IO RUOTO, IN UN MONDO FATTO DI PASSI

JE ROULE

Ruoto, scivolo, piroetto
tra piedi frettolosi
non trovo le mie orme
sul calore della sabbia
solo i segni delle mie ruote
due strisce affondate dal peso della sofferenza.
Sofferenza gratuita
sofferenza che scivola lentamente
come la mia vita, sgrana goccia dopo goccia
attraverso il tubo della flebo.
Attendo, aspetto
cerco le mie orme
non le trovo: io ruoto
je roule.

 
Due linee sul grigio dell’asfalto
segnano l’inverno.
Aspetto al di là delle vetrine dei negozi
Io non entro, attendo fuori.
Scale fra me e la gente
porte troppo strette
barriere che strappano la libertà.
Mondi inesplorati
oltre quelle rampe, la vita si muove agitandosi
fra vanità e gambe frettolose
fra sogni che strappano l’anima e carezze dell’impossibile
ho perso le mie orme
ma io ruoto, si.
In un mondo fatto di passi
je roule.

Lorella Ronconi (Acuista qui il libro: Je roule Ed. Ets Pisa)
Photo by Joanne Francine Joyce
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MPS: TI ASPETTIAMO. SMS OFFENSIVO

Banca Monte dei Paschi di Siena  ha chiuso la filiale accessibile e ha trasferito i miei pochi risparmi in una sede impossibile, inaccessibile. Oltre il danno l’sms: “Gentile Cliente, ti aspettiamo nella Filiale di GROSSETO AG. 8. Info e assistenza: numero verde 800 030505”.
Quel “ti aspettiamo”, mi suona un po’ come una presa in giro, e scommetto che me lo faranno pure pagare. Mi sento offesa, impotente, sola, arrabbiata e oltretutto salassata del denaro che la banca mi sta prendendo per gestire un conto a cui non posso andare.
#dirittinonprivilegi #accessobancomat #iomisentosola #senzabarriere

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GROSSETO, BANCOMAT IRRANGIUNGIBILE PER DISABILI, E I MIEI RISPARMI?

Scoppia il caso, ma non troppo, mi rendo conto che abbiamo doveri ma non diritti, fa davvero male, chiedo aiuto al web.

Mps chiude una sede (a norma) trasferendo i correntisti in una filiale in un palazzo storico inaccessibile, in zona ZTL della città, con un bancomat impossibile e l’entrata “garantita” da piattaforma elevatrice mal funzionante. Purtroppo tra i correntisti ci sono io, disabile  con i miei risparmi.
Mi sento sola in questa battaglia, il sostenere le spese di gestione e conto ma non avere la possibilità di usufruire dei miei soldi è un sopruso. Esiste una sentenza di Cassazione Civile, la n.18762 del 2016,  in cui la Corte ha dato ragione a un disabile fiorentino impossibilitato ad accedere al bancomat del suo istituto di credito perché non a norma. Perchè? Perchè non posso accedere ai miei risparmi? Perchè gli istituti non si sono regolarizzati? Perchè tanta indifferenza?  Mi fa davvero arrabbiare, chiedo aiuto al web!

La paladina dei diritti Lorella Ronconi protesta: lo sportello di Mps a cui è stata dirottata è inaccessibile a chi è in carrozzina di Sara Landi

Il 17 marzo (oggi) chiude l’agenzia 3 della banca Monte dei Paschi di via Santorre di Santarosa, a Grosseto. Tutti i suoi correntisti e clienti vengono trasferiti all’agenzia 8 di via Manin in centro storico. Tra loro c’è anche Lorella Ronconi, paladina grossetana delle battaglie per i diritti delle persone diversamente abili, condizione che vive in prima persona essendo costretta da tanti anni sulla sedia a rotelle.

“Lo spostamento alla sede di via Manin lo vivo come un incubo e una privazione dei miei diritti – si sfoga Lorella accanto alla sua avvocata, Elisabetta Calabria – Nell’agenzia di via Santorre di Santarosa che è vicino a casa c’è un bancomat a norma per i disabili e posso prelevare in autonomia oltre a poter entrare e fare delle normali operazioni bancarie. Tutto ciò in via Manin mi sarà precluso perché per arrivare al bancomat ci sono due scalini mentre l’agenzia è accessibile per un disabile solo con un montascale o dalla porta di emergenza, quindi non in autonomia”.

collage banche

Lorella Ronconi si è rivolta all’avvocata Calabria perché non si rassegna a vedere negati i propri diritti. “Voglio precisare – dice Lorella – che ho trovato piena sensibilità e disponibilità a venirmi incontro da parte dei dipendenti e delle direttrici delle due agenzie interessate. La mia non è un’azione contro di loro ma affinché la banca si faccia carico di questa situazione. Del resto il problema dei bancomat non a norma esiste nella maggioranza delle banche”.

“Ho scritto una lettera alla banca Mps – dice l’avvocata Elisabetta Calabria – per far presente il disagio e la discriminazione patiti da Lorella. Informalmente abbiamo già avuto un riscontro (una telefonata dalla direttrice dell’agenzia di via Manin) ma attendiamo un impegno formale: intanto per il mantenimento dello sportello bancomat che si trova su via Tito Speri e poi per rendere accessibile la sede di via Manin. È una questione di civiltà che riguarda tutti, disabili ma anche persone con ridotta mobilità, dagli anziani alle mamme con la carrozzina”.

Ronconi e Calabria mostrano insieme una sentenza storica emessa dalla Cassazione lo scorso anno. “Parliamo della sentenza 18762 del 2016 – dice Calabria – in cui la Cassazione ha dato ragione a un disabile fiorentino impossibilitato ad accedere al bancomat del suo istituto di credito perché non a norma. Si riconosce in modo netto che non solo i disabili ma anche le persone con ridotta mobilità devono poter accedere in autonomia al bancomat”.

In seguito al caso sollevato da Lorella Ronconi interviene il direttore territoriale mercato Mps di Grosseto Marco Sargentoni. “La chiusura dell’agenzia 3 di via Santorre di Santarosa – sottolinea in una nota Sargentoni – rientra in un piano di razionalizzazione della banca Mps che riguarda tutto il territorio nazionale. In relazione al bancomat Mps farà tutto quello che è nelle sue possibilità per garantirne il mantenimento e venire

così incontro alle esigenze di tutti i clienti. In città, inoltre, sono attive filiali che non presentano barriere architettoniche e dalle quali è possibile prelevare contante. Tutti i colleghi stanno lavorando per garantire la continuità operativa e minimizzare i disagi per la clientela”.

 

From Il Tirreno, Grosseto


SE LE DONNE… 

CATENE D’AMORE

Ndeye Coumba

 

Se, le donne,

le loro mani volessero unire,

per formare una catena che…

abbracciasse l’universo;

Se, le donne, con le loro voci

canticchiassero la stessa aria,

per dissipare il languore,

ed esaltare la libertà;

Se, le donne,

i loro cuori battessero

all’unisono,

per rianimare il vecchio mondo,

soffocato dal male;

Se solo tutte le donne lo volessero

al vecchio mondo

nascerebbe un nuovo cuore…….. 


UNA APP CHE MAPPA L’ACCESSIBILITA’ NEL MONDO

Una ragazza grossetana nel 2012 fu la prima a tradurre in Italiano “Wheelmap.org” l’app di origine tedesca che mappa online i luoghi accessibili alle persone con disabilità

Tania Polidoro, studentessa in scienza delle comunicaioni, ha importato l’esperienza tedesca lavorando negli uffici Informagiovani del Comune di Grosseto.  “

C’è lo zampino di due donne grossetane con disablilità nella traduzione in Italiano del sito internet tedesco “www.wheelmap.org”; la prima guida online sull’accessibilità realizzata direttamente dalle persone disabili, che in giro per il mondo attribuiscono un giudizio sull’accessibilità dei lughi che visitano. Dai musei ai negoozi, dalle spiagge ai ristoranti, dai monumenti alle metropolitane. Insomma una specie di trip advisor dei percorsi turistici accessibili.

Si tratta di Tania Polidoro, studentessa poco più che ventenne della Facoltà di scienze della comunicazione a Siena, e di Lorella Ronconi, attivista dei diritti per le persone con disabilità e membro del Cda della Fondazione Il Sole. Lorella ha scoperto il sito tedesco navigando sulla rete, e lo ha segnalato a Tania, che ha avuto l’idea di tradurlo in Italiano e di iniziare la mappaturadella città di Grosseto. Che ha trovato sponda del Centro elborazione dati del Comune di Grosseto, dove il 30 aprile 2012 ha concluso uno stage di formazione universitaria.

“Wheelmap.org” è una realtà già esistente, nata nel 2010 in Germania attraverso la collaborazione tra un’associazione di volontariato e Google, che consente ad ogni cittadino di inserire dati riguardanti l’accessibilità dei luoghi della città. Il servizio, adesso tradotto in lingua italiana, è disponibile per le pricipali piattaforme operative di computer, tablet e smartphone.

«Ad esempio – spiega Tania – un commerciante può segnalare il proprio negozio come accessibile o una Pubblica Amministrazione può indicare un proprio ufficio come accessibile, parzialmente o interamente, secondo un sistema di segnalazione simbolicamente rappresentato dai tre colori del semaforo.

Obiettivo dell’iniziativa quello del coinvolgimento di cittadini e isitituzioni nel “popolare” di segnalazioni questo sito (www.wheelmap.org) che è appena diventato una realtà non solo grossetana ma anche italiana, proprio grazie all’impegno del Comune di Grosseto».

«Un passo avanti nella battaglia, questa si di civiltà – commentò l’assessore alle Politiche Sociali e all’Informatizzazione dell’Ente, Luca Ceccarelli (2012) -, per rendere più amica di tutti la città. Oggi, grazie all’impegno di Tania, siamo in grado di fornire un servizio utile a tanti nostri concittadini. Possono sembrare piccole cose – concluse Ceccarelli – ma solo agli occhi di chi tutti i giorni può vivere senza ostacoli mentre noi lavoriamo per abbatterli o, quanto meno, per sensibilizzare l’opinione pubblica».

From, Fondazione il Sole  onlus (News)


VENNERO A PRENDERE ME, E NON C’ERA RIMASTO NESSUNO A PROTESTARE

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”. (Cit. fonte controversa *)

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<< When they came for the Jews 
and the blacks,
I turned away
When they came for the writers 
and the thinkers and the radicals 
and the protestors,
I turned away
When they came for the gays, 
and the minorities, and the utopians, 
and the dancers,
I turned away
And when they came for me, 
I turned around and around, 
and there was nobody left...»

 

<< Quando vennero per gli ebrei 
e i neri, 
distolsi gli occhi.
Quando vennero per gli scrittori 
e i pensatori e i radicali 
e i dimostranti, 
distolsi gli occhi.
Quando vennero per gli omosessuali, 
per le minoranze, gli utopisti, 
i ballerini, 
distolsi gli occhi
E poi quando vennero per me 
mi voltai e mi guardai intorno, 
non era rimasto più nessuno...»
 
(Hue and Cry, Yellow Triangle)
  • Nei paesi di lingua spagnola la poesia – già propagandata ampiamente da attivisti sociali negli Stati Uniti almeno dagli anni sessanta in sostegno dei diritti civili e in opposizione alla Guerra del Vietnam – è stata spesso erroneamente attribuita a Bertolt Brecht sin dagli anni settanta. Ma il drammaturgo ne cambiò solo la parte iniziale. Brecht iniziava con il passaggio sui rom: «Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano»[senza fonte]. E prosegue con gli ebrei, gli omosessuali e i comunisti. Il finale, laconico, recita: «Un giorno vennero a prendere me e non c’era nessuno a protestare». I versi originari di Martin Niemöller dicevano invece: «Quando i nazisti presero i comunisti,/ io non dissi nulla/ perché non ero comunista./ Quando rinchiusero i socialdemocratici/ io non dissi nulla/ perché non ero socialdemocratico./ Quando presero i sindacalisti,/ io non dissi nulla/ perché non ero sindacalista./ Poi presero gli ebrei,/ e io non dissi nulla/ perché non ero ebreo./ Poi vennero a prendere me./ E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa»[1].

  • Altre ricerche hanno fatto risalire la poesia a discorsi tenuti da Niemöller nel 1946.In ogni caso, il testo della poesia rimane controverso: ci sono molte varianti, che si differenziano sia per le persone citate (comunisti, socialisti, ebrei, cattolici, testimoni di Geova, malati incurabili etc), sia per l’ordine in cui sono citate. Come afferma Richard John Neuhaus nel numero di novembre 2001 del suo diario online First Things, quando nel 1971 gli fu chiesta la corretta versione da riportare, Niemöller disse che non era molto sicuro di aver detto le famose parole ma, se la gente insisteva nel citarlo, lui avrebbe preferito questa versione che parla di comunisti, socialdemocratici, sindacalisti, me.

Fonte: Wikipedia


IMPASTATA DI RIFLESSI

“Non smettere di cercare i colori di te stessa, sei impastata con i riflessi più belli della vita.

Sorridi a te. Sei una persona, regina del mondo. Le sofferenze non potranno mai tarpare le tue ali, se tu non lo permetterai.”

L.R.


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