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IL BASEBALL? NEL SUO STADIO, TRA TIFOSI E GIOCATORI, HO IMPARATO LA VERA INTEGRAZIONE

“Negli spalti, tra i tifosi di baseball, per i tifosi, per i giocatori, per i manager, ero Lorella e basta. Non c’erano offese al mio corpo ma solo tifo, abbracci e generosità: il baseball anno dopo anno, mi ha insegnato a non vergognarmi e mi ha seguito, sempre, permettendomi di essere me stessa, donna intera.”

Il “Grazie al baseball e al softball” di Lorella Ronconi

Tratto dal sito della Federazione Italiana Baseball e Softball

Nata nel 1962 a Grosseto, dal 1991 vive in carrozzella. Ma non ha rinunciato a una vita attiva e dal 2006 è Cavaliere della Repubblica. La sua lettera ci commuove e ci rende orgogliosi di far parte di questo mondo

 

Lorella Ronconi è nata a Grosseto nel 1962. E’ affetta da una gravissima malattia genetica ossea: la pseudoacondroplasia poliepifisaria. Dal 1991, dopo un’ischemia midollare, vive parte della sua giornata a letto, parte in carrozzella. Ma ha una vita comunque molto attiva e dal 2006 è Cavaliere della Repubblica. Ci ha indirizzato questa bellissima lettera, che volentieri pubblichiamo.

collage_baseballLEGGI LA BIOGRAFIA di LORELLA

“A distanza di tanti anni, ora che sono grande, diciamo, comunque più coraggiosa e forte, vorrei dire olanciare il mio GRAZIE al baseball e al softball, per tutto quello che mi hanno permesso di essere. Sono una donna di 53anni, affetta da una rara e gravissima malattia progressiva alle ossa che mi costringe a passare gran parte della mia giornata a letto con poche ore d’ariavissute in carrozzella. Ormai non posso più viaggiare né utilizzare mezzi di trasporto, a causa di 2 barre nella colonna vertebrale e uno scatafascio di ossa rotte che si infiammano con molta facilità.
Non viaggio più, ma ho una vita movimentata grazie alla mia voglia di comunicare, grazie a internet e ai miei molteplici impegni: sono tra i membri fondatori di una associazione Onlus (Fondazione il Sole) che si occupa del dopo di noi per le persone diversamente abili, sono stata Commissario della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Grosseto, blogger,content manager e lavoro allo sportello info-handicap dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del Comune di Grosseto. In un certo senso, però, continuo a viaggiare e lo faccio attraverso le poesie che scrivo, nelle quali raccolgo emozioni belle di vita, per dare emozioni belle di vita, in un mondo in cui esse sembrano inutili. Perché senza le emozioni belle, l’essere umano perde la sua umanità.

Tutta la mia esistenza è stata legata alla sofferenza, alla disabilità, all’ignoranza umana che spesso mi ha fatto sentire trasparente, se non inutile. Ho avuto però la fortuna di conoscere un mondo diverso, oltre a a quello condiviso con la mia famiglia e gli amici, un mondo in cui crescere senza discriminazionioffese, un grande mondo: lo stadio di baseball.
Il baseball mi fece innamorare nell’adolescenza, quando fui per caso invitata da un’amica ad assistere a una partita. A quei tempi camminavo ancora un pochino, ma essendo piccola e già in difficoltà con le ossa, mi muovevo con una minuscola biciclettina rosa. Ero emozionata e vergognosa di andare allo stadio e salire sulle gradinate portandomi dietro la biciclettina, quel primo giorno, non conoscendo per nulla quello sport. Fu un amore immediato, un coup de foudre: i giocatori visti dall’alto sembravano piccoli soldatini,principi che andavano a conquistare il castello e correndo segnavano il punto con grande gioia e calore dei tifosi. Una scacchiera strana, quel pentagono storto, ma un piacere per gli occhi stare a guardare il bel verde brillante che circondava la terra rossa. L’odore di erba tagliata era come una carezza per i miei sensi. Il rumore del guantone quando riceveva il lancio mi faceva da richiamo, come lo stesso rumore della mazza quando toccava la pallina. E sì, questi erano i rumori più belli e furono i suoni di vita, i miei suoni vitali per ogni mia stagione che cominciava: l’arrivo della primavera e del caldo placava i dolori alle mie ossa e i primi rumori del baseball in allenamento mi ricordavano che presto sarei entrata dentro lo stadio a seguire le partite, e sarei stata normale. Normale, che grande parola! Ora è una parola ovvia per me, ma l’ho imparata tra le tribune: lì ogni volta non ero la Lorellina piccina (sono alta un metro e venti), poverina, guarda come è concia, ma ero una tifosa, una come tanti, una persona intera; normale, appunto. Tra gli spalti, tra i tifosi di baseball, per i tifosi, per i giocatori, per i manager, ero Lorella e basta. Non c’erano offese al mio corpo ma solo tifo, abbracci e generosità: il baseball anno dopo anno, mi ha insegnato a non vergognarmi e mi ha seguito, sempre, permettendomi di essere me stessa, donna intera.

Nel dicembre 2014, alla presentazione della ristampa del mio primo libro di poesie, sono stati mieitestimonial dei grandi amici che rappresentano la mia vita: l’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta, il critico cinematografico e letterario Fabio Canessa e il grande lanciatore del mio amato sport Roberto Cabalisti. Questo a dimostrare e ufficialmente a dire a tutti che è merito di un grande sport, dei suoi tifosi ma anche dei suoi giocatori, che Lorella Ronconi è arrivata ad essere quello che è. Quel giorno emozionante, davanti ad una platea di intellettuali, parenti, amici, c’erano anche i volti di molti grandi: Vic Luciani, Lucio Tirri, Beppe Massellucci… A proposito di Beppe Massellucci, il mitico #44, vorrei aprire una parentesi anche sull’etica che questo sport trasmette a chi lo gioca: forse è un caso, non so, ma quanti sanno che la mia vita, soprattutto dopo la grande operazione alla colonna vertebrale, è stata coloratadall’affetto silenzioso di tanti giocatori di baseball? Molti altri giocatori sono rimasti in contatto con diverse persone diversamente abili, nonostante gli anni passati. Per discrezione non faccio i nomi, ma posso parlare di coloro che mi hanno regalato cure di affetto e sostegno nei vari momenti della mia vita, in umiltà e senza scalpori mediatici. Beppe Massellucci (adesso lo posso dire) mi donò la divisa, il famoso #44 con il quale vinse lo scudetto a Rimini. Scelse me e mi trasformò in Regina, un dono e un ricordo che ancora mi fanno emozionare. Mi fermò un giorno e mi disse che avrebbe avuto piacere di regalare la sua divisa a me, poiché da sempre mi aveva vista presente alle partite con la mia biciclettina per ore ed ore senza mai abbandonare lo stadio, e che avrebbe voluto lasciare lo sport agonistico sapendo che la sua divisa l’avevo io. Quel gesto mi fece sentire la più famosa delle famose, alta un metro e novanta!

Sì, Giuseppe Massellucci mi aveva incoronata Regina dello stadio e io, comprendendo la suariservatezza, non l’ho mai raccontato prima di adesso: sapevo che era un gesto che non voleva essere spettacolarizzato o strumentalizzato.
Stefano Cappuccini, infermiere, in uno dei miei tanti ricoveri, un mattino di Natale mi fece trovare a sorpresa accanto al letto la sua mazza da baseball firmata. Fu il regalo dei regali, tra flebo e dolori capii che il baseball era sempre accanto a me….non mi avrebbe mai lasciata.
Roberto Cabalisti, che da molto tempo mi affianca aiutandomi, rincuorandomi, incoraggiandomi, facendomi compagnia con le sue telefonate.
Beppe Carelli, che mi aiuta a distanza, con la sua grande capacità informatica, sempre pronto a rispondere ai miei problemi telematici.
Francesco Casolari, Lucio Tirri, Vic Luciani, Claudio Sabatini, Gabriele Ermini…tanti sono i nomi di giocatori e tecnici che continuano a sostenermi nella vita. Sì, qualcuno dice che il baseball rende eterni bambini…. forse, ma anche grandi persone di cuore e coraggio, perché non ne fanno uso mediatico, ma solo cura e passione. Questo gioco ha incontrato la mia vita, col baseball ho avuto la fortuna di trovare uno spazio nel quale la mia esistenza era completamente considerata nella suainterezza. Ancora oggi mi sento a casa in quel luogo dove l’erba è tagliata di fresco, la terra rossa e il pentagono sono un tutt’uno con i suoi Cavalieri.

Grazie al baseball italiano, grazie al baseball, grazie ancora a quei tifosi che mi hanno incoraggiata, a tutti quei giocatori che mi hanno donato sorrisi e ancora silenziosamente mi stanno vicino con tanto rispetto. Il baseball, una grande filosofia di vita, un grande sport in cui esistere, che tutti noi appassionati possiamo adoperarci per non cancellarlo dalla storia e farlo fiorire ancora di più nel futuro, per le future vite.  Lorella Ronconi”    

Da F.I.B.S: http://www.fibs.it/it/news/nazionali-baseball/38344-il-grazie-al-baseball-e-al-softball-di-lorella-ronconi.html

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BAMBINA MIA, I MIEI DONI SONO LA FOLLIA, IL CORAGGIO, L’IRREQUIETEZZA, UNO SGUARDO CURIOSO, LA TENACIA DELLE FORMICHE, UN NASO DOTATO DI MEMORIA, UNA BOCCA CHE SORRIDA

IMG_13-11-01_01-53-02[1]…“Bambina,” cominciò Milagros con la solennità di una sacerdotessa, “i miei doni sono la follia, il coraggio, l’ambizione e l’irrequietezza. La fortuna degli amori e il delirio della solitudine. Il gusto per le comete, per l’acqua e per gli uomini. Desidero per te intelligenza e ingegno. Uno sguardo curioso, un naso dotato di memoria, una bocca che sorrida e maledica con precisione divina, gambe che non invecchino, un pianto in grado di restituirti la fierezza. Ti auguro di avere il senso del tempo che hanno le stelle, la tenacia delle formiche, il dubbio dei templi. Spero tu abbia fede negli auguri, nella voce dei morti, nella bocca degli avventurieri, nella pace degli uomini che dimenticano il proprio destino, nella forza dei tuoi ricordi e nel futuro come promessa che contiene tutto ciò che non ti è ancora accaduto. Amen.”

ANGELES MASTRETTA

10 righe da pagina 21

MALE D’AMORE
FELTRINELLI


IL CORAGGIO DI ANDARE AVANTI

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Ho imparato che il

successo non è definitivo, il fallimento non è fatale, ciò che conta è il coraggio di andare avanti. Osservando questa piantina, fotografata stamani, vedo tanta bellezza e una forza che va oltre, superando ogni catrame e cemento: il coraggio di andare avanti.
Quanto è falsa l’arroganza dei grandi successi materialistici e quanto splende la povertà dell’umiltà, non credete?

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© Lorella Ronconi

Scritto con WordPress per Android da © Lorella Ronconi


#ECCHECCAZZO! URLO “TRIBALE”, LA PAROLA/IMPEGNO 2016 CHE ACCOMPAGNERA’ IL MIO CAMMINO, NON SI DICONO PAROLACCE, MA SON MAREMMANA DOC E ANCHE MOLTO “SIRENA GUERRIGLIA” ALLA RICERCA DEL BENE

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Questo è il mio urlo tribale maremmano per iniziare l’anno nuovo, è la parola che mi accompagnerà questo mio 2016 per sconfiggere la paura, le paludi dell’indifferenza, per reagire alla sofferenza.

Inizio ogni anno nuovo con una parola come proposito, fioretto, impegno, affinchè mi sia di sostegno, una parola che mi accompagni per tutto l’anno. Il 2014 fu coraggio. Il 2015 presi con me ‘determinazione’ nei momenti di sconforto me la sono ripetevo e mi dicevo: “Determinazione, Lorella, hai preso un impegno con te, non mollare!”. Questo anno ho scelto questa, me l’ha detta una carissima amica come saluto per l’anno vecchio, ed io, illuminata, me la sono presa come “bastone di Mosè”.

Non è buona educazione dire parolacce, ma in Maremma (sono maremmana doc) ha valore meno osceno, chiedo perdono a chi la vedrà come brutta parola, ma io la urlero’ con me tutto il 2016.

La dono a voi, come regalo per questo nuovo cammino da affrontare, che diventi la forza di tutti, virale, per non cedere, per non abbattersi, per sorridere, per non farci omologare, per rimanere controcorrente, per  essere se stessi e per amare, oltre ogni limite il bene e combattere l’ignoranza.

Ah ahh,  si, #eccheccazzo, urliamolo alla vita che è difficile, alle malattie che non ci mollano, ai medici menefreghisti, agli amici che tradiscono, ai banchieri che ci fregano, ai politici che si ingrassano, ai dirigenti che si comprano poltrone, a tutti quelli che cercano di frenare la nostra storia, la nostra onestà, la nostra forza e ingenuità… Noi non molleremo mai in questo 2016, #eccheccazzo, sorridiamo e andiamo avanti  con fierezza e regalità… #eccheccazzo!

Mi impegno: io non mollerò, non cederò, non cambierò me stessa nemmeno nei momenti di sofferenza, ci provo, #eccheccazzo, andrò avanti assieme a tutti voi, dai, resistiamo onestà, buon senso, ingenuità, sogno, desiderio, coraggio, indignazione, fattività, #eccheccazzo!

Viva questo nuovo cammino, viva il 2016… #ecchecazzo!

Lorella Ronconi


VALENTINA “CETRIX”, LA RAGAZZA CHE NON CEDE ALLA NEUROFIBROMATOSI, LEI COMBATTE “GUERRE” QUOTIDIANE CONTRO I TUMORI NEL SUO CORPO, SORRIDENDO ALLA SUA VITA CON REGALE DETERMINAZIONE

Valentina “Cetriolina Canaglia”, detta Cetrix, è il nick di una stupenda ragazza di 29 anni che ho conosciuto su Facebook, un incontro fotonico con una donna veramente stupenda, di meravigliose ed eccezionali intelligenza, ironia e determinazione, una storia ed una vita che non possono essere taciute, ma, anzi, incontrate.

Valentina è affetta da una gravissima, crudele, malattia rara: la neurofibromatosi, una patologia oncologica degenerativa, che a tutt’oggi non ha cura, solo una escalation di interventi chirurgici, per contrastare i tumori che non smettono di riproporsi in continuazione, una assurda patologia fatta da sofferenze e viaggi, non certo turistici, di ospedale in ospedale, alla ricerca di una “sosta” al riapparire dell’ennesimo cancro, che come dice lei: “Occupa senza permesso il mio corpo”.
Una “combattente” vera che convive quotidianamente con una delle peggiori malattie, una persona che non ha mai perso la voglia di vivere, ma che, anzi, ama la sua vita a tal punto che se dovesse scegliere tra il guarire e rimanere come è preferirebbe restare “nel suo stato” perchè è grazie al cammino percorso che “Valentina è ciò che è adesso”.

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Ecco Valentina cosa racconta di se, leggiamo e riflettiamo un momento sul ciò che ha consistenza nel quotidiano e su ciò che ci propone il bieco marketing commerciale come tipologia di donna perfetta, io trovo che la perfezione sia estremamente  più vicina a lei.

“CARA LORELLA, NON E’ FACILE SPIEGARE IN POCHE RIGHE 29 ANNI D LOTTE CONTINUE MA CI PROVERÒ! MI CHIAMO VALENTINA GLI AMICI MI CHIAMANO CETRIX SONO NATA IL 9 FEBBRAIO 1987 A LEGNANO.
ABITO IN UN PAESINO IN PROVINCIA DI MILANO, ALLORA NON ERA UN GRAN CHE LA CONOSCENZA DEI DOTTORI NELLE MALATTIE RARE INFATTI È STATA DURA CAPIRE COSA MI STESSE CAPITANDO, FINO AI 13 MESI ERANO CONTINUE BRONCHITI, POLMONITI E BRONCOPOLMONITI NIENTE CHE LASCIASSE PENSARE A QUALCOSA DI GRAVE MA POI É ARRIVATA LA DIAGNOSI: NEUROFIBROMATOSI, UNA PATOLOGIA ONCOLOGICA DEGENERATIVA INCURABILE, DA QUEL MOMENTO E’ STATO UN CONTINUO CERCARE OSPEDALI CHE POTESSERO AIUTARMI.
SIAMO ARRIVATI IN SVIZZERA, BOLOGNA, VICENZA, MODENA, PAVIA, MILANO ALL’ETÀ DI 9 ANNI HO COMINCIATO A SUBIRE INTERVENTI CHIRURGICI A SCHIENA E TORACE: FIN’ORA HO SUBITO 22 INTERVENTI E SONO IN ATTESA D FARNE ALTRI.
HO UN POLMONE CHE HA SMESSO D FUNZIONARE PER LA DEFORMAZIONE AL TORACE E SCHIENA, HO VARI TUMORI CHE OCCUPANO SENZA PERMESSO IL MIO CERVELLO, IL MIO MIDOLLO, LE MIE OSSA, IL MIO POLMONE, LA MIA GOLA, LA MIA BOCCA E TANTI ALTRI ORGANI!
HO RECENTEMENTE PRESO UN INFEZIONE IN OSPEDALE E DI CONSEGUENZA HO SUBITO L’ASPORTAZIONE DELL’OCCHIO SINISTRO, HO PERSO PARTE DELL’UDITO A SINISTRA, PERCHE’ I BATTERI HANNO MANGIATO IL SETTO NASALE E ANCHE IL NASO!
PER MUOVERMI DEVO USARE LA CARROZZINA PERCHÉ HO L’ATROFIA MUSCOLARE TREMORI DOVUTI A DANNO CEREBRALE PER IL  TUMORE, LE SCARICHE ELETTRICHE ALLE GAMBE MI FANNO CADERE QUINDI USO LA CARROZZINA PER USCIRE E IL BASTONE PER PICCOLI TRAGITTI.
LA MIA VITA È MOLTO DURA E A VOLTE EMOTIVAMENTE STANCANTE SOPRATTUTTO QUANDO TROVI DOTTORI CHE NON CREDONO ALLA TUA SOFFERENZA PERCHÉ NON MI VEDONO COME UNA PERSONA MA SOLO COME UN NUMERO, PARLANO STATISTICAMENTE E ALLORA LE BARRIERE DIVENTANO DUE: LA MALATTIA E LE DIFFICOLTÀ CHE I DOTTORI TI REGALANO.
IO NON DICO CHE SIA FACILE FARE LA MIA VITA E CHE TUTTO SIA YUPPIE YIPPI MA NON POSSO NEANCHE DIRE CHE TUTTO FA SCHIFO, IO AMO LA MIA VITA, SE DOVESSI SCEGLIERE TRA GUARIRE O TENERE TUTTO COSÌ PREFERISCO TENERMI TUTTO, PERCHÉ E’ GRAZIE ALLA MALATTIA CHE SONO LA PERSONA CHE SONO DIVENTATA FORTE, SENSIBILE ALLA SOFFERENZA ALTRUI E AUTOIRONICA E IRONICA, SOPRATTUTTO NEL MOMENTO PEGGIORE!
DA QUANDO SONO PICCOLA CHE HO IMPARATO CHE LA BABBA-THERAPY AIUTA TANTISSIMO, GRAZIE A QUESTO QUANDO LA SITUAZIONE È NERA ORA RIESCO A TROVARE L’ANGOLINO DI COLORE!
VALENTINA
Valentina, incredibile Cetrix, una ragazza, bella ma talmente bella e forte da abbagliare con la sua luce tutti i quotidiani targettizzati dagli spot che i media ci propongono, Valentina così bella da essere davanti a noi “Regina” con la maiuscola, regina vestita da regale dignità, vincente, lottatrice che illumina le persone che incontra, anche attraverso la rete, quanto vorrei che il mondo fosse pieno di persone con questa meravigliosa forza e positività! Cetrix è davvero speciale, andate a salutarla se passate dalla rete, attenzione però, la pietà non è gradita, la pietà pelosa lasciamola nella differenziata.

TU NON SEI DIVERSA, SEI UNICA, NEL BENE E NEL MALE, LA TUA VITA E’ UN MIRACOLO

“Non sentirti diversa. Tu non sei diversa. Sei unica. Nel bene e nel male. Coccola il tuo bene, sopporta il tuo male. E ringrazia sempre di essere come sei. Persino quando esserlo significherà soffrire con un’intensità superiore a quella di qualcun altro.” Massimo Gramellini

collageruote

Il dolore vinto con la tua determinazione risplenderà fulgido, dandoti nuova linfa, come ferro battuto sotto il fuoco concente. Non cedere allo sconforto, sei bellissima, sei unica e irripetibile, vincente, anche tra le lacrime. Amati, abbraccia la tua vita con dignità, alza la testa, sorriditi, solo tu conosci nel profondo la tua sofferenza e il tuo cammini, sei differente tu, abbi cura di te! 
© Lorella Ronconi

 

 


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