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MATERNITY BLUES, IL BLUES DELLA MATERNITA’

Educare, dal latino “e-ducere”, tirare fuori, condurre. Non è semplice tirare fuori il meglio di una persona. Condurre/aiutare un figlio a sviluppare le sue potenzialità e a diventare indipendente vuol dire adoperarsi per far emergere la sua personalità, il suo meglio. Fondamentale ricordare che non deve essere mai per il nostro ^_= Ma, come? Impariamo da questa simpatica filastrocca.

C’era una mamma, una madre madrona,

la mano a saetta, la voce che tuona.
Più che un bambino voleva un soldato
Ma poi crebbe un hippie tutto arruffato.

C’era una mamma, un po’ mamma e un po’ chioccia,
di libertà ne lasciava una goccia,
le nacque una bimba paracadutista
adesso è una stuntman professionista.

C’era una mamma vegana e pittrice,
viveva di tofu col figlio, felice.
“quanti bei posti dipingerai?”
Ma invece il suo Adolfo guidò il Terzo Reich.

Filastrocca del figlio perfetto
Scolpito, pensato come un angioletto
Tu lo volevi un po’ simile a te
e invece “sorpresa!” decide da sé.

C’era una mamma, femminista di razza,
mutande bruciate e tette giù in piazza,
ma ebbe una figlia, un clone di barbie
che va da Intimissimi e spende i miliardi.

C’era una mamma ingessata e ingegnera
sinapsi a quadretti, compita ed austera,
ma il figlio non legge ogni giorno i listini
compila gli oroscopi, descrive destini.

C’era una mamma Bocca di Rosa,
si dice puttana, io dico sciantosa,
il figlio giurò per la castità,
un frate trappista, in povertà.

C’era una mamma, una santa, una suora,
conosce l’amore, ma il piacere lo ignora,
crebbe un bambino, un chierichetto,
fa il pornoattore, un artista del letto.

Filastrocca del figlio perfetto
Scolpito, pensato come un angioletto
Tu lo volevi un po’ simile a te
e invece “sorpresa!” decide da sé.

Filastrocca della mamma imperfetta.
La mamma perfetta un figlio lo accetta.

Enrica Tesio
Maternity blues ovvero il blues della maternità.

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DETROIT, GIOVANE ALUNNO INVENTA IL PASSEGGINO A RUOTE PER UNA MAMMA PARAPLEGICA

Sharina Jones ha ora la possibilità di portare da sola il suo bambino in passeggiata grazie ad un alunno adolescente    di 16 anni che ha inventato la fantastica sedia- passeggino a ruote


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Quando aveva cinque anni, Sharina Jones è stata colpita alla gamba da un altro bambino che gioca con una pistola, di conseguenza ha trascorso gli ultimi 30 anni ad imparare il suo stile di vita su misura. Quando seppe che era in attesa del suo primo figlio lo scorso autunno, si rese conto di un problema che non aveva trovato una soluzione adatta per tutto ciò, afferma Sharina: “Molti dei miei amici hanno bambini e con loro vanno fuori con i loro bambini nel passeggino e ho pensato: ‘Che cosa devo fare?'”.
Fu allora che Jones, avendo già avuto una collaborazione tra l’Università di Detroit Mercy e una scuola superiore locale lavorando con gli studenti per dare progetti STEM a livello universitario. Jones quindi ha collaborato con Alden Kane, 16 anni, presso l’Università di Detroit Jesuit High School e per sei mesi, Alden ha progettato un ruote passeggino per soddisfare le esigenze della nuova mamma. Spiegando il suo processo di progettazione, Kane ha detto a “The Michigan Cattolico”: “E ‘stato bello incontrare [Jones] e parlare con lei di ciò che vuole e non vuole. Parlare con lei è stato un grande aiuto determinare la fattibilità del dispositivo, dove mettere una borsa per pannolini … “.

Dopo sei mesi di duro lavoro, sei mesi di lavoro in officina, era impagabile vedere il design della sedia a rotelle passeggino con il bambino. Ora che l’invenzione è stata completata, lo studente di scuola superiore prevede di perfezionare il prototipo e, infine, la brevettazione.

Di XAVIER MESALLES 

www.comparadordeproductosdeortopedias.com/

 

 

 

 

 

 


L’ULTIMO MOMENTO, UNA POESIA PER MIA MADRE

L’ultimo momento

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C’eri tu nei miei pensieri
quando, dal balcone
ti credevo morire.

C’eri tu nel mio cuore
quando attendevo
che quell’uomo vestito di bianco
venisse a dirmi
perché non respiravi.

C’eri ancora tu
davanti ai miei occhi
quando uscivo di fretta
per non sentirmi
prigioniera del tuo amore.

Il tuo volto
memoria di me
accompagna il mio resistere.

Eccomi, allora
accanto a te
perché questo
adesso
non fugga per sempre
ed io lo ricordi
come ogni attimo
vissuto,  indelebile
vero.

Qui ed ora
cosciente
che anche questo
può essere
l’ultimo momento. 

© Lorella Ronconi

© Lorella Ronconi
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21 OTTOBRE 2014: UN ANNIVERSARIO SPECIALE, 58 ANNI INSIEME ED IO SONO QUI GRAZIE AL CORAGGIO E ALLA INTELLIGENZA DI DUE PERSONE SPECIALI, I MIEI GENITORI

Essere persona con diversa abilita’ non è facile nel 2014

ma vi assicuro che nel 1062

quando sono nata lo era ancora di più.

C’erano le scuole differenziali in cui rinchiudevano le persone “diverse”: disabili motori, psichici, sensoriali. La medicina e la ricerca affannavano senza avere coscienza del gran numero di malattie rare esistenti. Abbondava l’ignoranza e i tabù erano giganti. I genitori di bambini disabili, si vergognavano spesso, molto spesso, rinunciavano lasciando che i loro bimbi godessero del loro amore dentro le convenzioni pelose e le mura domestiche.

I miei genitori no, è a loro che devo tutto ed è a loro che oggi dico il mio grazie!

Grazie! 58 anni insieme ed io sono ciò che sono per merito dei miei genitori

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I miei genitori, oggi 58 anni di matrimonio  vorrei regalare loro tutta la sapienza, la forza, la conoscenza e coraggio, la pazienza e i sorrisi, le carezze, gli abbracci che mi hanno insegnato e donato fin quando sono nata.                               Erano molto giovani, non erano preparati ad avere una bimba ‘differente’ con così tanto dolore alle gambe ed una malattia che nessuno conosceva. I miei genitori non si sono mai arresi.                                                                                              

Ricordo i viaggi su e giù per l’Italia negli per ospedali, quei dottori con le facce strane che mi misuravano e quei viaggi, alzarsi all’alba per non perdere i treni della speranza, la mia salvezza era in braccio a babbo, il mio salvatore dal dolore provocato dal camminare e il mio rifugio!

Poi a scuola, nel ‘ 68 la legge permise ai bambini diversamente abili di andare nelle scuole normali (c’erano ancora le scuole differenziali per quelli’ non normali ‘) mia mamma si batté a parole con tutti, andava per uffici sostenendo che lei avrebbe mandato a sua figlia in una scuola normale, perché sua figlia doveva crescere in un modo normale, come e con gli altri bambini.

I miei genitori: Elio e Andreina, due persone meravigliose che non hanno avuto ne vergogna ne paura di dire Si alla loro storia e dire Si ad una bimba bionda che non riusciva crescere e a camminare e nessuno sapeva il perché.
Ai miei genitori devo tutto ciò che ho è che sono. Una persona viva e felice.. E.. Si. Una donna che ama se stessa.
Grazie babbo Elio, grazie mamma Andreina! ❤

(c) Lorella Ronconi


SAVOI ANDREINA. CHI E’?!! E’ LA MIA MAMMA!

La mia mamma.

La donna che per me ha cambiato la sua vita senza rimpianti.

Andreina Savoi

Andreina Savoi e Lorella Ronconi

La donna che dal paesello è andata via con le sue paure e quella bambina, stretta fra le braccia, che piangeva di dolore senza che i medici capissero il perchè.

La donna che ha protestato con tutti,  nel 68 per farmi andare in una classe normale e non in una differenziale solo per bambini “diversi”.

La mia mamma che ha passato la sua giovinezza negli ospedali con me sentendosi dire dai medici che quella sua figlia bellissima ma malata sarebbe morta presto.

A mia mamma venne il mal di cuore e pian piano ha dovuto essere operata a quel cuore ferito dalle sofferenze della sua bimba.  La mia #meravigliosa #mamma #Andreinasavoi che non mi ha mai detto brava per farmi stimolare “di più” il cervello a cercare di fare meglio…

La mia mamma rompiscatole adorabile 78 enne,  malata,  povera come la nostra famiglia, ma ricca di coraggio e saggezza.

Grazie a te mamma sono ed ho capito di essere differentemente normale e felice!

Vorrei donarti soldi, vestiti nuovi dei colori che ami, fiori, il tuo profumo… Ricordi? Miss Dior, ma purtroppo nei nostri conti non c’è poco più di nulla, spero che queste parole ti siano gradite. 

Il mio augurio però vuole andare anche a tutte le mamme che non sono più ‘tangibili’ sulla terra ma molto reali in Cielo. Veri angeli che da lassù custodiscono i loro figli, anche quelli che non sono loro.

Grazie a tutte le mamme. Buona festa Mamma Andreina: ti voglio bene!

Questa festa è anche per te!

BUONA FESTA DELLA MAMMA!

 

Lorella Ronconi 10 Maggio 2014 – Festa della Mamma


UNA ANTICA PREGHIERA

UNA ANTICA PREGHIERA

“La mattina del venerdi santo
la madonna si alzò con un gran pianto
un gran pianto ed un gran dolore
perchè era morto nostro Signore.

Se reciti questa preghiera
33 volte, in ginocchio e in terra sacrata
chiedi qualsiasi grazia a Dio
e ti verrà donata.”

Una antica preghiera che mia nonna Italia aveva ricevuto a sua volta da sua nonna,
ogni anno il mattino del  venerdì santo, è la prima cosa che penso.
Credo che non dobbiamo mai dimenticare le piccole,
grandi tradizioni che i nostri cari, i nostri avi ci hanno lasciato in eredità:
il piccolo aiuto dato con gioia, il  sorriso educato e sincero,
l’attento ascolto, la pazienza, il coraggio, la speranza,
il saper condividere con gli altri quello che abbiamo,
spesso sono i migliori ingredienti per far posto alla Pace nelle nostre vite.

Buona Pasqua di Resurrezione e Pace a tutti!


PER BARBIE THOMAS LA SUA DISABILITA’ E’ UN “OPTIONAL”

Barbie Thomas, modella, culturista, 37 anni, due figli e tanta voglia di vincere nelle gare di bodybuilding.

Non è bellissima?!! Affascinante, geniale, forte, allegra, campionessa e tenera mamma, cosa volete di più da una donna? Eppure, i maschi preferiscono le donne “tradizionali” Un uomo mi ha detto questo tempo fa, ma secondo voi, le donne non sono tutte stupendamente differenti?!!

Non ha mai permesso alla sua menomazione alle braccia di ostacolarla e, ancora oggi, pare procedere verso i suoi obiettivi aprendo le porte con i piedi e aiutandosi con la bocca per allacciare le scarpe.
Barbie Thomas

Barbie Thomas


continua su: http://donna.fanpage.it/barbie-thomas-modella-e-culturista-senza-braccia-ma-con-tanti-sogni/#ixzz2z5BhKyjg
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Non ha avuto di certo una vita facile, ma può senza dubbio essere vista come una donna forte e determinata, un modello per chi verte nelle sue stesse condizioni. Stiamo parlando di Barbie Thomas, la modella e bodybuilder 37enne, che vive a Phoenix con i suoi due figli e gareggia regolarmente come culturista nei vari concorsi. Non ha le braccia ormai da molto tempo, le sono state amputate quando aveva solo due anni: “Erano come carbone, totalmente morte e hanno dovuto amputarle”. Stando ai suoi racconti, l’incidente accadde mentre si stava arrampicando su un trasformatore di corrente elettrica e i fili fecero contatto, bruciandole le braccia. Quando tutti la davano ormai per defunta, i medici riuscirono a salvarle togliendole però entrambi gli arti superiori.

Barbie Thomas modella e culturista, senza braccia ma con tanti sogni (FOTO/VIDEO). “I medici dissero che ero riuscita a sopravvivere grazie alla suola di gomma delle mie scarpe da tennis, ma io invece credo che sono sopravvissuta grazie a Dio e ai progetti che aveva per me. Non mi hanno insegnato ad essere negativa, mi è stato sempre insegnato a concentrarsi su quello che posso fare e non su quello che non posso. Probabilmente la mia grinta dipende molto dalla mia personalità, non ce la faccio proprio a immaginarmi una persona negativa che si piange addosso.”

Nonostante la mancanza di due arti fondamentali, Barbie Thomas è riuscita anche a vincere delle gare di bodybuilding e a partecipare a qualche concorso di bellezza. Durante l’intervista telefonica rilasciata alla ABC News,  ha precisato di essere al telefono tenendo la cornetta tra l’orecchio e la spalla destra. Ha dichiarato, inoltre, di usare i piedi per aprire le porte, mettere buona musica, tenere la borsa e aiutarsi con la bocca per allacciare le scarpe.

 


UNA MAMMA ESEMPIO NEGATIVO DI EDUCAZIONE: PARCHEGGIA IL SUV OGNI MATTINA DAVANTI AD UNO SCIVOLO E SULLE STRISCE PEDONALI

LO SPEAKER DI RADIO DEE JAY DIEGO PASSONI LA ELEGGE SIMBOLO DELLA CATEGORIA DEGLI AUTOMOBILISTI INCIVILI

Automobilisti incivili

Il comportamento della donna è stato davvero incivile, se consideriamo che parcheggiava sulle strisce ostruendo uno scivolo per accompagnare il figlio a scuola . Lo speaker di Radio Dee Jay Diego Passoni, che quotidianamente, nella sua trasmissione radiofonica, legge una propria lettera indirizzata a personaggi noti e meno noti, ha scritto una lettera proprio a lei. Diego Passoni

Il testo è stato letto in radio e poi diffuso sul proprio sito web e sulle pagine Facebook della stessa emittente per sensibilizzare su questo grande fenomeno, malcostume di inciviltà Di seguito il testo dedicato alla ‘mamma termolese’, eretta a simbolo della categoria degli automobilisti incivili.

“CARA MAMMA COL SUV ogni mattina ti vedo, all’ingresso di quella scuola media da cui passo a piedi o in bici, cercando di aggirare te e le tue omologhe, parcheggiate un po’ a vanvera nel crocevia bloccato dalle manovre di sali-scendi dei vostri amabili bambini carichi di enormi zaini. Partiamo col dire –e non puoi che essere d’accordo- che la tua guida di un’auto è piu’ una necessità che la manifestazione di un tuo talento, ma per fortuna vai piano. Sempre piano. Ma all’avvicinarsi del punto in cui devi consegnare all’istruzione (che è istruzione privata e gestita da suore gendarmi) la tua prole, come fossi còlta da una locuzione interiore di origine soprannaturale, accendi le quattro frecce e ti fermi. Li’, in mezzo alla carreggiata, proprio davanti al cancello d’ingresso. E come fossi la Costa Concordia che fa l’inchino al Giglio, ti disinteressi completamente delle conseguenze di questa tua manovra. Capisco il cuoredimamma che vede i propri cuccioli che imparano i rudimenti per diventare grandi, capisco che tra cartella, chitarra, monopattino e borsa per il nuoto sembra più che tuo figlio traslochi ogni mattina; capisco che seguire con lo sguazdo l’ingresso del figlio fino in classe ti tranquillizzi, ma non è che il fatto che lo mandi a scuola necessiti un blocco del traffico del circondario tutte le mattine. Si tratta di scuola media, se tu ti fermassi nell’ampio parcheggio antistante anziché in mezzo al vialetto, si tratterebbe solo di fargli attraversare la strada. Così imparerebbe anche a guardarsi a destra e sinistra prima di imboccare una strada dove, comunque, ci sono persone a piedi, in moto o in auto, che rispettano il codice della strada, non come te, che di corretto non hai certo il comportamento, ma solo la piega!

A domattina, Diego “

http://www.deejay.it/news/cara-mamma-col-suv/374383/

http://www.altomolise.net/notizie/attualita/6554/ribalta-per-una-mamma-di-termoli-diventa-il-simbolo-degli-autisti-incivili


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