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A CHE PUNTO SIAMO IN ITALIA? IN BELGIO NEL 2010 LA WONDERBRA RILANCIO’ IL SUO PUSH-UP CON UNA MODELLA DISABILE, SI ERANO RESI CONTO CHE DISABILITA’ POTEVA ESSERE ANCHE BELLEZZA E BUON MARKETING

Cinque anni fa la Wonderbra belga gia’ pensava alle grandi campagne di sensibilizzazione sulla bellezza e disabilita’, il quale ritorno economico e di immagine fu strategicamente centrato, i guadagni furono strepitosi e il reggiseno torno’ negli armadi delle donne belghe oltre che aver lanciato un messaggio d’avanguardia.

Nel 2015 in Italia ancora non si vedono modelle disabili, nè si pensa a spot sostenibili con persone diversamente abili, tantomeno si pensa ai disabili come potenziali consumatori, di reggiseni! Lontanissimi “dall’accessibilita’ culturale”!

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Tanja Kiewitz, modella senza mano, ricreo’ lo spot Wonderbra che era stato di Eva Herzigova nella celebre pubblicità del reggiseno Wonderbra anni prima recitava lo slogan “Guardami negli occhi…ho detto negli occhi…”

Invece la trentacinquenne belga Tanja Kiewitz non poso’ in reggiseno per vendere biancheria intima, bensì per dimostrare che ad avere un handicap non c’è niente di cui vergognarsi, e nella foto non celo’ il proprio arto sinistro a cui manca l’avambraccio: “

«Sono una donna che sa essere sexy» disse ai giornalisti e divento’ una celebrita’ in  pochissimi giorni in Belgio e in Francia.

Quella pubblicità genero’ moltissime donazioni all’organizzazione “CAP48”, che sensibilizzava sul problema dei disabili, per oltre 4 mln di euro, l’equivalente di quasi un euro per ogni cittadino belga di lingua francese.

L’articolo del Corriere della Sera http://www.corriere.it/salute/disabilita/10_ottobre_20/modella-disabile-tania-francesco-tortora_9c344f78-dc45-11df-be1f-00144f02aabc.shtml

La campagna sulla disabilità
della modella con un braccio solo

Tanja Kiewitz è la protagonista di alcuni cartelloni in Francia e Belgio.  «Sono una donna che sa essere sexy»

Tanja Kiewitz nella foto realizzata per la campagna di sensibilizzazione sulla disabilitàMILANO – Ha un corpo e un viso bellissimi, ma guardando l’immagine si nota subito anche il suo handicap: l’avvenente Tanja Kiewitz, modella che ha posato per la campagna di sensibilizzazione sulla disabilità ideata dalla organizzazione no-profit belga “Cap 48”, ha solo un braccio. In pochi giorni la trentacinquenne è diventata una vera e propria star ricevendo decine di richieste d’interviste da tutta l’Europa. A trasformarla in una celebrità è stata la foto che è comparsa su diversi cartelloni pubblicitari in Francia e in Belgio: la trentacinquenne si mostra con un reggiseno nero e guarda dritto verso l’osservatore proprio come in una celebre pubblicità del 1994 con Eva Herzigova. In alto campeggia la frase a effetto: «Guardami negli occhi… ho detto negli occhi».

TELETHON – La campagna di sensibilizzazione ribattezzata “Regard” (sguardo) è stata così un successo che l’associazione no-profit ha raccolto più di 4 milioni di euro durante l’annuale telethon, la kermesse televisiva organizzata per raccogliere fondi a favori delle persone disabili, circa il dieci per cento in più rispetto all’anno scorso. La Kiewitz, che nella vita di tutti i giorni lavora come designer, si è dichiarata orgogliosa di aver prestato il suo volto alla campagna di sensibilizzazione: «L’ho fatto perché, almeno per una volta, posso mostrarmi come sono senza dovermi nascondere – ha confessato la modella al quotidiano francese Libération – Dobbiamo smettere di pensare che io non sia un essere umano, ma solo un piccolo braccio che penzola con una personalità. Le persone, troppo spesso, pensano che i disabili non abbiano una personalità, li considerano gente diversa. Bisogna sottolineare che io sono in tutto e per tutto una donna che può essere bella e sexy».

POLEMICHE – La vita della Kiewitz è cambiata radicalmente in pochi giorni: “Sono stata tempestata da messaggi su Facebook – ha dichiarato al Daily Mail – La maggior parte delle reazioni sono state positive. Inoltre ci sono giornalisti che mi chiamano da tutto il mondo. Ciò è davvero folle». Naturalmente l’iniziativa dell’associazione no-profit ha suscitato anche qualche malumore: «Proteste sono arrivate alla Giuria d’etica pubblicitaria, ma sono state velocemente respinte – ha dichiarato Renaud Tocker, presidente di Cap48 – Dall’altra parte però abbiamo ricevuto tantissimi incoraggiamenti e apprezzamenti».

 Francesco Tortora

20 ottobre 2010 (ultima modifica: 01 novembre 2010) © RIPRODUZIONE RISERVATA


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