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SONO UNA SIRENA, MI DISPIACE PER VOI 

Sono una sirena. Lo so, non posso farci niente, mi dispiace per chi è costretto a camminare, ma io sono una sirena. 

Nel 1998, un mattino di febbraio, mi sono svegliata e mi sono scoperta Sirena. I’m a mermaid:  canto e incanto con le mie poesie…  –> Guarda nel link le mie produzioni:

http://lorellaronconi.it/poesie/pubblicazioni/ )

I marinai di me hanno paura  hanno paura del mio canto della mia poesia  e si allontanano  quando vi vedono . Io vivo nei profondi abissi dove i tuoi piedi non possono arrivare. Nei miei abissi è molto buio, talvolta freddo, ma ci sono delle creature meravigliose che tu non puoi nemmeno immaginare. Spesso ti guardo, ti osservo da lontano, tu corri, corri, cammini.. ma a volte non sai dove andare, ti perdi nell’insicurezza: forse perché non hai le pinne? Talvolta mi sento diversa, sono triste perché tu non mi guardi e fuggi da me. Posso capire, non conosci il mio mondo. Sai, la felicità è delle persone che amano la loro diversità, io non sono altro che una sirena, canto e incanto, non aver paura di stringere le mie mani.

#LorellaRonconi #SirenaGuerriglia #senzabarriere #donnafemmina

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Quando la gente passa spesso mi guarda, in 55 anni mi sono, quasi, abituata a certi sguardi. 

Da bambina invece erano molto dolorosi  sentivo gli occhi che cadevano sulla mia pelle, sulla  faccia, sul corpo, sguardi appiccicosi, umidi… come un chewing gum usato e poi spiaccicato addosso. Sembrava non poterli più togliere, quegli sguardi dalla pelle. Li portavo a casa, la notte, e piangevo  pensando di essere sbagliata: un mostro da nascondere in casa. Ma la forza della mia vita sono stati i miei genitori, i miei amici, grandi motori di forza, che mi hanno difesa, sostenuta. Mi hanno aiutato a capire, credere,  che sono bella.  Maturando infatti, dopo 30 anni, ho cominciato a guardarmi allo specchio osservando i particolari di tutto il mio corpo e li trovavo normali, particolari di donna. 

Se ne vedono di donne e di uomini passare al mare,  e, volendo essere guardoni, si può affermare che non tutti sono grandi specialità, anzi alcuni potrebbero anche evitare di guardare me e cominciare a guardare se stessi. Uomini donne ragazzi non vergognatevi del vostro corpo non vergognatevi di esistere né di essere, abbiate il coraggio di voler vivere che, ve lo dico, è il coraggio più difficile: amare se, accettare se. Non mettersi il costume 👙 rinunciare alla spiaggia, non farsi fotografie : sono vere violenze a noi stessi, sono offese al nostro corpo. DIFENDERE la nostra dignità a testa alta. 

L’altro giorno è passata una signora, qui accanto al mio ombrellone più volte ed ogni volta mi guardava con gli occhi di stupore, dall’alto al basso, rallentando per guardarmi meglio. Alla terza volta le ho detto (con voce forte) : “Signora? Ha visto bene? No, perché se non ha visto bene, le do un santino mio, così lo mette in borsa e mi può guardare a comodo!” 😂😂 lei silenziosa, ha abbassato lo sguardo è andata avanti senza dire nulla, e che cavolo! 😍😍😍 Sono così orgogliosa di me! 

© Lorella Ronconi 


AMORE DISABILE = AMORE IMPEGNATIVO?

Tu cosa ne pensi? E’ impegnativo amare una persona con disabilita’ motoria o sensitiva?

Qualche anno fa: “Vedi, mi piaci, sei intelligente, speciale, saresti la mia donna ideale, ma… sei disabile, sei impegnativa, abbi pazienza”.

Ecco una “dichiarazione d’amore” ricevuta 20 anni fa. Non è cambiato nulla, sapete? Questa affermazione è tornata nel tempo, a me, a molti amici disabili.

Ma quale persona, quale storia d’amore non è impegnativa? Chi può prevedere nel tempo? Perchè esiste la paura di amare una persona sulla carrozzella, o cieca, o sorda?

Siamo davvero così terribili da essere cancellati dalle emozioni di coppia? Dall’affetto/pulsione relazionale/sessuale?impegnativa


#ILMASCHIOINCHAT DI INCONTRI, QUANDO SI ACCORGE CHE LA DONNA E’ DISABILE? SCUSA, MI DISPIACE, NON VOLEVO

#ilmaschioinchat: per le donne diversamente abili nessun progresso sul sesso. “Sarebbe ignoranti cercarlo da te” – ” Sono seduta in carrozzella non asessuata” – “Scusa. Non ho studiato medicina”

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Ogni tanto vago in chat di incontri con la speranza di trovar un fidanzato :))) ma anche per capire meglio cosa sanno, pensano, o scrivono “i maschi” sulle donne disabili.  In chat, con un nickname, dietro ad uno schermo, le persone si sentono più libere, meno frenate dalla “buona educazione”, escono allora tutte le “ignoranze”, i tabu’, le paure e i retaggi culturali sulla sessualità/affettività su una donna (uomo) con disabilità motoria o sensoriale.

Ecco un saggio della attuale situazione.

Lui: “Sarebbe da ignoranti cercarlo da te“.

Io: “Essere seduti comporta la perdita dei genitali? Non sono asessuata” .

Lui: “Scusa, non ho studiato medicina“.

Gli uomini nelle chat di incontri, spesso diventano maschi, ma soprattutto tirano fuori la loro paura, ignoranza grandissima in materia , generalmente l’80 % scappa quando si accorge che sta chattando con una donna disabile.  Io non dico bugie di me, ho una bella foto profilo e una descrizione di me reale, ma, ovviamente pochissimi leggono la descrizione. Il soggetto guarda la foto (esca per pesce lesso) e scrive di getto qualcosa di intrigante, gli rispondo, lo faccio andare un po’ avanti e poi gli chiedo (confesso, a volte con un certo gusto): “Hai letto il mio profilo? Sono in carrozzella.” . Il tipo risponde dopo qualche secondo – va a leggere la descrizione – e arriva con la frase “top dei top” : “Scusa, mi dispiace, non volevo“.
Ti dispiace?!!!!!!!!!!!!!!!! Ma se un minuto fa volevi strapazzarmi addosso tutto il kamasutra?!!?? E…no, non è finita, dopo arriva la domanda “standard”: “Senti, ma ci sei nata o ci sei diventata?“.
Immaginate la mia risposta 😀 . Cadono le braccia, finisce il trip, o scappano o si ammorbano chiedendoti amicizia e consigli sulle loro storie: tristissimi. Ti fanno sentire invisibile come femmina, donna (o uomo), spesso son persone, uomini di 35, 40 anni; non mi arrendo, non voglio smettere di sognare, desiderare ed operare per una parità di opportunità anche per noi, uomini e donne, persone con differenti abilità.
Lorella

 

 


LORELLA, IL MIO NOME È LORELLA

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È veramente cosa molto difficile, un’impresa memorabile, estremamente dura essere considerate femmine e donne sessuate nelle chat d’incontri, ci avete provato? Quando i maschi si rendono conto che siamo disabili diventano tutti amici pietosi, carini, agnellini angelici in fuga…:'(. Per voi ragazzi ‘in carrozza’ succede la stessa cosa? Mi piacerebbe sapere cosa dicono a voi….


LA VERA INTEGRAZIONE E’ RICONOSCERE IL VALORE DELLA DIFFERENZA NELL’UGUAGLIANZA E VICEVERSA

Be Happy Grosseto

Be Happy Grosseto

Eppure ancora molti dicono: “Queste persone, ci aiutano a vivere.” …”Queste persone, sono sempre allegre”… “Queste persone….”

N0! Che siamo medicine?

Non siamo altri, diversi, alieni, ma solo differenti, come tutti. A me suona strano quando mi indicano e mi dicono: “QUESTE PERSONE” … mi fa male, mi fanno sentire davvero “separata” dal mondo “normale”.

La vera integrazione è il VALORE DELL’UGUAGLIANZA NELLA DIFFERENZA e VICEVERSA.

La grande integrazione è saper dire “Noi” .

Lorella Ronconi

http://www.lorellaronconi.it
@lorellaronconi
https://www.facebook.com/lorellaronconietor?ref=hl
https://lorellaronconi.wordpress.com/


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