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SUPER NONNA, SI SIEDE SUL COFANO E ATTENDE LA POLIZIA

Applausi a questa super nonna di Grosseto. Un mattino portando la nipotina disabile a scuola stanca di trovare  il parcheggio riservato occupato da un auto senza tagliando, si è seduta sopra il cofano dell’auto in questione ed ha chiamato i vigili. Notate bene, la persona era dentro l’auto e lei non si è mossa da li fino all’arrivo della polizia municipale.

Ricordiamoci di essere attivi come questa nonna, non cediamo ai soprusi; se tutti noi, disabili & affini, facessimo così saremmo meno invisibili.

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Da IlGiunco.net “Si è seduta sul cofano dell’auto e ha atteso l’arrivo della polizia municipale. Protesta questa mattina davanti la scuola di via Monte Bianco. Una donna ha trovato occupato il posto dei disabili, come accade spesso, e ha deciso di chiamare le forze dell’ordine.

«Sono tre anni che va avanti questa storia, non ne posso più». Laura è rattristata e arrabbiata. La nipote è una dei cinque disabili, tra bambini e bambine, che frequentano al scuola di via Monte Bianco. Per loro il comune ha fatto dipingere posti gialli davanti all’istituto, perché il cammino dall’auto al portone d’ingresso sia breve visto che alcuni hanno problemi di deambulazione «eppure spesso quei posti sono occupati da persone che non ne hanno diritto».

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Questa mattina Laura ha parcheggiato l’auto in un posto comune, visto che quello per disabili era occupato da una vettura con a bordo una donna che si è giustificata dicendo che restava «solo pochi minuti». Quando, dopo aver lasciato la nipote, è tornata all’auto ha trovato nuovamente il posto occupato, questa volta da un uomo. Ha sottolineato che quel posto era riservato e l’uomo ha risposto in malo modo.

Esasperata Laura questa volta ha deciso di non lasciar correre: si è seduta sul cofano della vettura e ha chiamato la polizia municipale. Gli agenti sono arrivati in pochi minuti e hanno preso le generalità dell’uomo alla guida come anche la testimonianza della signora. Qualche settimana fa la scuola aveva posto, attorno ai cancelli dell’istituto, alcuni cartelli proprio per ricordare di rispettare le regole della strada e non parcheggiare nei posti auto riservati ai disabili.

In merito alla vicenda  interviene Massimiliano Frascino, presidente della Fondazione Il Sole Onlus di Grosseto. Riportiamo integralmente la sua lettera. «Un’infinità di volte. E ogni volta con le stesse scuse: “Solo cinque minuti”, “il posto era vuoto”, “abbia pazienza vado via subito”. E non di rado occhiate strafottenti di sfida, espressione di sufficienza per il privilegio ingiustificato di cui godi.  Fino all’arroganza del “vai a quel paese”, se t’azzardi a protestare dopo aver aspettato lunghi minuti che il posto auto o lo scivolo si liberassero.

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Il campionario dei comportamenti incivili di chi occupa ingiustificatamente gli stalli riservati alle persone con disabilità, è vastissimo. E si arriva tranquillamente anche alla reiterata occupazione dei posti riservati nei pressi delle scuole, com’è successo ieri davanti a quella di via Montebianco. Dove la zia di una ragazzina disabile, esasperata dal ripetersi di questo comportamento, ha aspettato i vigili urbani seduta sul cofano della macchina per impedire all’occupante abusivo di svignarsela. Di fronte a questi episodi di degrado delle relazioni umane, perché di questo si tratta, non serve né l’indignazione di maniera né il vittimismo colpevolista da parte delle persone disabili. Per quanto abbiano ragione a sentirsi umiliate e quindi ad arrabbiarsi. È tutto molto semplice. Basta costruire un’alleanza fra persone per bene che condividano una responsabilità: far rispettare le regole della convivenza civile. Per cui, ad esempio, i genitori dei bambini che frequentano una scuola dove ci sono piccoli alunni disabili, vigilano che nessuno occupi gli stalli riservati. Rendendosi parte attiva per prevenire e impedire certi comportamenti, facendo pressione o prendendo manifestatamente le distanze da chi non rispetta le regole. Oppure, ancora, sollecitando i vigili urbani a intervenire anche in assenza della persona disabile.

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Il tema di fondo, cioè, non può che essere quello del risveglio del senso civico e di un atteggiamento diffuso all’insegna di un’etica comunitaria, a tutela di beni considerati di natura pubblica e non semplicemente affidati all’interesse a tutelare un diritto soggettivo. Quello che premia in qualche modo chi si comporta con egoismo e cialtroneria, è infatti l’indifferenza sociale e il retropensiero diffuso che ciò che non m’interessa direttamente non mi riguarda. Questo vale per l’occupazione abusiva degli stalli riservati ai disabili, come per chi non rispetta le regole della raccolta differenziata, per chi non utilizza i portacenere nei parchi pubblici, per chi non paga il biglietto dell’autobus, per chi porta i residui delle ristrutturazioni in discariche abusive, per chi schiamazza e bivacca e per chi è aggressivo verbalmente, o peggio ancora. Se tutti si girano dall’altra parte, non ci saranno mai abbastanza telecamere, vigili urbani o membri delle forze dell’ordine».

Fonte ilgiunco.net mercoledi 9 novembre e giovedi 10 novembre

 

 


FESTA DELLA MAMMA 2016, LE MIE NONNE: FORZA, CARATTERE E CORAGGIO, DONI PREZIOSI.

Nonna mi manchi, mi manchi, sei la coccola che non mancava mai a sanare il mio dolore.

Polenta dolce

I tuoi abbracci, ricordo tangibile.
Quel profumo di cibo appena sfornato.
Sei sorriso infinito.
Traboccanti d’amore, passeggiate tra i campi già d’oro di grano; poi m’ama non m’ama, filastrocca cantata e c’era una volta.
Sei la canzone che ora non canto, la tua risata mi manca, son stanca.
Per favore ancora, prendimi in braccio,“Polenta dolce!”, ricordo tangibile e mi batte di te orfano il cuore.

© Lorella Ronconi – 2013
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UNA ANTICA PREGHIERA

UNA ANTICA PREGHIERA

“La mattina del venerdi santo
la madonna si alzò con un gran pianto
un gran pianto ed un gran dolore
perchè era morto nostro Signore.

Se reciti questa preghiera
33 volte, in ginocchio e in terra sacrata
chiedi qualsiasi grazia a Dio
e ti verrà donata.”

Una antica preghiera che mia nonna Italia aveva ricevuto a sua volta da sua nonna,
ogni anno il mattino del  venerdì santo, è la prima cosa che penso.
Credo che non dobbiamo mai dimenticare le piccole,
grandi tradizioni che i nostri cari, i nostri avi ci hanno lasciato in eredità:
il piccolo aiuto dato con gioia, il  sorriso educato e sincero,
l’attento ascolto, la pazienza, il coraggio, la speranza,
il saper condividere con gli altri quello che abbiamo,
spesso sono i migliori ingredienti per far posto alla Pace nelle nostre vite.

Buona Pasqua di Resurrezione e Pace a tutti!


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