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IF « AND – WHICH IS MORE- YOU’LL BE A MAN, MY SON!»

Are losing theirs and blaming it on you;
If you can trust yourself when all men doubt you,
But make allowance for their doubting too:
If you can wait and not be tired by waiting,
Or being lied about, don’t deal in lies,
Or being hated, don’t give way to hating,
And yet don’t look too good, nor talk too wise;

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If you can dream—and not make dreams your master;
If you can think—and not make thoughts your aim,
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same:
If you can bear to hear the truth you’ve spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build ‘em up with worn-out tools;

If you can make one heap of all your winnings
And risk it on one turn of pitch-and-toss,
And lose, and start again at your beginnings
And never breathe a word about your loss:
If you can force your heart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on when there is nothing in you
Except the Will which says to them: “Hold on!”

If you can talk with crowds and keep your virtue,
Or walk with Kings—nor lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you,
If all men count with you, but none too much:
If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds’ worth of distance run,
Yours is the Earth and everything that’s in it,
And—which is more—you’ll be a Man, my son!

 » (Rudyard Kipling, If)

 If – Ascolta l’audio qui

Reading of the poem If-, by Rudyard Kipling – 1895

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Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!”

Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

 » (Rudyard Kipling, Se)

– {{Information |Description=Reading of the poem If-, by Rudyard Kliping |Source=Own work by uploader |Date=Feb 9, 2009 |Author=Luis.imperator |Permission=public domain |other_versions= }} [[Category:Rudyard Klipin –

 

 

 

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LA BATTAGLIA CONTRO IL NULLA DI ANDREA BES

“Le uniche barriere che so di non poter superare sono quelle mentali, quelle che fanno credere ai “normodotati” di esserci superiori, mettendo così un abisso di pregiudizi idioti tra loro e noi disabili… per tutte le altre mi bastano tenacia, buona volontà e un po’ di senso pratico” (Andrea Bes)

Andrea Bes, un giovane uomo di Giaveno (To) di grande profondità e generosa creatività, ha pubblicato il suo primo libro “La battaglia contro il nulla” (Echos Edizioni) , una interessantissima raccolta di immagini in parole e sensazioni appuntate nel corso degli anni. Un libro da leggere, interessante, che offre riflessioni importanti, da una differente prospettiva. Andrea, persona intelligenza e forza, è riuscito ad andare oltre gli stereotipi che inquadrano una persona disabile, chiusa in casa, invisibile muta, silente. Andrea, con grande coraggio ed energica passione, si è dedicato alla comunicazione, infatti cura e gestisce diverse pagine/gruppi Facebook e scrive, con collaborazioni, in diversi giornali online, sul tema della disabilità.

impegnativaLa battaglia contro il nulla è una raccolta di sensazioni, di immagini in parole che Andrea Bes ha scritto nel corso di mesi. La vita di tutti i giorni, i ricordi d’infanzia, le difficoltà che la burocrazia impone sono alcuni dei temi che man mano affronta in questo zibaldone di pensieri. Con una scrittura brillante e ironica ci apre gradualmente le porte di un mondo che non si può conoscere, ma soltanto intravedere grazie alla sua guida. Talvolta sono percezioni improvvise, parole che scaturiscono inaspettate da un disagio o da una grande gioia. Altre volte sono frutto di lunghe riflessioni, di analisi accurate di ciò che il confronto con il mondo non può che provocare, in una mente sensibile e recettiva come la sua. In altri casi ancora, questi brevi scritti sono una sofferta ricostruzione di ciò che non sempre è facile delineare, finché non viene tradotto in parole, non viene messo nero su bianco.

Autore:

Andrea Bes è nato a Giaveno, dove risiede tutt’ora, nel 1975. Affetto da SMA III (Atrofia Muscolare Spinale, di tipo III), malattia che gli viene diagnosticata nel 1977, conduce una vita attiva come gestore di pagine,  gruppi Facebook e collaboratore di giornali on-line sul tema della disabilità.

Editore: Echos Edizioni

Aquista adesso il libro, clicca qui


LORELLA RONCONI, ATTIMI, TRA MERIDIANI E PARALLELI, PRESENTATO A PRINCIPINA A MARE (GR)

 

Martedi 19 Luglio 2016 l’evento nel litorale della Maremma Toscana.
Con Lorella, hanno partecipano all’evento, il critico Fabio Canessa, Paola Salvestroni, Esther Giuggioli, Bruno Crucitti e Alessandro Zanaboni

Un nuovo viaggio della poetessa maremmana, fatto di “attimi” che scorrono immaginari, immaginati, tra i meridiani e i paralleli di un planisfero; il viaggio di una donna che sceglie la poesia come veicolo di comunicazione perché crede che essa, arte povera, sia il mezzo migliore per trasmettere le emozioni belle, le emozioni buone. “Gli uomini senza le emozioni belle”- afferma Lorella – “Perdono la loro umanità” e così lei, nonostante le sue grandi difficoltà, continua a scriverle. Ecco dunque la sua nuovissima raccolta di poesie: Attimi, tra meridiani e paralleli.

    Video della serata.
Dopo la presentazione ufficiale nella sala Pegaso del palazzo Aldobrandeschi il 20 maggio 2016, la nuova raccolta di poesie è stata proposta in un contesto ricco di emozioni: il mare.
Questo volume è il terzo in uscita per pubblicazione, ma il quinto per impegno, infatti sia Je roule che Sirena Guerriglia hanno avuto entrambi una nuova edizione rivisitata in grafica e contenuti.
Fabio Canessa, che ha scritto la prefazione, scrive di Lorella:
“Le sue grida di passione, a volte dolorose a volte gioiose, hanno il potere di squarciare il grigiore abitudinario dei nostri borbottii. La sua piena accettazione della vita, restituita con vitale lucidità, senza abbellirla ipocritamente o aduggiarla con lamentoso vittimismo, ha il potere di scuotere la pusillanime routine delle nostre giornate. Che sono fatte di attimi, da riempire con lo stupore che lo sguardo di Lorella riesce a trasmetterci. L’importante è riempirla di senso, di vita, di immaginazione creativa: un talento di cui Lorella si dimostra maestra esemplare, per il coraggio, il gusto e la curiosità da esploratrice instancabile con i quali sonda tutto quello che avviene fuori e dentro di lei.”Diceva Roman Jakobson che la differenza tra la comunicazione quotidiana e quella poetica è la medesima che c’è tra un vetro trasparente, la cui presenza quasi inavvertita ci permette di vedere nitidamente il panorama esterno e un vetro opaco che ci fa intravedere qualcosa di quello che c’è fuori, ma attraverso l’ottica di una mediazione che ne deforma e ne altera l’immagine.
La poesia di Lorella Ronconi agisce invece come un panno che ripulisce l’opacità del vetro che ci ostacola la visione dello “spettacolo” del “teatro della vita”. Poco importa che il vetro sia quello della finestra accanto al letto di Lorella o quello di casa nostra o del nostro luogo di lavoro: ogni finestra rivela una porzione limitata di mondo. “
Lorella ha vinto tantissimi premi nella sua decennale carriera, molti riconoscimenti, da Recanati a Roma, da Acerra a Cattolica; la sua Je roule è nelle antologie scolastiche di seconda media della Zanichelli – Altra Città, accanto a poesie di famosi poeti contemporanei, come Alda Merini e Pablo Neruda.
Je roule, il volume che prende il titolo dalla poesia più premiata, è stato tradotto anche in U.S.A. con il titolo “I roll along”, ed è stato presentato nella sua nuova edizione da Enrico Letta, Preside della Paris School of International Affairs presso Sciences-Po (PSIA) in Francia ed ex Presidente del Consiglio, e da Roberto Cabalisti, recordman del baseball italiano. Il 14 maggio scorso, una poesia dell’autrice è stata scelta e letta in uno dei reading del Festival Internazionale della Poesia di Milano.
Hanno partecipato:
Fabio Canessa (critico letterario e cinematografico che ha curato la prefazione del libro).
Paola Salvestroni, scrittrice, arrangiatrice di testi teatrali
Bruno Crucitti (noto attore teatrale e televisivo)
Esther Giuggioli, doppiatrice “Accademia Doppiaggio di Roma”
Alessandro Zanaboni, musicista

IN ATTESA DI UN BACIO, UOMO PERFETTO! 

Pink Rosa Baby  


Cercasi cuore in affitto

per affetto affettato

affrettato ma calmo

pulito, onorato

aggraziato e appropriato.


In cambio, qui cedesi

eterna grazia

graziosa, guizzante

smorfiosa 

dal rosa cangiante

brillante Pink Baby.


In attesa di un bacio

uomo perfetto!


© Lorella Ronconi 


Dalla raccolta : “Attimi. Tra meridiani e paralleli” 


COME CI SI AUTOPUBBLICA? EVOLUZIONEFINANZIARIA.ORG MI DEDICA UNA DIRETTA SU RADIO BIG WORLD

Autopubblicati

AUTOPUBBLICATI – Intervista a Lorella Ronconi

La mia vita, le mie conquiste, le mie poesie in una intervista speciale, intelligenza, originalità e simpatia condotta da Giorgio e Davide. La mia ultima “avventura” editoriale come “autopubblicata”, editorialmente, graficamente in una diretta su Radio Big World, Evoluzione Finanziaria e  alla piattaforma editoriale in selfpublishing, StreetLib:  ATTIMI. TRA MERIDIANI E PARALLELI

AUTORE: Lorella Ronconi

AUTORE: Lorella Ronconi

LIBRO: Sirena Guerriglia, Je Roule

GENERE: Poesia

BIO: È Cavaliere della Repubblica Italiana dal 2006 per i numerosi anni dedicati al sociale, ideatrice e coordinatrice di progetti “primi” dedicati al miglioramento della qualità della vita delle persone diversamente abili soprattutto sull’abbattimento di barriere architettoniche e culturali.
E inoltre attiva nel campo della comunicazione come Social Media Manager , Blogger, Brand Influencer e fotografia e grafica pubblicitaria.

ABSTRACT:

  • Musica, pittura, poesia: come nasce un poeta;
  • I versi sono suoni e colori trascritti a parole;
  • Vissuto, sofferenza, emozioni;
  • Dal titolo ai versi e dai versi al titolo;
  • L’esegesi poetica;
  • Le emozioni nelle loro sfumature;
  • Il poeta correggerebbe le sue poesie ad infinitum;
  • Tempi di gestazione di una raccolta poetica;
  • Ogni poesia nasce e muore con se stessa;
  • L’ispirazione sorge e tramonta per ogni componimento poetico;
  • Molte poesie restano nel cassetto: selezionare e scartare;
  • Si cresce in poesia di collezione in collezione;
  • Quando l’ispirazione arriva e come la si gestisce;
  • Bastano solo due versi per fare un poema compiuto;
  • La prima uscita di una raccolta poetica è la più importante;
  • Attenzione e cura ei dettagli;
  • La poesia si sposa naturalmente allo spettacolo;
  • Trasformare la presentazione in uno show;
  • La centralità del rinfresco (toscanamente parlando);
  • Il concorso letterario: cos’è e perchè funziona;
  • Scegliere il concorso adatto;
  • Importanza del concorso letterario nella carriera di uno scrittore;
  • Partecipare è anche confrontarsi: prim con il pubblico e poi con se stessi;
  • Essere nominato Cavaliere della Repubblica;
  • La selezione dei candidati al cavalierato per meriti civili;
  • La cerimonia di consegna delle onorificenze;
  • La poesia nell’editoria tradizionale;
  • Autopubblicazione e poesia;
  • Road Map: Idee, consigli e suggerimenti per giovani poeti. Come cominciare, come progredire nella produzione poetica, come incontrare il proprio pubblico.

RIFERIMENTI: Il sito di Lorella QUI .Il suo libro lo trovate a quest LINK

Tratto da evoluzionefinanziaria.org


SIRENA GUERRIGLIA E’ TORNATA, PIU’ BELLA CHE MAI

La mia raccolta di poesie è in vendita da oggi su LaFeltrinelli.it in una nuova edizione restyling con 3 poesie inedite; emozioni in versi, uno dei nutrimenti fondamentali per l’anima.

“Dopo tanta sofferenza provocatami dall’ignoranza delle persone riguardo la mia diversa abilità, dopo tanto sentirmi “mostro” e nascondermi all’altro, ecco che mi guardo allo specchio e mi sento Sirena.

“Tra voi e me c’è una distanza incolmabile”, sembra dire la Sirena, guardando lontano; la tristezza può impadronirsi di lei ma il tuffo guizzante la rinvigorisce, le rinnova le forze, la fa risentire combattiva, “guerriglia”.

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Lei, la Sirena, ed io, Lorella, crediamo fermamente nell’uguaglianza dei diritti e nella grande, magnifica ricchezza delle differenti abilità. L’unicità e l’irripetibilità di ciascuno di noi ci fa naturalmente guadagnare il diritto di essere parimenti accettati nella nostra normalità.”

Lorella Ronconi

http://reader.ilmiolibro.kataweb.it/static/resources/minireader/box.html?width=500&book_id=923647


BAMBINA MIA, I MIEI DONI SONO LA FOLLIA, IL CORAGGIO, L’IRREQUIETEZZA, UNO SGUARDO CURIOSO, LA TENACIA DELLE FORMICHE, UN NASO DOTATO DI MEMORIA, UNA BOCCA CHE SORRIDA

IMG_13-11-01_01-53-02[1]…“Bambina,” cominciò Milagros con la solennità di una sacerdotessa, “i miei doni sono la follia, il coraggio, l’ambizione e l’irrequietezza. La fortuna degli amori e il delirio della solitudine. Il gusto per le comete, per l’acqua e per gli uomini. Desidero per te intelligenza e ingegno. Uno sguardo curioso, un naso dotato di memoria, una bocca che sorrida e maledica con precisione divina, gambe che non invecchino, un pianto in grado di restituirti la fierezza. Ti auguro di avere il senso del tempo che hanno le stelle, la tenacia delle formiche, il dubbio dei templi. Spero tu abbia fede negli auguri, nella voce dei morti, nella bocca degli avventurieri, nella pace degli uomini che dimenticano il proprio destino, nella forza dei tuoi ricordi e nel futuro come promessa che contiene tutto ciò che non ti è ancora accaduto. Amen.”

ANGELES MASTRETTA

10 righe da pagina 21

MALE D’AMORE
FELTRINELLI


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Seconda parte – Italiano con le italiane: intervista a Lorella Ronconi

Lorella Ronconi

Lorella Ronconi

Ora sono

Non smettete di farmi
sognare.
Non smettete di farmi
credere.
Non smettete di farmi
esistere.
Attraverso i vostri sogni
ora vivo.
Attraverso il vostro esistere
ora palpito.
Attraverso di voi
ora sono.
(da Sirena Guerriglia)

© Lorella Ronconi

Continuiamo a tempestare di domande Lorella Ronconi, poetessa grossetana o, come sicuramente lei stessa preferisce essere definita, maremmana doc. In questa seconda parte, si privilegia l’impegno sociale di Lorella, che la vede occupata nel promuovere una maggiore consapevolezza del diritto alla sessualità per le persone disabili e, all’interno della Fondazione Il Sole onlus, nell’organizzazione pratica della vita di chi non è normodotato.

Lorella, tu combatti per i diritti dei diversamente abili, oggi la tua battaglia è rivolta al riconoscimento a all’accettazione del loro desiderio sessuale: come è l’atteggiamento delle persone comuni, trovi comprensione, sufficienza o, peggio, disinteresse? C’è ancora reticenza nell’affrontare l’argomento?
Oggi, per quanto incredibile, ci sono quattro milioni di persone con disabilità in Italia (4,1, per la precisione), pari al 6,7% della popolazione. E’ questa la stima del Censis 2015, che prevede tra l’altro un trend in crescita, la maggior parte di loro non vive la propria sessualità a causa di tabù, luoghi comuni, retaggi culturali imposti proprio dalla “cattiva amministrazione della cultura”! Facciamo un esempio: forse nessuno sa che un giovane disabile viene “sedato” con il bromuro. Sì, è così che va: le famiglie nella disperazione (perché magari il figlio è più nervoso in alcuni periodi) portano il loro ragazzo dal medico di famiglia, e questi finisce con il prescrivergli il bromuro per azzerargli le pulsioni sessuali. Io credo, invece, che dobbiamo tutti, poco a poco, cercar di cambiare opinione e aiutare gli altri, anche le Istituzioni, a promuovere questo diritto a vivere la propria sessualità, nei modi che possiamo. Ecco, io cerco di sensibilizzare le opinioni a riguardo e cerco anche qualcuno che mi aiuti a fare altrettanto per questi “diritti negati”.

Il tuo impegno, la tua lotta, riguarda in particolare l’universo femminile: per solidarietà o per reale necessità?
Se si comincia a parlare di sessualità e affettività per le persone diversamente abili, difficilmente nell’immaginario collettivo appare la figura della donna, della ragazza disabile, della persona che è corteggiata da un uomo normodotato.
Se si parla di sesso e disabilità, subito ci appare l’immagine di un uomo in carrozzella con accanto una donna pseudo carina  normodotata. Eh no!.. Ancora non ci siamo. Siamo “otturati” di mente. Tante persone, del mio passato mi hanno detto:  “Tu non potrai mai  essere come una donna normale per un uomo, non ti illudere!”.
La maggior parte delle persone quando si trova di fronte ad una donna diversamente abile vede solo il suo handicap: più evidenti sono i segni dell’handicap, più il suo “essere femminile” sembra scomparire. Non esiste, nell’immaginario collettivo, che una donna disabile possa piacere, possa  suscitare desiderio sessuale e possa, di conseguenza, avere rapporti sessuali, relazioni sentimentali o essere madre.

Questa ulteriore forma di discriminazione con veste sessista come ti fa sentire? Che reazioni suscita in te?
Mi disturba moltissimo, io stessa la vivo da 53 anni sulla pelle: sentirmi invisibile persino nei discorsi sull’affettività fatti tra “esperti in materia”, mass media o disabili stessi: lo stereotipo, il retaggio che vuole la persona disabile “asessuata” porta in sé la cellula classista!!! Se si deve parlare di sesso per le persone disabili, nell’immaginario appare una figura maschile: nei film, nelle foto dei giornali sull’argomento appare un uomo in carrozzella, un disabile psichico di sesso maschile. Fateci caso, cercate sul web le foto di una donna disabile in carrozzella affiancando la parola sessualità…
Io stessa sulla mia pagina, per fare album su donne disabili e l’amore, ho dovuto cercare su siti stranieri: Spagna, Usa, Francia, Norvegia…

Le statistiche, però, dicono che gli uomini disabili senza amore sono in maggioranza rispetto alle donne. Ti trovi d’accordo con questa affermazione?
Nient’affatto! Io sono convintissima che sbagliano: alle donne non viene chiesto se hanno desiderio sessuale o desiderio di amore di uomo/donna o meno, spesso sono le donne stesse che non ne parlano, pensando di essere “donne poco serie” se raccontano dei loro desideri sessuali. Per cambiare bisogna parlarne.

Qual è la categoria delle persone più ottuse e quella delle più aperte? Perché?
Non ci sono categorie, l’ottusità e/o l’apertura mentale, di cuore, di coscienza, non si regola come l’audio alla tv, è trasversale, non ha partiti o credi religiosi, non aumenta con lo studio. Forse, dico forse, si può essere più aperti con l’esperienza nella sofferenza o grazie all’educazione ricevuta dalla famiglia.

Sei tra i membri fondatori della Fondazione Il Sole onlus e tieni particolarmente al progetto del “dopo di noi”: vuoi spiegarci in che cosa consiste e perché è fondamentale che anche le Istituzioni siano consapevoli e tengano conto del problema?
Il “dopo di noi” comincia con il prendere coscienza che le persone diversamente abili devono poter rimanere nelle loro case. “Dopo di noi” è una frase che significa «dopo i genitori, cosa succede?». Adesso le persone dai 18 anni in poi vanno negli ospizi, in residenze socio-sanitarie assistite (rsa) create per le persone over 65. La Fondazione Il Sole è nata per creare una casa famiglia per disabili under 65. Purtroppo le case famiglia (che al max devono disporre di soli 12 posti, altrimenti diventerebbero ospizi per disabili) sono poche rispetto ai giovani disabili che rimangono soli o che vogliono vivere da soli. Il “dopo di noi” è un progetto che va avanti, l’obiettivo massimo sarebbe l’assistenza domiciliare, l’autonomia nella propria casa, o in appartamenti in piccoli gruppi.

Ottimisticamente, o pessimisticamente, che cosa ti aspetti adesso dalle persone e dalle Istituzioni?
Per me o per gli altri? Per me più aiuto possibile, sono veramente molto grave come malattia rara ossea in stato progressivo importante, in verità senza fratelli e sorelle, spero di poter trovare cure per il dolore e sostegno di affetti e comprensione. Per le persone diversamente abili, spero davvero nell’apertura delle “menti”, nei bambini, nell’educazione familiare e scolastica, che possa crescere al rispetto, all’accoglienza, al diritto e all’ascolto umano dell’altro. Istituzioni e famiglie, speranze e paure… a volte vincono le seconde.

Un’ultima domanda: hai un sogno in un cassetto che ci puoi rivelare?
Beh, il solito! :) Diventare famosa come la Rossellini per i primi piani nelle copertine delle riviste più vip top, come testimonial per i prodotti di beauté, ma ormai sono superata in età, per cui passo al secondo sogno nel cassetto: un uomo da amare che mi ami tanto tanto, un compagno che mi aiuti, una spalla sulla quale piangere, un sostegno per la mia esistenza, e… vissero tutti felici e contenti!

From www.adgblog.it

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“EPPURE, SE AVESSI POTUTO RICOMINCIARE DA CAPO, ERO SICURO CHE AVREI RIFATTO LE STESSE IDENTICHE COSE…”

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«Eppure, se avessi potuto ricominciare da capo, ero sicuro che avrei rifatto le stesse identiche cose. Perché quello ero io: quella vita in cui continuavo a perdere tutto. Non avrei potuto fare altro che diventare me stesso, nient’altro che me stesso, con tutte le persone che mi avrebbero lasciato, o che io avrei lasciato, con tutti i bei sentimenti e le magnifiche qualità e i sogni che sarebbero andati distrutti, o perlomeno che avrei dovuto ridimensionare. Un tempo, quando ero più giovane, mi ero illuso di poter diventare qualcos’altro. Però finivo sempre per tornare allo stesso posto, come una barca dal timone bloccato. Quello ero io. Non potevo andare da nessun’altra parte. Ero lì, e aspettavo di tornare. Dovevo chiamarla “disperazione”?».

Haruki Murakami, “La fine del mondo e il paese delle meraviglie”

 


E LA VITA VOLA OLTRE LE NUVOLE

“E la vita vola
oltre le nuvole e respira di te,

libera,
svolazzando di gioia amorosa.

Incontra un raggio di sole
che la illumina d’oro,
poi si inchina alle stelle
attendendo il mattino
e gli sorride sublime:

‘Sei impastata di amore, vita mia !”
canta ai colori del cielo,
abbracciando
un vellutato arcobaleno. “

©Lorella Ronconi.
10393742_307262776135503_680540943777196534_nSirena Guerriglia – Feltrinelli.it

Un grazie alla Confraternita del Battiecorri per la stupenda foto e all’ Italian Doughnut ® L. C. D. B. Per la gentile concessione dell’anello per la foto realizzata da Roberto Cabalisti.

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