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RAPPORTO ONU: “IN ITALIA DISABILI TORTURATI”

Il rapporto delle Nazioni Unite: «Esperimenti medici su di loro senza consenso» 

Di Andrea Ossino: “A ogni «preoccupazione» corrisponde una «raccomandazione» che il Belpaese dovrebbe adottare entro 12 mesi. Dalla discriminazione fino alla povertà, passando per gli esperimenti medici, il ruolo dei familiari caregiver, la tendenza a reistituzionalizzare, la mancanza di misure specifiche per sostenere le famiglie e gli scarsi finanziamenti dedicati all’assistenza sanitaria.

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L’organizzazione intergovernativa sottolinea diversi «aspetti critici», mostrandosi «preoccupata – si legge al primo punto – per l’esistenza di molteplici definizioni di disabilità in tutti i settori e nelle regioni, il che porta ad una disparità di accesso al sostegno e ai servizi». Secondo l’Onu l’Italia peccherebbe anche nel non confrontarsi con le associazioni che si occupano di disabilità. Inoltre «non vi è alcuna sistematica integrazione delle donne e delle ragazze con disabilità nelle iniziative per la parità di genere, così come in quelle riguardanti la condizione di disabilità». E ancora: «il quadro politico per affrontare la povertà infantile dei minori disabili è inadeguato». Un capitolo a sé riguarda la «Libertà da tortura o trattamenti crudeli, inumani e degradanti». Già, perché secondo l’Onu avvengono «esperimenti medici su persone con disabilità, effettuati senza il loro libero e informato consenso». «Un cerotto per il mal d’auto era stato prescritto per problemi di scialorrea, di iper salivazione – spiega Chiara, familiare caregiver – Il dottore aveva provato a utilizzare l’effetto collaterale della secchezza delle fauci come una cura. Ho rischiato di uccidere mio figlio perché lo stavo avvelenando senza saperlo. I parenti delle persone non autosufficienti sono così disperati che accetterebbero qualsiasi cosa».

Poi vi è l’altro lato della medaglia, quello delle cure per il dolore che non vengono finanziate dal Servizio sanitario nazionale: «Quindi se la persona è povera soffre» spiega Chiara. E ancora «il Comitato è preoccupato per il fatto che i bambini sono sottoposti a interventi chirurgici irreversibili di variazione intersessuale e ad altri trattamenti medici senza il loro libero e informato consenso». Un discorso importante riguarda la preoccupazione espressa «per l’inaccessibilità del sistema giudiziario» e «perché la legge penale dello Stato consente di dichiarare le persone con disabilità intellettive o psicosociali non idonee a ricorrere in giudizio», permettendo altresì di sottoporle «per un tempo indefinito, a misure di sicurezza che le privano forzatamente della libertà». Nel capitolo relativo la «libertà e sicurezza della persona», si va dalle perplessità inerenti «le misure restrittive a carico delle persone socialmente pericolose, comprese le persone che sono ritenute pericolose per sé e per gli altri», fino a quelle relative al «trattamento dei detenuti con disabilità». Un capitolo è dedicato alla comunicazione: dal mancato «ri- conoscimento ufficiale del linguaggio dei segni fino al suo limitato utilizzo nelle trasmissioni televisive», passando per lo «scarso riconoscimento del Braille», per l’assenza di interpreti nella scuola pubblica e per la mancata ratifica del «Trattato di Marrakech per facilitare l’accesso ai testi pubblicati alle persone cieche». E poi ancora vengono elencate le difficoltà per i disabili nell’adozione, nel partecipare ai bandi pubblici, per avere il diritto di voto («l’articolo 48 della Costituzione che limita il diritto di voto sulla base di “incapacità civile” non è coerente con la Convenzione»), per gli alti tassi di disoccupazione e per il trattamento riservato ai migranti con disabilità. Insomma, per l’Onu l’Italia non è un paese a misura di disabili.

Da ILTEMPO.it


3 DICEMBRE, XXXV° GIORNATA INTERNAZIONALE SULLE PERSONE CON DISABILITA’

La Giornata è un appuntamento che è stato istituito nel 1981 con lo scopo di promuovere una più diffusa e approfondita conoscenza sui temi della disabilità, sostenere la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita e allontanare ogni forma di discriminazione e violenza. Abbattere le barriere fisiche e psicologiche: un solo motto per la Giornata della Disabilità. Nel mondo sono circa un miliardo. In Italia quasi 3 milioni.

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L’intenzione della Giornata è di creare un momento di riflessione e discussione sul tema della disabilità da tutti i punti di vista: politico, civile, sociale, educativo e medico. Quest’anno, inoltre, ricorre il decimo anniversario della Convenzione Onu sui diritti delle Persone con disabilità, e la Giornata rappresenterà quindi un’importante occasione per fare il punto su cosa sia cambiato effettivamente nei 166 paesi che l’hanno ratificata.
L’iniziativa è stata istituita nel 1981, l’Anno Internazionale delle Persone Disabili, per promuovere una più diffusa e approfondita conoscenza dei temi della disabilità, per sostenere la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita e per allontanare ogni forma di discriminazione e violenza.

Dal luglio del 1993, il 3 dicembre è diventato anche Giornata Europea delle Persone con Disabilità, come voluto dalla Commissione Europea, in accordo con le Nazioni Unite.

NEL MONDO 1 MILIARDO DI PERSONE CON DISABILITA’, IN ITALIA 3 MILIONI

Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo ci sarebbero più di 1 miliardo di persone con una disabilità, circa il 15% della popolazione mondiale vive con qualche forma di disabilità . Almeno un quinto di questi, circa 110-190 milioni di individui, è costretto ad affrontare difficoltà «molto significative» nella vita di tutti i giorni. Inoltre, le percentuali di disabilità stanno aumentando, a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento globale delle malattie croniche. In Italia invece l’Istat stima che siano 3 milioni i disabili, il 5% della popolazione. Circa 700mila persone hanno problemi di movimento, oltre 200 mila difficoltà sensoriali, quasi 400mila limitazioni che impediscono le normali funzioni della vita quotidiana.

IN ITALIA MOLTI DISABILI E FAMIGLIE LASCIATI SENZA SOSTEGNO  

Dei 3 milioni di disabili, solo un milione e centomila fruiscono di indennità di accompagnamento. Oltre 200 mila adulti vivono ancora in istituto o in RSA, spesso in condizioni segreganti. Molte altre invece vivono “segregati” in casa, a causa dell’assenza di sostegno e supporto, se non al massimo quelli della famiglia. Il 70% delle famiglie con persone con disabilità non fruisce di alcun servizio a domicilio. Meno di 7 disabili su 100 contano, infatti, su forme di sostegno presso la propria abitazione. Questo significa che nella maggior parte dei casi le famiglie gestiscono da sole quello che i servizi non offrono.

QUI LA SPESA PER LA DISABILITA’ E’ AL DI SOTTO DELLA MEDIA EUROPEA  

In effetti il nostro paese, spende poco per la disabilità: secondo l’Eurostat, la spesa è di 430 euro procapite, posizionandosi al di sotto della media europea di 538 euro nella parte bassa della classifica. La spesa media annua dei comuni per disabile è inferiore ai 3mila euro l’anno con una spesa giornaliera di 8 euro. Profonde sono le disparità territoriali. Basta pensare che la Calabria spende circa 469 euro contro i 3.875 del Piemonte. Ma quello che maggiormente influenza negativamente la vita dei disabili è l’esclusione. Si stima che meno di un disabile su cinque lavori, con conseguenze sulla realizzazione personale e anche economiche. Infatti, la disabilità è uno dei fattori principali di impoverimento. La Giornata di domani servirà anche a puntare i riflettori su tutti gli aspetti migliorabili per favorire l’integrazione e l’inclusione delle persone disabili in Italia e nel mondo.

Di VALENTINA ARCOVIO  From lastampa.it

Ogni anno la Giornata ha un tema e per l’edizione 2016 è stato scelto il raggiungimento dei 17 Obiettivi per il futuro che vogliamo, i cosiddetti Global Goals for Sustainable Development da raggiungere entro il 2030. L’iniziativa è stata lanciata e promossa dall’ONU nel settembre del 2015 per promuovere lo sviluppo internazionale in modo sostenibile e trasformare il nostro mondo.

I 17 obiettivi riguardano:

1.Lotta alla povertà;
2. Lotta alla fame;
3.Promozione della salute e benessere per tutti e tutte le età;
4. Accesso ad un’istruzione di qualità;
5. Parità di genere attraverso l’emancipazione delle donne e delle ragazze;
6. Acqua pulita e servizi igienico-sanitari… Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e servizi igienico-sanitari;
7. Energia rinnovabile e accessibile… Assicurare la disponibilità di servizi energetici accessibili, affidabili, sostenibili e moderni per tutti;
8. Promozione dell’occupazione e di una crescita economica inclusiva, sostenuta e sostenibile, per tutti;
9. Promozione dell’innovazione e delle infrastrutture;
10. Riduzione delle diseguaglianze all’interno e tra i Paesi;
11. promozione di città e comunità sostenibili;
12. Utilizzo responsabile delle risorse;
13. Lotta al cambiamento climatico;
14. Utilizzo sostenibile del mare;
15. Utilizzo sostenibile della terra;
16. Promozione di Pace e giustizia;
17. Partnership per lo sviluppo sostenibile.

Chiaramente i 17 Obiettivi saranno analizzati con una chiave interpretativa che riconduce ai veri protagonisti della Giornata: le persone con disabilità.
From ens.it

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