo di riunire tutte le Lorella del mondo Condicio sine qua non!!!!”.

Record di partecipazione al 2º raduno delle “omonime” Arrivano da tutta Italia (e non solo) e aiutano la Fondazione

 Il Gruppo si sviluppò con uno spirito goliardico e senza nessuna pretesa, con la voglia di vedere quante persone si chiamano Lorella. In brevissimo tempo il gruppo LORELLIAMOCI! (il nome originale è scritto tutto in maiuscolo con l’esclamativo accanto) nato sulla rete, diventa un punto di riferimento, un forum, uno scambio di idee, di ricette, di consigli, di proposte, di rimedi e di consulenze. Purtroppo, a volte nel reale ciò non accade più, capita di non conoscere nemmeno  il vicino di casa o di essere chiusi in noi stessi perdendo il senso del bene per l’altro. Nel gruppo “LORELLIAMOCI!”  da anni ci si racconta, ci si confronta, ci si da forza dando e ricevendo consigli nei momenti duri del quotidiano:  un gruppo di auto-aiuto “nasce” così dalla rete che, spesso, appare futile e frivola agli occhi di molti che non colgono la sua “essenzialità.

Con  il  tempo  le Lorella iscritte diventano sempre di più, fino a diventare, oggi 715 iscritte.

 

di Sara Landi da http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2014/05/19/news/festa-e-solidarieta-per-85-lorelle-alla-casa-de-il-sole-1.9260855

GROSSETO. Per chiamarsi usano il cognome come ai tempi della scuola. Il nome da solo non basta perché le 85 donne che si sono date appuntamento a Grosseto nel weekend hanno storie e vite diverse, ma una cosa in comune: il nome Lorella. E da oggi il meeting annuale delle Lorelle d’Italia e del mondo, Lorelliamoci!, è perfino un marchio registrato, a prova di imitazione.

Il megaraduno si è svolto ieri per il secondo anno consecutivo a Grosseto nella sede della Fondazione Il Sole di viale Uranio, ma è cominciato già sabato con l’accoglienza delle iscritte che arrivavano dalle regioni più lontane e che hanno partecipato agli eventi del Passione Maremma Wine and Food Shire in centro storico.

Oltre al gruppo nutrito delle Lorelle arrivate in treno, c’era anche la 44enne Lorella Murino che per partecipare al raduno è partita addirittura dal Lussemburgo dove è nata e dove vive col marito e il figlio. «Sono sarda _ dice la signora Murino _ ma sono cresciuta in Lussemburgo dove ho frequentato le scuole italiane perché così voleva mio padre. È stato lui a decidere il mio nome in omaggio alla meravigliosa attrice Lorella De Luca. Faccio parte del gruppo Lorelliamoci! da un po’ ma è la prima volta che partecipo al raduno ed è un’esperienza bellissima e divertente».

A portare i saluti del Comune di Grosseto alle Lorelle, l’assessore alle politiche sociali Antonella Goretti. A fare gli onori di casa c’era invece il presidente della Fondazione Il Sole Massimiliano Frascino che ha esordito con una battuta. «Se continuate a crescere così _ dice Frascino alle Lorelle _ il prossimo anno il raduno lo dovremo fare in un hangar dell’aeroporto».

Rispetto all’anno scorso il numero delle partecipanti è infatti notevolmente cresciuto e dal raduno in un giorno solo le Lorelle hanno deciso di passare a un intero weekend dedicato alla loro reunion.

Il presidente Frascino ha riservato una sorpresa al gruppo: le 12 Lorelle che fanno parte del comitato organizzativo del raduno (a cui hanno lavorato senza sosta negli ultimi mesi) sono da ieri ufficialmente socie partecipanti della Fondazione Il Sole.

«La figura del socio partecipante è prevista dallo statuto della Fondazione _ spiega Frascino _ ed è un riconoscimento a coloro che ci sostengono o finanziariamente o con iniziative e progetti». Come lo scorso anno infatti il ricavato dell’iniziativa sarà devoluto alla Fondazione Il Sole, alla quale il gruppo Lorelliamoci! dà regolarmente una mano sostenendone le attività. Ciò è stato reso possibile anche dal contributo generoso dei 44 sponsor tra negozi e aziende che hanno fornito prodotti, premi e gadget per la lotteria. Le Lorelle hanno però deciso quest’anno di destinare una parte del ricavato anche al piccolo Guglielmo. Il gruppo Facebook Lorelliamoci! (tre amministratrici, tra cui la nostra Lorella Ronconi oltre a Lorella Fagiolini e Lorella Froio) è nato cinque anni fa e conta oggi 716 iscritte. Unico requisito richiesto per esserci: chiamarsi Lorella.

«Il gruppo Facebook è un luogo che di virtuale ha ben poco _ spiega Lorella Ronconi _ Ci confrontiamo, ci aiutiamo, ci diamo forza nei momenti difficili così come condividiamo quelli belli. E poi ognuna mette a disposizione conoscenze e competenze. È un mutuo aiuto fatto con gioia e con il cuore». Il gruppo è diventato ormai internazionale con iscritte dalla Svizzera, dalla Francia, dal Brasile e dal Sudafrica.

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Le ideatrici: Lorella Fagiolini non conoscendo bene l’uso di Facebook chiese a Lorella Ronconi che assieme a lei, creò il gruppo, di seguito arrivò anche Lorella Froio ed ecco le tre amministratrici cominciarono a trovare man mano sempre più donne con il loro nome che chiedevano di entrare a far parte del gruppo.

Il nome Lorella ha avuto, più o meno, due “momenti di gloria”:  il primo, negli anni ’60, grazie all’attrice  Lorella De Luca, e il secondo, intorno agli anni ’80 per la fama di  Lorella Cuccarini (che si chiama così per merito di Lorella De Luca).

Tutte le Lorella ringraziano LORELLA DE LUCA,
l’attrice scomparsa in questo anno:
grazie alla sua fama e bellezza, Brand negli anni ’60,
dobbiamo a lei questa nostra gioia, oltre che il nome!


DA GROSSETO LE RIFLESSIONI SUL DIRITTO ALL’AMORE PER LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI IN PARLAMENTO CON UNA RISOLUZIONE DELL’ONOREVOLE ILEANA ARGENTIN

DA GROSSETO LE RIFLESSIONI SUL DIRITTO ALL’AMORE PER LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI IN PARLAMENTO CON UNA RISOLUZIONE DELL’ONOREVOLE ILEANA ARGENTIN.


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