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AMORE DI GATTO: GINO NON AMA SECONDO GLI STEREOTIPI

“Io so che il tuo amore per me ed il mio per te non hanno confini, limiti, barriere.

20140624_103401 d Lorella e Gino - 6 Giugno 2014

Ci staremo a fianco senza accorgerci che siamo uno differente dall’altro, perchè solo l’AMORE è l’UNICA cosa UGUALE che ci INTERESSA e ci UNISCE”  

Lorella Ronconi

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UN VALOROSO TRICOLORE : IL RICORDO DI UNA INSOLITA FILA IN UN LONTANO DUE GIUGNO

Quel Due Giugno, in fila per comprare dei francobolli, il valore della cultura che avevo ricevuto mi venne insolitamente “incontro” al volto con un messaggio del corpo fondamentalmente accogliente:  “Sei un nulla ed io me ne frego, anzi, nemmeno ti ho vista”.

tricolore di maremma jeroule

Ero in un negozio di tabacchi anni fa,  il fondoschiena di un cotal signore, che, fiero del suo essere alto e grosso,  mi si muoveva dondolando davanti,  in base alla voce, immaginavo la pancia davanti: doveva essere come gelatina tremolante in un tutt’uno con quell’insolito  “tricolorante dietro” .

Il tipo non si era minimamente accorto di me, piccola formichina in carrozzella, inserita con precisione, in fila indiana, dietro alla sua dominante “proporzione”. Ho aspettato con pazienza, ho accennato colpi di tosse per accennare con un minimo di educazione la mia presenza.
Io, altezza “carrozzella” costretta a fissare quel maleducato “tricolore” da vicino; la mia faccia a pochi centimetri da quel “pretenzioso dietro” minacciante.

Chiedo con vocina educata:  “Permesso…?”.  Il tipo sente guarda dietro di se, ma alla sua altezza, nel movimento la sua “potentezza” si avvicina, quasi  un passo indietro ed ecco: “Ora mi cade addosso”, penso e urlo: “Scuuuusi! Alloraaa?!!”

La mia voce  arrivò ma il sig. “altezza vatussa” continuò a guardare alla sua altezza a destra e manca ed io accettai di buon grado di essere disabilmente differentemente fragilmente il nulla che lui non aveva minimamente visto.

Ovviamente quel “tricolore di alta cultura” doveva rimaner per sempre nei ricordi,  così con il guizzo silenzioso della mia mano – invisibile per il vatusso – con tutta calma, aprii il cellulare e sotto gli occhi sbigottiti dei clienti, ormai ridenti, in fila dietro me, scattai con maestria una foto a ciò che i miei sensi stavano valutando in modo elaborato da minuti.

In fila, in attesa del mio turno, quel giorno, davanti a quell’insolito tricolore quasi spiaccicato sulla mia faccia, mi venne in mente quanto valore avesse. Quanta disperazione, guerra,  lacrime, quante vite spezzate portasse nella sua eredità, assieme alla forza, intelligenza, coraggio e quanti pace e ricchezza morale hanno realizzato, per me, per un intero popolo, e ringraziai con il pensiero, quel signore sconosciuto, che con il suo strano abbigliamento davanti al mio viso, mi aveva permesso di far memoria della mia memoria.

Grazie a chiunque abbia, pensato, agito, pianto, lottato e con coraggioso amore, lasciato la propria vita per donar alla mia vita, e quella di quel signore, un valoroso tricolore!

Lorella Ronconi


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