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Quando la gente passa spesso mi guarda, in 55 anni mi sono, quasi, abituata a certi sguardi. 

Da bambina invece erano molto dolorosi  sentivo gli occhi che cadevano sulla mia pelle, sulla  faccia, sul corpo, sguardi appiccicosi, umidi… come un chewing gum usato e poi spiaccicato addosso. Sembrava non poterli più togliere, quegli sguardi dalla pelle. Li portavo a casa, la notte, e piangevo  pensando di essere sbagliata: un mostro da nascondere in casa. Ma la forza della mia vita sono stati i miei genitori, i miei amici, grandi motori di forza, che mi hanno difesa, sostenuta. Mi hanno aiutato a capire, credere,  che sono bella.  Maturando infatti, dopo 30 anni, ho cominciato a guardarmi allo specchio osservando i particolari di tutto il mio corpo e li trovavo normali, particolari di donna. 

Se ne vedono di donne e di uomini passare al mare,  e, volendo essere guardoni, si può affermare che non tutti sono grandi specialità, anzi alcuni potrebbero anche evitare di guardare me e cominciare a guardare se stessi. Uomini donne ragazzi non vergognatevi del vostro corpo non vergognatevi di esistere né di essere, abbiate il coraggio di voler vivere che, ve lo dico, è il coraggio più difficile: amare se, accettare se. Non mettersi il costume 👙 rinunciare alla spiaggia, non farsi fotografie : sono vere violenze a noi stessi, sono offese al nostro corpo. DIFENDERE la nostra dignità a testa alta. 

L’altro giorno è passata una signora, qui accanto al mio ombrellone più volte ed ogni volta mi guardava con gli occhi di stupore, dall’alto al basso, rallentando per guardarmi meglio. Alla terza volta le ho detto (con voce forte) : “Signora? Ha visto bene? No, perché se non ha visto bene, le do un santino mio, così lo mette in borsa e mi può guardare a comodo!” 😂😂 lei silenziosa, ha abbassato lo sguardo è andata avanti senza dire nulla, e che cavolo! 😍😍😍 Sono così orgogliosa di me! 

© Lorella Ronconi 

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#RIFLESSIONIDALLETTO #LUOGHI COMUNI: UN DISABILE QUANDO ESCE PUO’ ANDARE ANCHE A LAVORARE

#riflessionidalletto. Quando sei fuori, cioè, quando una persona disabile esce fuori per i suoi mille motivi, molte delle persone che lo/ti incontrano gli/ti dicono : “Vai a fare una giratina, eh?!? ”

Ma..? ‘Sti soggetti, abbiano mai il sospetto che la persona disabile possa andare a lavorare, a fare spese, abbia impegni, attività? Mai.

Chiunque si sente in dovere di dire qualcosa: “Ma sarà troppo caldo?“; “Con questo freddo lascia perde la passaggiata, vai a casa!”.

Si, grazie. Ma…? Io vengo a confonderti con i miei consigli e pareri? No. Appunto. Se sono fuori (come te, del resto) ho come te dei motivi validi.
Un disabile quando esce va per forza a girello. Mah?!??!!

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LORELLA, IL MIO NOME È LORELLA

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È veramente cosa molto difficile, un’impresa memorabile, estremamente dura essere considerate femmine e donne sessuate nelle chat d’incontri, ci avete provato? Quando i maschi si rendono conto che siamo disabili diventano tutti amici pietosi, carini, agnellini angelici in fuga…:'(. Per voi ragazzi ‘in carrozza’ succede la stessa cosa? Mi piacerebbe sapere cosa dicono a voi….


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