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MEDICO DI VICENZA INVENTA UNA INCUBATRICE UNICA AL MONDO PER SALVARE I BAMBINI

Il medico vicentino che ha inventato una macchina per salvare i bambini

Claudio Ronco e «Carpediem», il suo apparecchio in miniatura per la dialisi dei neonati La missione La scelta di rinunciare al brevetto: «Mica l’abbiamo costruita per fare soldi»

di Gian Antonio Stella

 Da Corriere.it

Lisa è una bambina nata due volte. La prima volta, alla fine di agosto del 2013, a causa d’un parto complicato, aveva una gravissima insufficienza renale. Così grave che pareva irrimediabilmente perduta. Il destino di 90 su cento dei piccoli nati con quei problemi. Come potevano salvarla se non esistevano macchinari per la dialisi dove tutto fosse in miniatura e le multinazionali non erano interessate a metterci soldi per costruirli? La seconda volta, Lisa è nata negli ultimi giorni dell’estate. Quando finalmente chiese il latte. Dopo tre settimane di speranze, angosce, spaventi, notti insonni dei genitori, dei medici, degli infermieri.

La prima neonata al mondo

Da grande potrà raccontarla come un’avventura di cui non ricorderà nulla. Tranne quello che le spiegheranno i genitori. E cioè che è stata la prima neonata al mondo salvata da una macchina costruita apposta per lei e i bambini venuti dopo di lei (il 18 per cento dei «prematuri») all’ospedale «San Bortolo» di Vicenza da un medico che, dopo aver lavorato in America e fatto esperienza in mezzo mondo, è riuscito a metter su una squadra che tiene insieme scienziati di varie discipline.
Si chiama Claudio Ronco, ha diretto il laboratorio del Beth Israel Medical Center di New York, ha pubblicato i suoi lavori sulle più prestigiose riviste scientifiche del pianeta, è finito nel 2014 al primo posto nella classifica dei più importanti scienziati del rene stilata dalla John Hopkins University , insegna in vari atenei italiani, americani e cinesi ed è appena uscito con un libro (Colla editore), in cui racconta la sua «Storia di una bambina, di un medico e di una macchina».

«Carpediem, un miracolo della tecnologia»

Si intitola, il libro, col nome proprio di quella macchina, «Carpediem». In linguaggio scientifico: Cardio-Renal Pediatric Dialysis Emergency Machine . In latino, come ricordano i lettori di Orazio, «ruba un giorno» al futuro. E con quello spirito partì la battaglia intorno alla culla di Lisa: l’obiettivo era di rubare un giorno e poi un altro e un altro ancora alla cattiva sorte che pareva non lasciare scampo.
Scrive nella prefazione Umberto Veronesi: «Carpediem è un miracolo della tecnologia e della fusione di più discipline scientifiche allo scopo di realizzare il rene artificiale perfetto per i bambini neonati. Qualcosa che non c’era, qualcosa di cui vi era necessità, qualcosa che, per fare eco ai colleghi americani, cambierà il modo di fare medicina nei pazienti neonati con problemi renali».
Il tutto grazie a un metodo: «Claudio ha realizzato quello che per anni è stato anche il mio sogno di medico», spiega il grande oncologo che nel 2000 fu anche ministro della Sanità, «e cioè mettere assieme in un’unica struttura l’assistenza, la didattica e la ricerca. L’assistenza dei pazienti con una buona dose di umanità affiancata alla forte vocazione tecnologica della disciplina nefrologica».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
http://www.corriere.it/cronache/15_gennaio_23/medico-vicentino-che-ha-inventato-macchina-salvare-bambini-52a44d9e-a2d0-11e4-9709-8a33da129a5e.shtml
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