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L’UTOPIA ABITA NELL’ORIZZONTE. A COSA SERVE L’UTOPIA? ESSA SERVE PER CAMMINARE

L'UTOPIA ABITA NELL'ORIZZONTE, A COSA SERVE L'UTOPIA? ESSA SERVE PER CAMMINARE

IO E LA MIA GRANDE AMICA UTOPIA CI RINCORRIAMO, LA’, NELL’ORIZZONTE,  LEI VI ABITA, IO LA FISSO E LA INSEGUO, QUANDO LA RAGGIUNGO ESSA SI ALLONTANA, SA BENE CHE MAI SMETTERO’ DI ESSERLE FEDELE,  SA BENE CHE ASSIEME A LEI, HO PERCORSO  I CHILOMETRI DELLA VITA: AMICA UTOPIA  MI AIUTA A NON PERDERE LA VOGLIA DI ANDARE AVANTI E DI GUARDARE LONTANO, DI SPAZIARE LIBERA NELL’ORIZZONTE.

Lorella Ronconi

 

“La utopía está en el horizonte.
Camino dos pasos,
ella se aleja dos pasos y el horizonte se corre diez pasos más allá.
¿Entonces para que sirve la utopía?
Para eso, sirve para caminar.”
Eduardo Galeano

 

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“MARE PER TUTTI 2014”: SI PARTE! DA OLTRE 10 ANNI PER LE PERSONE DISABILI UN OMBRELLONE E DUE LETTINI GRATUITI PER UNA SETTIMANA AL MESE NEGLI STABILIMENTI BALNEARI DI GROSSETO

Nelle spiagge del Comune di Grosseto dal 1° di Giugno è  ripartito “Mare per Tutti” un progetto in cui sono a disposizione per le persone diversamente abili in stato di gravità, una settimana gratuita al mese,  per tutta la stagione balneare. La postazione è composta da un ombrellone e due lettini/sdraio in tutti gli stabilimenti aderenti al progetto.

Gli stabilimenti Balneari aderenti in questo anno sono 28 e coprono le due località marine del Comune di Grosseto:  Principina a Mare e Marina di Grosseto.

Il progetto, ideato da alcuni stabilimenti,  è stato portato avanti negli anni dal Comune di Grosseto e coordinato dallo Sportello Disabilità dell’Urp comunale.

“Mare Per Tutti” pronto ad accogliere sulla spiaggia grossetana i suoi ospiti per la stagione estiva 2014 ha visto il suo “start”  Sabato 1° Giugno e si concluderà il  15  Settembre. Ad usufruirne saranno le persone con invalidità totale, residenti e/o turisti, a cui verrà assegnata una postazione dotata di ombrellone e due lettini (o sdraio), vicino a un camminamento in grado di garantire un facile accesso al mare.
Ciascuna persona ammessa potrà avvalersi dell’aiuto di un accompagnatore.

Il periodo  gratuito, avrà la durata di una settimana, per potersi prenotare e per avere maggiori informazioni ci si può rivolgere all’Ufficio relazioni con il pubblico, in corso Carducci 1, a Grosseto (tel. 0564/488242; fax 0564/488286), il martedì e il giovedì dalle 15.30 alle 17.30, oppure si può scrivere all’indirizzo: infohandicap@comune.grosseto.it

In questa iniziattiva sono già 20 le persone diversamente che hanno già aderito in pochi giorni e molte arrivano fuori dal territorio come Milano, Padova, Modena, Perugia, Siena, Arezzo e Firenze.

Il regolamento e modulo di partecipazione, con elenco di stabilimenti, scaricabili dal sito del Comune di Grosseto: http://web.comune.grosseto.it/comune/index.php?id=4036


UN VALOROSO TRICOLORE : IL RICORDO DI UNA INSOLITA FILA IN UN LONTANO DUE GIUGNO

Quel Due Giugno, in fila per comprare dei francobolli, il valore della cultura che avevo ricevuto mi venne insolitamente “incontro” al volto con un messaggio del corpo fondamentalmente accogliente:  “Sei un nulla ed io me ne frego, anzi, nemmeno ti ho vista”.

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Ero in un negozio di tabacchi anni fa,  il fondoschiena di un cotal signore, che, fiero del suo essere alto e grosso,  mi si muoveva dondolando davanti,  in base alla voce, immaginavo la pancia davanti: doveva essere come gelatina tremolante in un tutt’uno con quell’insolito  “tricolorante dietro” .

Il tipo non si era minimamente accorto di me, piccola formichina in carrozzella, inserita con precisione, in fila indiana, dietro alla sua dominante “proporzione”. Ho aspettato con pazienza, ho accennato colpi di tosse per accennare con un minimo di educazione la mia presenza.
Io, altezza “carrozzella” costretta a fissare quel maleducato “tricolore” da vicino; la mia faccia a pochi centimetri da quel “pretenzioso dietro” minacciante.

Chiedo con vocina educata:  “Permesso…?”.  Il tipo sente guarda dietro di se, ma alla sua altezza, nel movimento la sua “potentezza” si avvicina, quasi  un passo indietro ed ecco: “Ora mi cade addosso”, penso e urlo: “Scuuuusi! Alloraaa?!!”

La mia voce  arrivò ma il sig. “altezza vatussa” continuò a guardare alla sua altezza a destra e manca ed io accettai di buon grado di essere disabilmente differentemente fragilmente il nulla che lui non aveva minimamente visto.

Ovviamente quel “tricolore di alta cultura” doveva rimaner per sempre nei ricordi,  così con il guizzo silenzioso della mia mano – invisibile per il vatusso – con tutta calma, aprii il cellulare e sotto gli occhi sbigottiti dei clienti, ormai ridenti, in fila dietro me, scattai con maestria una foto a ciò che i miei sensi stavano valutando in modo elaborato da minuti.

In fila, in attesa del mio turno, quel giorno, davanti a quell’insolito tricolore quasi spiaccicato sulla mia faccia, mi venne in mente quanto valore avesse. Quanta disperazione, guerra,  lacrime, quante vite spezzate portasse nella sua eredità, assieme alla forza, intelligenza, coraggio e quanti pace e ricchezza morale hanno realizzato, per me, per un intero popolo, e ringraziai con il pensiero, quel signore sconosciuto, che con il suo strano abbigliamento davanti al mio viso, mi aveva permesso di far memoria della mia memoria.

Grazie a chiunque abbia, pensato, agito, pianto, lottato e con coraggioso amore, lasciato la propria vita per donar alla mia vita, e quella di quel signore, un valoroso tricolore!

Lorella Ronconi


VOLERE BENE A SE STESSI È ANCHE ACCETTARE CON GIOIA L’ARRIVO. DEL. COPLEANNO

È lei l’augurio. È lei il futuro.. La Tenerezza  e la Gioia che sanno di buono e profumano di Speranza. Grazie Simone Chiara Ronconi Mori..  ❤ Viva Benedetta e zia Lorella (^_-)

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Scritto da Lorella Ronconi con WordPress per Android


EXPOSANITA’ : NELLE SCUOLE IN ITALIA 223 MILA ALUNNI CON DISABILITA’, IL 2,5% DEL TOTALE DEGLI STUDENTI

Disabili, “sono 223mila: le scuole aiutino chi ha difficoltà di apprendimento”

NELLE SCUOLE STATALI IL RAPPORTO DOCENTI/ALUNNI E’ UNO OGNI DUE STUDENTI.

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In Italia nell’anno scolastico 2012-2013 sono stati circa 223mila gli alunni con disabilità (2,5% del totale degli studenti), in crescita del 3,2% rispetto all’anno precedente. Il 10% dei disabili frequenta la scuola dell’infanzia, il 38% la scuola primaria, il 29% la scuola secondaria di I grado e il 24% la scuola secondaria di II grado. L’incidenza più elevata di alunni con disabilità si segnala in Trentino Alto Adige (3,3% sul totale degli alunni della regione), Lazio (3,1%) e Abruzzo (3,1%) mentre la Basilicata (1,9%) e la Calabria (2%) sono le regioni con il tasso più basso. Guardando alle disabilità presentate dagli studenti, la netta maggioranza (66,7%) ha una disabilità di tipo intellettivo mentre quella motoria è presente nel 4,1% dei casi, quella uditiva nel 2,9% e quella visiva nell’1,7%. Questa la fotografia scattata da Exposanità che per la prossima edizione (Bologna 21-24 maggio) propone diversi focus di riflessione dedicati al tema della disabilità.

“Il tema dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità impone due diversi livelli di riflessione. Da un lato – rileva Marilena Pavarelli, project manager di Exposanità – è necessario ripensare e adattare l’edilizia scolastica così da renderla fruibile al maggior numero di studenti possibile, dall’altro occorre dotarsi di una serie di risorse materiali e umane che concorrano a rendere la scuola italiana più accessibile anche nei confronti di coloro che presentano difficoltà nell’apprendimento“.

Ma qual è la situazione negli istituti scolastici italiani? Nelle scuole a gestione statale, il rapporto tra docenti e numero degli alunni con disabilità è di uno ogni due studenti. Molise e Basilicata sono le regioni che dedicano più risorse con una media di un insegnante ogni 1,6 alunni con disabilità mentre nelle regioni Lazio e Lombardia il rapporto è inferiore (un docente ogni 2,4 alunni)

Oltre al sostegno, gli alunni con disabilità necessitano di servizi con determinate caratteristiche. Secondo i dati elaborati da Exposanità su base Istat, se da un lato in Italia si registra una percentuale abbastanza alta di scuole con scale a norma (79% di scuole primarie e 86,8% di secondarie di I grado) e con servizi igienici a norma (76,7% di scuole primarie e 79,7% di secondarie di I grado), dall’altro solo il 29,8% delle scuole primarie e appena il 29,1% delle scuole secondarie di I grado hanno reso accessibili i percorsi interni. Stessa situazione per i percorsi esterni, resi accessibili solo nel 28,4% delle scuole primarie e nel 27,2% delle scuole secondarie di I grado. A livello macro il Mezzogiorno presenta la percentuale più bassa di scuole con scale e servizi igienici a norma; situazione opposta al Nord. Per quanto riguarda i percorsi interni ed esterni, che si dimostrano comunque carenti, è sempre il Nord a presentare una situazione migliore rispetto al Mezzogiorno.

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SOGNI

SOGNI

Lucciole danzanti,
fiaccole e torce piroettanti
da mani giocoliere,
sono i miei sogni.

Scintille,
faville sfavillanti.
Brillanti,
presuntuosi e pretenziosi
sono i miei sogni.

Da sempre compagni
i miei sogni
di tante buie notti
senza quiete.

Lorella Ronconi – 2013 – © Sirena Guerriglia


LA RETE ESCE FUORI DAL VIRTUALE E UNISCE: “LORELLIAMOCI!” SI INCONTRA A GROSSETO ANCORA UNA VOLTA

2° MEETING  INTERNAZIONALE  LORELLIAMOCI!®

Il Brand passa attraverso 715 Lorella iscritte ad un gruppo Facebook

ed è diventato “2° Meeting Internazionale”

a  Grosseto il 18 Maggio 2014

Oltre 85 donne di nome Lorella, alla “FONDAZIONE IL SOLE-Onlus” 

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LA RETE ESCE FUORI DAL VIRTUALE E UNISCE:

Una joint  tra socializzazione, gioia, solidarietà e promozione del territorio”

Esiste su Facebook un gruppo particolarissimo, che chiede una sola cosa ai suoi iscritti:  “Chiamarsi Lorella all’anagrafe” è da questo prima regola che il Gruppo “LORELLIAMOCI!®“ è stato fondato, solo allo scopo di riunire tutte le Lorella del mondo Condicio sine qua non!!!!”.

Record di partecipazione al 2º raduno delle “omonime” Arrivano da tutta Italia (e non solo) e aiutano la Fondazione

 Il Gruppo si sviluppò con uno spirito goliardico e senza nessuna pretesa, con la voglia di vedere quante persone si chiamano Lorella. In brevissimo tempo il gruppo LORELLIAMOCI! (il nome originale è scritto tutto in maiuscolo con l’esclamativo accanto) nato sulla rete, diventa un punto di riferimento, un forum, uno scambio di idee, di ricette, di consigli, di proposte, di rimedi e di consulenze. Purtroppo, a volte nel reale ciò non accade più, capita di non conoscere nemmeno  il vicino di casa o di essere chiusi in noi stessi perdendo il senso del bene per l’altro. Nel gruppo “LORELLIAMOCI!”  da anni ci si racconta, ci si confronta, ci si da forza dando e ricevendo consigli nei momenti duri del quotidiano:  un gruppo di auto-aiuto “nasce” così dalla rete che, spesso, appare futile e frivola agli occhi di molti che non colgono la sua “essenzialità.

Con  il  tempo  le Lorella iscritte diventano sempre di più, fino a diventare, oggi 715 iscritte.

 

di Sara Landi da http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2014/05/19/news/festa-e-solidarieta-per-85-lorelle-alla-casa-de-il-sole-1.9260855

GROSSETO. Per chiamarsi usano il cognome come ai tempi della scuola. Il nome da solo non basta perché le 85 donne che si sono date appuntamento a Grosseto nel weekend hanno storie e vite diverse, ma una cosa in comune: il nome Lorella. E da oggi il meeting annuale delle Lorelle d’Italia e del mondo, Lorelliamoci!, è perfino un marchio registrato, a prova di imitazione.

Il megaraduno si è svolto ieri per il secondo anno consecutivo a Grosseto nella sede della Fondazione Il Sole di viale Uranio, ma è cominciato già sabato con l’accoglienza delle iscritte che arrivavano dalle regioni più lontane e che hanno partecipato agli eventi del Passione Maremma Wine and Food Shire in centro storico.

Oltre al gruppo nutrito delle Lorelle arrivate in treno, c’era anche la 44enne Lorella Murino che per partecipare al raduno è partita addirittura dal Lussemburgo dove è nata e dove vive col marito e il figlio. «Sono sarda _ dice la signora Murino _ ma sono cresciuta in Lussemburgo dove ho frequentato le scuole italiane perché così voleva mio padre. È stato lui a decidere il mio nome in omaggio alla meravigliosa attrice Lorella De Luca. Faccio parte del gruppo Lorelliamoci! da un po’ ma è la prima volta che partecipo al raduno ed è un’esperienza bellissima e divertente».

A portare i saluti del Comune di Grosseto alle Lorelle, l’assessore alle politiche sociali Antonella Goretti. A fare gli onori di casa c’era invece il presidente della Fondazione Il Sole Massimiliano Frascino che ha esordito con una battuta. «Se continuate a crescere così _ dice Frascino alle Lorelle _ il prossimo anno il raduno lo dovremo fare in un hangar dell’aeroporto».

Rispetto all’anno scorso il numero delle partecipanti è infatti notevolmente cresciuto e dal raduno in un giorno solo le Lorelle hanno deciso di passare a un intero weekend dedicato alla loro reunion.

Il presidente Frascino ha riservato una sorpresa al gruppo: le 12 Lorelle che fanno parte del comitato organizzativo del raduno (a cui hanno lavorato senza sosta negli ultimi mesi) sono da ieri ufficialmente socie partecipanti della Fondazione Il Sole.

«La figura del socio partecipante è prevista dallo statuto della Fondazione _ spiega Frascino _ ed è un riconoscimento a coloro che ci sostengono o finanziariamente o con iniziative e progetti». Come lo scorso anno infatti il ricavato dell’iniziativa sarà devoluto alla Fondazione Il Sole, alla quale il gruppo Lorelliamoci! dà regolarmente una mano sostenendone le attività. Ciò è stato reso possibile anche dal contributo generoso dei 44 sponsor tra negozi e aziende che hanno fornito prodotti, premi e gadget per la lotteria. Le Lorelle hanno però deciso quest’anno di destinare una parte del ricavato anche al piccolo Guglielmo. Il gruppo Facebook Lorelliamoci! (tre amministratrici, tra cui la nostra Lorella Ronconi oltre a Lorella Fagiolini e Lorella Froio) è nato cinque anni fa e conta oggi 716 iscritte. Unico requisito richiesto per esserci: chiamarsi Lorella.

«Il gruppo Facebook è un luogo che di virtuale ha ben poco _ spiega Lorella Ronconi _ Ci confrontiamo, ci aiutiamo, ci diamo forza nei momenti difficili così come condividiamo quelli belli. E poi ognuna mette a disposizione conoscenze e competenze. È un mutuo aiuto fatto con gioia e con il cuore». Il gruppo è diventato ormai internazionale con iscritte dalla Svizzera, dalla Francia, dal Brasile e dal Sudafrica.

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Le ideatrici: Lorella Fagiolini non conoscendo bene l’uso di Facebook chiese a Lorella Ronconi che assieme a lei, creò il gruppo, di seguito arrivò anche Lorella Froio ed ecco le tre amministratrici cominciarono a trovare man mano sempre più donne con il loro nome che chiedevano di entrare a far parte del gruppo.

Il nome Lorella ha avuto, più o meno, due “momenti di gloria”:  il primo, negli anni ’60, grazie all’attrice  Lorella De Luca, e il secondo, intorno agli anni ’80 per la fama di  Lorella Cuccarini (che si chiama così per merito di Lorella De Luca).

Tutte le Lorella ringraziano LORELLA DE LUCA,
l’attrice scomparsa in questo anno:
grazie alla sua fama e bellezza, Brand negli anni ’60,
dobbiamo a lei questa nostra gioia, oltre che il nome!


SAVOI ANDREINA. CHI E’?!! E’ LA MIA MAMMA!

La mia mamma.

La donna che per me ha cambiato la sua vita senza rimpianti.

Andreina Savoi

Andreina Savoi e Lorella Ronconi

La donna che dal paesello è andata via con le sue paure e quella bambina, stretta fra le braccia, che piangeva di dolore senza che i medici capissero il perchè.

La donna che ha protestato con tutti,  nel 68 per farmi andare in una classe normale e non in una differenziale solo per bambini “diversi”.

La mia mamma che ha passato la sua giovinezza negli ospedali con me sentendosi dire dai medici che quella sua figlia bellissima ma malata sarebbe morta presto.

A mia mamma venne il mal di cuore e pian piano ha dovuto essere operata a quel cuore ferito dalle sofferenze della sua bimba.  La mia #meravigliosa #mamma #Andreinasavoi che non mi ha mai detto brava per farmi stimolare “di più” il cervello a cercare di fare meglio…

La mia mamma rompiscatole adorabile 78 enne,  malata,  povera come la nostra famiglia, ma ricca di coraggio e saggezza.

Grazie a te mamma sono ed ho capito di essere differentemente normale e felice!

Vorrei donarti soldi, vestiti nuovi dei colori che ami, fiori, il tuo profumo… Ricordi? Miss Dior, ma purtroppo nei nostri conti non c’è poco più di nulla, spero che queste parole ti siano gradite. 

Il mio augurio però vuole andare anche a tutte le mamme che non sono più ‘tangibili’ sulla terra ma molto reali in Cielo. Veri angeli che da lassù custodiscono i loro figli, anche quelli che non sono loro.

Grazie a tutte le mamme. Buona festa Mamma Andreina: ti voglio bene!

Questa festa è anche per te!

BUONA FESTA DELLA MAMMA!

 

Lorella Ronconi 10 Maggio 2014 – Festa della Mamma


CREDO CHE PIPERITA PATTY SIA STATA DISEGNATA PER SOMIGLIARE A ME: FORSE IL SUO CREATORE MI CONOSCEVA GIA’? :-)

“Sa cosa diceva Oscar Wilde, signora? Diceva: ‘Nulla d’importante può essere insegnato’. Niente di personale, signora. Continui pure.” 

© Peanuts Worldwide LLC/distributed by Universal Uclick/ILPA

CREDO CHE PIPERITA PATTY SIA STATA DISEGNATA PER SOMIGLIARE A ME :D

Piperita Patty – Peanuts, 1950-2000 -Charles Monroe Schulz – (Saint Paul 1922 – Santa Rosa 2000)

Io Lorella Ronconi, nata con una malattia rarissima alle ossa, emersa all’età di due anni ma datata dalla scienza da pochi decenni: la pseudoacondroplasia nella sua forma più grave, mi sono spesso fatta coraggio spesso, da bambina, identificandomi con un personaggio dei fumetti: Piperita Patty.

 

Sono nata il 26 Maggio del 1962, 50 anni fa – adesso ne ho 52 – i miei genitori non capivano perchè lamentassi tanto dolore essendo una bimba visibilmente normale, così cominciarono a girare per medici per capire la causa di ciò. Iniziarono le visite, i ricoveri, e… sono “cresciuta” negli ospedali, tra corsie e sale d’attesa mediche, ho dovuto resistere a molte difficoltà per una bimba di pochi anni, in quegli anni imparai e capii che dovevo  essere sveglia, vispa, attenta per sconfiggere i “mostri” che abitavano in quelle notti buie, spesso da sola perchè la mamma non la facevano stare con me.

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I medici non capivano che malattia avessi e perchè lamentassi così tanto dolore alle ossa, così mi facevano esperimenti strani, dolorosissimi per la mia piccola età, notti insonni, sguardi strani tra loro; ho dovuto sviluppare le mie antenne e la mia “forza” interiore per resistere e non farmi schiacciare da quelle lunghe sofferenze e dalla mia poca altezza, i bambini diventavano alti ed io rimanevo piccola… Mi guardavo allo specchio e vedevo una bimba brutta, una chioma di capelli corti e arruffati, le lentiggini in bella vista, come i miei ragionamenti e le domande che facevo.

Per non rimanere indietro con i bambini, i miei amici, inventavo giochi, proponevo idee, cercavo soluzioni e battute “intelligenti”, pian piano la mia inventiva (grande amica) mi ha permesso di trovare soluzione al mio esistere, una collocazione, nell’universo, la pace interiore anche con questo stato di sofferenza forte, dolorosa, con cui convivere.

Negli anni ho scoperto, quasi come “un miracolo” che esisteva un fumetto che mi somigliava: Piperita Patty, lei, come me, era atipica, come me dinamica e determinata, non convenzionale, una “maschiaccia” sempre pronta a difendere i più deboli, insicura di se talvolta…sempre alla ricerca di conferme per la sua “invisibile femminilità” e oltretutto, come me, amava il baseball! Io ne vado pazza, quando guardavo le partite, tra gli spalti, osservavo il gioco, mi facevano sognare quei giocatori, li immaginavo come supereroi che, come per incanto, liberavano la fanciulla dalla strega cattiva, battendo pallina dopo pallina, per conquistare le basi ed arrivare “a casa”  a segnare il punto. In quei momenti, come Piperita Patty, sognavo di avere una squadra di baseball tutta mia.

I love Baseball https://www.youtube.com/watch?v=oCqgTbodXMs
Si, Piperita Patty è il concentrato di Lorella Ronconi, ringrazio infinitamente Charles Monroe Schulz per aver pensato a questa tipologia di donna, è stata davvero provvidenziale per non farmi sentire “caso raro” :

grazie mia eroina “fumetta”!

Lorella Ronconi

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“Piperita Patty (Peppermint Patty nell’originale) è il soprannome di Patricia Reichardt, uno dei personaggi del fumetto Peanuts di Charles M. Schulz. È capitano di una squadra di baseball che incontra quella di Charlie Brown, sconfiggendola regolarmente.

La sua immagine di “maschiaccio” è piuttosto atipica per una ragazza nei fumetti dell’epoca. Piperita Patty è decisa, atletica, dinamica, poco portata per lo studio e per la scuola (anche a causa della sua tendenza ad addormentarsi in classe), dove colleziona immancabilmente brutti voti nonostante l’aiuto di Marcie – la sua amica “secchiona” – e di Franklin. Si scontra inoltre con le autorità scolastiche per via del suo rifiuto di indossare un vestito consono al regolamento della scuola e di abbandonare i suoi sandali.

Nonostante questa scorza apparentemente dura, spesso si rivolge a Charlie Brown – che chiama “Ciccio” (Chuck nell’originale) – per cercare rassicurazioni sulla sua femminilità. Inoltre, la stessa Piperita Patty ha una piccola cotta per Charlie. Inutile dire che Charlie Brown, maldestro come sempre, non la rassicura affatto e la delude ulteriormente.

È inoltre rimasta convinta per molto tempo che Snoopy non fosse un cane, ma un “buffo bambino col nasone”, l’unico giocatore di baseball decente – a detta sua – della squadra di Charlie Brown. E come un buffo bambino lo ha trattato, invitandolo a feste da ballo o sulla spiaggia tra la sorpresa e lo scherno degli altri bambini, che lei zittisce in modo rapido e manesco.

Piperita Patty, suo malgrado, viene chiamata “capo” (sir nell’originale) da Marcie ed entrambe hanno una cotta per Charlie Brown sebbene in sua presenza non lo ammettano mai.

Si ritiene che Schulz scelse il nome di questo personaggio traendolo da quello di una caramella, la York Peppermint Pattie, prodotta da uno degli sponsor degli special a cartoni animati che la rete televisiva statunitense CBS dedicò ai Peanuts negli anni settanta, tuttavia l’autore stesso dichiarò più volte di essersi ispirato per il nome a delle caramelle alla menta piperita che si trovavano nel suo ufficio.”

http://it.wikipedia.org/wiki/Piperita_Patty

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Peanuts sono la striscia a fumetti più famosa del mondo, pubblicata quotidianamente tra il 1950 e il 2000, quando morì a 77 anni il suo autore Charles Schulz. Ancora oggi le repliche delle strisce sono distribuite e pubblicate ogni giorno sui quotidiani di decine di paesi del mondo: in Italia, dal Post. La popolarità e l’influenza della striscia – e dei suoi personaggi più famosi, soprattutto Charlie Brown, Snoopy, Linus – si è estesa nel tempo a tutti i media e alla vita quotidiana di mezzo mondo, attraverso i loro caratteri, le loro battute, il radicamento delle loro consuetudini, e una quantità straordinaria di efficacissimi aforismi e citazioni. Le frustrazioni, insicurezze, illusioni, ansie, dei personaggi bambini hanno sempre rispecchiato quelle dei lettori adulti aggiungendovi tenerezze infantili che hanno sempre appassionato i lettori bambini: costruendo nel tempo un successo presso generazioni diversissime. Il nome Peanuts venne scelto dal distributore della striscia citando quello di un pubblico di bambini in uno show televisivo dell’epoca, e si è sempre detto che a Schulz non piacesse. Ma come dice Lucy Van Pelt, «più si invecchia, meno si è sicuri rispetto a un sacco di cose».
http://www.ilpost.it/2014/04/29/peanuts-2014-aprile-29/


GIOVANNI PAOLO II MI DONO’ GRAZIA PER RESISTERE ALLE SOFFERENZE CHE AVREI VISSUTO

I testimoni non devono tacere ciò che hanno visto, sentito, toccato.

Il 7 aprile 2005 pochi giorni dopo la morte di Giovanni Paolo II, in occasione di una messa dedicata a lui in cattedrale, a Grosseto, mi fu chiesto di fare una testimonianza a voce di quel mio incontro, purtroppo quel giorno non potetti partecipare dato che la mia malattia si era aggravata tal punto da non poter nemmeno uscire di casa. Dal mio letto  dettai una lettera alla mia amica Lucia e lei stessa mi donò le sue gambe, per andare in duomo e leggerla davanti a tutti.

Oggi alla vigilia della santificazione del Papa, posso con grande forza testimoniare che Giovanni Paolo II ha segnato e “seguito” il cammino con tante grazie anche dopo la sua morte. «Ho sconfitto la morte anche grazie alla fede che egli mi ha riacceso e, come lui, nei suoi ultimi momenti, ho imparato che per merito dei giovani ho avuto “gambe” ed esisto, anche solo semplicemente da una stanza chiusa, dalla mia camera, nel mio letto.

La sua eredità nella mia missione di vita. Adesso ho 52 anni, e il mio amore per la vita, è la Misericordia che lui mi ha trasmesso per mezzo di Gesù, con Gesù e per Gesù.

I testimoni non devono tacere ciò che hanno visto, sentito, toccato. Nemmeno io posso farlo.

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Papa Giovanni Paolo II a Grosseto. © Photo BF

Di seguito la lettera che feci scrivere in occasione della sua morte e leggere nella mia cattedrale, a Grosseto, il 7 Aprile 2005:

TESTIMONIANZA 7 APRILE 2005

IL MIO INCONTRO CON GIOVANNI PAOLO II

Il mio incontro con il Papa è stato nell’ottantanove come giovane tra i malati e non mi piacque molto essere tra i malati.

Fu l’ incontro” con una persona che incarnava Cristo e per me fu stravolgente…

Ero stata da sempre innamorata di Cristo ma quel Papa, quell’uomo alto, con gli occhi azzurri, mi guardava imponente e tenero era di fronte a me, con uno sguardo dolce si fermo’ fece il segno della croce sulla fronte di tutti i disabili e  a me  riservo’  una benedizione dall’alto, una croce  al di sopra della mia testa: quel gesto fatto a me,  era completamente differente da quelli fatti alle altre persone disabili allineate al mio fianco.

Pensai: <<Oh mamma: che significato avrà? Cosa vorrà dirmi?>>. Chiaramente lui non era consapevole che da quell’ incontro sarebbe nata dentro di me una “piccola Chiesa”…

 

Gli anni che seguirono furono gli anni della “sofferenza”: mi operai, diventai gravemente disabile e salii su quella carrozzella che tanto mi spaventava.

 

La mia quotidianità venne stravolta: l’intervento chirurgico, la paralisi, una malattia degenerativa che tutt’ora mi obbliga  a viver gran parte della giornata a letto.

Da allora ho fatto spesso memoria di quell’incontro che è l’incontro di ogni cristiano con la propria fede: l’essere cattolico significa incontrare una Persona : il cristianesimo è l’incontro con una Persona.

 

Papa Giovanni Paolo II ha detto Amen quando ha scelto di seguire Cristo, ha detto Amen prima di morire… ognuno di noi è chiamato a dire quell’Amen che significa: sia fatta la tua volontà, va bene, accetto, eccomiOgni volta che durante una celebrazione, una preghiera diciamo Amen dobbiamo essere consapevoli che ci rendiamo disponibili alla volontà di Dio: Dio sa come possiamo e quanto possiamo. Cristo è stato l’Amen di Dio; Giovanni Paolo II ha incarnato il Cristo come uomo e come Chiesa. Come avrei voluto essere qui per portare la voce dei miei Giovani, ma le mie condizioni fisiche non me l’hanno permesso.

 

Il Papa ha detto che bisogna guardare ai giovani con entusiasmo e con l’ultima sua frase ha voluto pensare a loro. Ha detto: i giovani saranno le vostre gambe.  Per me, Lorella , lo sono stati: pur non potendo viaggiare più,  sono stati i giovani che mi portano nei loro viaggi, nelle loro speranze, nelle loro vite.

I giovani oggi erano a S. Pietro: mi hanno telefonato e mi hanno cantato l’Emmanuel, l’Inno della GMG del 2000, e stasera avrebbero voluto essere qui.

I giovani sono le mie gambe: questo il loro compito.

Raccogliamo le Verità di Giovanni Paolo II. Che è la Chiesa.

 

Avrei voluto essere qui con tutti voi, assieme per dire al mondo che Papa Giovanni Paolo II è stato davvero un Padre: un padre di inaspettata tenerezza, sfrontato nell’umiltà della Fede, caparbio nell’incarnare la Croce: e così sia, Padre…  Anche io stasera mi sento pane spezzato: lo offro a Dio, perché anche la mia assenza stasera sia Chiesa. 

Lorella Ronconi,  Parrocchia Santissimo Crocifisso- Diocesi di Grosseto

Lorella Ronconi, felice di vivere. 

 

 


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